martedì, agosto 12, 2008

Appunti


Amarsi in tre non è facile.Forse non è facile amarsi e basta. Soprattutto quando ci si ama troppo e si pretende di comunicare ogni volta con un semplice sguardo, un mutamento del tono della voce, un'espressione del viso. O quando addirittura ci si aspetta che i compagni intuiscano al volo, sempre e comunque, un desiderio, un'attenzione, un bisogno di tenerezza senza nemmeno un segnale o una qualsiasi manifestazione . Quando si ama si finisce col ritenere tutto dovuto, ovvio, automatico, perchè ci si crede capaci di fare/dare altrettanto. Ci si dimentica delle diversità individuali e dei tempi differenziati di ognuno. La consapevolezza di essere amati vizia fino a pretendere l'assurdo da chi ci ama. Si reclama la perfezione, pur essendone noi stessi lontani, non sempre pronti a cogliere ed interpretare i segnali ed i bisogni altrui. Da una parte tutto ciò è male perchè causa di attriti ed incomprensioni che si potrebbero facilmente evitare, dall'altra è un bene, perchè stimola e spinge al miglioramento continuo per entrare sempre più in sintonia con gli amati.
Abbiamo vissuto davvero una bella vacanza, nonostante non siano mancati un paio di episodi di tensione che ci hanno fatto soffrire non poco. Col senno di poi credo siano stati anch'essi preziosi, perchè ci hanno dato la misura del nostro amore che è davvero grande, tanto da stupirci ancora. En l'ultima sera, a cena su un bellissimo terrazzo in riva al mare, ci ha chiesto di definire con un aggettivo i giorni trascorsi. Ci ha dato tempo per riflettere. Dan ha risposto per primo, la sera del nostro ritorno dopo il lungo viaggio. Per lui sono stati giorni ricchi di emozioni.Io lo faccio ora, anche se la risposta era già pronta appena formulata la richiesta: è stata una vacanza"peregrina". Nel senso di preziosa, rara, straordinaria. Come lo sono sempre i giorni che trascorriamo insieme, come lo è la nostra storia.Nel bene e nel male.
Mancano gli aggettivi di En, Lupetto e naturalmente lupina.Arriveranno.
Nelle foto momenti di vita calabrese.

4 commenti:

MELCHISEDEC ha detto...

Un post diciamo "universale" per la saggezza con cui tratteggi movenze, difficoltà e aspettative dell'amare e dell'essere amati. Da scolpire il periodo "Quando si ama si finisce col ritenere tutto dovuto, ovvio, automatico, perchè ci si crede capaci di fare/dare altrettanto". Di solito, rispetto all'argomento di cui sopra, preferisco tacere, convinto, forse erroneamente, dello scarto tra il vissuto e il narrato, però percepisco dalle tue parole la sincerità genuina, la freschezza, l'entusiamo dell'impegno nell'amare, "cosa" molto rara.
***
Ma chi è lo scatenato a testa in giu?
:-)

ser ha detto...

Anch'io,Mel, sono piuttosto restio sull'argomento. Perfino coi miei compagni! Talvolta però "ci sta". Lo scarto tra il vissuto ed il narrato, se c'è buona fede,altro non è che la nostra umanità con le sue imperfezioni e i suoi limiti, ma anche con la sua ricchezza di emozioni, sentimenti e fantasie illimitate. Lo "scatenato" è En. Al mare la sua natura circense è incontenibile. Il suo ruolo è porteur: improvvisa numeri fantasiosi con la collaborazione del volontario di turno.Lupetto e soprattutto Dan, che quando c'è da esibirsi non perde un colpo,permettono oggi che io sia risparmiato e possa così godere incolume i piacevoli spettacoli sulla spiaggia o in mare.Un tempo si esibiva anche lupina col suo numero acrobatico di successo:afferrato il telo coi denti si faceva roteare in aria sempre più velocemente in un vorticoso girotondo. Ora controlla pigramente ma attentamente dalla sua postazione che tutto proceda regolarmente.Dan poi è anche un simpaticissimo burlone, una miniera inesauribile di battute, mimiche e giochi, alcuni dei quali irriferibili. Insomma, la nostra vita di spiaggia non conosce certo momenti di noia.

Anonimo ha detto...

Ciao belli,
ben ritornati.Sono contento che questa vacanza sia stata piacevole per voi, ma ricordatevi che io sono sempre arrabiato xchè ancora dopo anni che ci conosciamo non siete mai venuti a trovarmi.
Beh visto l'evolversi delle cose magari a breve vi raggiungo io :)
Un triplice abbraccio e tanti saluti da Lampedusa

En ha detto...

"Essenziale" è il mio aggettivo. Spesso in quei giorni hanno parlato i sentimenti e le emozioni, belle e non, lasciando per un attimo, gli occhi chiusi verso ciò che ci circondava ma sempre aperti dentro di noi.

Lupetto si limita ad un "belle" e per Mira "intraprendenti" (si è anche persa nel residence alla ricerca della sua mamma - io - eh eh)

Fra: noi ti aspettiamo!