lunedì, dicembre 31, 2007

31 dicembre 2007

Notte da non dormire
Da fare giorno da stare in tre
Notte da far l’amore come se fosse la prima volta, il primo si
Notte da ringraziare
Stupenda notte
È qui per noi
Notte da naufragare nel mare caldo degli occhi amati
Magica è questa notte
Le stelle piovono su di noi
Tutto sussurra e grida sussurra amore e grida amore
E a tanto amore non si può dire
Di no.
Vi auguriamo una notte specialissima, amici: concluda nel migliore dei modi il 2007 ed inizi meravigliosamente il 2008 che speriamo ricco di serenità e amore per tutti!
Des

domenica, dicembre 30, 2007

Discesa e risalita



Sono stati giorni duri e di tensione all'interno della troppia.Inevitabilmente o quasi gli scontri, come tutti i sentimenti, si elevano al cubo e poi diventa più difficile risolvere l'equazione, perchè intervengono un'infinità di sottili sfumature che l'emotività finisce col complicare. Era partito tutto da una mia superficialità la notte di Natale che dovrebbe essere la notte magica per eccellenza. Alcune battute, che nella mia intenzione volevano sdrammatizzare un errore, dissacrando contemporaneamente il "rito dell'apertura dei regali" che ormai detesto più di qualsiasi altra tradizione, sono state il via di una tensione crescente non subito esternata, tanto che solo due giorni più tardi mi sono reso conto di quanto stava accadendo. Quando mi sento investito mio malgrado da una situazione di cui non ho il controllo e di cui mi sfuggono le coordinate puntualmente faccio l'unica cosa che mi sembra sensata: mi tuffo in me stesso, cercando di dominare almeno le mie emozioni. Dan dice che fuggo. Io cerco il distacco da loro,i miei compagni, la cui vicinanza mi pare impedirmi l'esercizio della razionalità. Come sempre però non arrivo a nulla, se non a barricarmi ulteriormente in me stesso, nella speranza di "sentire"meno. A complicare la situazione i caratteri individuali, l'ostinazione e l'orgoglio di chi non vuol cedere facendo il primo passo. Ma poi succede e, allora, prima e più delle parole viene l'amore. Ed è come riemergere, tornare in superficie e alla luce dopo il buio dell'assenza. Piano piano, in una sorta di graduale decompressione. Le parole, così importanti e all'origine di tutto, arrivano dopo, con la calma rilassata e pacificante della tensione finalmente allentata e ridimensionata.

sabato, dicembre 29, 2007

Un amore...Totalmente Altro


Abbiamo già scritto della scelta del nostro amico Dav lo scorso 16 dicembre in La porta del Carmelo. Una scelta un po' "strana", diversa da quelle cui siamo abituati e perciò degna di grande attenzione e stima, anche se difficile magari da comprendere e persino da accettare. Di solito tutto ciò che fa riferimento alla fede lo associamo alla religione, alle sue istituzioni e a quella cattogerachia che sembra puntualmente smentire l'evangelo (la buona notizia) cristiano. Eppure i veri credenti ed i veri non credenti sanno andare oltre il contingente perchè... pensano autonomamente. La vita di chi pensa è scandita dal dubbio che anima una ricerca destinata a non finire mai. E' "La nostalgia del Totalmente Altro" (1970) di cui parlava M. Horkheimer, filosofo ateo della Scuola di Francoforte. Abbiamo chiesto a Dav di raccontarci, fin dove è possibile, la sua scelta . Ecco la sua esperienza che probabilmente diverrà, col suo consenso, tema di una delle nostre ormai tradizionali serate d'amicizia.


Quando ci si innamora, l'amore è totalizzante e ricomprende in sè sentimenti a volte contrastanti e tutti i nostri sensi.
Questo succede anche quando ti innamori di colui che appare invisibile e si chiama Nostro Signore Gesu' Cristo.
Io sto vivendo con Lui un appassionante storia d'amore, vi potra' sembrare impossibile, ma coinvolge tutti i miei sensi, anche la mia carne.
A tratti ho l'impressione che mi senta, mi "parli" attraverso i mie pensieri ed i salmi, quando con lui mi arrabbio perche' pare non mi ascolti, o perche' la vita mi riserva amarezze.
Ma voglio farvi un esempio concreto per farvi capire.
Dopo anni di ricerca, di confronto attraverso la mediazione dei miei padri spirituali, nella convinzione che Lui sempre mi avrebbe protetto, mi sono ritrovato ad affrontare un grave problema di salute, rischiando la vita. Ho ben presente il momento in cui chiesi ad un frate capuccino di darmi l'unzione degli infermi ed ancora risuonano in me le parole che lui diceva....
Ero furente con Dio, se fosse stato lì davanti a me gli avrei dato con convinzione due sonori ceffoni, ero "inchiodato" in un letto con un intervento al cuore da affrontare, senza la garanzia di sopravvivere. Avevo sulla parete di fronte un crocefisso e dal letto guardavo quella croce e dicevo: " Comodo stare lì a braccia aperte, zitto, silente, con quell'aria disarmante e lasciare me in questo stato". Subito mi sono venute in mente le parolo di Cristo in croce:" Dio mio Dio mio perche' mi ha abbandonato?".... e mi sono reso conto che mi stava parlando.
Chiesi a mia madre di leggermi un salmo, mi lesse il salmo 6:" L'anima mia e' tutta sconvolta, ma tu, Signore, fino a quando...Volgiti Signore e liberami, salvami per la tua misericordia."
Erano proprio i mie sentimenti! Era martedì 25 febbraio 2003, il giorno dopo mi hanno operato: un intervento al cuore iniziato alle 7 del mattino e concluso alle 13,30. Ma per sua misericordia e per l'umano intervento dei cardiochirurghi, sono salvo e "risorto".
Cosi' il cammino di ricerca è ripreso lento, ma in progressione, come lenta e progressiva era la ripresa fisica,
Un continuo confronto, incontro e spesso scontro con Lui, ma alla fine un amore appassionante a tal punto che anche la mia carne esulta quando entro in intimo contatto con lui, quando il corpo di Cristo ed il mio corpo sono una cosa sola, una fusione di corpi, ma ancor prima una fusione di anime.
So che Lui mi ama e spero che presto ponga sul mio cammino di ricerca una persona da amare, perchè cosi' riscopra nell'amato lo stesso amore del Signore.
A nostro Signore mi sono unito in una dimensione che io vivo come sponsale, all'interno dell'Ordine Secolare Carmelitano, potendo cosi' restare nel mondo perche' questa è l'essenza della mia vocazione: stare con Lui nel mondo per il mondo, senza per altro rinunciare alla possibilita' di un amore umano in cui venga trasfigurato l'amore Divino.
Dav

giovedì, dicembre 27, 2007

Continua...


Ci sono cascato ancora. Ancora una volta ho scritto un post più ad uso interno e a scopi terapeutici senza preoccuparmi di chi ci legge con tanta costanza ed interesse. Sono stato duramente richiamato per questo e a ragione. Quindi a voi le mie ennesime scuse soprattutto per non essere stato chiaro lasciando dei sospesi. Devo della scuse anche ai miei Novios coinvolti ancora una volta in un mio momento giù che mi è scappato di mano.
Sta di fatto che quest’anno, Ser ed io, non ci siamo nemmeno scambiati gli auguri di Natale e proprio alla vigilia, come scrivevo ieri, la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso. Modan era molto stanco dopo una dura e lunga giornata di lavoro. Si è addormentato e alle due si è svegliato al grido di “E’ Natale…auguri”. Anche Ser ed io ci siamo assopiti però al risveglio di Dan quella mia voglia di vivere il Natale è esplosa. Sembrava la situazione ideale. Dopo il sonno il risveglio per vedere cosa ha portato Babbo Natale. Per un attimo ritornare piccoli e godere dello stupore. Sapevo di aver sbagliato ad acquistare un regalo per Dan, ma già da prima, scherzando avevo preparato il terreno con lui. Comunque si può rimediare. Purtroppo non sono mancate le critiche pesanti di Ser che come sempre non si limitano alla scelta del regalo o del gusto (era un giubbotto ed ho sbagliato la taglia) ma puntano dritto alla persona, nella fattispecie al sottoscritto. Senza preoccuparsi del momento e tanto meno delle mie emozioni. In alcune cose ha anche ragione ma spesso esagera. Dei regali in sé non mi interessa proprio niente. Però sono stanco di essere mortificato tutte le volte perché non sto attento alle persone, perché penso solo a me stesso…..
Vero che sono i problemi di sempre. Quelle diversità di carattere che da vent’anni ci fanno lottare. Dovrei sapere dopo tanti anni com’è.Invece no. Ancora mi aspetto, in certe occasioni, che condivida la mia gioia ed accarezzi le mie debolezze, a lui note, facendo delle piccole cose anche stupide che per me sono importanti. Invece è un macigno. Si chiude a riccio tenendo per se tutti i sentimenti che potrebbero spingerlo verso di me e Modan. Mi attacca come se si dovesse difendere da chissà che cosa o per paura di abbandonarsi in braccia che ormai dovrebbero essere sicure oppure perché stanco di quel “bambino” che ogni tanto fa capolino. Non riconosce la mia “buona fede” che c’è sempre. Questo mi rende insicuro, incapace di tirar fuori quell’amore cresciuto che provo per lui e vanifica qualsiasi mia azione.
Basta amici. Ho scritto solo per rimediare alla mia mancanza di ieri. Forse involontariamente ho aperto un nuovo capitolo su questo blog da etichettare sotto “litigi di troppia”. E’ difficile amare ed essere amati, in due come in tre è uguale. Anche questa è passione...ma da sola non basta.

mercoledì, dicembre 26, 2007

Un calcio alle emozioni.....

Eccomi qui!
Mi sarebbe piaciuto farvi un racconto di un bel Natale ed invece eccomi qui alle prese con le mie malinconie, rabbie e delusioni.
Non scrivo molto nel blog ma nei miei “racconti” credo che emergano un po’ le mie emozioni. Spesso sono legate a ricordi o a fatti recenti. Io le immagazzino, le tengo dentro ed ogni tanto le vado a trovare. Non ne sono geloso, anzi mi piace “contaminare” chi ho vicino. E’ il mio modo d’essere, sicuramente un po’ bambino ma sempre spinto da buone intenzioni. Le emozioni sono il mio pane. Non me ne vergogno. Con gli anni ho imparato a gestirle. Non mi fanno scegliere ma mi fanno stare bene o male. Purtroppo mi illudo ancora che riescano a rendere felici per un attimo chi ho vicino. Non è cosi!
Non sono stati giorni sereni. Avevano tutti i presupposti per esserlo. Purtroppo la classica goccia che ha fatto traboccare il mio vaso è caduta proprio la vigilia di Natale. Non sto a raccontarvi i dettagli , delle stupidaggini niente di particolare ma tanto da farmi guardare in faccia la realtà:
Ser ed io ci siamo troppo trascurati. Ci siamo persi di vista. Forse illusi che il nostro amore per Dan bastasse. Non è così. Quantomeno per me che sto scrivendo. Abbiamo imboccato la strada sbagliata. Ho bisogno d’aiuto. Non mi sono mai arreso in vita mia ed ho paura.
Mentre scrivo sto sorseggiando una buona bottiglia di “Morellino di Scansano” e forse ho esagerato un po’, l’ho quasi finita. Mi viene in mente chi ci ha criticato nel blog di troppo romanticismo e di “miele”. Questa pagina delle nostra storia rompe un po’ le consuetudini.
Mi sento scorrere tra le mani la sabbia dello sgretolarsi di una roccia che per anni è resistita a tutte le intemperie.
Scusatemi. (En)

lunedì, dicembre 24, 2007

Natale di tutti

Ci siamo. Mancano poche ore alla festa, giusto il tempo per augurare il tradizionale Buon Natale e ...
E cosa? Siamo troppo cresciuti per abbandonarci alla fede ingenua e semplice dei "piccoli" che non dubitano che lassù Qualcuno ci ama. Abbiamo imparato da tempo che se davvero c'è, questo Dio dei cristiani ama di un amore strano. Anche Lui per quello che ha fatto e detto nella sua esistenza storica è stato un diverso. Talmente diverso che i suoi seguaci da secoli tentano persino rabbiosamente di normalizzarlo.
Noi forse siamo in grado di coglierne ed apprezzarne la diversità senza provare vergogna per le sue scelte, ancora oggi ufficialmente blandite di retorica, moralismi e fumi d'incenso.
Puttane, pubblicani, lebbrosi,clandestini e malati di mente, insieme ai pastori sono i veri personaggi del presepe. Ci sarà stato sicuramente qualche gay, perchè siamo sempre dappertutto! Nessun dottore della legge, nessun fariseo. Nessun prete o cardinale.
E allora riprendiamoci il Natale ed abbandoniamoci allo stupore e alle emozioni dei sentimenti che sono dell'uomo, non solo dei piccoli e tantomeno dei "grandi", troppo pieni di sè e della propria gloria per saper amare davvero.
Auguri, amici!
des

domenica, dicembre 23, 2007

Romantico "dentro"


Sono già passati due anni da quando abbiamo intrapreso il nostro cammino di troppia. Sembra ieri quando entrai in casa di En e Ser.
Da un pò di tempo non partecipo attivamente alla vita del nostro blog a causa delle tante ore di lavoro e della stanchezza. E aggiungerei di una piccola parte di pigrizia.
Ultimamente, parlando tra noi e con i nostri amici, è venuta alla luce una certa mancanza di romanticismo da parte mia. Non per forza deve essere un male, anche se i miei novios accusano questa mancanza.I miei sentimenti in questi due anni sono solo cresciuti. Li amo sempre tantissimo e non passa momento in cui non li penso. Vivo sempre al massimo la nostra storia, vivo delle emozioni che mi trasmettono, che mi fanno battere il cuore e che, certe volte, mi fanno arrabbiare.Sono abbastanza chiuso come persona, quello che sento faccio fatica ad esternarlo, ma non per questo non vuol dire sia privo di emozioni.
Nei nostri post spesso vengono raccontati momenti di vita vissuta. Aneddoti di un passato che ha segnato le nostre vite. Mi commuovo leggendo quelle righe che racchiudono un' infinità di sentimenti, a volte anche contrastanti o irruenti. Immagazzino quelle parole estrapolando quello che riesco a cogliere all'interno di ognuna di esse. E' li che comincia il mio viaggio, purtroppo senza la presenza fisica dei miei amati, perchè spesso leggo quando loro non sono con me. Mi ricreo come un film quelle avventure, quelle esperienze che sono state vissute anche quando non c'ero io e loro erano dei ragazzi all'inizio della loro storia. Questo spesso mi fa stare bene, altre volte mi lascia un pizzico di sana nostalgia per un passato non vissuto. E' difficile provare nostalgia per qualcosa che non si è mai visto o sentito sulla pelle, ma è anche questo che rende la nostra storia speciale. Riesco a rivivere nei loro occhi quello che hanno provato e intuisco, nel presente, le tracce di quel passato, rispondendomi ai tanti perchè che mi pongo.
Siamo arrivati al nostro terzo natale insieme, logicamente essendo arrivati al 23 di dicembre siamo in pieno clima natalizio. C'e tanta voglia di stare insieme e di vivere quei semplici momenti di felicità in cui anche il solo incrociare uno sguardo ci porta fino in cielo. Ho tanta voglia di restare appisolato serenamente tra i loro corpi che sempre mi scaldano il cuore. Ho voglia di svegliarmi e di sentirli li, vicino a me, con il loro carico d'amore e di desiderio. Una cosa a cui non riesco a rinunciare è il contatto fisico con loro. Non riesco a far a meno di quelle vibrazioni che mi trasmettono i loro corpi, perchè sono la mia linfa vitale, la mia benzina quotidiana.
Anche se non sono un grande romantico, è indiscutibile quanto amore provo e quanto io li desideri in ogni momento della mia giornata. Non riuscirei a rinunciare a loro perchè ormai sono diventati una parte troppo importante di me.

Il lupo e l'agnello

Grazie a The Queer Way pubblichiamo integralmente l'articolo del grande Moni Ovadia apparso su L'Unità di ieri. Appartenendo lui stesso ad una minoranza spende sensibilità ed intelligenza a favore di tutte le minoranze, la nostra compresa. Abbiamo molto da imparare. Un viaggio nel suo sito ufficiale è d'obbligo. La favola originale qui.

La parabola del lupo che si abbevera a monte di un ruscello e accusa l'agnello, il quale beve a valle, di intorbidargli l'acqua è piuttosto nota.
Essa rappresenta molto bene la prepotenza del più forte esercitata sul debole con un'argomentazione deliberatamente assurda per affermare una prerogativa di potere ammantandola con un inverosimile rapporto causa effetto.
Questa mi pare essere la situazione che si è creata nel nostro paese in merito allo statuto giuridico pubblico delle unioni di fatto e in particolare a quelle fra omosessuali. Una parte delle gerarchie vaticane, devotissimi cattolici, teocon vari, in solido con divorziati e pluridivorziati appartenenti ad entrambe gli schieramenti politici, si oppongono ai «Dico» o a qualsivoglia altra modalità di riconoscimento pubblico delle unioni di fatto. Costoro essendo maggioranza nel paese o ritenendosi tale si comportano come il lupo vaneggiando di azioni di provocazione o di disturbo da parte dell'agnello.
Con argomentazioni assurde, agitano inesistenti «questioni eticamente sensibili», accusano l'agnello di intorbidare le purissime acque della morale cattolica, quando le acque frequentate dall'agnello sgorgano da un'altra fonte, quella del libero pensiero e del diritto delle minoranze e, se si sentono alle corde, inventano capziosamente aggressioni laiciste inesistenti per passare dalla parte delle vittime.
Il risultato di questa propaganda «lupesca» è inesorabilmente la negazione della piena titolarità di cittadinanza a chi non si sottomette al volere del prepotente.
Uno stato democratico non può tollerare questo stato di cose senza perdere il suo carattere di stato di diritto e senza cadere in intollerabili forme di perversione del senso comune e dei più basilari criteri di equità nei confronti di ogni essere umano.
Un esempio? Le nostra legislazione tollera senza problemi né scandali che una coppia eterosessuale si sposi, divorzi e si risposi più volte, tollera che ogni donna o uomo possa costituire un "n-numero" di unioni matrimoniali, ciascuna con figli e dare vita a famiglie allargate con intrecci multipli, ritiene pienamente lecito che ciascun coniuge abbia amanti ad libitum senza che questo sia motivo di colpa nelle cause di divorzio, ritiene pienamente legittimo che figli nati dalle nozze di un coniuge con la prima moglie convolino a giuste nozze con figli di primo letto di una seconda moglie e quindi che tutte queste famiglie formino una tribù aperta o una famiglia super allargata.
Ma, se due gay, o due lesbiche che vivono insieme condividendo amore, affetto, gioie, dolori, cure, progetti chiedono una forma di unione pubblicamente sancita allora ecco che i custodi della morale strillano al vulnus contro la sacra famiglia.
Ci sarebbe da ridere se questo démi-pensée camuffato da morale cristiana non ferisse nell'intimo centinaia di migliaia di persone.
Sulle coppie di fatto, i Dico, Pacs o altre formule di unione pubblicamente riconosciute non c'è nessuna discussione da fare. Il Pd e le altre forze dell'Unione devono uscire da questo pantano che rappresenta un gravissimo vulnus alla democrazia con una legge ferma e seria se non vogliono sprofondare nelle sabbie mobili dell'intolleranza, residuo penoso di un tempo oppressivo e tristo.
La legge potrebbe essere votata con il concorso dei laici di ogni schieramento. Per superare questa ridicola e avvilente arretratezza civile si devono aggregare tutte le forze laiche e democratiche che siano cattoliche, cristiane, altrimenti credenti, agnostiche o atee.
Qui non si tratta né di religione, ne di fede, né di morale, e tanto meno di conflitto con la Costituzione.
Qui si tratta di sacrosanti diritti e basta.
Stupisce che autorevoli esponenti di una grande istituzione come la Chiesa Cattolica, ricca di culture, di organizzazioni e di uomini straordinari combattano una battaglia di retroguardia foriera di sofferenze morali e fisiche inflitte a persone che scelgono di amarsi a modo loro.
Ha senso nell'Europa del terzo millennio partire lancia in resta per una crociata persa in partenza solo al fine di raschiare una manciata di anni in cui tenere aperto sopra la società italiana il vetusto ombrello schizzato dal fango della storia che si chiama: «nulla salus extra Ecclesia»?

sabato, dicembre 22, 2007

Nonna Finis


Ci sono dei luoghi dove appena ci vai stai bene, indipendentemente da tutto e tutti. A noi è successo qualche anno fa di trovare, per caso, un angolo di paradiso.E’ andata così.


Estate 1988

Ser ed io stavamo percorrendo l’Aurelia per raggiungere Salerno dall’Isola d’Elba e, passando nelle vicinanze di Grosseto, ci colpì la zona di mare della bellissima Maremma (Orbetello, Talamone, Albinia). In particolare quel promontorio che è il Monte Argentario. Dissi a Ser: “Il prossimo anno si va lì.”. Sicuramente entrambi pensammo: “Se saremo ancora insieme...”.
Eravamo proprio all’inizio della nostra stupenda avventura. In fondo però la certezza che ci saremmo andati l’avevo già. Nonostante le lotte, le diversità, l’inesperienza, Ser ed io abbiamo da subito esercitato una grande volontà (grazie ad una forte attrazione e passione, che però non bastano) di costruire, di metterci in gioco, trovando sempre dei punti di equilibrio che ci proiettassero verso il futuro, uniti ed insieme. Come ha scritto ieri Moser, inconsapevolmente ci siamo preparati ad aprirci all’amore di Dan, pronti ad innamorarci e a ricominciare a scrivere una nuova, stupenda pagina della nostra vita. Mi sono perso un attimo, ancora coinvolto dal magnifico post di Moser di ieri.


L’estate successiva andammo realmente all’Argentario. L’approccio non fu dei migliori in quanto gli alberghi erano tutti pieni. Uscendo dall’Azienda di soggiorno di Porto S. Stefano un po’ sconsolati, decidemmo comunque di fare un giro in macchina lungo la strada panoramica che percorre l'intero Monte, godendo dei magnifici paesaggi. Ad un certo punto, al km 19, notammo una scritta su una tavoletta di legno: "Affittasi". Accostammo, scesi dalla macchina e mi avviai a piedi lungo una discesa in sassi. Arrivai ad una classica “baracca” immersa nel verde, circondata da ulivi e vigneti. Mi accolse un cagnolino e il pigolare delle galline, ma non c’era essere umano. Ad un certo punto sentii: "Chi è?chi è?" . Una voce lontana di donna, un pò tremante e coperta dal volume del televisore altissimo (scoprii poi che il volume era alto non solo perchè l'udito della signora non era più quello di una volta, ma perchè difettoso ed ogni tanto saliva al massimo), ma non vidi nessuno. Dopo qualche minuto finalmente sbucò da dietro la "baracca" questa splendida nonnona con il cappellino da cuoca, trafelata, circondata dai suoi cani. In particolare da un cucciolo meticcio che passandole tra le gambe rischiò di farla cadere. Si prese un pò di insulti in un toscanaccio romanizzato. Non avevo capito da subito l'accaduto e pensai che la signora ce l'avesse con me. Superato l'impatto, chiesi disponibilità per una notte e mi fu data. La signora mi disse di chiamare anche la mia fidanzata per farle vedere il posto e la camera. Naturalmente chiamai Moser, eh eh. Scherzi a parte, quando Ser mi raggiunse non esitò un attimo a dire che andava bene (io mi ero già espresso favorevolmente con la signora). Concordammo il tutto e la sola notte stabilita diventò una settimana, con tanto di lacrime alla partenza. Col tempo ed il susseguirsi delle vacanze (e degli anni) diventammo amici della nonnina, allora settantenne. I suoi racconti di vita, le sue esperienze, la sua forza ci hanno contagiato da subito. Pensate: sul letto di morte promise al marito di non abbandonare mai quella “baracca”, pur avendo la disponibilità di un comodo appartamento in paese. Vi assicuro che d’inverno nel giro di chilometri non c’è un' anima. Nonna Finis ha novant’anni ed è ancora là, nella baracca costruita dal marito che aveva amato (ed ama ancora)perdutamente. Fuori dal mondo, ma dentro nella vita di ricordi e di saggezza. L’ho chiamata proprio ieri per gli auguri di Natale. Mi ha un po’ preoccupato. L’ho sentita stanca. Mi ha salutato dicendomi:”Ciao bello, speriamo di vederci presto, presto.”. Con le nostre voci emozionate ci siamo lasciati così, con un arrivederci.

Non solo il luogo ci aveva contagiato, ma anche la nonnina Finis, un po’ burbera ma capace di tanta dolcezza.
Ora non ci resta che tornarci al più presto. Dobbiamo portare Modan e realizzare quella magia che spesso ci riesce: il nostro passato torna presente con una nuova luce ed emozioni diverse, avvolgendo anche il nostro "more". E le nostre fondamenta diventano sempre più forti, capaci di sostenere senza fatica gli eventi del nostro futuro insieme.


Mentre stavo scrivendo mi ha telefonato Modan, impegnato, povero mo, per tutto il weekend natalizio al lavoro, segnalandomi una notizia che ha sentito stamattina alla radio. Oggi è "la giornata dell'orgasmo globale"http://www.globalorgasm.org/. Alle 7.08 di questa mattina, 22 dicembre, 6,8 bilioni di persone (praticamente la popolazione mondiale matura) avrebbe dovuto sincronizzarsi per avere un orgasmo, sprigionando un energia positiva atta a far "girare" meglio questo pazzo mondo. Boh ,sarà, ma se dipendesse da noi tre avremmo già un' energia perenne in questo mondo così strano e malato. Ci proveremo l'anno prossimo, capiterà di domenica, a centrare il secondo. Ho la certezza che ci saremo: eccome se ci saremo! (En.)

Buon fine settimana amici!
Non può mancare una bella canzone di una toscanaccia doc.

venerdì, dicembre 21, 2007

Dimmi che è Amore!



Nei giorni scorsi abbiamo partecipato, invitati, ad un forum del blog di Gipris sull'amore a tre. E' stato certo interessante e stimolante per noi che, credendo al confronto, lo andiamo cercando ovunque possibile. Abbiamo dovuto notare però ancora una volta che qualsiasi novità, qualsiasi esperienza "diversa", è guardata spesso con diffidenza e sospetto fino a pretendere che si dimostri pure l'impossibile. Succede anche nei confronti delle persone "diverse": a loro, e solo a loro, si chiede ciò che per i "normali", i già noti, si da per scontato. Magari persino le ragioni della loro stessa esistenza. Non ridete: Poco meno di un secolo fa i "bianchi" dubitavano che gli africani avessero un'anima! Dovevano dimostrarlo...

Tutto normale quindi se molti arrivano a mettere in dubbio la possibilità di un amore a tre. Non siamo caduti nella trappola, anche se la provocazione era forte.Ora mi/vi chiedo:è possibile dimostrare a qualcun altro da noi che ciò che stiamo vivendo è amore? Vero amore? Se gli etero ponessero la stessa domanda alle coppieomo, cosa risponderebbero queste? Lo stesso vale se la questione fosse posta ad una coppia tradizionale. Questa però avrebbe dalla sua l'intera cultura d'appartenenza e potrebbe quindi azzardare una replica accettabile, semplicemente facendo riferimento a luoghi comuni che trovano conferma nel vissuto familiare di ciascuno di noi. Eppure, ad essere precisi, anche la famiglia più tradizionale all'esterno non può che offrire un'immagine di sè non necessariamente corrispondente al vero. Non è una novità l'esistenza e la pratica del divorzio.

Sarebbe però legittimo per gli etero, nel momento in cui si chiede il riconoscimento delle coppie "alternative", esigere di conoscere la nuova realtà culturale della coppiaomo, quella che fa da riferimento ed ispira la stessa vita di coppia. Esiste? Temo di no. E' un argomento che abbiamo già affrontato su questo blog: la maggior parte delle omocoppie s'ispira all'unico modello conosciuto, quello etero. Qui sta, a mio parere, la causa di molti fallimenti amorosi: proprio nella testardaggine (pigrizia?) di voler seguire un modello (maschio/femmina) che, per quanto conosciuto, è necessariamente diverso da quello maschio/maschio e femmina/femmina. Tutto nella nostra cultura è costruito sull'unico modello tradizionale, anche la stessa psicologia della coppia! Difficile, ma non impossibile liberarsi dalle categorie culturali in cui siamo cresciuti. Le coppieomo longeve sono tali, o perchè ad un certo punto della storia si abbandonano alla recita di un ruolo, o perchè intuiscono che per mantenere autentico il sentimento e la passione occorre reinventarsi quasi da zero. E' il caso mio e di En: siamo arrivati a 19 anni di vita in comune, sempre crescendo nell'amore, attraverso un modello che ci siamo inventati sulla base della nostra concreta realtà. Forse proprio questo nostro modello in fieri ci ha portato, insieme e quasi (anche noi siamo figli del mondo occidental-cristiano) naturalmente, all'innamoramento di Dan. Passare dalla coppia alla troppia non è stato facile come questo blog testimonia, perchè ha richiesto un cambiamento radicale non tanto di abitudini, azioni concrete e scelte, quanto di mentalità, modo di pensare. Oltre 2 anni di vita in troppia più 19 in coppia è comunque un traguardo non da poco: più di 21 anni, in tutto, di ricerca continua e di amore appassionato ininterrotto!


Ciò che rimproveriamo alle Associazioni culturali gaye è che insieme alla battaglia per la conquista politica dei diritti elementari mai abbiano puntato, contemporaneamente, alla promozione nel mondo omo di una cultura "alternativa" che rendesse, conseguentemente, più credibili le sacrosante richieste. Se parlare di troppia ora è politicamente sbagliato o almeno pericoloso ai fini della conquista del riconoscimento della coppiaomo (ma i cattogerarchi che sono intelligenze semimostruosè sono già più avanti e hanno intuito, e quasi esplicitamente paventato, una evoluzione oltre la coppia ), è giusto però cominciare col mettere in discussione le incancrenite "certezze" di una cultura che sta implodendo sotto gli occhi di tutti, proponendo nel contempo nuovi modelli di amore fino a qualche tempo fa impensabili.Un passo alla volta certo, ma occorre cominciare questa "benedetta" (non XVI!) trasformazione culturale!

giovedì, dicembre 20, 2007

Ricominciare da zero


Ancora qualche giorno di isteria collettiva prenatalizia e poi, magicamente, il 24 pomeriggio entreremo nel buonismo vigiliare. Menomale, non se ne può più di questo nervosismo esasperato che ha contagiato persino i miei novi che litigano via sms da stamattina! Non parliamo poi dell'Arcimancuso che, da quando La Repubblica ha denunciato il disinteressamento nei confronti di Loredana (v. post precedente), sta intasando il web di comunicati ufficiali e dichiarazioni di ogni tipo per convincerci che è tutto falso . Il presidente della lobby catanese è impegnato ad intervenire anche sui singoli blog per tentare di salvare il salvabile. La denigrazione del quotidiano nazionale sarebbe opera di un complotto filoveltroniano per chissà quale azione di rilevante attacco (?) al neonato PD e al suo segretario. A noi basta che l' assistente sociale che ha rilasciato le dichiarazioni incriminate smentisca sullo stesso quotidiano. Nient'altro. Resta il pesante sospetto sulla lobby mancusana ,perchè " quel "dov'era l'Arcigay" getta un discredito totale a un'associazione già troppe volte indicata come la principale responsabile del nulla di fatto sui diritti civili in Italia all'interno del movimento" (ElfoBruno).



Per quanto invece riguarda il PD e il suo segretario... meglio tacere. La decisione del Consiglio comunale della capitale in merito al registro civile è fin troppo eloquente. Ha ragione Corrado Augias:"Siamo il solo paese nel mondo occidentale ad avere problemi di questo tipo. Poi c'è l'Islam" (La critica di Augias sull'atteggiamento dei politici per la questione GLBT).Hanno anche ragione all'estero a prenderci in giro. Persino gli Inglesi:"Rome rejects civil register under Vatican pressure" (Fireman).

Se avessi una qualche voce in capitolo mi impegnerei a cancellare PACS,DICO, CUS e poter così ricominciare da zero con una semplice proposta di legge che non chiama direttamente in causa l'equiparazione formale del matrimonio (che, come già scritto, è l'ultima cosa cui penso), ma che assicura un diritto fondamentale, puntualmente (e volutamente) trascurato nelle vergognose proposte partorite dai nostri politici: il diritto successorio. Basta, nient'altro. Farei in fretta a realizzare la mia proposta, soprattutto per quelli che, dopo un'intera vita accanto alla persona amata, ora vecchi e prossimi alla fine non si ritrovino ancora defraudati dell'unico vero diritto che, solo, può riconoscere la condivisione di una intera vita. Il resto, in questo momento in Italia, sono solo chiacchiere.

martedì, dicembre 18, 2007

Contro TUTTE le morti




La festa per lo lo storico successo all'Assemblea generale dell'ONU della moratoria universale contro la pena di morte, di cui artefice è stato il nostro Paese che è tornato a splendere nel mondo come Patria del Diritto, è immediatamente gelata dalla notizia del suicidio di Loredana/Paolo, trans di appena 16 anni, avvenuto una settimana fa nel Centro d'accoglienza di Marina di Palma di Montechiaro (Agrigento), dove era ospite da tre mesi per essere "recuperata". La sua, per il poco che si sa, è la classica storia di emarginazione fin dall'infanzia. Era finita nel centro di accoglienza su ordine del Tribunale di Catania, unica "donna" in mezzo a "35 ragazzi, tutti maschi, extracomunitari, tunisini, marocchini, algerini tra i 15 e i 17 anni, tutti clandestini arrivati dalle coste nordafricane".
Nessun'altra comunità l'aveva voluta.
Non si conoscono le cause del suicidio, uno dei tanti tra gli adolescenti disperati di oggi, resta il fatto grave che nessuno, a parte la comunità che l'ha accolta anche se non specializzata ad affrontare i problemi della disforia di genere, le ha offerto un aiuto. Nemmeno l'Arcigay presenzialista di Mancuso, di solito così pronta ad intervenire (anche a sproposito): "Ma dov'era l'Arci Gay quando ho chiesto di darmi una mano?" lamenta l'assistente sociale Linda Lumia. Evidentemente la storia di Loredana con la sua sofferenza penosamente concreta, non era utile politicamente, perchè troppo relegata nei confini di una triste individualità. Al suo funerale, quattro giorni fa, c'erano tutti i ragazzi della comunità con Linda, "C'erano la madre e i suoi fratelli, ma nessuno dell'Arci Gay, neanche un fiore" .
Non c'era nemmeno lo Stato, oggi orgoglioso di essere ancora la Patria del diritto, che l'ha abbandonata a se stessa, ai suoi 16 anni. Non c'eravamo purtroppo nemmeno noi che ignoravamo persino la sua esistenza. Mi chiedo quante altre vite conosceremo soltanto dopo la tragedia e se la nostra solidarietà ed il nostro impegno si debbano necessariamente sprecare in battaglie sbagliate, risolvendosi puntualmente in chiacchiere. Eppure ci vantiamo di essere in tanti, sparsi capillarmente su tutto il territorio! Dobbiamo recuperare, come uomini e cittadini, i più elementari valori civili e applicarli finalmente. E' in gioco la nostra stessa credibilità di uomini e cittadini appunto.Ci sono troppi disperati, forse anche vicino a noi, che chiedono solo un aiuto concreto. Forse anche solo che ci accorgiamo che esistono...

lunedì, dicembre 17, 2007

Battere il tempo si può?


Anche il fine settimana è volato. Un attimo fa era finalmente sabato e adesso è già lunedì! Ma voi come fate a vivere così di corsa? Io resto sempre indietro. Mentre tutti riescono in 48 ore a fare 1000 cose, incontrare 321 persone, partecipare ad eventi mondani, leggere l'ultimo saggio di Galimberti (L'ospite inquietante, ed.Feltrinelli), io son qui che mi arrabatto tra le banalità di sempre, con En che ha attimi di sacro furore e minaccia di rivoluzionare la casa tra una dormita e l'altra, Dan che ciondola tra il divano e la playstation e Lupetto, unico capace di economizzare il tempo, che riesce a studiare, leggere, chattare, seguire l'Inter e battere (quasi sempre) Dan alla solita playstation. Invidio nei miei compagni la capacità di addormentarsi in qualsiasi situazione e momento: basta che lo decidano.

Nel pomeriggio di ieri sono venuti a trovarci il ticinese Teo con l' amico Fra. di Udine. Tra una chiacchiera e l'altra il pomeriggio è volato e probabilmente Teo si è pure annoiato. Ma forse no, perchè stamattina siamo stati svegliati dal suo tenero buongiorno via sms.

C'era in programma un karaoke con Mau & Mau, rinviato a domenica prossima. Speriamo, saremo già in clima prenatalizio, perciò saranno d'obbligo i canti di Natale che mi piacciono tanto (immagino sarò l'unico ad apprezzare il genere!).

Resta questa lotta affannosa contro il tempo, ma non ho molte speranze di successo: ho i miei tempi di cui sono gelosissimo, così come dei miei spazi. E poi alla mondanità preferisco di gran lunga l'amore coi miei novi! A quello proprio non so rinunciare.
E' uscito il sole: sono le 12.45, ho giusto il tempo di preparare il pranzo per Lupetto che torna da scuola per il pomeriggio di mirasitteraggio e poi partire per Milano, dove mi aspetta un pomeriggio di lavoro. Buona settimana!

domenica, dicembre 16, 2007

La porta del Carmelo



Domenica gelata, domenica fortunata. Meglio vedere in positivo il grande freddo che è sceso sul Paese e che, secondo le previsioni, non ci abbandonerà nei prossimi giorni. Splende comunque il sole ed il cielo è azzurrissimo.

E' una domenica diversa dalle altre perchè oggi un amico, Dav. , dopo averci pensato a lungo ed essersi preparato, busserà alla porta del Carmelo di Monza per essere accolto nell'Ordine Secolare Carmelitano Teresiano .

Ognuno di noi ha le proprie idee e le proprie convinzioni, spesso guardiamo alla Chiesa cattolica come ad una matrigna vecchia e sclerotizzata, preoccupata solo di mantenere il potere che gestisce da secoli. Spesso così sembra davvero comportarsi attraverso le parole dei suoi uomini usi al potere. Ma una cosa è la fede, altra la religione. La relazione personale e comunitaria con la Bellezza originaria non può essere scalfita dagli uomini dell'Istituzione, perchè gode della libertà interiore che nessuno può intaccare.

Comunque sia, la scelta di Dav. provoca positivamente tutti noi amici, non solo richiamandoci all'impegnativa questione esistenziale, ma anche perchè, realizzando il suo sogno che comporta l'assunzione libera di nuove responsabilità, ci stimola a continuare con passione e determinazione la ricerca del modo migliore per essere ognuno se stesso.
Vogliamo assicurare a Dav. che gli siamo vicini in questa domenica specialissima e naturalmente tifiamo per lui.
Auguri!

sabato, dicembre 15, 2007

Ci vuole un fiore....

Ci siamo, tra una settimana è Natale e questa mattina anche la prima neve sta cadendo fitta. Oggi è giornata di acquisti. Prenderò Lupetto a scuola, poi puntatina al Mec prima di un giretto per le vie del centro per acquistare pochi ed utili regali.
In settimana il New York Tmes ha pubblicato un articolo sul nostro Paese (“Un Italia meno dolce”), dove in sostanza veniamo dipinti come un Paese immobile ed allo sbando, con poca fiducia nel guardare avanti. Mi ha fatto “incazzare” non poco. Non per i contenuti che purtroppo, anche se esasperati, corrispondono al vero, ma per il tempismo con cui quell’articolo è stato pubblicato. Guarda caso durante il blocco dei tir e l’ennesima questione giudiziaria del Nano mediatico (ma, ragazzi, vi rendete conto di quanto non siamo liberi e di come vengono ancora perpetrati proprio quei reati che hanno portato allo sfascio il nostro Paese?). La corruzione, la raccomandazione, fondi neri... ma basta! Veramente non se ne può più. Ci lasciano impotenti di fronte a questo scempio e a noi non va proprio giù, ma che fare? Esiste una risposta…non lo so. E’ il caso però di trovare la forza e di continuare a difendere quei valori che sono nostri, che ci hanno fatto grandi nel mondo e ci rendono unici. Dobbiamo necessariamente difendere le nostre menti dai continui attacchi e riuscire a mantenere una condotta onesta, di "buon senso", nel nostro piccolo, dove il rispetto per gli altri sia il comandamento principale. L’insieme di tanti “buoni esempi” alla lunga scalfisce anche i più restii e i più corrotti. I buoni esempi non li troviamo certo sui giornali o in tv, ma siamo noi: ognuno di noi eccelle in qualcosa, può tirar fuori il meglio. Mettere a fattor comune il meglio porta sicuramente ad un cambiamento di rotta. Si innesca un processo automatico, dove tutto poi viene da sè. Sono parole, forse un sogno. Ma ci credo, caspita se ci credo! E ci provo nel lavoro e nella vita privata di tutti i giorni. Se vogliamo anche la nostra magnifica storia d’amore, che è sempre più magnifica, è anche il frutto di un impegno costante ad esprimere il meglio che c’è in noi tre che, condiviso, ci sta unendo in modo indissolubile pur tenendo sempre presenti le variabili, comuni in tutte le storie d’amore.
Sarò un sempliciotto che crede ancora a Babbo Natale, per restare in tema, ma se ognuno di noi riuscisse ad esprimersi nel quotidiano anche solo attraverso semplici gesti, atti d’amore, o insegnamenti più profondi, potremmo finalmente uscire da quel quadro distruttivo che ci dipingono quotidianamente. Solo allora, con una coscienza collettiva equilibrata e pulita, potremmo pensare ai problemi ,quelli seri (terzo mondo, guerre e povertà) ,potremmo scuotere quei pochi che ci tengono in mano, disarmandoli per il troppo amore. Il tutto deve partire dalla base non aspettiamoci niente dall'alto, perchè niente accadrà.
Dette le mie cazzate quotidiane vi lascio con una canzone che mi riporta nel 1974, quando in quarta elementare il mio grande maestro Floris, che aveva già capito tutto o quasi di me, proprio con questa canzone mi faceva cantare da solista nell’ora di musica! Mi voleva tanto bene e sicuramente per questo non sentiva quanto ero stonato!Scherzi a parte, questa canzone ci riporta alla semplicità delle cose, cui val la pena ogni tanto far ritorno.
Buon fine settimana amici! Sarà anche freddo fuori ma dentro manteniamo quel calore che ci rende sereni! (En)


venerdì, dicembre 14, 2007

Per aspera 2











Diritti per tutti


Ed ecco anche il Trattato sull’Unione europea (TUE),firmato ieri a Lisbona dai capi di Stato e di governo dei 27 Paesi dell'Unione: un passo alla volta, faticosamente, si sta arrivando ad una maggiore integrazione sociale e politica. Richiamato esplicitamente il carattere giuridicamente vincolante della Carta dei diritti fondamentali proclamata ieri a Strasburgo, si passa finalmente da un’idea di Europa strettamente legata al mercato e alle politiche degli Stati ad una fondata anche sui diritti e le libertà dei cittadini. E' già un buon traguardo, anche se va segnalata la posizione dell'Inghilterra sempre distinta dagli altri Paesi. Ora i Governi nazionali dovranno ratificarlo, Italia compresa: indirettamente verrà così ratificato l'articolo della Carta contro ogni forma di discriminazione.

Don Santoro, parroco della Comunità delle Piagge, testimonia «una Chiesa attenta ai volti delle persone, che accoglie sul serio, e fa del pane e del vino della mensa eucaristica una comunione concreta di vita», annunciando la sua intenzione di celebrare il matrimonio di Sandra, diventata donna dopo aver lottato per conquistare la propria identità sessuale. Si apre così un contenzioso con le autorità religiose: difficile che le conquiste europee portino una ventata di umanità nella dottrina incancrenita della cattogerarchia.

Ieri era S.Lucia e, come tradizione in alcune zone del nord (non la nostra), ho regalato ai miei novi il nuovo olio, doppia funzione, di una nota marca di profilattici. Non trovandolo nei supermercati come annunciato nella pubblicità, l'ho acquistato presso Magic America, scoprendo poi che in farmacia è venduto ad un prezzo quasi tre volte più basso! Pazienza, era un regalo...

giovedì, dicembre 13, 2007

Di corsa


Giornate troppo intense quelle che stiamo vivendo per cui anche il blog ne risente. Siamo sempre di corsa e necessariamente latitanti.
Finalmente è stato revocato, come prevedibile, lo sciopero dei tir che è comunque riuscito a provocare panico in molti ,subito precipitatisi a far incetta di provviste nei supermercati.

Ieri è stata proclamata solennemente la carta europea dei diritti fondamentali. Si tratta di 54 articoli divisi in sei sezioni: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia (testo). E' vietata qualsiasi forma di discriminazione:
"È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.".
Sarà sufficiente per dare un po' di coraggio alla Camera italiana?

martedì, dicembre 11, 2007

lunedì, dicembre 10, 2007

Quale via d'uscita?


Continua lo stato di malessere dei novi, stoicamente al lavoro nonostante il forte raffreddamento. In questi due giorni di pausa non abbiamo approfittato per riposare e stare tranquilli, presi dalla frenesia di godere fino all'ultimo secondo lo stare insieme senza limiti di tempo. Così comincia una settimana da malandati, coincidente con l'arrivo del grande freddo che ha prodotto nella notte una gelata come da tempo non si vedeva. Consola l'imminenza delle feste, anche se fino ad allora sarà dura per tutti.
Mentre in Inghilterra si discute la nuova tesi di Desmond Morris sull' omosessualità ("The naked man") non suffragata da prove scientifiche, in Italia si piangono i morti di Torino, si preannunciano giornate nere per i trasporti e prosegue lo show della exCdl.
Nuova azione disciplinare nei confronti del sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris,per aver acquisito e utilizzato i tabulati delle conversazioni telefoniche del ministro della Giustizia, senza la preventiva richiesta di autorizzazione alla Camera . Nessun commento, solo solidarietà al magistrato che ha osato indagare sulla corruzione di Mastella. La sensazione è che ci stiamo consapevolmente prendendo tutti in giro, non sapendo quale strada percorrere per mandare a casa una classe politica che ormai non ha alcuna credibilità e che discute di riforme elettorali solo per trovare compromessi che mantengano tutti in sella. Davvero niente di buono. Da dove arriverà la salvezza? Mi vengono in mente, probabilmente perchè siamo nel periodo, le grandi attese messianiche di Israele. Ma le aspettative concentrate su un novello messia umano storicamente fanno rabbrividire. Una via d'uscita ci sarà: occorre non smettere di cercare.

domenica, dicembre 09, 2007

Al via telefono per disabili



Ierisera i nostri amici, capeggiati da zioMario, sono andati al circo di Moira Orfei: chissà se sono riusciti ad incontrare la grande circense come speravano. Aspettiamo notizie. Noi abbiamo dovuto rinunciare perchè già impegnati, En sicuramente con forte dispiacere, pur trattenendosi dal mostrarlo, perchè da sempre grande appassionato del circo di cui conosce tutto: la storia, le grandi famiglie italiane e non, etc. Per anni, fino all'arrivo di Lupetto, ho dovuto accompagnarlo agli spettacoli di tutti i circhi che piazzavano i tendoni nel raggio di centinaia di chilometri da dove ci trovavamo. Cosa non si fa per amore! Io regolarmente rischiavo di intristirmi se non fosse stato per la curiosità che mi rianimava e l'emozione sempre forte che leggevo nei suoi occhi. Spesso la distrazione mi procurava attimi di imbarazzo divenuti poi aneddoti, come quando ho scambiato un bimbo per lo scimpazè della classica foto sotto gli occhi inorriditi della madre (indossavano entrambi un'identica tutina fucsia!), o quando ho dato un'energica grattata di testa ad una pantera nera, erroneamente confusa con un grosso cane. Probabilmente neppure lei, la pantera, si aspettava un gesto così ardito ed è rimasta inebetita. Per mia fortuna.

Intanto, dopo l'incontro di martedi' 27 novembre a Lecco col gruppo di Renzo & Lucio per la presentazione della rete Abili di Cuore e dopo la trasmissione di domenica 2 dicembre, su Rai3 "Racconti di vita", ci sono segnali che qualcosa si sta muovendo nella nostra provincia sul tema dell'omodisabilità. Davide ci informa che a partire da giovedi'13 dicembre dalla ore 20,00 alle ore 22,00, tutti i giovedì, è possibile contattare il n. 3935764020 per un servizio di prima informazione concernente disabilità, omodisabilità e terza età. E' solo un inizio, ci pare comunque già un' ottima opportunità da far conoscere non solo nel comasco.

Potrebbe usufruire del servizio anche Bossi, ma il discorso di ieri a Bergamo conferma che è tornato quello di sempre, almeno di testa: furbo nel cavalcare la protesta del popolo che non ne può più di questo spettacolo vergognoso che è la politica italiana e aspetta un condottiero che dica ad alta voce la rabbia di tutti. Ovviamente il senatur tira abilmente l'acqua al proprio mulino, incanalando a proprio vantaggio l'esasperazione dei peggiori di noi, i più ottusi naturalmente. Evita, il Bossi, di rispondere alla più banale e semplice domanda che ciascuno di noi vorrebbe porre ai leaders della ex CdL: "Come mai solo ora tutti, Fini e Casini compresi, ammettono pubblicamente di aver sempre saputo che il cavaliere mascherato, persino da Presidente del Consiglio, ha perseguito solo interessi personali e non quelli dello Stato? ".«Abbiamo il dovere morale di liberare il nostro popolo da questa Italia schiavista. Il potere colonialista imbecille non capisce che il popolo aspetta solo il momento per attaccare, e quel momento verrà». Ci sei dentro anche tu, Bossi, in questo imbecille sistema di potere : non siamo tutti idioti!

sabato, dicembre 08, 2007

E' festa



Ci siamo svegliati insieme, completamente immersi nella nebbia. Fatto l'amore e poi colazione, chiacchieriamo serenamente. Dan tiene banco, raccontando del suo lavoro, della gente che ha incontrato. Come sottofondo le musiche vintage di sky. Ognitanto le chiacchiere si interrompono per fare spazio all'amore che non basta mai. Il mondo è lontano con tutte le sue disgrazie, i suoi guai. Persino le ultime vergogne della politica italiana sono attutite dal nebbione. Mastella, Chiti e la Binetti appaiono per quello che sono: ectoplasmi che tentano di imporre il proprio peso secondo un gioco che si ripete ormai da troppo. Giusto perchè glielo consentiamo (?!).
Ieri sera abbiamo rivisto dopo tanti mesi Rob: ci ha raccontato del suo impegno di volontariato gay nell'accoglienza e presto anche come operatore di telefono amico. Lo ammiriamo. Per la completa gratuità: non cerca visibilità, prestigio, potere. Offre il suo tempo, la sua esperienza e la sua preparazione e basta. Con lui è facile lasciarsi andare e parlare anche di noi, della nostra strana vita a tre. Ci fa bene: per noi è tutto "normale"e rischiamo di perdere aspetti importanti ed unici del nostro amore che spingono continuamente a crescere. Ci confida la storia d'amore che vive ormai da due mesi e che gli ha dato nuova serenità. L. ora è negli USA, tornerà ai primi di gennaio e finalmente lo conosceremo. E' sempre un piacere ritrovare Rob, con lui arriva puntualmente una ventata d'allegria e poi, cosa non secondaria, offre massima soddisfazione alle mie sperimentazioni in cucina.
Dobbiamo darci una mossa, abbiamo tante cose da fare stamattina: anche questo fine settimana abbiamo appuntamenti da rispettare con gli amici. In completa serenità. Ora usciamo, comincia un sabato finalmente insieme.
Nella foto troppiana, oltre il parapetto del terrazzo, il nebbione.

venerdì, dicembre 07, 2007

L'uomo del cuore



Proprio così titola il discorso alla città di Milano che il vescovo ha tenuto, come da tradizione, la vigilia di sant'Ambroes: l'uomo del cuore. «E' quanto di più importante ha bisogno oggi la nostra città». «L’uomo del cuore – l’uomo interiore e sapiente – sa vedere tanti altri poveri, “nascosti” alla vista, in quartieri anonimi, talvolta in case degradate; poveri rassegnati che soffrono in silenzio, ormai soli e chiusi in se stessi; persone sino a ieri rispettate perché avevano un lavoro e che oggi vivono ai margini; bambini che vanno a scuola: ma sono “trasparenti”, nessuno li vede per quello che sono, nessuno li aiuta; donne sole con dei piccoli: ma nessuno bada a loro». In un contesto culturale e in una città nella quale da anni si alimenta il mito individualista, il Cardinale è deciso nel proporre i doveri forti di responsabilità sociale e di legalità. «In quest’epoca in cui la nostra Milano sta cambiando volto, in cui si stanno ricostruendo interi quartieri, in cui siamo protesi verso l’ambito riconoscimento dell’Expo 2015, non sfuggiamo alla responsabilità di interrogarci seriamente se la nuova città favorirà la nascita di un’umanità nuova, se i cittadini in essa si sentiranno a casa, se insieme la città ritroverà un’identità accogliente e aperta al nuovo e, nel contempo, rassicurante, perché conserva ciò che di meglio c’è nel suo passato».E va fatto ripartendo dai più deboli: «C’è una città che “appare”, la città dei grandi progetti, delle luci, delle vetrine; ma c’è una città forse un po’ più piccola, un po’ più invisibile, che magari vorremmo nascondere. Non ignoriamola, invece; anzi con coraggio ripartiamo da qui». Avranno capito le massime autorità sedute in prima fila, a partire dall'uomo della Compagnia delle opere, o come sempre si saranno sentiti nel giusto e perciò non toccati dalle severe parole, non d'occasione? Probabile la seconda.
Mi è piaciuto il discorso, ve ne consiglio la lettura anche perchè Tettamanzi, da quando è a Milano, appare come una voce fuori dal coro all'interno della cattogerarchia.
E comunque davvero c'è bisogno dell'uomo del cuore: tutto quello che sta accadendo provoca reazioni a catena che vanno in una direzione che non può non preoccupare. Rifugiarsi nel privato per non cedere alla disperazione non è la soluzione, al contrario è abdicare, rinunciare al proprio diritto di esistere nella società, quindi di essere se stessi. L'assassinio di Makwan, i diritti negati o violati in qualsiasi parte del mondo sono questioni che ci riguardano da vicino, perchè riguardano l'uomo. Non esistono priorità, un prima e un dopo, esiste solo l'uomo: qualsiasi conquista sociale, politica ed economica che è per l'uomo torna a vantaggio di tutti, quindi anche nostra. Il grosso problema è unire le forze e le energie, subdolamente divise e disperse da chi non ha interesse che questo avvenga e può manipolare a piacimento i media.
Mentre si festeggia a Milano con gli «Oh Bej! Oh Bej!» ,diamoci una mossa (minima) cercando di dare una svolta positiva ad uno dei tanti sondaggi sulle unioni di fatto : un semplice click qui per cominciare ad esprimere a noi stessi la voglia di riappropriarci della nostra esistenza.

giovedì, dicembre 06, 2007

Goodbye Makwan



L'esecuzione è avvenuta nel carcere alle 5 del mattino (ora iraniana) di ieri 5 dicembre 2007. Nessuno, nemmeno l'avvocato, il padre e lo zio di Makwan erano stati informati.



Grazie all'amico del gruppo Gionata che ci ha segnalato tempestivamente la notizia.

La via dell'armonia


Com'era prevedibile ho passato il testimone (raffreddore) ai miei due compagni. Almeno l'hanno ricevuto insieme e, tempo 2/3 giorni, ne saremo completamente fuori. Succede sempre così nelle famiglie: nel bene come nel male si condivide qualsiasi esperienza.
La condivisione è un aspetto importante della convivenza anche civile. Ieri ci siamo attivati nel nostro piccolo per tentare di salvare(inutilmente, era troppo tardi) Makwan, il giovane iraniano condannato a morte, perchè crediamo nel valore-dovere della solidarietà, tanto più che la condanna capitale, per qualsiasi motivo ed ovunque nel mondo, rappresenta per l'intera comunità umana una vergogna ed un limite di civiltà.
In questo noi Italiani siamo avanti ed è motivo di orgoglio essere tra i promotori e convinti sostenitori della moratoria internazionale contro la pena di morte che a giorni verrà discussa e, si spera, definitivamente approvata dall'Assemblea plenaria dell'ONU, dopo un iter difficile e pieno di ostacoli fermamente superati. Rispettiamo la vita di feroci mafiosi, possiamo forse non restare sconvolti da una condanna per omosessualità? Se poi politicamente non siamo ancora in grado di tutelare i diritti elementari di tutti, omosessuali compresi, è solo per timore di dispiacere quei poteri che per un motivo o per l'altro resistono all'evoluzione civile accelerata. E' solo questione di tempo e pazienza: le rabbiose battaglie di singole Associazioni, ugualmente affamate di potere, rischiano l'effetto boomerang, di sicuro quello ritardante, auspicato invece per altre situazioni. Ad ogni modo, dietro la condanna dell'esercizio dell'omosessualità, alla pena capitale come alla negazione dei diritti, c'è la stessa paura che l'accettazione della diversità porti inevitabilmente alla perdita del controllo sociale, morale e religioso e perciò all'indebolimento irreversibile del proprio potere. Certo, c'è una bella differenza tra le due condanne, ma la "comune" preoccupazione esprime l'identica mentalità che si diversifica giusto nella differente crudezza delle modalità. Qualche secolo fa le differenze erano ridotte alle tecniche di esecuzione.

A risollevare spiritualmente è la presenza da ieri a Milano del Dalai Lama, massima autorità religiosa del buddhismo e capo del governo tibetano in esilio. Da domani a domenica «La via della Pace interiore» offrirà molti spunti di crescita a chi avrà la fortuna di riuscire ad entrere al Palasharp «Credo che si debba migliorare l'uomo dal profondo. I grandi capi delle religioni teistiche dovranno chiedere a Dio perché accade tutto ciò, mentre le altre religioni, che hanno una visione legata a causa e condizione, come il buddismo, sostengono che se c'è tanta guerra è frutto dell'azione dell'uomo, frutto dell'intenzione umana stessa. Soldi e tecnologia non possono risolvere i nostri problemi». E' tempo di rilanciare il valore della compassione, che significa "soffrire con":è la via più veloce per realizzare l'armonia che deve governare il mondo.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Salviamo Makwan!


Makwan Moloudzadeh , 21 anni, condannato a morte per il reato di “lavat” ( sodomia) in Iran, il 15 novembre scorso aveva ottenuto, grazie ad una mobilitazione internazionale, la sospensione della pena, ma tramite la sua famiglia si è saputo che domenica 2 dicembre a Makwan è stata comunicata la sentenza di morte nel carcere di Kermanshah, dove è detenuto dallo scorso 1 agosto.

“E’ necessaria un’azione internazionale di protesta immediata, che coinvolga il Governo Italiano, il Parlamento Europeo e tutta la società civile. Dobbiamo far sentire in Iran le nostre voci e chiedere che Makwan viva. Makwan è innocente e la colpa per cui è stato condannato è la sua omosessualità”. E’ l’appello lanciato da dal Gruppo EveryOne. “Agite subito, chiedete ad amici e conoscenti di inviare alle autorità iraniane quante più lettere e cartoline possibile, perché i giudici e il presidente della Repubblica Islamica devono sapere che uccidono un innocente, che ogni anno imprigionano, torturano e uccidono migliaia di innocenti.”

Per maggiori informazioni e per gli indirizzi cui inviare cartoline,lettere, fax ed e-mail: Gruppo EveryOne e Circolo MarioMieli

Bellezza mutilata?


«Stop al concetto di perfezione fisica prestabilita. Bisogna celebrare la vera bellezza e sostituire il termine 'passivo vittima' col termine 'attivo sopravvissuto'. Tutti hanno il diritto di essere belli», così recita lo slogan di«Miss Landmine 2008», il concorso di bellezza riservato alle donne vittime delle mine antiuomo in Angola. Ideatore della provocatoria manifestazione è il regista norvegese Morten Traavik che vuole richiamare l'attenzione dei media sul tremendo problema che coinvolge numerosi Paesi del Sud del mondo. Solo in Angola, uscita nel 2002 da un conflitto civile trentennale, ci sarebbero 15 milioni di mine, su una popolazione di circa 10 milioni di persone: l'operazione di bonifica durerà anni ed arricchirà gli stessi produttori che forniscono anche personale per lo sminamento. L'iniziativa, pur godendo dell'appoggio del governo del Paese, del supporto dell'Unione Europea e del consiglio culturale norvegese, ha scatenato forti polemiche di varia natura, com'era prevedibile. Intanto, grazie alla provocazione del Paese centrafricano, si parla del dramma delle mine antiuomo che chiama in causa anche l'Italia. E' comunque un bene. Sul sito del concorso è già possibile votare.


Serata di relax finalmente ierisera, dopo il tour de force del finesettimana. Pur amando molto stare con gli amici, abbiamo bisogno come dell'aria di momenti solo per noi, dopo giornate intense trascorse ognuno alle proprie attività.Domenica sera a casa di P. c'eravamo ritrovati, come non accadeva da tempo, insieme agli amici "storici": più di 20 anni di conoscenza ed amicizia. Sono passati gli anni, tanti, ma è intatto il forte sentimento che ci unisce, cresciuto anzi e maturato nel migliore dei modi. C'erano solo due new entry: il nostro Dan ovviamente e Dam, legato da una simpatica amicizia al padrone di casa. La serata era dedicata agli "oss bus", magistralmente cucinati da P.: c'era forse un significato recondito nella scelta del menu?

martedì, dicembre 04, 2007

Com'eravamo 7




Brevalaër & Mazhou 1908
Douglas & Trent 1911

lunedì, dicembre 03, 2007

Here is your paradise, here is your book of life!

Ascoltando per caso una canzone fino ad oggi sconosciuta, sono stato fulminato da uno di quegli attimi d' amore meravigliosamente descritti da En sabato scorso. Sono riuscito ad individuarla ed ora la giro a voi, sperando produca uguale effetto!
A en & dan



Il testo qui.

Buon senso e armonia


"Adesso se la vedrà con Dio ma mi sarebbe piaciuto che avesse reso conto del suo operato alla giustizia degli uomini", così il grande Rosario Crocetta ha commentato la morte del boss Emmanuello avvenuta in seguito a una sparatoria con gli agenti della polizia che stavano per catturarlo in un casolare nelle campagne dell'ennese . Crocetta nel 2006 aveva avuto il coraggio di licenziare la moglie del boss, assunta dal Comune di Gela come "nullatenente". E' o no un grande uomo il nostro (di noi Italiani onesti) Crocetta? Vorrei stringergli la mano e dirgli che "lo stimo troppo", perchè sono gli uomini come lui che ci riconciliano con le Istituzioni e ... con la Bellezza ed unicità della vita. Anche in questo caso la Bellezza altro non è che il Buono, il Bene, che diventa visibile per poter essere colto e gustato. Dobbiamo trovare il modo di stare vicino al sindaco di Gela perchè la mafia lo ha già condannato: non bisogna lasciarlo solo come è stato per i tanti martiri della Giustizia/Onestà/Bellezza!
E' meno amaro, con questo pensiero in testa, assimilare la notizia dell'ennesima violazione dei diritti fondamentali del tiranno Putin, amicone dei nostri peggiori politici.

Comincia così la prima settimana di dicembre, dopo un weekend sereno in compagnia degli amici. Non sono riuscito a goderlo come avrei voluto per colpa di un brutto raffreddamento che mi rende stordito più del solito, anche per via dei farmaci che divoro nella speranza di recuperare la forma entro domani che sarà un'impegnativa giornata di lavoro (come tutte quelle che seguiranno fino a Natale). Quando non arrivo direttamente a qualcosa, posso però contare sui novi ed attraverso loro godere quello che i miei limiti mi impediscono. E' il bello dell'Amore. Ci rende talmente grandi l'esperienza dell'amore appassionato che noi umani potremmo di tutto, se lo volessimo. Invece riusciamo sempre a farci bloccare da pochi meschini individui che, raggiunto un qualsiasi potere, scelgono di perseguire interessi di varia natura, forse anche per compensare la squallida povertà affettiva. Certi politici, uomini d'affari, cattogerarchi, ma anche semplici funzionari, responsabili di Associazioni e uomini della strada riescono a spegnere la poesia che ci sarebbe, c'è dentro ciascuno di noi. Siamo così condannati alla divisione e alla perdita dell'armonia per un falso senso del dovere e dell'obbedienza. E pensare che il resto del creato aspetta solo che tra gli umani prevalga il buon senso per venirci incontro finalmente pacificati !

domenica, dicembre 02, 2007

Dicembre


Maratea è in Basilicata. Premessa necessaria, dopo che ierisera abbiamo verificato una volta in più la nostra debolezza in geografia. Non siamo i soli comunque, eravamo un bel gruppo convocati a casa di Mau & Mau per festeggiare il loro decimo anniversario. L'incertezza geografica è stata comunque l'unica pecca della serata, dal momento che i padroni di casa si sono dimostrati ospiti perfetti e cuochi straordinari: pietanze originali e strabuone, tutte piemontesi doc, accompagnate da bagnet sempre diverse (o diversi? maschile o femminile? Boh!). C'era persino il classico bollito con tanto di salsaverde insuperabile. Simpatica e alla mano la compagnia, proprio come piace a noi. Un bel sabato sera, insomma, con tanto d'abbuffata esagerata che rende meno amaro il risveglio odierno con l'annuncio dell'arrivo di una nuova stangata economica, grazie al caro-petrolio.
Intanto il papa, che in questi giorni ha richiamato le Ong cattoliche a Roma per impartire le proprie direttive politiche, è invitato a ripassare un po' di storia recente: l 'ONU , per quanto organismo debole e malato, non accetta rimbrotti e tanto meno lezioni su ciò che è suo compito. Non è il Parlamento italiano, falsamente umile e succube: " Le Nazioni Unite nascono da un accordo tra Stati ma non dimenticano che una delle pietre miliari dell'Onu è la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo". Che Benedetto, già che c'è, ripassi i diritti dell'uomo e cominci ad assicurarli almeno nel proprio gregge, dal momento che le violazioni più grosse qua e là nel mondo pare gli sfuggano regolarmente.
E' la prima volta che qualcuno tappa la bocca all'omino bianco viziato dagli striscianti, sottomessi consensi generali. Ci sarà rimasto male.
Noi invece siamo ancora galvanizzati dall'entusiasmante ed appassionata lezione di Benigni sulla teologia dantesca e non vogliamo perderci nelle solite, ripetitive questioni che sono destinate a passare. Meglio cogliere e vivere quei momenti straordinari che la vita ci riserva e che fanno di tutti noi delle persone uniche ed irripetibili. Possono anche riempirci di chiacchiere altisonanti e dotte, ma solo facendo silenzio e scendendo nel profondo di noi stessi, delle nostre esperienze e della nostra vita, riusciremo ad incontrare la Bellezza che misteriosamente ci attrae, come sapientemente l'umano Agostino ha intuito e cantato. Più utile rileggere il post che ha scritto ieri En che impantanarsi nei dictat che vorrebbero eliminare il relativismo morale, imponendo la propria personalissima (e limitata) visione della realtà, priva di amore e passione . A noi basta una serata come quella di ieri per toccare il cielo con un dito! Non occorre vestire Prada, indossare l'ermellino o gli ori luccicanti per essere dei grandi: basta una sedia a rotelle, l'amore appassionato di un compagno e l'allegria disinteressata di un piccolo cane per superare in umanità il più osannato degli uomini (Rai3).

sabato, dicembre 01, 2007

Primo dicembre giornata mondiale contro l'AIDS.
Per non dimenticare.

Passione

Ci sono attimi in cui in pochi secondo ripercorri delle tappe del passato oppure sogni proiettandoti nel futuro. Sono quegli attimi che ti danno gioia, tristezza o dolore. Ti esaltano oppure ti abbattono.Ma sono quegli attimi in cui le emozioni danno quell’impulso alla ragione che poi ti fa agire. Vengono da soli, non puoi cercarli. Mi piacerebbe portarvi dentro in quel mio attimo che ti da quel piacere che ti astrae da tutto, dura poco, ma ti lascia quella forza di andare avanti, di continuare quel percorso ad ostacoli che è la vita, possibilmente migliorandosi un po’. Ma non è cosa facile. Mi è capitato di recente. Viaggiavo in macchina circondato da uno splendido paesaggio dove il sole scaldava i tipici colori autunnali di una ricca vegetazione. Le foglie, ormai avviate alla morte lanciavano il loro ultimo,unico e bellissimo grido prima di cadere a terra. E’ stato un attimo d’amore, in cui non ero solo, sentivo crescere la voglia di un abbraccio subito appagata dal pensiero verso i miei novios prima uno poi l’altro o insieme. Sono stato bene. Fiero di esserci e di essere così. Di farmi dominare, in quell’attimo, totalmente da questo amore senza pensare alle paure, alle incomprensioni ed ai problemi che comunque abbiamo.
Vivo la passione. In qualunque cosa. Nell’amore, nell’amicizia, nel lavoro. Dove c’è passione il risultato è garantito. Ed è quello che poi mi gratifica.
Certo non mancano i momenti in cui quella passione sembra indebolirsi. Vuoi perché stanco o perché stressato a volte proprio non hai voglia e allora ci si abbandona al pessimismo che altro non fa che ucciderla. Rischi di spegnere quel fuoco che è il motore di tutto. Mi è stato rimproverato di essere esagerato. Probabilmente è anche vero. Non posso farci niente. Nonostante le batoste che ho preso e che continuo a prendere vado avanti spinto dalla passione anche se a volte cade nel vuoto….ma non è un male anzi è solo lo spunto per una riflessione.

E’ il primo dicembre! Stasera festa! Siamo stati invitati da Mau & Mau che festeggiano il loro amore come ha ricordato Moser in un post tempo fa. Domani sera invece a casa di Pep ossibuchi e purè con gli amici “storici” di sempre.
Staserà c’è pure la Carrà a “Che tempo che fa” non posso perdermela. Un mito. (En)

Una bellissima canzone

venerdì, novembre 30, 2007

Com'eravamo 6




Currito & Xalbador
1927
Ambrogio & Turi
1948

mercoledì, novembre 28, 2007

Gerontofilia


Un amico ci ha bonariamente rimproverato di trascurare, tra i tanti argomenti di attualità, la terza età. E' vero, salvo di sfuggita in Senescenza, senza accorgercene, inseguendo quotidianamente le tante notizie non ci siamo mai fermati a riflettere sulla vecchiaia, che pure costituisce un problema sociale di questi tempi, tanto da evitare se possibile di parlarne. Una specie di nuovo tabù che si preferisce addolcire con eufemismi di vario tipo, per evitare l'immediata crudezza dei termini classici. In realtà, in qualsiasi stagione della vita, c'è in ognuno di noi, secondo la teoria multiegoica, l'io vecchio, espressione della saggezza esperienziale, che convive col resto di noi, dei nostri diversi io. Forse però anche questa parte di noi subisce i condizionamenti più o meno espliciti esercitati dal culto dominante dell'apparenza perfetta, perciò del mito dell'eterna giovinezza. Gli stessi vecchi proposti dalla pubblicità, benchè promuovano l'adesivo per dentiere piuttosto che i pannoloni per l'incontinenza, hanno nulla di decadente nel corpo. L'unico ad essere ripreso televisivamente per quello che era nella realtà, senza i capelli tinti d'improbabile colore,ma addirittura con gli effetti devastanti della malattia ( tremore e bava alla bocca) in primo piano, è stato Giovanni Paolo II. Probabile però che in quel caso abbia pesato non poco l'urgenza didascalica e la stessa mentalità ambiguamente masochista di un certo cattolicesimo. Ad ogni modo le immagini del vecchio papa malato rompevano il tabù della vecchiaia. Non voglio però annoiare con un discorso sociologico e tantomeno psicologico.
Mi pare invece interessante segnalare l'aumento soprattutto (ma non solo) nell'ambiente gayo che spesso brilla, almeno nell'immaginario mediatico, per superficialità e desiderio di apparire tutto lustrini e paillettes, di una certa attenzione dei giovani nei confronti dei daddies, i maturi. E' solo una constatazione la mia, nessuna pretesa di approfondire il fenomeno anche perchè, all'interno della troppia, vivo la disparità d'età amando, ricambiato, un omettino, Dan, di... usti!... troppi anni più giovane di me. Tra noi ognitanto se ne parla, qualche volta ci abbandoniamo anche a teorie psicanalitiche, ma non è il caso qui d'improvvisare tesi ben lungi dall'essere dimostrate. Posso solo testimoniare con En che, al di là di alcune differenze ovvie di mentalità, gusti, etc, non è affatto difficile e complicato condividere l'amore con Dan. Erano molte le paure che immaginavamo prima di abbandonarci alla straordinaria avventura che stiamo vivendo, ora invece godiamo delle diversità che risultano stimolanti per tutti e tre. Un nostro equilibrio evidentemente l'abbiamo raggiunto nel rispetto delle diversità appunto. Sempre precario, per carità, ma solo della precarietà dell'amore stesso, non delle differenti età. Proprio alcuni giorni fa, rispondendo ad una interrogazione del nostro cucciolo, gli confidavo di sentirmi ancorato ad un pinnacolo altissimo in un cielo azzurrissimo, sferzato da venti gagliardi (straamo il vento), totalmente ebbro per l'altitudine cui l'amore mi ha spinto, ma ben consapevole del rischio di precipitare. Non è la condizione comune di un semplice innamorato? Le forze inesauribili della giovinezza possono trovare completa soddisfazione nell'esperienza consapevole della maturità che, a sua volta, recupera vigore ed entusiasmo magari un po'sbiaditi dal tempo. Purchè ci sia amore.