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mercoledì, marzo 31, 2010

A casa!

Naturalmente la penso anch'io come Massi e Barone (v.commenti al post di ieri).Da qualsiasi angolazione la si osservi, la situazione italiana si presenta drammatica e destinata, se possibile -e lo è- a sprofondare sempre di più. Già mi basta lo spettacolo dei tronfi vincitori, non vorrei  assistere ancora all'ennesimo teatrino dell'opposizione. A mio giudizio occorre fare tabula rasa, una volta per tutte, della vetusta, incancrenita classe dirigente. Tutti a casa d e f i n i t i v a m e n t e a partire dal presunto genietto col baffetto che, per quanto ricordo io, non ha mai azzeccato una, che sia una, scelta politica. Basta, non se ne può più. Ci saranno pure personaggi politicamente alternativi, no? I "vecchi" hanno una responsabilità enorme nell'aver lasciato che la situazione evolvesse fino allo stato attuale. Non c'è più tempo per i giochini di potere: abbiamo aspettato troppo ed inutilmente. Si ricominci da Vendola!

Ierisera la mia insalata di cous cous ha avuto successo. Ecco la ricetta:
-Cous cous già pronto, solo da "rinvenire" (seguite le istruzioni della confezione che variano)
-1 peperone rosso e uno giallo
-Pomodorini confit (dopo averli tagliati a metà stenderli su una teglia oliata a faccia in giù, cospargerli di sale  -meglio fior di sale- zucchero, poco pepe, uno spicchio d'aglio tagliato a fettine e basilico. Infornare a 100/150° per 2 ore)
- Olive nere
- Capperi
-Pinoli
Far ammorbidire in olio fino quasi a formare un inizio di crosticina  i peperoni , dopo averli naturalmente lavati, privati dei semi  e tagliati a piccoli pezzi. Unire a fine cottura olive, capperi, pinoli e salare leggermente (dipende dai capperi).
Mescolare al cous cous, precedentemente sfarinato con la forchetta con l'aiuto di un po' d'olio, i peperoni, le olive, i capperi e i pinoli con tutto il condimento. Aggiungere infine  i pomodorini confit e abbondante basilico fresco (o menta se preferite un gusto più mediorientale). Lasciate riposare in frigorifero: si serve freddo. Il piatto è semplice, fa la sua bella figura e piace.

giovedì, marzo 19, 2009

La mia prima torta (di mele)



Sono ancora malato! Questa è la seconda volta in tre mesi. Sono ancora alle prese con virus e antibiotici, anche se ora potrei dire che sto un pò meglio. Non mi ha completamente abbattuto come a gennaio, quando avevo metà faccia bloccata e dolorante.
Beh, la malattia ha anche i suoi pregi! Ieri mi sono cimentato nella mia prima torta di mele. Ovviamente nulla a che vedere con quella del nostro amico Pepp. Per i dolci è necessaria precisione nella quantità degli ingredienti, nei passaggi da effettuare e nella cottura. Io purtroppo non sono molto preciso in cucina ed entro anche in ansia da prestazione: avevo paura che non mi si alzasse. La torta ovviamente! Quindi fin dall'inizio dopo aver letto quattro volte la ricetta mi veniva da pensare alla conclusione del lavoro, quando la torta sarebbe già stata pronta per essere gustata.
Per tentare di contenere le mie emozioni mi sono dovuto fermare per fare "benzina", fatto il pieno con un bicchiere di gin-tonic sono ripartito e la mia creazione prendeva forma.
Le mie giovani doti di cuoco-pasticciere hanno contribuito a rendere la cucina una fogna, c'erano pezzi di cibo ovunque per non parlare di quello che c'era per terra, tutto questo per una semplicissima torta di mele!
Ormai avevo concluso il lavoro, la dolce torta di mele aveva forma (anche se ancora bassa). La mia composizione mi aveva reso soddisfatto tanto da avvisare subito i miei novi con un bel mms, foto inclusa. Si presentava bene anche se non ero molto convinto per il post-cottura.
Eccola, 170° e 55 minuti dopo esce dal forno. Abbronzatura e profumo intenso mi stavano tranquillizzando e preparando per il test serale che si avvicinava, doveva solo raffreddarsi e attendere la degustazione.
La sera era arrivata e con essa il verdetto. Sapore discreto, non intenso, per la verità con poca consistenza di fondo: avendo distrubito male la pasta, il centro della torta risultava basso e molle. Comunque è andata e non è stata buttata. Di strada ne devo fare ancora molta, ma per il momento mi accontento del battesimo.
(Dan)

giovedì, marzo 05, 2009

La burrina



Non ho resistito e l'ho fatta! So che non è politicamente corretto nei confronti di Mario (della coppia Malù) che avrebbe dovuto prepararcela in occasione della sua prossima visita a Como, ma 10 giorni sono lunghi da passare ... Mi riferisco alla Tenerina, scoperta dolciaria del nostro recente tour ferrarese. Ho cercato in internet la ricetta, ma ho trovato un'infinità di versioni per cui, nell'imbarazzo della scelta, ho deciso di elaborarne una personale che ovviamente resta in attesa del giudizio serale dei novi. Considerata la mia personalissima interpretazione della torta emiliana, ho provveduto al cambio del nome non osando una profanazione: la mia tenerina si chiamerà burrina. E non perchè abbia abusato del burro (ndr: questo mi tocca precisarlo per non incorrere nelle geremiadi dei novi), bensì in onore di un ingrediente che straamo (e che purtroppo posso usare solo di straforo) finalmente impiegato ufficialmente alla luce del sole,perchè fondamentale anche nella preparazione originaria.
A vederla appena sfornata (a dx nella foto, quella di sx è un'aggiunta del tutto coreografica che mi pare offra movimento all'insieme) sembra molto simile all'originale: vedremo dopo la degustazione. Vi regalo la "mia" ricetta, aspettate però il responso di domani per seguirla. Oppure cercate sul web perchè la torta è davvero una leccornia.
Ricetta della burrina per 4 persone (più o meno):
200 gr di cioccolato fondente
185 gr di burro
190 gr di zucchero (mi è scappata la mano: fate un po' meno)
4 uova
2 cucchiai di farina
Far sciogliere a bagno maria il burro ed il cioccolato e lasciare raffreddare, montare i tuorli con lo zucchero, unire la farina e poi il burro e la cioccolata fusi, infine gli albumi (montati a neve con un pizzico di sale).
Infornare a 200° ma subito abbassare a 180°. Sfornare dopo 16/18 minuti. (Io l'ho tolta a 19, ma solo perchè mi ero distratto). Lasciare raffreddare.Volendo spolverate con cacao o zucchero a velo.Non con entrambi che è un'esagerazione.
P.S. Si offre a piccoli quadratini.

mercoledì, marzo 28, 2007

Et voilà soufflé!



Ierisera ho provato la ricetta del Soufflé au fromage della mamma di Ivan: un successo. Provate anche voi, la ricetta la trovate qui.
Grazie, Ivan!
PS. Nella foto il soufflé ha già cominciato a sgonfiarsi (va servito subito): naturalmente la batteria della macchina fotografica era scarica (uff!) e ho perso tempo col cellulare...