
SkraM e Anastasia Beaverhausen commentando il post di ieri hanno sollevato un paio di questioni che, pur già trattate qui e là sul blog, hanno il potere di non essere mai completamente chiuse,necessitando via via di puntualizzazioni e sviluppi che vanno di pari passo con diversi fattori che si intersecano (evoluzione socio-culturale, crescita personale,dinamiche relazionali etc). In ogni caso è bene tornare a discuterle, ampliando magari, se possibile, gli interventi così da offrire diverse angolazioni e punti di vista. La provocazione iniziale stava naturalmente nel post e, più precisamente, nella ferma dichiarazione di rigida monogamia della nostra troppia.SkraM osservava che non avrebbe senso altrimenti la relazione. Non so se si riferisse direttamente alla troppia o alla relazione amorosa in genere, quindi anche alla coppia. Suppongo sia così, perchè troppia o coppia, eccettuato per le dinamiche interne, non si differenziano affatto in quanto relazione affettiva.In ogni caso non ce la sentiamo di condividere l'opinione di SkraM, perchè convinti che ogni coppia (troppia), nel corso della sua esperienza e proprio sulla base del vissuto specifico,debba inventare un proprio modello che non è necessariamente quello tradizionale che anzi, come già sostenuto, può valere al massimo per le coppie etero (e nemmeno sempre). "La maggior parte (purtroppo) delle omocoppie s'ispira all'unico modello conosciuto, quello etero. Qui sta, a mio parere, la causa di molti fallimenti amorosi: proprio nella testardaggine (pigrizia?) di voler seguire un modello (maschio/femmina) che, per quanto conosciuto, è necessariamente diverso da quello maschio/maschio e femmina/femmina" ( 21 dicembre 2007). Quello che per noi può non avere senso, lo può però avere in contesti del tutto diversi con protagonisti altri da noi. E' questo il momento storico in cui portare alla luce, in uno scambio produttivo, le diverse esperienze che devono poi confluire in quel patrimonio culturale omo ancora non conosciuto, ma che è, a ragione, implicitamente richiesto dalla società in vista del riconoscimento del diritto (giuridico) all'amore. Certo, perchè ci sia amore e non una sua rappresentazione scenica,è fondamentale in ogni tipo di relazione, aperta (sessualmente) o no, la trasparenza: non ci può essere doppiogioco tra adulti. E qui "ci sta" la provocazione di Anastasia rivolta direttamente a noi:"Sicuri sicuri sicuri che tutti e tre siate monogamici? ma proprio sicuri sicuri sicuri? ma proprio tutti tutti?".No, cara Anastasia, la certezza non l'abbiamo nemmeno per noi stessi: saremmo dei poveri illusi o degli ipocriti a crederlo. L'amore però è ed esige fiducia, come pretende anche, se vero e grande, capacità di superare eventuali cadute, proprie o altrui. Perchè siamo tutti umani. Per ora possiamo solo affermare che non ci è stata particolarmente difficile la fedeltà, anzi è risultata fin troppo naturale, ma siamo solo agli inizi del quinto anno di vita in troppia. Siamo abbastanza certi che giocheranno sempre un ruolo importante la vivacità e la fantasia nel reinventarci continuamente, così come la voglia di non fermare mai la nostra crescita. Di singoli e di troppia. E voi, cosa pensate?



















