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venerdì, ottobre 09, 2009

Della relazione e della fedeltà



SkraM e Anastasia Beaverhausen commentando il post di ieri hanno sollevato un paio di questioni che, pur già trattate qui e là sul blog, hanno il potere di non essere mai completamente chiuse,necessitando via via di puntualizzazioni e sviluppi che vanno di pari passo con diversi fattori che si intersecano (evoluzione socio-culturale, crescita personale,dinamiche relazionali etc). In ogni caso è bene tornare a discuterle, ampliando magari, se possibile, gli interventi così da offrire diverse angolazioni e punti di vista. La provocazione iniziale stava naturalmente nel post e, più precisamente, nella ferma dichiarazione di rigida monogamia della nostra troppia.SkraM osservava che non avrebbe senso altrimenti la relazione. Non so se si riferisse direttamente alla troppia o alla relazione amorosa in genere, quindi anche alla coppia. Suppongo sia così, perchè troppia o coppia, eccettuato per le dinamiche interne, non si differenziano affatto in quanto relazione affettiva.In ogni caso non ce la sentiamo di condividere l'opinione di SkraM, perchè convinti che ogni coppia (troppia), nel corso della sua esperienza e proprio sulla base del vissuto specifico,debba inventare un proprio modello che non è necessariamente quello tradizionale che anzi, come già sostenuto, può valere al massimo per le coppie etero (e nemmeno sempre). "La maggior parte (purtroppo) delle omocoppie s'ispira all'unico modello conosciuto, quello etero. Qui sta, a mio parere, la causa di molti fallimenti amorosi: proprio nella testardaggine (pigrizia?) di voler seguire un modello (maschio/femmina) che, per quanto conosciuto, è necessariamente diverso da quello maschio/maschio e femmina/femmina" ( 21 dicembre 2007). Quello che per noi può non avere senso, lo può però avere in contesti del tutto diversi con protagonisti altri da noi. E' questo il momento storico in cui portare alla luce, in uno scambio produttivo, le diverse esperienze che devono poi confluire in quel patrimonio culturale omo ancora non conosciuto, ma che è, a ragione, implicitamente richiesto dalla società in vista del riconoscimento del diritto (giuridico) all'amore. Certo, perchè ci sia amore e non una sua rappresentazione scenica,è fondamentale in ogni tipo di relazione, aperta (sessualmente) o no, la trasparenza: non ci può essere doppiogioco tra adulti. E qui "ci sta" la provocazione di Anastasia rivolta direttamente a noi:"Sicuri sicuri sicuri che tutti e tre siate monogamici? ma proprio sicuri sicuri sicuri? ma proprio tutti tutti?".No, cara Anastasia, la certezza non l'abbiamo nemmeno per noi stessi: saremmo dei poveri illusi o degli ipocriti a crederlo. L'amore però è ed esige fiducia, come pretende anche, se vero e grande, capacità di superare eventuali cadute, proprie o altrui. Perchè siamo tutti umani. Per ora possiamo solo affermare che non ci è stata particolarmente difficile la fedeltà, anzi è risultata fin troppo naturale, ma siamo solo agli inizi del quinto anno di vita in troppia. Siamo abbastanza certi che giocheranno sempre un ruolo importante la vivacità e la fantasia nel reinventarci continuamente, così come la voglia di non fermare mai la nostra crescita. Di singoli e di troppia. E voi, cosa pensate?

lunedì, marzo 30, 2009

Il sole che non vedi


"Tutto quello che ci serve è un orizzonte completamente aperto"recita Renato Zero ne "Il sole che non vedi" . Già, bastano poche parole alla poesia per dire una verità che spesso i fatti della vita oscurano, quando le attese in cui si era riposto tutto se stessi sembrano venir meno e con loro il senso stesso della vita. Una fitta nebbia ci impedisce di vedere più in là del nostro naso, quando non sono i nostri stessi occhi, diventati miopi, a non potersi più sollevare dal triste presente per andare oltre. Oltre. Il dolore paralizza, annebbia, annulla addirittura in certi momenti.
Ci passiamo tutti prima o poi, per un motivo o per l'altro. Fragilità e disorientamento fanno parte della vita.Non per questo siamo meno uomini, anzi! E'la consapevolezza del limite a darci il senso della nostra umanità e a spingerci umilmente all'apertura verso gli altri. Bastano "Una domenica, un pane ed una spiaggia dove ritrovarci o perderci" , continua Zero,"La volontà non manchi, e una preghiera ci accompagni ovunque, per non dimenticare".
Ierisera abbiamo vissuto qui a casa nostra, La troppiana, un momento forte di amicizia ritrovandoci, noi gli amici di sempre, spontaneamente stretti intorno ad uno di noi in difficoltà, circondandolo come potevamo, ognuno a suo modo magari anche un po' pedestramente, con tutto l'affetto di cui eravamo capaci, perchè, pur ferito, rialzasse presto lo sguardo verso l'orizzonte che è sempre spalancato per tutti. Non so se i tanti cuori presenti sono riusciti nell'intento, ci vuole sempre tempo perchè le cicatrici guariscano. Basterebbe la certezza di non essere mai soli, che noi amici ci siamo davvero "Mentre aspettiamo che si faccia sera, perchè di sera si è più veri, si è migliori Perchè di sera si ritorna sempre" .
Coraggio, amico, hai già superato tante prove nella vita, non arrenderti ora: guarda avanti che noi siamo proprio accanto a te!

sabato, marzo 28, 2009

Cose della vita


Eccoci qui!E' sabato. Stasera tutti da Peppo. Una cena che poi è anche un saluto. L'ultima nella sua vecchia casa, abitata per oltre quarant'anni. Chissà quanti ricordi, affetti che sono passati e andati via. Una vita trascorsa lì dove il tempo, inevitabilmente, è passato veloce. Ma è il momento di cambiare: l'età non conta! Quando si sente dentro la spinta più o meno razionale di un cambiamento è necessario, per star bene, intraprendere il nuovo cammino. L'energie vengono da sole: auguri Peppo!

Ieri sono andato a trovare un mio caro ex collega. Non sta passando un bel periodo: si sta separando dalla moglie dopo trent'anni di matrimonio. Non riesce a trovare il vero perchè. Tante piccole cose, secondarie, ma non un motivo forte che lo aiuti a reagire. E' stato felice di vedermi e pure io che avevo dubbi sull'opportunità della mia improvvisata. Uno sfogo, anche se si è un pò chiusi, è sempre utile. Ci siamo dati appuntamento per una grigliata nel suo bel giardino, appena il tempo lo consentirà.

Un' altra situazione mi rattrista parecchio. Riguarda un caro amico. Perdonatemi se per rispetto non dico chi. Dopo tanto ha vinto le sue paure buttandosi a capofitto con il cuore in una storia d'amore. Ha rischiato. Si è reso disponibile rivedendo la sua vita, le sue abitudini fortemente radicate, per costruire una relazione con una persona che sembrava quella giusta. Sembrava..... Ora resta poco. E' stato tutto veloce ma non vuol dire niente. Quando si investe con coraggio in una storia d'amore, la fine è sempre devastante . Vero, i due mesi trascorsi sono stati eccezionali, però adesso è il momento più duro. Intanto continua a piovere da stanotte. E fa' anche freddo. Uff!
(En.)

sabato, marzo 21, 2009

Tigelle brianzole



Ieri sera ho accettato l'invito di Mark (della "folta" comunità gaylesbo marianese) per una cena in un ottimo locale di Meda, la Trattoria Amarcord. Tra le specialità della casa il gnocco fritto e le tigelle. Queste ultime, per chi non lo sapesse, non sono altro che piccoli panini schiacciati, cotti a mo'di piadina. Si mangiano con affettati, salse e vedure. Ottima la versione "dolce" con l'immancabile nutella. Eravamo una bella compagnia varia e colorata. Ho rivisto con piacere le amiche Paola e Sara che da poco hanno festeggiato il loro primo anniversario, Francesca ed il compagno in cerca di una casa dove proseguire a vivere il loro amore. Attualmente sono in affitto momentaneo in una bella villa sul lago di proprietà di Dario, per sei mesi in Argentina. E' imminente il suo ritorno e nei due si legge quella tristezza di un sogno che sta per finire. Sono battaglieri però e stanno cercando casa, non senza poche difficoltà. Hanno dalla loro tanto amore ed entusiasmo, quindi il gioco è fatto: ci riusciranno. Tra vino e tigelle la serata è proseguita tranquillamente. Poi il gruppo si è trasferito in un pub della zona, io ho preferito tornare a casa. Dan ancora convalescente e Ser non in perfetta forma hanno preferito restare a casa. Io, da qualche tempo un pò insofferente tra le pareti domestiche, ho preferito l'uscita solitaria anche se consapevole che i due mi sarebbero mancati.
Stasera però staremo insieme. Ci raggiungeranno anche Fabri e Mau, dopo cena, per una serata tranquilla. Buon fine settimana a tutti. (En)
P.S. Posto l'ultimo di Renato Zero. L'ho comprato, non mi convince però. Forse sono io poco bendisposto di questi tempi ,o forse è il cd che davvero non è un granchè. Lo devo riascoltare, vi dirò.


venerdì, marzo 20, 2009

Siam solo 3: appello



Bella serata all'insegna dell'amicizia e della festa quella che abbiamo vissuto ieri a La Muraglia, la China Town di Fino. Festeggiavamo tutti insieme la coppia MaLù di cui abbiamo già scritto. Il menù scelto ha entusiasmato tutti, anche Mario che, all'inizio restio e diffidente nei confronti della cucina orientale, ha reso onore a tutti i piatti della "bella e brava" Xiao Fin. La dolce maitresse per l'occasione ha dato il meglio di sè, offrendo a conclusione persino un sensibile "sconto fidanzamento", che ormai costituisce un precedente. Siete avvisati: dovendo festeggiare un fidanzamento, un matrimonio o qualsiasi altro lieto evento della vita, non importa se siete gay, etero o chissàche, Xiao è a vostra disposizione per solennizzare come si conviene un momento che altri (per esempio lo Stato italiano) si ostinano testardamente ad ignorare. Non ci resta che augurare ancora alla coppia MaLù tanta felicità e lunghissima vita perchè, come canta Arisa, il vero amore "punta sempre all'eternità".


Ci siamo del tutto casualmente resi conto che il termine "troppia", coniato per identificare la nostra realtà, non solo è esteticamente dubbio, ma tradotto nelle varie lingue viene decisamente frainteso scambiandolo con l'aggettivo"troppo". Così accade che "troppia di maschi" in inglese diventi too many men, in francese trop grand nombre d'hommes, in spagnolo muchos hombres , in greco πολλά ανδρών, in tedesco viele Männer, in arabo من الرجال e così via. Finalmente abbiamo compreso il perchè di tante strane e neanche tanto ambigue email che riceviamo continuamente dal mondo: si è diffusa la convinzione che la nostra sia una sorta di comune cui quindi pare lecito poter partecipare. Nel tentativo di porre istantaneo rimedio all'equivoco abbiamo precisato, in parentesi, che siamo 3 maschi innamorati, ma basterà?


E' arrivato il momento di individuare un termine che meglio ci rappresenti e che soprattutto non offra spazi di ambiguità. Naturalmente, come sempre accade nell'emergenza, la fantasia si è dileguata e noi tre siamo privi di alternative convincenti. Lanciamo perciò un appello/concorso tra i lettori perchè ci segnalino fantasiosamente proposte valide, escludendo i soliti "trio", "terzetto" etc che offrono una connotazione quasi esclusivamente sessuale. Ci date una mano?

giovedì, marzo 19, 2009

La mia prima torta (di mele)



Sono ancora malato! Questa è la seconda volta in tre mesi. Sono ancora alle prese con virus e antibiotici, anche se ora potrei dire che sto un pò meglio. Non mi ha completamente abbattuto come a gennaio, quando avevo metà faccia bloccata e dolorante.
Beh, la malattia ha anche i suoi pregi! Ieri mi sono cimentato nella mia prima torta di mele. Ovviamente nulla a che vedere con quella del nostro amico Pepp. Per i dolci è necessaria precisione nella quantità degli ingredienti, nei passaggi da effettuare e nella cottura. Io purtroppo non sono molto preciso in cucina ed entro anche in ansia da prestazione: avevo paura che non mi si alzasse. La torta ovviamente! Quindi fin dall'inizio dopo aver letto quattro volte la ricetta mi veniva da pensare alla conclusione del lavoro, quando la torta sarebbe già stata pronta per essere gustata.
Per tentare di contenere le mie emozioni mi sono dovuto fermare per fare "benzina", fatto il pieno con un bicchiere di gin-tonic sono ripartito e la mia creazione prendeva forma.
Le mie giovani doti di cuoco-pasticciere hanno contribuito a rendere la cucina una fogna, c'erano pezzi di cibo ovunque per non parlare di quello che c'era per terra, tutto questo per una semplicissima torta di mele!
Ormai avevo concluso il lavoro, la dolce torta di mele aveva forma (anche se ancora bassa). La mia composizione mi aveva reso soddisfatto tanto da avvisare subito i miei novi con un bel mms, foto inclusa. Si presentava bene anche se non ero molto convinto per il post-cottura.
Eccola, 170° e 55 minuti dopo esce dal forno. Abbronzatura e profumo intenso mi stavano tranquillizzando e preparando per il test serale che si avvicinava, doveva solo raffreddarsi e attendere la degustazione.
La sera era arrivata e con essa il verdetto. Sapore discreto, non intenso, per la verità con poca consistenza di fondo: avendo distrubito male la pasta, il centro della torta risultava basso e molle. Comunque è andata e non è stata buttata. Di strada ne devo fare ancora molta, ma per il momento mi accontento del battesimo.
(Dan)

lunedì, marzo 16, 2009

Toc Toc


Corre Mario (della coppia MaLù), vuole realizzare al più presto il sogno della sua vita. Non ha ripensamenti. E' determinato al punto da liberarsi di baracca e burattini nella sua città e trasferirsi qui, dove c'è il suo amore. E poi dicono che restiamo degli eterni adolescenti che fuggono le responsabilità della vita adulta! In piena crisi economica lui, Mario, è certo che in "tempo O" troverà qualcosa che faccia al caso suo. Ne ha di coraggio per lasciare una sicura attività e rimettersi in gioco nella nuova realtà comasca, ma ... per amore si fa! E Luci? Credo sia travolto da tanto amore da restarne piacevolmente stordito. Usti, neanche il tempo delle pubblicazioni! Ma sono entrambi adulti e consapevoli che la vita va giocata tutta sul filo, rischi compresi.

In settimana la cena di fidanzamento ufficiale al nostro cinese di fiducia con gli amici di sempre: un tocco orientale ad una storia d'amore forse inaspettata per entrambi, almeno per la sua intensità, ci sta e suona beneaugurante. Così va il mondo: quando si è in procinto di cedere alla rassegnazione e si pensa di tirare i remi in barca, tutto può ricominciare con nuovo sorprendente entusiasmo e recuperata voglia di vivere. E' solo questione di resistenza quindi, nei momenti bui e tristi della solitudine. Basta continuare a guardarsi intorno e vigilare, perchè è vero: "Le cose preziose non si cercano. Si aspettano"(S.W.). Occorre solo saperle riconoscere quando bussano alla nostra porta.

giovedì, marzo 12, 2009

Sognando l'infelicità



Al-Uli (che è il nostro amico Ulisse e non un talebano) ha recentemente proposto sul suo blog un po' di storia del movimento omosessuale italiano iniziato col FUORI (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) negli anni '70. Ripropone l'intervista integrale che il suo fondatore Angelo Pezzana ha rilasciato nel giugno 2007 al Corriere della sera. Val la pena leggerla, anche perchè si scopre quanto l'arcimancuso ci abbia sprofondato in basso, nonostante i cambiamenti positivi avvenuti nella società.


"La prima manifestazione di orgoglio omosessuale mai avvenuta in Italia registrò alcuni compassati ragazzi in giacca e cravatta, capelli corti, un'aria assai borghese: per la prima volta i non eterosessuali erano in piazza a viso aperto, con tanto di cartelli a disposizione di cronisti e di fotografi. Era cominciata un'epopea di diritti civili..Sui giornali comparve la parola terribile: "omosessuale" . Per i lettori di quotidiani fu un trauma trovare nei titoli l'espressione nuda e cruda."
Erano tempi in cui l'omosessualità era considerata una malattia da curare, per cui era necessario negare la propria identità per sopravvivere, conducendo una doppia esistenza: "Il sesso diventava una cosa sporca, vista l'emarginazione sociale collettiva, da vivere facendo la fila in certi gabinetti pubblici defilati o nelle platee di alcuni cinemini. E come poteva, così, non essere "sporca"? ".
E a proposito di gay pride:«Negli Stati Uniti i Gay Pride vedono poliziotti, pompieri, bancari, impiegati vestiti con i loro abiti di lavoro quotidiani proprio per rivendicare il loro diritto alla "normalità". Invece qui in Italia si continua a ricorrere alla mascherata, a un'atmosfera da gran circo da buttare in pasto al pubblico che così giudica il mondo omosessuale come un branco di stupidi». La condizione omosessuale oggi «Si è quasi allineata a quella eterosessuale. Ma non sui diritti legali. La destra continua a considerarci degli sporcaccioni, il centro cattolico ci giudica una massa di peccatori, la sinistra ha assorbito l'ipocrisia di quarant'anni fa e inventa disegni di legge offensivi come i Dico che indicano in maniera l'appartenenza degli omosessuali alla serie B».
Un po' quello che abbiamo sempre pensato e scritto anche noi .
Il sogno di Pezzana oggi, a distanza di anni da quella prima manifestazione gaya?«Sogno l'infelicità: il diritto al matrimonio, al divorzio, alla disperazione per gli alimenti e la pensione. Solo così otterremo il rispetto del verduraio, del direttore di banca, del giornalaio. Solo con la stessa infelicità degli etero».

venerdì, febbraio 13, 2009

Una cena "contro"?



Nel gruppo di gayComo (yahoo) si sta facendo strada l'idea di una cena "contro" le organizzazioni gaye. E' una novità che ci trova sicuramente favorevoli, considerata la pessima opinione che in questi anni ci siamo fatti delle associazioni che pretendono di rappresentarci (vedi alla voce "Arcimancuso"), la cui politica è risultata fin qui puntualmente fallimentare. Come già scritto, la grave situazione che stiamo attraversando insieme al resto del mondo, con l'aggravante di un Governo che appare del tutto inadeguato ,non ci consente in questo momento di rivendicare diritti solo di parte, perchè "se la nave affonda, affondiamo tutti". E' però sempre opportuno qualsiasi segnale, anche il più banale, che vada nella direzione del ridimensionamento dell'arroganza di chi pretende il diritto di rappresentanza solo sulla base di tessere ottenute per disperato bisogno di uscita (temporanea) dalla solitudine, quando non di appagamento compulsivo di sesso. Una maggior consapevolezza da parte nostra nella scelta dell'associazione cui affidare la delega (mai comunque totale) della politica nazionale può passare anche attraverso una semplice cena, se contribuisce a fare chiarezza sugli obiettivi da perseguire e le strategie da adottare per evitare mischie che, come già visto, rischiano di produrre clamorosi autogoal.

giovedì, febbraio 12, 2009

Prendiamo le distanze



Si avvicina il giorno di s.Valentino di cui faremmo volentieri a meno tutti, non solo i singles. E' festa tradizionalmente consacrata all'amore dal consumismo che marchia di tristezza quanti,soli, non hanno motivo di spendere, per giunta visibilmente compatiti da chi, racimolato in extremis uno straccio di innamorato/a anche usa e getta, può esibire pubblicamente il diritto alla festa.
Stranamente ciò avviene nella società etero e in quella gaya, senza alcuna differenza, senza alcun distinguo che attenui e in qualche modo giustifichi l'adesione ad un modello tipicamente tradizionale. Un moto di ribellione ci starebbe da parte di chi è sistematicamente ignorato e, peggio ancora, socialmente e civilmente estromesso dal diritto alla felicità nell'amore. Non mi risulta che le più importanti e rappresentative associazioni glbt abbiano mai preso una qualche posizione pubblica in merito, anzi locali, disco e persino saune (!?!) di un "noto"circuito privato approfittano dell'occasione per promuovere feste particolari all'insegna del peggior gusto etero. Non credo che il diritto ad esistere passi attraverso l'adesione a modelli tradizionali che sono "altri" dai nostri. E' tempo di promuovere piuttosto una cultura diversa che si declina in modelli certamente diversi, ma non meno umani . Una cultura che trovi, di diritto, il proprio spazio dignitoso tra le tante altre che costituiscono ogni società veramente democratica e civile.

domenica, febbraio 08, 2009

Chiude zioMario

Chiude il sito dello zioMario. Ci dispiace ovviamente, ma non riusciamo a condividere l'amarezza del suo sfogo lamentando l'indifferenza della "comunità glbt comasca" . Il sito è servito ad aggregare in alcuni piacevoli momenti, ma da qui a costruire una comunità ce ne passa. Forse il comasco, non solo gay, è restio a qualsiasi forma di incontro che vada oltre , geloso com'è della propria vita. Probabilmente sono altre le sue preoccupazioni ed i suoi bisogni. Non è un dramma la non esistenza di una comunità gaya sul territorio, potrebbe anzi,nella migliore delle ipotesi, essere segno che qui non viviamo particolari problemi di discriminazione e difficoltà.
Piuttosto,a nostro modesto parere, sono talmente tanti e grossi i problemi creati dalle ultime Amministrazioni lariane che l'intero popolo comasco,non solo quello glbt, dovrebbe avere uno scatto di dignità ed imporre un cambiamento di rotta , dopo tanta esplicita corruzione e faccia tosta. Invece c'è solo indifferenza e, al momento del voto, per comodità e convenienza tutto resta tale e quale. E' questa l'indifferenza di cui dovremmo lamentarci e che dovremmo temere! Non che la situazione nazionale sia migliore... In questo particolare momento storico ci pare che un passo indietro della comunità glbt nella rivendicazione dei suoi giusti diritti non sia così sbagliato, dovendo tutti affrontare un'emergenza generale che ha i caratteri della priorità.
Come abbiamo sempre sostenuto, il gay è prima di tutto uomo e cittadino e soltanto secondariamente, e del tutto accidentalmente, omosessuale.
Ormai sono tanti i comaschi ad usare internet, i momenti di aggregazione non mancheranno di certo quando se ne sentirà l'esigenza. Ringraziamo lo zioMario per il servizio svolto, assicurandogli che la fine di un sito non può rappresentare anche la fine delle relazioni umane cresciute grazie a quello.

martedì, febbraio 03, 2009

Magis



Sempre troppo catturati dalla vita di tutti i giorni, manca il tempo di fermarci e, guardandoci indietro, valutare la vita di troppia. Solo quando capita un dissapore, un'incomprensione o una divergenza qualsiasi scatta l'allerta e ci si immerge in riflessioni che sono però emotivamente condizionate. E' tipico di qualsiasi relazione amorosa dare per scontato che tutto proceda per il meglio, quando non ci sono evidenti elementi contrastanti. Forse è giusto che sia così, perchè insieme già si affronta l'aggressiva quotidianità che impone attenzione costante per potersi eventualmente difendere. Una relazione gaya chiede però un di più forse non necessario a quella etero che gode della "protezione" sociale, un grande ombrello che copre per quel che può, tutelando, il piccolo nucleo riconosciuto visibilmente da tutti. Il magis delle relazioni alternative, lasciate dunque a se stesse, è la capacità dei soggetti di approfondire continuamente, senza sosta, le motivazioni dello stare insieme e, contemporaneamente, avanzando nella conoscenza di sè, crescere insieme nell'esercizio dell'amore, che non è mai scontato ed automatico scontrandosi spesso con le singole individualità. Magis è andare sempre oltre, guardando più avanti del traguardo raggiunto, fin dove lo sguardo e la fantasia possono arrivare.Adagiarsi sarebbe una resa, un po' come consegnare la propria vita al caso, restando a guardare da spettatori ciò che riserva.

sabato, ottobre 11, 2008

Una email


Abbiamo deciso di pubblicare, con il permesso dell'autore, uno "spaccato"di vita gaya che rivela un costume purtroppo ancora comune e diffuso tra noi.

Cari Des,

dopo più di due anni in cui vi leggo puntualmente siete diventati degli amici virtuali anche se voi non sapete della mia esistenza perchè non ho mai lasciato nemmeno un commento. Mi sono deciso a scrivervi solo perchè oggi ho bisogno di parlare con qualcuno sfogando dolore e rabbia che mi porto dentro e che in certi momenti non riesco a sopportare.Mi è venuto naturale pensare a voi (...).

Ho 34 anni e vivo in un grosso paese del nord, non molto distante da voi. (...) Vivo la vita il più normalmente possibile nascondendo a tutti, anche alla mia famiglia, il mio essere omosessuale. Non mi ha mai pesato la cosa, perchè ho tanti impegni oltre il lavoro che riempiono la mia vita e mi permettono di sentirmi realizzato e stimato nel mio ambiente. Forse è questo il motivo per cui non ho mai pensato di fare outing. (...) Tutto andava bene finchè non mi sono innamorato, circa 4 anni fa.La nostra è stata una storia bella o almeno così sembrava finchè ho scoperto qualche giorno fa per puro caso che F quando non era con me incontrava altre persone! Per tutto il periodo di quello che consideravo un amore meraviglioso non ha mai smesso di frequentare saune, battuage e chat al solo scopo di fare sesso.(...) In un primo momento ha tentato di negare, ma davanti l'evidenza ha dovuto ammettere che era tutto vero. Ha provato a giustificarsi dicendo che mi tradiva solo fisicamente e non col cuore e la testa (!) e addirittura, disperato, che la sua insaziabile sessualità forse era causata da una malattia (...).Non sono un ingenuo, ho sempre saputo e visto storie simili accadere ad amici ma pensavo non potesse capitare a me . Ora mi è crollato tutto addosso, quanti non sanno della mia situazione mi interrogano e cercano di capire la causa del mio improvviso cambiamento.Esco, uscirò dalla storia più triste che mai e sfiduciato sulla possibilità che noi possiamo vivere "normalmente". Chiediamo agli etero e a tutta la società di accettarci riconoscendoci diritti basilari ma, mi chiedo, ce li meritiamo? I diritti comportano sempre dei doveri, noi saremo in grado di assumerceli? Mi sembra sbagliato pretendere dagli altri un cambiamento quando noi stessi siamo incapaci di cambiare. E nemmeno proviamo.(...)Considero a questo punto saggio aver mantenuto la riservatezza "nel mio mondo" così da non dover raccontare ad amici e parenti confermando i peggiori pregiudizi che circolano su "quest'altro mondo" che purtroppo è anche mio.
M.

martedì, settembre 16, 2008

Sssssssssssilenzio, si debutta!


Siamo già in atmosfera vigiliare. Domani il "grande evento nazionale" ed En è teso ed in piena fase emozionale neanche fosse lui a debuttare. Sente già il "groppo alla gola" che si scioglierà solo alle prime parole... Ma non voglio essere io, profano, ad annunciare l'avvenimento televisivo dell'anno, mi limito perciò a registrare l'atmosfera domestica che dev'essere del tutto simile a quella che si vive in queste ore al teatro delle Vittorie. Sarà En a scriverne, appena diminuirà la copiosa sudorazione alle dita che non gli consente di digitare sulla tastiera.

Il clima di religiosa attesa è stato felicemente infranto dal successo giornalistico di Lupetto: oggi il quotidiano lariano ha pubblicato la sua bella ed interessante intervista ad un noto archeologo e scrittore di best sellers. Così anch'io mi posso abbandonare alle emozioni senza sentirmi un escluso a casa. Non so ancora se potremo festeggiare stasera o se dovremo attendere i dati auditel di domani sera: speriamo bene.

Il post di Fil di ieri, con il racconto del suo innamoramento e dello "stato di grazia" che sta vivendo, ha portato un elemento in più alla riflessione sulla "cultura gaya" (e non solo)che i commenti hanno subito segnalato. Sono davvero grato a Fil che si è coraggiosamente raccontato . Nessuno di noi ha diritto di turbare il suo momento magico che,
gli auguriamo si trasformi in amore sempre più forte, stabile e duraturo, perchè solo i protagonisti conoscono la realtà fino in fondo e le cause che l'hanno determinata. Siamo contenti quindi per Fil e Mauro e tifiamo per loro!

lunedì, settembre 15, 2008

Inebriante Amore



Mi è stato chiesto dai nostri cari Novios di scrivere qualcosa sulla mia attuale situazione sentimentale e quali strade mi hanno condotto al Mio Amore…
Non so davvero da dove cominciare, perché è una storia molto complicata, come tutte le storie di Passione ed Amore, ancor più complicata dal fatto che io sono “l’altro” e che stiamo a mille kilometri di distanza l’uno dall’altro… quindi vorrei raccontare il più possibile ma mantenendo i contorni un po’ sfumati e poco definiti... cercate di perdonarmi per questo!
Comincerei così: 27 agosto, Puglia, fine di una tranquilla estate, mi preparo a passare gli ultimi giorni con i miei amici. Quello stesso giorno conosco Mauro grazie ad una mia amica… lui ha pochi più anni di me, ci presentano e per lui è subito colpo di fulmine! Io invece, annebbiato da anni ed anni di sigle-life non riconosco subito i sintomi dell’innamoramento... fatto sta che passiamo il pomeriggio assieme, noi tre ed altre persone, un pomeriggio fantastico e indescrivibile (non tanto perché non ci riuscirei, quanto perché non posso... sicuramente di persona ve ne parlerò Des!).
Più tardi andiamo in macchina tutti assieme in un negozio e, parlando del più e del meno, lui se ne esce fuori con la frase “Avrei proprio voglia di un bel bagno al mare, stasera...”, aspettandosi che io lo seguissi a ruota... mentre cosa faccio io? Rilancio la posta in gioco! Lo spiazzo (e spiazzo pure me stesso - non sapevo cosa stavo facendo in quel momento!) dicendo “se volete (leggi “vuoi”) a casa ho una piccola piscina”… da lì non abbiamo smesso un momento di flirtare (ma quanto è bello flirtare? erano anni che non mi capitava, avevo dimenticato quanto può essere bello ed inebriante!), tranne poco dopo quando siamo andati alle rispettive case a docciarci, ma dalle dieci all’una siamo stati vicini a ridere, a scherzare e a lanciarci mille frecciatine.
Ecco da quel momento posso dire tranquillamente di essere regredito ai miei 16 anni... un appello a chi cerca filtri della giovinezza, modi per rimanere giovani e belli a tutti i costi nonostante lo scorrere del tempo... innamoratevi! Innamoratevi e rimanete innamorati! Certo, ci sono i rovesci della medaglia, tipo ridere o piangere per delle stupidaggini, camminare con l’aria di chi ha appena visto un’apparizione, trovare che qualunque cosa vediate vi ricorda il vostro Amore... ma, si sa, anche questo è il bello dell' Amore.
Sorvolo sul fatto che alla fine l’ho portato a casa mia a vedere la piscina e che abbiamo passato una notte magnifica… lui è dolcissimo e innamoratissimo e abbiamo parlato di tantissime cose che hanno avuto su di me lo stesso effetto un fiume che bagna un campo arido e secco... così è germogliato il Mio Amore, che ha continuato a crescere nei due giorni successivi come mai avrei potuto pensare!
Ma, come dicevo, io sono “l’altro”… naturalmente lui mi ha subito avvisato del fatto che aveva un ragazzo, ma gli dicevo di non preoccuparsi, che, per quanto ci piacessimo, non avevo intenzione di affrontare le gioie ed i dolori di una relazione a distanza... però, si sa, non si possono comandare certe cose, ed io mi sono reso conto poco dopo di essere cotto e stracotto del mio Mauro... purtroppo due giorni dopo è arrivato il suo ragazzo, che sarebbe rimasto per più di una settimana a casa sua, e io sono partito la domenica sera.
Da quando sabato sera ci siamo salutati come semplici conoscenti (causa la presenza del suo ragazzo), ci siamo sentiti quasi tutti i giorni, e quando non riuscivamo a sentirci stavamo malissimo entrambi, volevamo prendere il primo aereo/treno per andare l’uno dall’altro (con il rischio di incrociarci a metà strada e non trovarci!)... con il passare dei giorni e lo stabilizzarsi della situazione, sono arrivati anche le prime timide frasi come “ti voglio bene” e “mi manchi”, e non scorderò mai quando gli ho detto per la prima volta “Mi sa che mi sono innamorato di te” e “Ti amo”… il tutto detto come sottovoce, con il timore che l’altro non volesse sentirsi dire niente di tutto ciò, con la paura di quello che significa intrecciare una relazione a distanza, aggravata dal fatto che c’è di mezzo un’altra persona di cui lui non è più innamorato ma per la quale di sicuro prova tantissimo affetto, visto che stanno insieme da tre anni, e che non vuole ferire in alcun modo... e io lo capisco benissimo, e cerco di dargli tempo, perché a nessuno piace essere mollato, soprattutto se la causa è l’amore per un altro...
Ma, d’altronde, che colpa ne abbiamo? Prendendo spunto dal film “Kung-Fu Panda”, ho fatto mia la frase "Spesso ci si imbatte nel proprio destino sulla strada presa per evitarlo", perché pochi sapevano della mia omosessualità prima che conoscessi Mauro, e così volevo che continuasse, ma appena tornato a casa ho informato le persone a me più care e i miei amici del fatto che mi era successa una cosa bellissima, che mi ero innamorato ed ero felice... e vi assicuro che non c’è niente di meglio che vedere i propri amici essere felici per te che sei già felice di tuo!
Adesso ci sentiamo regolarmente, tranne nei week-end quando il suo ragazzo smette di lavorare e va da lui, e abbiamo deciso che ci vedremo presto… io scendo, esami permettendo, questo fine settimana, mentre lui si prende la sua vacanza dal lavoro a ottobre e viene a casa mia per una settimana... poi ci vedremo a novembre per il ponte del primo, a dicembre per Sant’Ambrogio e l’Immacolata, dopo Natale, ecc…
La voglia di certo non ci manca!! Certo, i soldi sono pochi, non abitiamo a cinque minuti l’uno dall’altro e continuerà ad essere tutto molto complicato finché questo triangolo non cesserà di essere (non me ne vogliate, cari Novios, ma io amo solo e soltanto lui!)… ma siamo ancora freschi di questo mondo per arrenderci già alle prime difficoltà! Per ora non voglio guardare troppo in là, mi accontento di coccolarmi nel nostro amore… dite che sono troppo sentimentale? Vabbé, ve l’ho detto, in questo momento è come se avessi 16 anni…
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mercoledì, settembre 10, 2008

Mercato pulito?


Ieri sera è venuto a trovarci LGere con un amico.Era da un po' che non si faceva sentire, ma con lui è sempre così: riappare all'improvviso e in una serata ci aggiorna sulla sua movimentata vita gaya. Ha avuto recentemente qualche problema di salute che gli ha imposto un rallentamento dell'attività sessuale, ma è quasi pronto a riprendere il pieno regime di sempre, interrotto di tanto in tanto da fidanzamenti lampo che durano al massimo una settimana. Un po' di tregua ci vuole anche in un giovane nel pieno degli anni. E' però simpatico ed il suo strano linguaggio rende comunque piacevole ascoltarlo, anche se fatichiamo a reprimere critiche per uno stile di vita che non condividiamo.E' un assiduo frequentatore di cruising, a Milano e non solo. E' impressionante il numero di questi locali (adibiti eslusivamente al sesso) nella sola metropoli lombarda. Negli ultimi anni sono cresciuti come funghi.Naturalmente poi ci sono anche le saune e poi ancora le dark delle discoteche e dei bar. Un vero e proprio mercato del sesso, gestito da italiani ma anche da rumeni e gente dell'est, tanto da far pensare ad uno dei tanti affari della malavita organizzata (mafie). Ognitanto un locale viene chiuso per droga, ma subito ne viene aperto un altro. Non si rimane senza sesso a Milano.Fin qui comunque niente di strano: ognuno è libero di fare ciò che vuole della propria vita e finchè non ha la certezza di alimentare il mercato mafioso può dormire sonni quasi tranquilli. Quello che è inaccettabile è che tutti questi locali su cui grava il sospetto di collusione se non addirittura di connivenza mafiosa abbiano la certificazione della potente Arcigay, la cui tessera è indispensabile per accedervi. Si tratta di disattenzione e superficialità o invece di colpevole indifferenza? Eppure la nota Associazione di Mancuso si muove in Italia come fosse l'unica a conoscere la realtà glbt italiana, tanto da decidere da sola dove e quando organizzare il prossimo Pride (La scelta del Pride di Genova).Vero è che tradisce nei metodi una pericolosa affinità coi gruppi di potere occulti (Elezioni ArciGay Roma).

martedì, settembre 02, 2008

Brianza gaya



Ierisera, anzi stanotte per la precisione, ho fatto una simpatica chiacchierata con Faby, la nostra amica di Chieti.Entro raramente nella chat di msn, che ancora "mi fa strano"trovarmi con amici che vivono dall'altra parte del Paese o del mondo in tempo reale.Certo c'è il telefono, ma è un'altra cosa. Ad ogni modo, dopo gli aggiornamenti sulle rispettive vite, abbiamo spaziato a tutto campo: dalla sua bella storia d'amore con Massi (che ha promesso ci racconterà sul blog) alla nostra vita di troppia. Tra le tante cose, Faby mi ha rivelato che quando ha raccontato a sua mamma il nostro passaggio da coppia a troppia lei, la mamma, ha subito reagito con un "Sono pazzi: già è difficile andare d'accordo in 2, figurarsi in 3! Ma sono proprio coraggiosi.". Nessuno scandalo, nessuna veste strappata invocando fulmini e saette divini, nessun giudizio. D'altra parte la signora anni prima aveva accolto la notizia del nostro essere coppia gay con assoluta tranquillità e normalità perchè, dice Faby, ci ha conosciuto direttamente e, pur non sbandierando noi la nostra realtà, ci comportiamo con tanta naturalezza e semplicità che "non fa strano". Insomma: pur gay, siamo assolutamente normali.
Quanta sapienza e saggezza dimostra la mamma della nostra amica!
E noi qui a fare i conti con il nostro "calderoligaybrianzolo" che scrive a proposito di troppie:"(...)... non è l'amore ad essere in continua evoluzione, ma solo il concetto di libertà dei gay...che spesso fa rima con libertinaggio" . Usa lo stesso linguaggio, le stesse motivazioni infondate di Ruini (che però è dotato di mostruosa intelligenza, enciclopedica preparazione e machiavellico acume politico) e Calderoli (ecco, qui vedo maggiori punti in comune col nostro Sugar di gaysinglebrianza) quando vogliono negare il riconoscimento delle coppie omo.Il cardinale, quando sostiene l'essere contronatura l'omosessualità, sa bene di dire una falsità (ma il fine giustifica i mezzi...), il leghista ci crede davvero: sta qui la differenza. Con i pochi Ruini si può e si deve dialogare perchè, comunque la pensino, c'è da imparare, con i troppi Calderoli in circolazione invece è solo una perdita di tempo. Gli uomini devono essere liberi di percorrere strade a loro più congeniali superando, se ne hanno il coraggio e la motivazione, le convenzioni culturali etc. Le coppie omo, allo stato dei fatti,non rappresentano già una di queste strade nuove ed alternative nella bigotta società italiana?
Facciamo perciò nostro il consiglio di Virgilio:"Fama di loro il mondo esser non lassa;/misericordia e giustizia li sdegna:/non ragioniam di lor, ma guarda e passa." (Inferno,c.III).

Nella foto: Tom Jones, Menage,24x36 acrilico su tela di canapa.

sabato, luglio 19, 2008

Pizza e sambuca



La minaccia di temporali e la pesante stanchezza accumulata durante la settimana ci hanno fatto rinunciare alla serata a Mandello. Forse è stato anche un bene. Le polemiche suscitate nei commenti al post di ieri le trovo sterili , quindi non costruttive. Ma ci stanno. Personalmente apprezzo qualsiasi possibilità di incontro che venga organizzata dall’una o dall’altra associazione. Sta poi ai singoli, coppie e troppie, decidere che fare. Comunque in fretta e furia ci siamo organizzati e siamo andati alla Pizzeria Il Salice che ormai, riscoperta dopo tanti anni, sta diventando la nostra seconda casa.
Una serata piacevole. Poco cibo ma tanto alcool, vino e sambuche hanno scaldato gli animi e disinibito i pensieri. Personalmente ero sull’allegrotto e mi sono fatto un sacco di risate ascoltando i racconti di Dav (un altro) e suo fratello Mauro. Dav vive e lavora a Londra da diversi anni. E’ l’opposto di suo fratello. Lui, magro, biondo, curato nei minini particolari, il fratello più nostrano, concreto. In comune hanno però uno spiccato senso dell’humor, in Mauro già noto. Lo conosciamo da vent’anni. Insieme al suo compagno Fabri abbiamo fatto un bel pezzo di strada insieme all’inizio delle nostre storie. L’altra metà del tavolo era invece impegnata in discorsi, mi è parso di capire, sul sesso. Dan e Ser raccontavano le nostre esperienze, Mau e Mau le loro e Marc le sue. Tutto tranquillo fino a quando non si apre quel tarlo che tutti ci portiamo dentro: il tradimento quindi la gelosia. La paura di…., il pensiero che….., la convinzione che…. In un attimo si è creata un po’ di tensione tra Mau e Mau. Una discussione un po’ accesa che, sicuramente si è già spenta tra le mura di casa in un comodo letto. Ser, un po’ imbarazzato, in quanto ha dato, involontariamente, l’avvio alla discussione. Dan, stanchissimo, ascoltava. Niente di grave però. Io non ho perso il sorriso, anzi mi sono convinto ancora di più che tanto è grande l’amore tanto è più grande la gelosia. Basta ammetterlo e non nascondersi . Poi ,quando si “sbotta” in compagnia ci si sente ancora più amici: indirettamente, ci si sente parte di qualcosa di ancora più grande che accomuna e non divide.
Speriamo di riuscire ad andare al Ticino domani. Ho proprio bisogno di sentire il sole sulla pelle insieme alle carezze dei miei novios. Vedremo il tempo.
Vi auguro un buon fine settimana sulle note di questa canzone. Per me bellissima. Era chiusa nel cassetto dei miei ricordi (1983). Risentirla mi ha portato indietro. Ancora prima di conoscere Ser. L’ascoltavo, chiudevo gli occhi, e sognavo di essere rapito dall’amore e di riuscire a provare tali sensazioni. Il mio sogno poco dopo si è avverato… ” Ma che fatica!”…ed oggi il destino e l’amore l’hanno reso ancora più grande. (En)



venerdì, luglio 18, 2008

Pedemontana?


E siamo già al finesettimana. Anche in estate il tempo vola, nessuna concessione, nessuna pausa. Vola anche per me che sono già in ferie. Anzi forse corre più velocemente per me che vorrei godere l'otium all'antica maniera e invece, tra lavori domestici ed impegni vari, riesco giusto a ritagliare troppo poco tempo alla lettura e allo studio in solitudine.Fare il casalingo a tempo pieno è impegnativo e ... ripetitivo. Sto accumulando un' avversione irrazionale per le magliette rosse del Lupetto che mi tocca lavare a mano. E soprattutto risciacquare, che è la parte più complessa dell'operazione. Ieri è andato ad assistere all'allenamento pubblico della sua squadra del cuore (Inter), che per fortuna è qui dietro l'angolo, ad Appiano Gentile. Ha trascorso l'intera giornata galvanizzato ed è tornato con centinaia di foto dei suoi campioni . Ci vuole poco ad entusiasmarsi alla sua età.

Stasera al lido di Mandello Lario Pedemontana rainbow ,organizzata dal gruppo Renzo & Lucio di Lecco. Probabilmente parteciperemo, tempo permettendo. Non siamo mai stati ad una festa del gruppo lecchese, forse perchè Lecco è piuttosto scomoda per noi . Ci saranno tutti i gruppi e le associazioni glbt della Lombardia, arcimancusiani compresi: un'occasione per farsi conoscere a noi, popolo, pubblicizzando le diverse iniziative. Non è che la cosa mi esalti particolarmente, perchè detesto la visione gaya a senso unico, la realtà filtrata dal prepotente orientamento sessuale, ma tant' è: questo è quello che offre il mercato stasera e noi abbiamo bisogno di una boccata di mondanità.Dovrebbero venire anche la (coppia) Mau & Mau con Marco, quindi per mal che vada staremo tra amici. E se venisse anche Dino? Sarebbe un'ottima occasione per incontrarci dal vivo.Magari glielo chiedo, ma temo avrà di meglio da fare.Il Lido è aperto a tutti ovviamente: l'aspetto positivo delle feste di Renzo & Lucio mi pare d'aver capito sia proprio nell'evitare la classica ghettizzazione. Ora però bisogna che lo proponga anche ai miei due novios che probabilmente non ricordano l'evento in programma.

martedì, luglio 01, 2008

La nostra strada


Sta crescendo l'interesse nei confronti della nostra realtà di troppia (GraphoMania). Un po' alla volta attraverso il nostro blog comincia a manifestarsi con pacatezza e discrezione l'idea che l'amore ha infinite strade, non solo quelle battute finora dalla nostra tradizione culturale. Tentare di infrangere le certezze di abitudini secolari, insinuando il dubbio che l'amore non può essere contenuto e ridotto semplicisticamente ai soliti modelli noti, è un progetto che potrebbe apparire ambizioso, se altri segnali sociali non indicassero che siamo in un momento di delicata transizione culturale. Non è solo la famiglia tradizionale ad essere al centro della crisi contemporanea, sono le relazioni umane di qualsiasi tipo a soffrire le difficoltà di una realtà ormai dominata dai prodotti dell'uomo stesso ,che hanno imposto ritmi e regole non più controllabili.Tecnologia e mercato vanno per la loro strada e noi umani dobbiamo arrancare per stare al passo e non essere tagliati fuori e soccombere.A farne le spese sono state naturalmente le relazioni sociali: inaridite e condizionate dall'utile, hanno progressivamente perduto la libertà del cuore, barricandosi negli unici modelli conosciuti e tramandati senza saperli però rinnovare adattandoli alle nuove esigenze. Anche l'amicizia, considerata valore universale,oggi sperimenta i limiti del cambiamento avvenuto nelle persone e sono sempre meno frequenti le esperienze di autentico e dinteressato affetto. Provate ad ascoltare i giovani in proposito: probabile resterete disorientati. E delusi. Tutto sta cambiando velocemente, più di quanto noi si riesca ad assimilare: serve a nulla difenderci in spazi che marchiamo come nostri nella speranza lì di poter ritrovare sempre noi stessi che invece cambiamo insieme a tutto il resto. Abbiamo bisogno di cercare nuove strade, consapevoli che occorre osare per restituire senso e dignità all'Amicizia e all'Amore, valori sempre fondamentali ed insostituibili per conservare l'umanità. Un valore è tale quando va sempre oltre l'esperienza che di esso si può fare: non può essere incatenato, contenuto ed esaurito nel limite umano. Ecco perchè a chi ci propone interessanti progetti, interviste, etc. rispondiamo che siamo ben contenti di indicare col nostro esserci una delle 1000 possibilità di realizzazione dell'amore, ma allo stesso tempo chiediamo di andare oltre la curiosità per il nostro vissuto personale che rischierebbe di ridurre, bruciandolo sul nascere, il dubbio che si va ormai insinuando da più fronti sulle tante certezze assolute della società. Restiamo disponibili, ma non cerchiamo il successo della troppia fine a se stesso.