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mercoledì, aprile 21, 2010

sabato, marzo 27, 2010

Fantasie mute

E a proposito di fantasie, ditemi se anche a voi  viene mai la voglia di legare ed imbavagliare i vostri due compagni per poi farne ciò che ... vi detta il cuore. O anche solo per sedarli momentaneamente  in modo del tutto naturale . Succede in ogni  relazione, quando i giochi offrono libero spazio alla fantasia e questa   trova  in quelli la sua piena realizzazione. L'amore è anche questo. E' anche gioco.A volte competitivo, a volte semplicemente liberatorio. Brutalità e tenerezza si accompagnano  senza contraddizione. I conflitti sono altrove, nelle diversità che la quotidianità finisce necessariamente per svelare,  perchè differenti personalità confliggono inevitabilmente. Non c'è modo di evitarlo e nemmeno gioverebbe alla relazione, che cresce, paradossalmente, grazie  allo scontro. Certo che però è pesante: mica è sempre facile gestire i conflitti, ma , per fortuna, grazie ancora alla  fantasia (e col tempo) si affinano strategie per appianare tutte quelle questioni che il vivere insieme solleva. Dal che si deduce - beh, io deduco- che la fantasia è  una delle qualità  indispensabili al buon vivere comune, di relazione ma anche di polis. Qui però mi devo bloccare chè vige il silenzio elettorale e non voglio che qualcuno mi multi come ha fatto con la  Rai1 e Canale 5 (sigh!).Non avendo legami di parentela con Bertolaso, non posso nemmeno aspirare ad un posto nella Protezione Civile per pagare eventualmente l'ammenda.
In silenzio mi applicherò a fantasticare sulle scelte che gli Italiani consegneranno alle urne.Speriamo bene!

giovedì, marzo 25, 2010

Ricetta d'amore

Tutti sono predestinati all'amore, ci mancherebbe! La bellezza in amore è questione del tutto soggettiva e, per fortuna,l 'attrazione ha  regole che svicolano dai canoni estetico-culturali del momento. In amore è bello ciò piace e non ciò che è bello in sè. La premessa è la risposta all'ultimo commento al post di ieri: i protagonisti del film(video) sono certamente belli, ma l'amore resta appannaggio di tutti. E' democratico, perchè non guarda al portafogli, al ceto sociale, alla cultura,al colore della pelle, alla religione e nemmeno, incredibile, all'età. Se così non è, beh chiamiamolo "altrimenti", ma non amore."Non possumus amare nisi pulchra" ( Agostino,De musica, VI, 13, 38) : quel "pulchra" è ciò cha attrae ciascuno di noi.Se qualcuno non fosse convinto, io son qua a testimoniarlo coi miei due compagni fighi, oltretutto molto più giovani di me.
Oggi però niente discorsi impegnati, che già c'è Formigoni che spunta per ogni dove col suo messaggio ossessionante e, permettete, paraculo (ma quanto ha speso per la campagna elettorale?). Sono occupato ai fornelli, perchè stasera mangiamo alla romana.Cioè, non che ciascuno si paga il suo che tanto stiamo a casa. Intendo proprio  cucina capitolina.Nessun motivo particolare, è capitato così. Coda alla vaccinara, che è il mio piatto di battaglia da quando ho imparato a cucinarlo (benchè poco amato tra gli amici) e carciofi alla giudìa romanesca. Come primo naturalmente bucatini al sugo della coda predetta. Quindi  ho da spadellare. Dovrebbe venire a cena un nostro amico o forse due , quei  pochi "indigeni" appunto che amano il genere, ma se qualcuno di voi passasse  di qui sappia per certo che sarà gradito ospite.

sabato, febbraio 27, 2010

Ancora (-1)




Rieccomi dopo solo poche ore. Non so spiegarvi come, ma quello spiraglio di luce che mai si è spento continuerà ad illuminare il nostro cammino insieme. Grazie a tutti per l'affetto. (En)

Ciao! (-2)



Ci siamo. La pagina più triste è pronta per essere scritta. Le parole sono confuse nella mia testa e sembra quasi che le mie mani vogliano digitare altre lettere, altre parole, quelle che ho nel cuore.
Lo sapevo che finiva così. Per me è la prima volta. Mi sembra di dover lasciare in sospeso l'amore che è ancora vivo e forte, ma da solo non basto. Sono volati questi cinque anni e questa dichiarazione rende l'idea di quanto siano stati belli. Io vorrei ancora ma non posso insistere, forzare la mano porterebbe a qualche giorno in più, e poi. Sono proprio le basi che si sono sgretolate. Quelle basi che hanno richiesto fatica e tanta condivisione. Quelle basi che ora richiedevano un salto che non ci siamo sentiti di fare. Quel salto sarebbe stato possibile solo se capaci di mettersi davvero uno nelle mani dell'altro. Ovviamente in base alle proprie possibilità e con l'acquisizione serena di nuove responsabilità. Paura, insicurezza e stanchezza hanno fatto il resto e i miei Novi hanno scelto un'altra strada. Nuove consapevolezze rendono forti per affrontare la battaglia contro la disperazione. Ma così è. Si sente proprio un male fisico. Si soffre. Stiamo soffrendo. Lo so che passerà ma adesso ho solo il bisogno di soffrire da solo. Chiedo scusa agli amici che oltre a leggere il blog hanno contatti diretti con me. Arriverò io a voi quando sarò pronto. Approfitto per lanciare un appello affinchè Ser non chiuda il blog. Deve continuare, modificandolo giorno dopo giorno rendendolo sempre più vicino alle sue emozioni. Chiudere il blog non aiuta a rimarginare le ferite e forse il dolore del ricordo diventerà nuova gioia.
Grazie a tutti.
(En)

lunedì, marzo 16, 2009

Toc Toc


Corre Mario (della coppia MaLù), vuole realizzare al più presto il sogno della sua vita. Non ha ripensamenti. E' determinato al punto da liberarsi di baracca e burattini nella sua città e trasferirsi qui, dove c'è il suo amore. E poi dicono che restiamo degli eterni adolescenti che fuggono le responsabilità della vita adulta! In piena crisi economica lui, Mario, è certo che in "tempo O" troverà qualcosa che faccia al caso suo. Ne ha di coraggio per lasciare una sicura attività e rimettersi in gioco nella nuova realtà comasca, ma ... per amore si fa! E Luci? Credo sia travolto da tanto amore da restarne piacevolmente stordito. Usti, neanche il tempo delle pubblicazioni! Ma sono entrambi adulti e consapevoli che la vita va giocata tutta sul filo, rischi compresi.

In settimana la cena di fidanzamento ufficiale al nostro cinese di fiducia con gli amici di sempre: un tocco orientale ad una storia d'amore forse inaspettata per entrambi, almeno per la sua intensità, ci sta e suona beneaugurante. Così va il mondo: quando si è in procinto di cedere alla rassegnazione e si pensa di tirare i remi in barca, tutto può ricominciare con nuovo sorprendente entusiasmo e recuperata voglia di vivere. E' solo questione di resistenza quindi, nei momenti bui e tristi della solitudine. Basta continuare a guardarsi intorno e vigilare, perchè è vero: "Le cose preziose non si cercano. Si aspettano"(S.W.). Occorre solo saperle riconoscere quando bussano alla nostra porta.

domenica, gennaio 18, 2009

Leggero....



Sono convinto che a volte sia necessaria quella leggerezza che rende possibile sciogliere anche le matasse più intricate. Non superficialità ma leggerezza nell'affrontare e vivere le situazioni. Lasciare per un pò la sfera emotiva delle relazioni cercando razionalmente di valutare i fatti per quello che poi realmente sono. Cercare quindi quella concretezza provata che possa avvalorare i sentimenti che siano di amicizia, di amore o anche di semplici rapporti di conoscenza. Il discorso è un po' complicato ma ci provo. Come avrete letto nei post precedenti stiamo passando un periodo, troppo lungo, dove mettiamo spesso in discussione il nostro rapporto. Non tanto sulla continuità o meno. Di questo personalmente non mi pongo il problema. Durerà fintanto che ci ameremo. Ma sulle possibilità e sulla volontà che ognuno di noi può portare in termini di attenzione verso l'altro nel rapporto. L'attenzione verso l'altro può esprimersi anche con durezza o con un forzato distacco. Non necessariamente deve esserci sempre quella disponibilità ad accettare comportamenti che non si condividono nell'ottica del quieto vivere o quale mediazione per una pacifica convivenza. A noi succede un pò così: si va in "rottura" quando pare che le attenzioni reciproche si siano affievolite. O quando le aspettative (sarebbe bello non averne ma non è possibile) vengono disattese. In questo ultimo periodo mi sono chiuso un pò in me stesso in particolare nei confronti di Ser. Questo non perchè sia cambiato qualcosa nei miei sentimenti anzi come ho detto in più occasioni il nostro rapporto è cambiato, cambia e cambierà. Il nostro lungo vissuto ci aiuta ad adeguarci al cambiamento e siamo entrambi consapevoli che ci siamo e ci saremo (io lo dico lui no). Mi sono allontanato, per il mio modo di essere non è facile, perchè certe sofferenze vanno vissute da soli. Se necessario bisogna toccare il fondo e poi risalire. Non è bello assistere passivamente a tutto ciò ma è necessario se si vuole realmente aiutare.

Dan, è più duro anche con se stesso e spesso reagisce attaccando. E' impulsivo. Ma si può capire ed il tempo lo aiuterà ad essere più riflessivo. Ora ci manca solo un piccolo ma grande passo: la leggerezza nell'amarci. Per me sarebbe una grande conquista. Non sono mai riuscito ad arrivare a questo traguardo quando eravamo in due. In tre può essere più facile tenendo sempre in considerazione il nostro vissuto di questi ultimi anni che molto ci ha insegnato e fatto capire quanto riusciamo ad ottenere da noi stessi.
(En)

Ora una bella canzone di Tiziano Ferro.....ci sta... per riscaldare le emozioni che sono vita e restano comunque indispensabili:



giovedì, gennaio 01, 2009

Love

"1 Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l'amore, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi l'amore, non sono nulla.3 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi l'amore, niente mi giova.4 L'amore è paziente, è benigno l'amore; non è invidioso l'amore, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 L'amore non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9 La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11 Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e l'amore; ma di tutte più grande è l'amore!"(ICorinthians,13).
E' il nostro augurio per voi, per noi, per tutti gli uomini: 2009, un anno d'amore. E' troppo? Forse, ma noi speriamo sempre il meglio.

domenica, novembre 02, 2008

Avervi addosso


E' da un pò che non scrivo. Questa volta non tanto per colpa della pigrizia. E' stato solo il bisogno di comprendere gli eventi che in questo ultimo periodo hanno segnato la nostra vita. Non è facile farlo, dominando le emozioni, quando gli attori coinvolti sono le persone che ami. Quando chi ha il diritto di vivere una vita serena trova davanti un percorso delineato solo dal dolore. Quando si perde la fiducia nel futuro che è indispensabile a qualsiasi età. Ancora di più quando si è giovani. In questi casi le parole servono a poco. Anzi ti fanno capire ancora di più quanto si è impotenti di fronte a tutto ciò. Emergono tutti i limiti di vivere un amore, sotto certi aspetti, clandestino. Ti mette ai margini. Come se ci fosse un portone con scritto: stai fuori. Sei parte della vita della persona che ami ma non fino in fondo o quanto meno come quello che hai dentro vorrebbe. Allora è ancora più lacerante la sofferenza che provi. Le distanze diventano incolmabili. Per attimi si avverte la sensazione di freddezza e di distacco. Poi non è così. Però resta l'amarezza di non compiere il proprio ruolo fino in fondo. Non mi venissero a raccontare che bisogna essere uomini forti, maturi, e quindi risolvere in "solitudine" alcune situazioni. Non è così. E' indispensabile cedere, lasciarsi andare nelle braccia di chi ami. E' indispensabile, avendo la fortuna di vivere il grande amore della vita, forzare l'orgoglio e ammettere senza paura tutte le proprie debolezze.

E allora sei qui in attesa di poter sfiorare la pelle e sentirne il calore. Sei qui che aspetti di costruire le difese e trovare la forza per strappare un sorriso. Sei qui aggrappato ad un attimo di serenità. Sei qui che vorresti fermare il tempo, fermare l'immagine di uno sguardo perso e che solo lentamente sta tornando a guardare forse con più coraggio al futuro.

Posto una canzone che esprime pienamente quello di cui noi novios abbiamo bisogno. Purtroppo anche qui un limite: le canzoni d'amore sono tutte al singolare. Ovviamente non vale per noi. (En)


mercoledì, ottobre 22, 2008

22 Ottobre

Ti sento, Verbo, risuonare dalle punte dei rami
dagli aghi dei pini dall'assordante
silenzio della grande pineta
- cattedrale che più ami - appena
velata di nebbia come
da diffusa nube d'incenso il tempio.

Subito muore il rumore dei passi
come sordi rintocchi:
segni di vita o di morte?
Non è tutto un vivere e insieme
un morire? Ciò che più conta
non è questo, non è questo:
conta solo che siamo eterni,
che dureremo, che sopravviveremo…

Non so come, non so dove, ma tutto
perdurerà: di vita in vita
e ancora da morte a vita
come onde sulle balze
di un fiume senza fine.

Morte necessaria come la vita,
morte come interstizio
tra le vocali e le consonanti del Verbo,
morte, impulso a sempre nuove forme.
(Da Canti ultimi di David Maria Turoldo)

mercoledì, ottobre 01, 2008

Per te....

Mi sono emozionato ieri mattina ascoltando questa canzone, pensandoti mentre andavo al lavoro.


Auguri!


martedì, settembre 30, 2008

Quando si ama... le regole dell'amore gay



Ho appena letto "Quando si ama... le regole dell'amore gay ", riflessioni tratte da Galanet, liberamente tradotte dal nostro amico Dino per Gionata. Sono troppo stanco per commentare l'articolo che è particolarmente interessante, mi limito a riportarne la conclusione : "Dunque si può proprio parlare di amore omosessuale. La questione della possibilità di un amore lontano dalle norme, non è tuttavia sempre stata sottoposta a regole, poiché l'omosessualità instaura essa stessa delle nuove norme che le sono proprie.". "Infatti è impossibile scartare l'omosessualità dal quadro dell'amore, perchè anche se l'amore gay si costruisce effettivamente ai margini della società e delle sue norme, sa comunque creare nuove norme e la nascita di nuovi valori capaci di mettere in discussione le vecchie concezioni morali. E proprio il caso di dire che la forza "dell'amore tutto cambia e tutto muta".
Un po' quello che la nostra esperienza di troppia ci ha insegnato e che abbiamo ripetuto in più occasioni. L'essere in tre a vivere l'amore ci ha costretti a riflettere seriamente sulla questione delle "norme".
Ora però Dan ha appena scoperto di essere stato, per l'ennesima volta, abbindolato da un commesso troppo sicuro di sè che gli ha venduto qualcosa di sbagliato, mi pare di capire un "wirefire"stavolta. Comincio a pensare che il fatto di far colpo su maschi e femmine alla fine non sia sempre positivo: pur di vendergli qualcosa, prolungando così la chiacchierata col "bellissimo anzi bellissimo", tutti si trasformano in imbonitori convincenti e credibili. Almeno per il nostro Dan che puntualmente porta a casa di tutto fuorchè il necessario.

mercoledì, settembre 03, 2008

Cuori a mille,un amore da favola

Puntualissima, Faby condivide con noi la tenera storia del suo grande amore per Massy. Grazie!

Allora vediamo un po' che dire, innanzi tutto come ci siamo conosciuti, di solito a tutte le persone che ci chiedono io solitamente rispondo: un amico in comune....Beh il nostro amico in comune è stato il pc...Ebbene sì, ci siamo conosciuti in una chat il 4 aprile 2001....Quello era un periodo strano per tutti e due. Io avevo da poco litigato con la mia migliore amica dopo 16 anni di onorato servizio come amica del cuore, mi ha pugnalato alle spalle, quindi io mi son tolta il pugnale e ho dato un taglio definitivo alla nostra amicizia, lui invece, aveva da poco vissuto il grave lutto della scomparsa del padre. Quindi per 2 motivi uno serio, l'altro meno, eravamo 2 anime in pena bisognose di affetto e di amore....Amore che dura ormai da 7 anni e 5 mesi e ci auguriamo entrambi sia per sempre...
Ci siamo incontrati in una normalissima chat! Io non avevo mai dato il num. a nessuno, quella sera senza neanche farlo insistere gli do il num. strappandogli la promessa che mi avrebbe solo messaggiato e così è stato per i primi 2 giorni. Mi ricordo, mi mandò la sera stessa un sms strano con una frase che gli aveva dedicato una professoressa delle medie, sul quanto valiamo e sul non perdersi d'animo mai....Non so come aveva fatto, ma quel ragazzo aveva capito in me una tristezza che neanche io pensavo di avere, per dirla tutta, io quando ho letto i messaggi pensavo che stava fuori di testa...invece....mi aveva colpito ed affondato....! A quel sms ne sono seguiti una infinità e poi un'infinità di parole (avevamo una sintonia speciale, ci piacevano le stesse cose, gli stessi modi di fare, mi ricordo che una frase che ricorreva spesso era "pure io", tanto speciale da non sembrare vero, pensa anche la storia dei compleanni....) fino all'11 aprile. Quel giorno, mi ricordo avevamo fatto una festicciola a casa con amici, e uno di questi, per me un secondo fratello, mi chiese se mi ero fidanzata perché avevo gli occhi a cuoricino ed ero di nuovo felice. Io non ho risposto e dopo 10 minuti raccontando questo episodio a lui per tel, lui si è dichiarato e mi ha detto che era innamorato. Praticamente ci eravamo fidanzati senza neanche esserci scambiato una foto, senza neanche esserci mai visti! Cosa successa dopo qualche giorno, il 14 aprile, giornata piovosissima: all'uscita dell A14, ho incontrato per la prima volta Massy...E' stato un incontro emozionante, siamo rimasti abbracciati per 10 minuti, avevamo il cuore a mille! Però è stato tutto semplice, naturale, sembrava che ci conoscevamo da una vita, nonostante io all'epoca ero timidissima con lui riuscivo dal primo momento ad essere me stessa al 100% e questo mi spaventava, perché prima di lui io sono sempre stata innamorata dell'amore, della conquista, puntavo le "prede" più difficili da conquistare, le conquistavo e poi scappavo. Invece con lui non stavo fuggendo....Mi ricordo era da poco passata la Pasqua, quindi c'erano ancora i tipici mercatini, siamo andati ad uno di questi e mi ha subito messo il "cappio "al dito: mi ha regalato un anellino di onice....Gli anelli di fidanzamento sono stati sempre presenti nella nostra storia....ora ci troviamo al 4°, sempre lui è che li perde....e io ricompro....come dire "m'hai provocato"...e io "non te lo tolgo più dal dito"!!!! Scherzo, ci tiene tantissimo anche lui...Io spero che ce ne sia solo un prossimo e sia la fede....Mi sono persa....dilungandomi un po' troppo....cmq questo è stato il nostro incontro, da quel giorno tutto è cambiato, io sono cambiata, tutto quello che avevo "schifato", mi è tornato contro, del tipo: il mio ragazzo i miei genitori li conoscerà sull'altare....Non è andata proprio così: il 2 giugno già era a casa mia....Vabbé,i detti non sbagliano mai....In 7 e passa anni gli episodi che potrei raccontare ce ne sono tantissimi, però non mi sembra il caso di annoiarvi oltre, ecco vi dico che non litighiamo solitamente mai: in 7 anni e 5 mesi abbiamo fatto 7 anni di pace e 5 mesi (tutti insieme ) di guerra e litigi durante il 5° anno. Del contorto giochino dello scettro del potere già ho parlato. Concludo dicendo: io sono una persona che da tanto in affetto, in serenità (che è la cosa a lui più cara )e che in cambio chiede poco, ma quando chiede, vuole trovare la persona amata presente e lui c'è sempre stato, anche durante i 5 mesi di "guerra". Mi ricordo quando mio nonno ha avuto l'ictus e ai piedi del letto c'ero io e lui con me con tutto l'amore di cui avevo bisogno.Penso che sapere di non essere soli sia la cosa più importante, quello che non ti fa scappare anche di fronte ad una fedina regalata il primo giorno....Vi saluto dicendovi che siamo persone semplici, che lottano giorno per giorno con gli eventi per realizzare i nostri sogni, investire noi stessi per la costruzione di una vita serena e di una famiglia felice....a fronte di tanti sacrifici. Ma ce la faremo....
Felice amore a tutti!
Faby

giovedì, giugno 05, 2008

Non, Je Ne Regrette Rien


Aspettavo da tempo che trasmettessero il film “La vie en rose”, tratto dalla biografia di Edit Piaf. Una vita consumata in soli 48 anni. L’infanzia a dir poco tragica in un corpo esile ed emaciato nella miseria dei quartieri periferici di Parigi e nel bordello gestito dalla nonna paterna in Normandia. Poi la libertà nelle vie di Parigi, dove “il passerotto” incominciò a volare. Solo nel canto e nell’amore, perché nella vita molte cadute rovinose, incidenti e dolori caratterizzarono quel volto sofferente e quella voce liberatoria capace di toccare il cuore. Fu proprio quell’infanzia tormentata a renderla talmente sensibile da non distinguere il bene dal male. A renderla schiava dell’amore. Incapace di difendersi dai tormenti, tanto da distruggersi nell’alcool e nelle droghe. Cantò e scrisse l’amore in “Hymne à L'Amour”, dopo che il suo compagno morì in un incidente aereo. Trascorse gli ultimi anni di vita con un ennesimo amore, finalmente vero o forse immaginato tale, ma ultimo. Dopo aver visto il film, ho cercato vari documenti filmati e testimonianze sulla sua vita . E’ un mio parere, ma credo abbia incarnato l’amore, quello vero, quello che può provare solo chi si annienta, si elimina fino alla distruzione per rinascere ognivolta nell’amato. Soldi, case, macchine, vestiti per lei non contavano nulla. Solo una croce che l’accompagnava in tutte le esibizioni era l’unico gioiello veramente importante. Questo è quanto mi ha affascinato, al di là della bravura e delle emozioni che sapeva provocare con una canzone. Il fascino della purezza dell’amore, fatto di passione e dolore. Nello stesso tempo il passaggio dalla sofferenza all’amore nelle scelte che si fanno, anche sofferte, ma che poi anch’esse sono amore.


L’amore è anche sofferenza, la genera è inevitabile. Ma è l’unica strada percorribile per renderci ancora più forti e quindi davvero capaci di amare. Sofferenza, non disperazione. Anche noi novios non ne siamo indenni. Proprio l’essere in tre, come amplifica i forti sentimenti che ci uniscono, è inevitabile che amplifichi la stessa sofferenza, forse troppo. Io, in particolare, tendo ad essere travolto totalmente. A volte bastano delle sensazioni, delle piccole intuizioni, a farmi perdere il controllo della ragione e a diventare instabile ed in balia delle emozioni, quindi il più delle volte a cadere in errore. Poi, lo so, mi passa ma intanto calpesto la sensibilità di chi mi ama e la cosa mi fa stare male. Che sia solo sana paura nell’affrontare il nostro futuro? Paura che tutto finisca? Non lo so. Per fortuna certi pensieri - la paura -durano attimi, giusto il tempo di una sigaretta. E’ umano pensarlo come è umano, credo, aggrapparsi con ancora più forza a chi si ama, trovando nell’abbandono completo l’energia per andare avanti e lottare. Voglio abbandonarmi e quindi rinascere ogni volta nell’amore che ho la fortuna di assaporare in tutte le sue infinite forme. Senza rimpianti, che non hanno spazio nell'amore. (En)
Ecco una delle ultime apparizioni di Edit Piaf con la canzone "Non, Je Ne Regrette Rien". Bellissima ed emozionante.

mercoledì, giugno 04, 2008

PASIÓN



Come il cibo alla vita siete per me,

come alla terra acquazzoni di maggio,

e per vostro amore così mi tormento

come per l'oro suo pena l'avaro

che del possesso ora esulta,ma già

teme che i suoi tesori involi il tempo:

e ora bramo di starvi unico accanto

ora che il mondo ammiri il mio piacere,

sazio talor soltanto del vedervi,

poi subito affamato di uno sguardo;

e non v'è gioia ch'io tenga o insegua,

se da voi non l'attendo o non m'avanza.

Così divoro e languo ognor, vorace

tutto afferrando o morendo di fame.

(SONETTO LXXV,William Shakespeare)

mercoledì, maggio 28, 2008

A Francesco



"Parlerò di un amore che
oltrepassa le distanze,
non si ferma maiiii."
(Scusa se ti chiamo amore)

"E' possibile oggi riuscire a farsi amare? ". Bella domanda quella di Francesco, il nostro meraviglioso amico e fotografo di Lampedusa, a commento dell'ultimo post.
I ritmi e i bisogni di oggi, specialmente quelli indotti dalla cultura dell'apparenza, figlia dello sfrenato consumismo, parrebbero imporre un amore usa e getta, veloce, non impegnativo, di facile gestione, che lasci tutto nella vita dei due (o tre) inalterato, perchè rimettersi in gioco rischia di rallentare la corsa sociale, pena l'esclusione. Il mondo gayo, ipersensibile (ma perchè?) a tutto ciò che appare e luccica, non fa eccezione. Si è subito adeguato, fraintendendo forse la naturale predisposizione per l'Estetica (ma anche questo è un luogo comune!) con l'essere sempre in vista, trendy. O forse è più banalmente la paura del tempo che passa, il fantasma della vecchiaia, con le sue rughe e la decadenza fisica, ad imporre a molti di cogliere l'attimo, finchè si è in tempo. Fatto sta che sembrerebbe sempre più difficile abbandonarsi completamente ad una storia d'amore, o almeno è sempre più raro che entrambi sentano il bisogno di farlo contemporaneamente: quando uno è pronto e disponibile, spesso l'altro pensa solo all'avventura e guarda già oltre. Naturalmente non è sempre così e certe volte succede il miracolo: la coincidenza di tempi, sentimenti e disponibilità consente la magica alchimia che è l'inizio di ogni relazione d'amore. Cominciano anche l'impegno e l'assunzione delle responsabilità che cresceranno col tempo e con lo stesso amore.
Amare e farsi amare non è facile come si potrebbe erroneamente credere. Come abbiamo già scritto, si tratta di un'arte che iniziamo ad apprendere dal primissimo giorno di vita, nel rapporto unico e straordinario con la mamma,ma che è destinata crescere fino all'ultimo giorno della nostra vita. Può subire degli arresti e persino delle regressioni, ma come qualsiasi apprendimento non può fermarsi. Mai. Meglio dei trattati di psicologia sull'argomento è il Vangelo a segnare i ritmi, le tappe ed i traguardi dell'amore nella vita umana: 1-"Ama il prossimo tuo come te stesso";2- "Se un fratello ti chiede di fare un miglio con lui, fanne due. Se ti chiede la tunica, dagli anche il mantello. Se ti da uno schiaffo...porgi anche l'altra guancia";3- "Che merito avete ad amare solo gli amici? Lo fanno anche i non credenti".
L'obiettivo è naturalmente la perfezione, in un crescendo di conquista dell'arte: "Nessuno è più grande di colui che da la vita per i suoi amici!".
Nessuno nasce "già imparato" nell'arte dell'amore, di fronte al quale l'unico atteggiamento possibile è quello dell'umiltà, riconoscendo che abbiamo tutto da imparare. In due ( o in tre) è più facile, o meglio è più piacevole, perchè si condividono le fatiche, i fallimenti ma anche le gioie delle conquiste. Gli amanti rendono più spedito il cammino, correggono le eventuali pretese di conoscenza dell'uno o dell'altro, aiutandosi ad amare, nel modo più giusto, ciascuno se stesso. Un senso di stupore permanente è il segno che la strada imboccata è quella giusta. Il primo passo resta, caro Francesco, l'attesa del tuo Kairòs, il momento opportuno, unico ed irripetibile. Devi restare in paziente e vigile attesa perchè, come scrive S.Weil:" Le cose preziose non si cercano: si aspettano". In bocca al lupo!

lunedì, febbraio 11, 2008

Il grande silenzio


Ci piace quando qualche nostro amico ci mette a parte di un suo pensiero, di una sua esperienza significativa. La condivisione ci permette di crescere anche grazie alle esperienze altrui e poi è comunque sempre un bel segno di amicizia e fiducia. Dav, che negli ultimi mesi ha già fatto scelte impegnative raccontate su questo Blog, è reduce da alcuni giorni trascorsi in una Certosa. Non è un'esperienza comune e nemmeno è di facile comprensione per chi non condivide un cammino (difficile di questi tempi) di fede. Il monachesimo è però un "modo di essere" presente in tutte le religioni, così come l'esigenza di un po' di silenzio lo è in ogni essere pensante. Gli abbiamo chiesto di raccontarci quei giorni in un post anche per voi che ci leggete, pur sapendo che è quasi impossibile tradurre in parole il proprio mondo interiore e per noi, da fuori, entrare in sintonia con quello. Ne emerge un quadro di tranquilla serenità in cui è l'amore, forse in una dimensione diversa dall'abituale per noi, a fare da padrone assoluto del tempo e degli stessi pensieri. Siamo passati indenni attraverso due carnevali, quello comasco e quello milanese, ma continua quello nazionale fino alla prossima scadenza elettorale: anche noi abbiamo bisogno di un po' di silenzio. Ecco la sua testimonianza.


La piu' bella "avventura" che possa capitarci nella vita è incontrare l'amore, quell'amore che solo noi possiamo riconoscere perche' ci appartiene. Vivere alcuni giorni "chiusi" in una Abazia di Monaci Certosini puo' essere l'esperienza in cui si riconosce questo amore, un amore profondo che mi appartiene e totalmente mi avvolge, l'amore per Dio.
La vita dei monaci certosini è molto austera, fatta di silenzio, preghiera comune, vita eremitica, meditazione, un' alimentazione fatta del necessario ed una cena ai limiti del digiuno. Questo "ridurre" tutto all'essenziale porta a riscoprire la centralita' di ogni vita, l'Amore.
La spinta iniziale che ha portato quegli uomini a fare quella scelta di vita, e me a trascorrere qualche giorno con loro, è l'amore, l'amore condiviso da tutti per Dio.
Il momento indubbiamente piu' bello e piu' profondo è il notturno, ossia la preghiera durante la notte che inizia alla ore 0.15 e termina alle 4.00. Ogni giorno, tutti i giorni.
Questa preghiera alterna il canto della salmodia a grandi silenzi che creano un' atmosfera particolare.
L'amore piu' bello si "consuma" nella notte ed è in queste notti che si sperimenta l'amore che diventa dialogo orante comunitario con Dio attraverso i salmi e dialogo personale con Dio attraverso al meditazione.
Ma è anche sperimentazione "fisica"di questo amore attraverso la condivisione con i fratelli (monaci) della preghiera: ogni movimento quasi sincronizzato, a significare tra noi un' intima e profonda comunione, un cantare all'unisono, come se fosse un' unica voce per ritrovarsi poi a tu per tu con l'amato, nella meditazione, percependo contemporaneamente la presenza dei fratelli.
Durante la preghiera notturna come durante il giorno, dove il "dialogo" tra noi era esclusivamente fatto di gesti, di sguardi che si incrociavano e che "parlavano" con gli occhi senza alcuna parola, avvertivo continua e costante una "vibrazione", un amore profondo che riempiva quel luogo e chi vi dimora.
Quando sono arrivato il primo pensiero è stato :" mi sembrano matti"...Quando sono partito ero dispiaciuto di doverli lasciare ed ancora oggi ricordo di loro i volti, li penso in continuazione e mi sento profondamente attratto da quel Dio che là ho trovato.
In questi giorni mi ritorna in mente una poesia da me scritta a 17 anni: " Vedevo una strada, lunga irta ed insidiosa, in fondo ad essa una luce, capii solo alla morte, che quella era la vita"...In quel luogo ho trovato la luce, ora non mi resta che "morire",ma non fisicamente, "mondanamente".Che il luogo per incarnare l'amore per me sia veramente quello?
Sarà Dio a darmi le risposte, io non dovro' far altro che continuare a cercare abbandonandomi totalmente a Lui.

Dav

venerdì, dicembre 21, 2007

Dimmi che è Amore!



Nei giorni scorsi abbiamo partecipato, invitati, ad un forum del blog di Gipris sull'amore a tre. E' stato certo interessante e stimolante per noi che, credendo al confronto, lo andiamo cercando ovunque possibile. Abbiamo dovuto notare però ancora una volta che qualsiasi novità, qualsiasi esperienza "diversa", è guardata spesso con diffidenza e sospetto fino a pretendere che si dimostri pure l'impossibile. Succede anche nei confronti delle persone "diverse": a loro, e solo a loro, si chiede ciò che per i "normali", i già noti, si da per scontato. Magari persino le ragioni della loro stessa esistenza. Non ridete: Poco meno di un secolo fa i "bianchi" dubitavano che gli africani avessero un'anima! Dovevano dimostrarlo...

Tutto normale quindi se molti arrivano a mettere in dubbio la possibilità di un amore a tre. Non siamo caduti nella trappola, anche se la provocazione era forte.Ora mi/vi chiedo:è possibile dimostrare a qualcun altro da noi che ciò che stiamo vivendo è amore? Vero amore? Se gli etero ponessero la stessa domanda alle coppieomo, cosa risponderebbero queste? Lo stesso vale se la questione fosse posta ad una coppia tradizionale. Questa però avrebbe dalla sua l'intera cultura d'appartenenza e potrebbe quindi azzardare una replica accettabile, semplicemente facendo riferimento a luoghi comuni che trovano conferma nel vissuto familiare di ciascuno di noi. Eppure, ad essere precisi, anche la famiglia più tradizionale all'esterno non può che offrire un'immagine di sè non necessariamente corrispondente al vero. Non è una novità l'esistenza e la pratica del divorzio.

Sarebbe però legittimo per gli etero, nel momento in cui si chiede il riconoscimento delle coppie "alternative", esigere di conoscere la nuova realtà culturale della coppiaomo, quella che fa da riferimento ed ispira la stessa vita di coppia. Esiste? Temo di no. E' un argomento che abbiamo già affrontato su questo blog: la maggior parte delle omocoppie s'ispira all'unico modello conosciuto, quello etero. Qui sta, a mio parere, la causa di molti fallimenti amorosi: proprio nella testardaggine (pigrizia?) di voler seguire un modello (maschio/femmina) che, per quanto conosciuto, è necessariamente diverso da quello maschio/maschio e femmina/femmina. Tutto nella nostra cultura è costruito sull'unico modello tradizionale, anche la stessa psicologia della coppia! Difficile, ma non impossibile liberarsi dalle categorie culturali in cui siamo cresciuti. Le coppieomo longeve sono tali, o perchè ad un certo punto della storia si abbandonano alla recita di un ruolo, o perchè intuiscono che per mantenere autentico il sentimento e la passione occorre reinventarsi quasi da zero. E' il caso mio e di En: siamo arrivati a 19 anni di vita in comune, sempre crescendo nell'amore, attraverso un modello che ci siamo inventati sulla base della nostra concreta realtà. Forse proprio questo nostro modello in fieri ci ha portato, insieme e quasi (anche noi siamo figli del mondo occidental-cristiano) naturalmente, all'innamoramento di Dan. Passare dalla coppia alla troppia non è stato facile come questo blog testimonia, perchè ha richiesto un cambiamento radicale non tanto di abitudini, azioni concrete e scelte, quanto di mentalità, modo di pensare. Oltre 2 anni di vita in troppia più 19 in coppia è comunque un traguardo non da poco: più di 21 anni, in tutto, di ricerca continua e di amore appassionato ininterrotto!


Ciò che rimproveriamo alle Associazioni culturali gaye è che insieme alla battaglia per la conquista politica dei diritti elementari mai abbiano puntato, contemporaneamente, alla promozione nel mondo omo di una cultura "alternativa" che rendesse, conseguentemente, più credibili le sacrosante richieste. Se parlare di troppia ora è politicamente sbagliato o almeno pericoloso ai fini della conquista del riconoscimento della coppiaomo (ma i cattogerarchi che sono intelligenze semimostruosè sono già più avanti e hanno intuito, e quasi esplicitamente paventato, una evoluzione oltre la coppia ), è giusto però cominciare col mettere in discussione le incancrenite "certezze" di una cultura che sta implodendo sotto gli occhi di tutti, proponendo nel contempo nuovi modelli di amore fino a qualche tempo fa impensabili.Un passo alla volta certo, ma occorre cominciare questa "benedetta" (non XVI!) trasformazione culturale!

sabato, dicembre 01, 2007

Passione

Ci sono attimi in cui in pochi secondo ripercorri delle tappe del passato oppure sogni proiettandoti nel futuro. Sono quegli attimi che ti danno gioia, tristezza o dolore. Ti esaltano oppure ti abbattono.Ma sono quegli attimi in cui le emozioni danno quell’impulso alla ragione che poi ti fa agire. Vengono da soli, non puoi cercarli. Mi piacerebbe portarvi dentro in quel mio attimo che ti da quel piacere che ti astrae da tutto, dura poco, ma ti lascia quella forza di andare avanti, di continuare quel percorso ad ostacoli che è la vita, possibilmente migliorandosi un po’. Ma non è cosa facile. Mi è capitato di recente. Viaggiavo in macchina circondato da uno splendido paesaggio dove il sole scaldava i tipici colori autunnali di una ricca vegetazione. Le foglie, ormai avviate alla morte lanciavano il loro ultimo,unico e bellissimo grido prima di cadere a terra. E’ stato un attimo d’amore, in cui non ero solo, sentivo crescere la voglia di un abbraccio subito appagata dal pensiero verso i miei novios prima uno poi l’altro o insieme. Sono stato bene. Fiero di esserci e di essere così. Di farmi dominare, in quell’attimo, totalmente da questo amore senza pensare alle paure, alle incomprensioni ed ai problemi che comunque abbiamo.
Vivo la passione. In qualunque cosa. Nell’amore, nell’amicizia, nel lavoro. Dove c’è passione il risultato è garantito. Ed è quello che poi mi gratifica.
Certo non mancano i momenti in cui quella passione sembra indebolirsi. Vuoi perché stanco o perché stressato a volte proprio non hai voglia e allora ci si abbandona al pessimismo che altro non fa che ucciderla. Rischi di spegnere quel fuoco che è il motore di tutto. Mi è stato rimproverato di essere esagerato. Probabilmente è anche vero. Non posso farci niente. Nonostante le batoste che ho preso e che continuo a prendere vado avanti spinto dalla passione anche se a volte cade nel vuoto….ma non è un male anzi è solo lo spunto per una riflessione.

E’ il primo dicembre! Stasera festa! Siamo stati invitati da Mau & Mau che festeggiano il loro amore come ha ricordato Moser in un post tempo fa. Domani sera invece a casa di Pep ossibuchi e purè con gli amici “storici” di sempre.
Staserà c’è pure la Carrà a “Che tempo che fa” non posso perdermela. Un mito. (En)

Una bellissima canzone

sabato, marzo 17, 2007


GRAZIE ALLA VITA



Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato due stelle che quando le apro
perfetti distinguo il nero dal bianco,
e nell'alto cielo il suo sfondo stellato,
e tra le moltitudini l'uomo che amo.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato l'ascolto che in tutta la sua apertura
cattura notte e giorno grilli e canarini,
martelli turbine latrati burraschee
la voce tanto tenera di chi sto amando.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il suono e l'abbecedario
con lui le parole che penso e dico,
madre, amico, fratello luce illuminante,
la strada dell'anima di chi sto amando.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato la marcia dei miei piedi stanchi,
con loro andai per città e pozzanghere,
spiagge e deserti, montagne e pianie
la casa tua, la tua strada, il cortile.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il cuore che agita il suo
confinequando guardo il frutto del cervello umano,
quando guardo il bene così lontano dal male,
quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto,
così distinguo gioia e dolore
i due materiali che formano il mio canto
e il canto degli altri che è lo stesso canto
e il canto di tutti che è il mio proprio canto.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto.

[1965] Parole e musica di Violeta Parra.Violeta del Carmen Parra Sandoval (San Carlos Cile, 4 ottobre 1917Santiago del Cile 5 febbraio 1967) è stata una cantante, poetessa e pittrice.

Forse il più bell'inno alla vita in forma di canzone che sia mai stato scritto al mondo, quindi una canzone contro la guerra.Fu scritto da Violeta Parra non molto prima di togliersi la vita.