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martedì, febbraio 16, 2010

Gap generazionale?




"...e non ho paura quando sento di rinascere mi rimetto in gioco adesso lascio correre il mio cuore verso di te Non è troppo tardi in tasca ora ho la libertààà...". Ho riascoltato questa canzone che avevamo postato anche noi nel febbraio di- usti!- 2 anni fa, grazie a I'm so guy e da ieri mi è rimasta in testa.
"Una vita da riscrivere nel tuo cuore che ha mille pagine sfoglierò poesie che parlano di noi Un amore che non ha etàààà".
Una cosa è canticchiarla, altra viverla. La comunicazione è difficile e delicata di per sè, ma quando c'è differenza generazionale diventa spesso problematica. Se in aggiunta i protagonisti si assomigliano troppo nel carattere e sono testardi, coriacei e tendenti al disfattismo per uno strano concetto di orgoglio, allora sono fuochi d'artificio assicurati. Proprio quelli che esplodono tra Dan e me in media una settimana sì ed una no. E ci va bene perchè c'è En che, con la sua sola presenza, fa da mediator-catalizzatore , quando non si presta addirittura a fare da intercapedine tra i due fuochi! Altrimenti dovremmo ricorrere ai pompieri un giorno sì ed uno no.



Insomma, va bene "Una vita da riscrivere nel tuo cuore che ha mille pagine" perchè le mie le ho già quasi riempite tutte, e che l'amore "Oltrepassa le distanze non si ferma mai", ma un po' di fiato ho bisogno di prenderlo ogni tanto.
Arrivare ad uno stesso linguaggio che non costringa a decodificare continuamente atteggiamenti ed anche singole parole non può che essere frutto di un paziente e continuo impegno, che è sempre faticoso, che diamine! "Scusa ma ti chiamo amore non so dire nulla più" ,perchè certe volte mi ritrovo senza più parole ed è in quei momenti che mi viene da pensare : "scusa se ti ho dato un nome ora puoi chiamarmi anche tu".
Ma forse il nostro amore è così bello proprio perchè sempre altamente infiammabile, mai scontato e noioso. Non a caso i giochi pirotecnici trovano poi il loro sfogo naturale nei fantasiosi ed appaganti agoni amorosi, nei quali finalmente anche En può sbizzarrirsi liberando tutto il combustibile immagazzinato.
In verità è che dentro ( l'ho già scritto da qualche parte), io sono un piromane ...

venerdì, agosto 21, 2009

Attempted Entertainment? Bis




E poi, quando il "vecchio" consapevolmente, pur con mille paure e presentimenti, si decide al gran salto nel vuoto, può accadere che, entrati nell'ordinarietà della vita, sia il giovane che, passata l'euforia della conquista, cominci a manifestare i primi segnali di insoddisfazione e irrequietudine. Raggiunto finalmente l' obiettivo tanto più ambito, quanto più difficile da conquistare, il ragazzo col trascorrere del tempo comincia ad avvertire il peso di un legame fortemente voluto forse con eccessiva leggerezza.E' il momento tanto temuto e presagito dal senior: dalla prigione dorata in cui si è volontariamente e testardamente relegato, il giovane prende coscienza dei tanti “giocattoli” precipitosamente abbandonati. Il triciclo ed il pallone (foto) sono solo la rappresentazione del lutto che si fa strada nella sua mente: un po' alla volta, ma con sempre maggior frequenza, appaiono i fantasmi del mondo perduto e con esso la libertà o almeno l'idea, vera o sbagliata che sia, di essa. Poco importa la forma esteriore che assume la nuova nostalgia: sarà l'impellente bisogno di frequentare il vecchio giro di amici etero, nascondendo però la nuova consapevolezza di sè al prezzo di interpretare un ruolo non più proprio, oppure anche un rinvigorito attaccamento alla famiglia originaria che, anziché diminuire col crescere dell'età, come sembrerebbe naturale , aumenta in virtù degli alibi necessari . Sono solo figure, tra le tante possibili, che non sfuggono all'occhio attento e consapevole del daddy che si è lanciato nel vuoto, ma non da completo sprovveduto. Ecco, è da questo preciso momento che l'infatuazione tra i due protagonisti può diventare storia a tutti gli effetti o risolversi invece in un bluff adolescenziale ( o senile, perchè no?). Dipende dalle risorse e dall'intelligenza dei protagonisti, ma forse soprattutto da quel germe d'amore che ha fatto battere i loro cuori all'unisono fino a quel momento. E' solo l'amore che sa e può produrre quelle magiche fantasie capaci di spiazzare le più (apparentemente)razionali previsioni umane. Nulla è però scontato, finchè la mentalità di coppia, il pensare comune, diventa patrimonio di entrambi. E' impossibile quantificare il tempo necessario a giungere a questa svolta decisiva: ogni persona, sappiamo tutti, è diversa dall'altra. La stessa combinazione di persone interagisce in maniera differente. Svariate sono anche le strade che possono condurre all'obiettivo comune che rimane comunque qualcosa di concreto e raggiungibile. In questo la coppia giovane/maturo non differisce da qualsiasi altra coppia.
Probabilmente questa riflessione è un contributo piuttosto scarso al tema della gerontofilia, F. mi perdonerà. Mi basta aver sollevato ancora una volta l'argomento troppo spesso taciuto ed evitato. Non credo, per rispondere a Fras, che 13 anni di differenza siano sufficienti per qualificare una storia gerontofila. C'è, se mai (dipende dall'età anagrafica dei protagonisti), il rischio opposto, quello della pedofilia o, per essere più precisi, della pederastia. Ma questo è un altro argomento...

giovedì, agosto 20, 2009

Attempted Entertainment?

F., l'amico di Pepìto, lamenta che si parli e scriva sempre troppo poco di gerontofilia. Ha ragione, di solito viene prontamente liquidata come una delle forme morbose, se non perverse, della devianza sessuale. Eppure pare essere un fenomeno in crescita tra i giovani non solo gay. Non essendo un esperto, nemmeno stavolta azzardo semplicistiche ipotesi psico-sociologiche sulle cause della sua espansione, mi limito a segnalarla come una realtà bisognosa di approfondimenti, o almeno di non essere presa sottogamba, bollata con troppa superficialità e saccenza soprattutto da chi pone la famiglia tradizionale al primo posto nella scala dei valori preberlusconiani. Naturalmente qui sto riflettendo su amori liberi e spontanei, non mercenari, stile villa Certosa e palazzo Grazioli. Benchè, forse, maturità e potere - non necessariamente politico ed economico- costituiscano spesso un binomio inscindibile agli occhi del giovane, che potrebbe vedere ed essere attratto tout court proprio da una sorta di abilità esistenziale acquisita con gli anni dal presbitero (più vecchio). Il caso dell'attrazione esercitata dal professore/ssa sullo studente/ssa è ampiamente documentato. Piuttosto, che tipo di rapporti si possono instaurare tra persone così anagraficamente diverse? Mi pare di poter sostenere senza timore di smentite (o quasi) che già l'approccio, la fase iniziale, viene vissuta diversamente: mentre il giovane è alla ricerca, magari solo inconsciamente, di un punto fermo, un qualcosa di sicuro cui aggrapparsi, il maturo invece punta ad un semplice attempted entertainment (che poi sarebbe la classica "una botta e via"), ringraziando magari il cielo per l'insperata fortuna occorsa. Non considera la possibilità di una storia, un rapporto stabile, perchè stabilità e giovinezza gli appaiono immediatamente nella loro complessità antitetica. Di solito, se qualcosa inizia, è perchè il più giovane con inimmaginabile pazienza si impegna a smontare una ad una le "certezze" del partner anziano che, un po' affascinato dal mito dell'eterna giovinezza, principia a cedere qua e là, pur continuando a dichiararsi "spettatore neutrale", restio perciò ad ogni coinvolgimento sentimental-affettivo.
Il resto ad una prossima volta perchè mi sto dilungando troppo e fa caldo.