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venerdì, agosto 21, 2009

Attempted Entertainment? Bis




E poi, quando il "vecchio" consapevolmente, pur con mille paure e presentimenti, si decide al gran salto nel vuoto, può accadere che, entrati nell'ordinarietà della vita, sia il giovane che, passata l'euforia della conquista, cominci a manifestare i primi segnali di insoddisfazione e irrequietudine. Raggiunto finalmente l' obiettivo tanto più ambito, quanto più difficile da conquistare, il ragazzo col trascorrere del tempo comincia ad avvertire il peso di un legame fortemente voluto forse con eccessiva leggerezza.E' il momento tanto temuto e presagito dal senior: dalla prigione dorata in cui si è volontariamente e testardamente relegato, il giovane prende coscienza dei tanti “giocattoli” precipitosamente abbandonati. Il triciclo ed il pallone (foto) sono solo la rappresentazione del lutto che si fa strada nella sua mente: un po' alla volta, ma con sempre maggior frequenza, appaiono i fantasmi del mondo perduto e con esso la libertà o almeno l'idea, vera o sbagliata che sia, di essa. Poco importa la forma esteriore che assume la nuova nostalgia: sarà l'impellente bisogno di frequentare il vecchio giro di amici etero, nascondendo però la nuova consapevolezza di sè al prezzo di interpretare un ruolo non più proprio, oppure anche un rinvigorito attaccamento alla famiglia originaria che, anziché diminuire col crescere dell'età, come sembrerebbe naturale , aumenta in virtù degli alibi necessari . Sono solo figure, tra le tante possibili, che non sfuggono all'occhio attento e consapevole del daddy che si è lanciato nel vuoto, ma non da completo sprovveduto. Ecco, è da questo preciso momento che l'infatuazione tra i due protagonisti può diventare storia a tutti gli effetti o risolversi invece in un bluff adolescenziale ( o senile, perchè no?). Dipende dalle risorse e dall'intelligenza dei protagonisti, ma forse soprattutto da quel germe d'amore che ha fatto battere i loro cuori all'unisono fino a quel momento. E' solo l'amore che sa e può produrre quelle magiche fantasie capaci di spiazzare le più (apparentemente)razionali previsioni umane. Nulla è però scontato, finchè la mentalità di coppia, il pensare comune, diventa patrimonio di entrambi. E' impossibile quantificare il tempo necessario a giungere a questa svolta decisiva: ogni persona, sappiamo tutti, è diversa dall'altra. La stessa combinazione di persone interagisce in maniera differente. Svariate sono anche le strade che possono condurre all'obiettivo comune che rimane comunque qualcosa di concreto e raggiungibile. In questo la coppia giovane/maturo non differisce da qualsiasi altra coppia.
Probabilmente questa riflessione è un contributo piuttosto scarso al tema della gerontofilia, F. mi perdonerà. Mi basta aver sollevato ancora una volta l'argomento troppo spesso taciuto ed evitato. Non credo, per rispondere a Fras, che 13 anni di differenza siano sufficienti per qualificare una storia gerontofila. C'è, se mai (dipende dall'età anagrafica dei protagonisti), il rischio opposto, quello della pedofilia o, per essere più precisi, della pederastia. Ma questo è un altro argomento...

giovedì, agosto 20, 2009

Attempted Entertainment?

F., l'amico di Pepìto, lamenta che si parli e scriva sempre troppo poco di gerontofilia. Ha ragione, di solito viene prontamente liquidata come una delle forme morbose, se non perverse, della devianza sessuale. Eppure pare essere un fenomeno in crescita tra i giovani non solo gay. Non essendo un esperto, nemmeno stavolta azzardo semplicistiche ipotesi psico-sociologiche sulle cause della sua espansione, mi limito a segnalarla come una realtà bisognosa di approfondimenti, o almeno di non essere presa sottogamba, bollata con troppa superficialità e saccenza soprattutto da chi pone la famiglia tradizionale al primo posto nella scala dei valori preberlusconiani. Naturalmente qui sto riflettendo su amori liberi e spontanei, non mercenari, stile villa Certosa e palazzo Grazioli. Benchè, forse, maturità e potere - non necessariamente politico ed economico- costituiscano spesso un binomio inscindibile agli occhi del giovane, che potrebbe vedere ed essere attratto tout court proprio da una sorta di abilità esistenziale acquisita con gli anni dal presbitero (più vecchio). Il caso dell'attrazione esercitata dal professore/ssa sullo studente/ssa è ampiamente documentato. Piuttosto, che tipo di rapporti si possono instaurare tra persone così anagraficamente diverse? Mi pare di poter sostenere senza timore di smentite (o quasi) che già l'approccio, la fase iniziale, viene vissuta diversamente: mentre il giovane è alla ricerca, magari solo inconsciamente, di un punto fermo, un qualcosa di sicuro cui aggrapparsi, il maturo invece punta ad un semplice attempted entertainment (che poi sarebbe la classica "una botta e via"), ringraziando magari il cielo per l'insperata fortuna occorsa. Non considera la possibilità di una storia, un rapporto stabile, perchè stabilità e giovinezza gli appaiono immediatamente nella loro complessità antitetica. Di solito, se qualcosa inizia, è perchè il più giovane con inimmaginabile pazienza si impegna a smontare una ad una le "certezze" del partner anziano che, un po' affascinato dal mito dell'eterna giovinezza, principia a cedere qua e là, pur continuando a dichiararsi "spettatore neutrale", restio perciò ad ogni coinvolgimento sentimental-affettivo.
Il resto ad una prossima volta perchè mi sto dilungando troppo e fa caldo.

mercoledì, novembre 28, 2007

Gerontofilia


Un amico ci ha bonariamente rimproverato di trascurare, tra i tanti argomenti di attualità, la terza età. E' vero, salvo di sfuggita in Senescenza, senza accorgercene, inseguendo quotidianamente le tante notizie non ci siamo mai fermati a riflettere sulla vecchiaia, che pure costituisce un problema sociale di questi tempi, tanto da evitare se possibile di parlarne. Una specie di nuovo tabù che si preferisce addolcire con eufemismi di vario tipo, per evitare l'immediata crudezza dei termini classici. In realtà, in qualsiasi stagione della vita, c'è in ognuno di noi, secondo la teoria multiegoica, l'io vecchio, espressione della saggezza esperienziale, che convive col resto di noi, dei nostri diversi io. Forse però anche questa parte di noi subisce i condizionamenti più o meno espliciti esercitati dal culto dominante dell'apparenza perfetta, perciò del mito dell'eterna giovinezza. Gli stessi vecchi proposti dalla pubblicità, benchè promuovano l'adesivo per dentiere piuttosto che i pannoloni per l'incontinenza, hanno nulla di decadente nel corpo. L'unico ad essere ripreso televisivamente per quello che era nella realtà, senza i capelli tinti d'improbabile colore,ma addirittura con gli effetti devastanti della malattia ( tremore e bava alla bocca) in primo piano, è stato Giovanni Paolo II. Probabile però che in quel caso abbia pesato non poco l'urgenza didascalica e la stessa mentalità ambiguamente masochista di un certo cattolicesimo. Ad ogni modo le immagini del vecchio papa malato rompevano il tabù della vecchiaia. Non voglio però annoiare con un discorso sociologico e tantomeno psicologico.
Mi pare invece interessante segnalare l'aumento soprattutto (ma non solo) nell'ambiente gayo che spesso brilla, almeno nell'immaginario mediatico, per superficialità e desiderio di apparire tutto lustrini e paillettes, di una certa attenzione dei giovani nei confronti dei daddies, i maturi. E' solo una constatazione la mia, nessuna pretesa di approfondire il fenomeno anche perchè, all'interno della troppia, vivo la disparità d'età amando, ricambiato, un omettino, Dan, di... usti!... troppi anni più giovane di me. Tra noi ognitanto se ne parla, qualche volta ci abbandoniamo anche a teorie psicanalitiche, ma non è il caso qui d'improvvisare tesi ben lungi dall'essere dimostrate. Posso solo testimoniare con En che, al di là di alcune differenze ovvie di mentalità, gusti, etc, non è affatto difficile e complicato condividere l'amore con Dan. Erano molte le paure che immaginavamo prima di abbandonarci alla straordinaria avventura che stiamo vivendo, ora invece godiamo delle diversità che risultano stimolanti per tutti e tre. Un nostro equilibrio evidentemente l'abbiamo raggiunto nel rispetto delle diversità appunto. Sempre precario, per carità, ma solo della precarietà dell'amore stesso, non delle differenti età. Proprio alcuni giorni fa, rispondendo ad una interrogazione del nostro cucciolo, gli confidavo di sentirmi ancorato ad un pinnacolo altissimo in un cielo azzurrissimo, sferzato da venti gagliardi (straamo il vento), totalmente ebbro per l'altitudine cui l'amore mi ha spinto, ma ben consapevole del rischio di precipitare. Non è la condizione comune di un semplice innamorato? Le forze inesauribili della giovinezza possono trovare completa soddisfazione nell'esperienza consapevole della maturità che, a sua volta, recupera vigore ed entusiasmo magari un po'sbiaditi dal tempo. Purchè ci sia amore.

lunedì, luglio 09, 2007


-Ti amo
-Ti amo
...
-Sei stanco?
-No, oggi ho riposato e...
-Non intendevo in quel senso!
...
-No!
...

Si abbandona sul mio corpo, strofinandosi alla mia pancia. Uff', quella pancetta tempestivamente lievitata negli ultimi due anni che a lui piace veramente, ma che a me ancora lascia un senso di sconcerto insieme alla consapevolezza del tempo che passa. Non voglio pensare che solo due anni fa potevo vantare un ventre piatto come quello di un ventenne ( il suo!): a Modan piace così (e forse gli piacerebbe ancora più prominente) e mi basta.
Ogni tanto mi vengono pensieri sulla giovinezza di questo grande nostro amore. Penso sia inevitabile, ne ha accennato anche En in un recente post. Ieri forse a riaccendere il pensiero, una conversazione dei vicini d'ombrellone, involontariamente colta dal momento che erano a meno di 30 cm, tanto la spiaggia di Vizzola era affollata. I due stavano per litigare perchè il giovane si diceva offeso per la poca fiducia accordatagli: "Io non sono come gli altri! Se tu sei abituato dalle tue precedenti storie a diffidare perchè appena girato l'angolo venivi tradito, sappi che io non sono così! Se volessi, te la farei sotto il naso, etc". Niente di speciale, capita frequentemente di cogliere frasi simili tra le coppie. Siamo tutti diversi e tutti così uguali! Forse per quelle velocissime battute che potevano naufragare in una lite seria subito rientrata, nel momento di abbandonata tenerezza che segue l'amore ho chiesto per l'ennesima volta a Dan se si fosse stancato di noi.Non ho difficoltà ad ammetterlo, è una mia paura costante che puntualmente respingo pensando all'essere lui tutto d'un pezzo : quando e se verrà il momento ce lo dirà. Anche all'inizio della storia mi preoccupavo più della sua giovane età che dell'anomalia di essere troppia. Non avevo voglia di ricominciare da capo con le gelosie, le apprensioni, le paure, non avendo più l'età e la possibilità di competere per proteggere l'amore.Di fatto riesco senza troppi sforzi a vivere sereno e a non pensare che l'amore vive anche della precarietà umana. Sicuramente mi è più facile questa sorta di distacco perchè so che En è attento come un cane della prateria a cogliere il minimo segnale d'allarme. Io posso quindi stare tranquillo, "veglia"anche per me.
Strano come il tempo e la troppia abbiano cambiato in meglio il rapporto con Moen. Lui, abituato ad essere il centro delle mie attenzioni, si è trovato di colpo spodestato, ma non dispiaciuto come poteva essere naturale. Ha invece assunto nei confronti di Modan le stesse esagerate cure che io riservavo a lui. Ora il nostro rapporto, se pur spesso eletrizzato da momenti di insopportazione da eccesso di conoscenza, ha raggiunto un equilibrio straordinario grazie alla concentrazione di entrambi sulla persona oggetto del nostro innamoramento. E siamo cambiati tutti e due nel nostro modo di amare, divenendo senza calcolo e programmazione, assolutamente complementari per Modan. Almeno così mi pare. Mi tengo le mie paure: continueranno ad affiorare perchè non è possibile raggiungere certezze nell'amore, che si evolverà senza sosta esattamente come e con noi. Sono infinitamente compensate dall'ininterrotto stupore per la meraviglia che ci accade, tanto che nemmeno il pensiero di un po' di gerontofilia da parte di Dan riesce a turbare il mio stato di serena esaltazione.
Questo post forse è più ad "uso interno", ma se siete arrivati alla fine della lettura...beh, spero non vi abbia annoiato più del solito.

lunedì, giugno 15, 2009

Al fiume

Alla fine ci siamo andati al Ticino. E non ci è piaciuto. Almeno ad En e a me, chè Dan non si è pronunciato. Il fiume era in piena e c'era davvero poco spazio a disposizione della folla che cercava un filo d'aria lungo la riva. Zanzare e tafani erano gli unici a festeggiare. Ma non credo sia questo il motivo della nostra disillusione, già in passato c'era capitato di trovarci in situazioni simili. Forse siamo semplicemente invecchiati e ci viene a noia la concentrazione del varipinto mondo gayo con tutti i suoi rituali scontati e un po' isterici. C'era per fortuna, rispetto al passato, una presenza femminile più significativa che rendeva meno pesante l'atmosfera ed anche un po' più ... "normale". Mi è piaciuto verificare che ci sono molte coppie composte da persone di età molto diversificata tra loro. La gerontofilia, o comunque si voglia chiamare la tendenza dei giovani a preferire i maturi, sembra essere un fenomeno assai diffuso e richiederebbe forse un analisi sociologica e psicologica che però puntualmente evito.
Dopo tanti mesi abbiamo rivisto i Mau & Mau, in forma ed abbronzati perchè reduci da una vacanza a Stromboli.L'incontro in qualche modo ha salvato la giornata. Sta di fatto che tutti e tre noi(quattro, anzi, perchè anche lupetta dava segni di insofferenza) non vedevamo l'ora di tornare a casa per una doccia che assumeva quasi il sapore della purificazione. Beh, sto esagerando, però le punture dei vari animaletti ,nonostante l'abbondante uso di prodotti specifici, imponeva una disinfestazione totale. Solo dopo, a casa, ci siamo potuti rilassare nel solito modo che sappiamo e che ci rinconcilia col mondo, per poi concludere serenamente la serata con Pepy e Fabry in un nuovo locale, La vetreria, in cui ci siamo trovati davvero bene, benchè distrutti fisicamente.
Ora è lunedì e si ricomincia. Buona settimana!