martedì, maggio 12, 2009

Riposo vigilante


Ci sono momenti in cui occorre prendere atto della propria sconfitta, dell'inutilità del proprio impegno e arrendersi. E' più penoso quando si era creduto fortemente in qualcosa per la cui realizzazione purtroppo non sono bastati (e non potevano bastare)i nostri sforzi. Ci si abbandona quindi desolati alla realtà, magari rimproverandosi di non aver saputo interpretare per tempo i segnali d'allarme che avrebbero potuto evitare il fallimento totale. Col senno di poi...
Momenti così succedono nella vita privata come in quella sociale di tutti. Ed anche più volte. In discussione non sono i valori ideali che, in quanto tali, godono di una bellezza e compiutezza riconosciute, quanto piuttosto le strategie scelte per la loro attuazione ed ancor di più le persone coinvolte. Noi compresi. Non serve a nulla continuare a sbattere la testa contro il muro: è puro masochismo. Si impone un cambiamento, radicale se necessario, per non perdere anche la fede in ciò in cui si crede. Quella sì sarebbe una debacle totale. Con calma, senza la fretta dettata dall'esigenza di dare finalmente una svolta significativa, occorre porsi in atteggiamento vigile per cogliere al volo opportunità imprevedibili che ci restituiscano la voglia di ributtarci nella mischia.
Prima o poi apparirà anche nel deprimente panorama politico italiano chi spalancherà nuovi orizzonti di speranza...

6 commenti:

Gios ha detto...

Come te me lo auguro, ma sembra quasi che, per citare una frase che ho letto e che mi e' piaciuta molto, "alla fin del tunnel la luce e' temporanemente spenta"

Charnego ha detto...

io leggo un post che condivido in pieno,e sn tentato di scrivervi con tono serio e solidale tutte le ragioni per cui la penso esattamente così poi però leggo la parola "spalancherà" e rimango fisso a guardare la foto che avete messo qui.

spalancheeeerààààà....

Stultifer ha detto...

Bellisima foto

Anonimo ha detto...

Faccio la polemica stasera. Non riesco a capire perchè ci si soffermi sulla foto , invece che su ciò che scritto.Quante volte i segnali d'allarme non vengono colti .. io praticanmente ero solo un segnale, ma siamo sicuri che le persone che stanno accanto a noi si accorgano , io penso che faccia comodo fare finta di nulla , che dire finchè va va , oppure intanto l'altra persona non si ribellerà mai... e certo di testate contro il muro come dici tu ne ho prese tante a 23 anni ci credi, credi che chi ti sta accanto lo faccia per libera scelta per costruire qualcosa, anche tra un'amicizia se si vuole c'è da costruire molto, basta averne la voglia.Alla fine cedi alle testate , fanno male e cambi, cambi soffrendo e vedi tutto ciò che hai tentato di costruire cadere come un castello fatto di sabbia e li cominci a pensare che forse hai sbagliato , che dovevi andartene e dire basta , perchè eri un fantasma,,Non sono mai stat un genio a coglier il Carpe diem e penso che non lo sarò mai, perchè nonostante tutto credo nelle persone o almeno ci credevo fino a poco tempo fa.. Le persone non cambiano ,marciscono ma non cambiano, ci vuole molta intelligenza e umità per fare ciò, ma io non ne ho conosciute.. Ributtarsi nella mischia è difficile, rimettewrsi in gioco, più si matura più cerchi cose che ti debbano appagare di più, cerchi l'intelligenza,il modo di essere e di fare e qui cade l'asino, che alla fine meglio prendersi tempo e cominciare a guardare scorrere le persone che ti passano davanti..Spero che anche ilpanorama politico segui la speranza, forse farà prima lui di me..Forse i mie occhi non vogliono più vedere.. e credere nelle persone.. i calci fanno male , un caro abbraccio e tre baci Barbara

Anonimo ha detto...

Lo sapete che stasera ho serie difficoltà di concentrazione? Solo alla fine sono riuscito a capire per senso quello che il post volesse significare !!! Marò!!! Buonanotte tesori. VA_X

Ulisse ha detto...

Cambiare non è mai facile e in genere si cambia dopo una bella dose di legnate, e ce ne vogliono parecchie per indurci a muoverci.
E' un po' così per tutti, ciò che fa la differenza è il come cambiare. C'è chi alza un muro, chi si mette una maschera, o chi svicola oppure, molto più difficile ma veramente utile, chi guarda dentro sè stesso con umiltà e sincerità (che forse è la cosa più difficile) e, dopo una bella analisi comincia a cambiare, non sempre volontariamente.
Un bel giorno ci si accorge di non essere più ciò che si era, qualcosa dentro di noi è mutato e siamo pronti per altre legnate.