domenica, giugno 28, 2009

... il momento opportuno










Lo stato di insoddisfazione di En non è stato affrontato ieri. Forse perchè in questo periodo non abbiamo voglia di crearci problemi in aggiunta a quelli professionali già molto pesanti. O forse perchè si spera (ingenuamente) che ignorarli, passando oltre, sia già un modo di risolverli. E' un metodo che si tenta sempre di percorrere in prima istanza, salvo poi rendersi conto che nulla si appiana magicamente, così che tutto ciò che si è accumulato di non risolto è destinato a ripresentarsi in tutta la sua virulenza ed intensità. Sono sempre stato tacciato di eccessiva pedanteria nel voler porre ed affrontare le questioni, così mi è toccato, col tempo, imparare l'arte dell' arrendevolezza e della attesa pro bono pacis, pur convinto più che mai che la relazione vive solo se in continua tensione di crescita. En pare ora essersi finalmente accorto di questa banale realtà, ma ci sono voluti anni perchè ciò accadesse. Se siamo arrivati fin qui nella nostra storia, evolutasi poi da coppia a troppia, è perchè, nonostante le estenuanti resistenze, mai abbiamo smesso di crescere. Gli errori sono inevitabili e da mettere nel conto, ma già il porsi in "stato di crisi"( termine che deriva dal verbo greco separare e fig. decidere) costringe ad operare delle scelte per individuare soluzioni. Una storia a tre deve però coinvolgere tutti gli attori e se fino a ieri, nel gioco delle alleanze, io ero minoranza spesso neutralizzata per l'eccessiva pignoleria, oggi che mi sembra di aver finalmente conquistato la virtù della pazienza (beh, quasi, non totalmente) aspetto che siano entrambi i novi a chiamarmi in causa. Credo di aver intuito l'esigenza di En, quella mancanza di "un qualcosa" difficile da determinare, ma che appare essenziale. Temporeggio però, perchè il suo altro non è che il bisogno di ri-definizione della nostra realtà di cui avevo rilevato io stesso la necessità appena qualche mese fa. Sono strane le diverse combinazioni che la relazione a tre ( ma anche a due)comporta: flessibilità,duttilità ed elasticità diventano capacità basilari a ricoprire i ruoli che la situazione, di volta in volta, provoca. Penso a me tocchi, per il momento almeno, quello di spettatore, che non è meno complesso del ruolo dei protagonisti sulla scena. La voglia di rimettermi/ci in discussione non manca, basta la giusta autostima e ... restare coi piedi saldamente ancorati alla terra.

3 commenti:

Enrique ha detto...

Flessibilità e comunicazione...
Se già da soli mutiamo ed andiamo incontro a seghe mentali e a farci paranoie ed in tutto questo nn siamo fermi ma cambiamo e maturiamo nel tempo...
In 3...a vivere assieme ...tutte queste cose si moltiplicano per 1000...
Quindi bisogna capirsi ed ascoltare...E' come un'onda...alti e bassi ...è normale...anzi...avaete l'invidia e l'ammirazione di molti...dovete vantarvene...anche di questi momenti così...non cadete nel ranello della difficioltà...
Un beso y abrazo fuerte a los tres...
Ricardo Enrique ;)

Anonimo ha detto...

Complimenti Ser , bellissimo post, come guardarsi allo specchio e specialmente dentro, è questione di essere intelligenti ed è vero che con l'andare avanti negli anni si diventa arrendevoli.. veramente e più comprensivi, veramente io ho fatto il contrario a 23 anni ero arrendevole , permissiva pronta a capire l'esigenze del padre di mio figlio. Sbagliatissimo, specialmente quando tiu rendi conto e questo l'ho capito a separazione avvenuta che ci sono le persone che se ne aprofittano di tutto ciò e io ho fatto solo il mio danno. Penso che l'altra persona debba avere un grosso senso di responsabilità.. e io non avevo capito che esssere troppo accondiscendente c'è chi si prende il dito , la mano e anche il braccio, carissimo dopo ho capito che è solo questione di inteligenza e di amore. Comunque con il senno del poi.. difficile tewnere in piedi una relazione , bisogna cercare di seguire lo stesso binario.. Tre dolcissimi baci , Barbara

Ulisse ha detto...

Le relazioni idilliache non esistono nemmeno nei film, solo negli spot del mulino bianco, ogni rapporto ha i suoi problemi, le sue difficoltà. Non è mai semplice stare accanto ad un altra persona. A volte non riusciamo a capire noi stessi figuriamoci capire un altro.
Capitano momenti in cui ci vule tenacia, ostinazione e, anche, sopportazione ed attesa.
Tutti noi abbiamo momenti critici, a volte per qualche ragione precisa a volte no l'importante è non cedere al pessimismo o lasciarsi andare alla deriva perchè chi ti sta vicino è lì per te, pronto ad afferrare la mano tesa, ed En di mani pronte ad afferrare la sua ne ha due. Certo alla fin fine la soluzione ai propri problemi spesso sta dentro di noi però un aiutino non fa mai male.