mercoledì, febbraio 14, 2007


Beh, oggi è s.Valentino, come si fa ad ignorarlo visto che da settimane la solita kermesse consumistica si è scatenata inseguendoci in ogni dove? Anche a volerne restare fuori rifiutando per principio di cadere nella rete commerciale che ti fa sentire un verme se non regali minimo un fiore ai tuoi innamorati, non si può fare a meno di dedicare un pensiero d'amore alle persone che vorresti sempre, in ogni singolo istante, al tuo fianco. E naturalmente io penso a loro, En & Dan, i miei novios. Gridan poi, in questi giorni, combatte "tenacemente" contro il virus influenzale che l'ha colpito nel pieno dei suoi personalissimi driving slavytest, per cui è oggetto di specialissimi pensieri miei e di Pomen.

Per la verità, a dirla proprio tutta, io li penso sempre come se ogni giorno fosse sanvalentino. Oggi però è diverso. Sono spinto a farlo, persino con il benestare di un santo, Valentino appunto. Voglio sperare che per noi non ci sia un santo diverso, magari di serie B come per tutto il resto. Un oscuro, sconosciuto, emaciato santo, pure lui emarginato dalla comunità ufficiale dei beati. Anche se a leggere le agiografie viene però da pensare ad orientamenti omo di molti esempi della cristianità. Perchè no?Lassù non faranno certo storie di orientamento ed identità sessuale: queste sono questioni umane, ruiniane e basta.
Piuttosto, come dire in modo nuovo ai miei compagni che li amo? Fossi un poeta riuscirei, con poche parole, ad esprimere il mondo di sentimenti che vorticosamente mi occupa il cuore, facendolo palpitare di brutto al solo pensarli. Racconterei lo stupore per la meravigliosa realtà che mi paralizza la lingua ( e la mano che digita), i tanti momenti in cui, guardandoli non visto, mi perdo del tutto nei particolari dei corpi che pure conosco a memoria. E via con i miei stati d'animo e le straordinarie emozioni che loro, i novios,mi provocano ininterrottamente, ma... E' una noia mortale la descrizione dell'amore se non si possiede il dono singolare del poetare che sa rendere immortale il più comune dei sentimenti.Allora, mori, inutile girarci intorno: vi amo e vi voglio vedere, toccare, godere il più presto possibile! Anche oggi, giorno di S.Valentino! (s)
PS Auguri a tutti gli innamorati!

martedì, febbraio 13, 2007

Abu Omar, la deportazione da Milano


A che servono le varie giornate della memoria e del ricordo degli orrori del passato, quando poi è lo "Stato" stesso che ripropone oggi identici orrori costruendo poi castelli di menzogne per mascherarli? Leggere il memoriale di Abu Omar, l'imam rapito a Milano 1l 17 febbraio 2003,è come fare un salto nel passato. Ma non tanto lontano nel tempo perchè Abu Grahib e Guantanamo sono realtà ancora troppo vive nella mente, la seconda tuttora impunemente attiva. Nessuna giustificazione a quello che è stato: la guerra al terrorismo islamico non può offrire deroghe all'umanità, sistematicamente violata da chi si considera superiore a qualsiasi norma etica. Ora Osama Mustafa Hassan, l'ex imam di Viale Jenner, ridotto a relitto umano dopo torture inaudite, dall'Egitto, terrorizzato, svela i particolari del suo sequestro, il ruolo della Cia e degli Italiani, sempre negato ufficialmente. E' stato scarcerato dopo quasi quattro anni di durissima prigionia al Cairo, ma non è ancora un uomo libero: secondo le testimonianze di chi ha parlato con i suoi familiari, è in una situazione paragonabile agli arresti domiciliari, nel senso che «non può uscire di casa né parlare con estranei, tantomeno con i giornalisti».La Procura di Milano, dopo l'inchiesta sul sequestro, ha aperto tre mesi fa una nuova indagine su un fresco tentativo di depistaggio: due milioni di dollari offerti ad Abu Omar, nel settembre scorso, per fargli firmare una falsa dichiarazione di non essere mai stato sequestrato. Abu Omar però ha rifiutato. Anzi, è riuscito a far uscire dal carcere il memoriale scritto di suo pugno in cui testimonia per la prima volta il sequestro, la prigionia e le torture. Il documento è stato consegnato ai pm milanesi dai dirigenti di viale Jenner insieme alla denuncia della tangente offerta all'ostaggio. Inutile sperare nella Giustizia visto che tutte le cause in cui sono coinvolti gli Americani dimostrano l' intoccabilità e l'impunità da parte di sistemi giudiziari stranieri. Si continuerà con le solite grida dei D'Alema di turno, senza nemmeno intervenire limitando la presenza USA in Italia (Vicenza).

Pagheranno almeno gli Italiani coinvolti e il Presidente del Consiglio di allora che, in nome dell'amicizia col diabolico Bush, ha dato l'avvallo all'intera operazione?

lunedì, febbraio 12, 2007

A Sud


Con il passare dei giorni e delle settimane è diventato sempre più facile riuscire ad entrare in contatto con i bambini. Non è stato facile essere accettate come figure di riferimento. Gli allievi del centro, vivendo di giorno quasi tutti nelle strade e al mercato, e con famiglie allargate ( a volte vivono in venti in quattro locali) non erano abituati a confidarsi, ad aprirsi, soprattutto con degli adulti. Inoltre sono ancora piccoli. I primi tempi era quasi impossibile dare loro la mano, o anche solo accarezzare loro la testa. Non erano abituati ad un contatto fisico gentile. Ora, dopo dieci settimane, chiedono di essere presi in braccio, si siedono sulle ginocchia durante i giochi tranquilli a tavolino, e adorano i massaggi fatti con palline di stoffa. Anche i loro sguardi sono cambiati. Ora guardano in viso e riescono a mantenere il contatto con gli occhi. Sembrano più tranquilli e rilassati. Insomma cominciamo a capire che abbiamo lavorato nella direzione giusta.Così¬ giocando alla sabbia può capitare che inizino a confidarsi e a raccontare del papà che rientra a casa ubriaco, della mamma che li picchia con cintura, e altri episodi di violenza domestica che nessun bambino dovrebbe mai subire e a cui nessun bambino dovrebbe mai assistere. Per quasi tutti è la medesima storia che si ripete, quasi ogni giorno. Ascoltarli mette tristezza, ma almeno riescono a parlarne. E tra poco dovrò lasciarli.Con il passare dei giorni e delle settimane mi rendo conto che il mio tempo qui si sta piano piano esaurendo. Mancano solo tre settimane alla mia partenza. Ora inizia il periodo dei bilanci, e io inizio con le mie paranoie. Credo di non essere riuscita a lavorare bene, di non essere riuscita a far passare alla mia collega tutte le competenze e le conoscenze necessarie perchè possa continuare da sola. Mi fa male il pensiero di dover lasciare i miei bambini e la mia collega, che ora è diventata anche una cara amica (non preoccupatevi, mi capita sempre quando sento di essere giunta al termine di qualcosa di importante). Insomma per me partire è sempre uno strazio, e chiudere il cerchio è molto difficile.Con il passare dei giorni e delle settimane mi rendo conto della fortuna che ho avuto di poter vivere questa esperienza, in questa parte di mondo; di quanto questo viaggio (non solo geografico) mi abbia cambiata, di quanto poco sia rimasto della persona che solo quattro mesi fa camminava piena di dubbi per le strade del Canton Ticino. Con il passare dei giorni e delle settimane mi sono anche persuasa che, quanto riporto a casa in termini di ricchezza personale sarà davvero molto di più di quanto riuscirò a lasciare. Con il passare dei giorni e delle settimane ripenso a quante persone ho potuto conoscere qui a Catamayo e lontano, anche se solo virtualmente sul blog, e a quanto sia stato importante per me poter raccontare le emozioni che stavo vivendo.Con il passare dei giorni e delle settimane ho imparato a godere di quello che ho nel momento in cui lo vivo; perchè la vita è un continuo trascorrere di giorni e settimane. Sta a noi far sì che non solo passino, ma che ogni istante possa lasciare un colore, un odore,una memoria , un’emozione.Con il passare dei giorni e delle settimane diventa sempre più grande il GRAZIE che vi devo per lo spazio che mi avete concesso, e per le parole che mi avete scritto. Un abbraccio forte a tutti. A presto.
Isa
Nella foto bimbo "lustrascarpe" in Ecuador

domenica, febbraio 11, 2007

Sempre in salita


La politica, come qualsiasi arte, dovrebbe mirare in alto, puntare addirittura alla perfezione per poi scendere piano piano a compromessi con la realtà senza però adeguarvisi completamente. L’obiettivo deve sempre restare “un po’ più elevato”, altrimenti non c’è crescita. I PACS sono partiti fin dall’inizio rasoterra e ogni compromesso era un colpo al ribasso, una vangata alla voragine in cui hanno trovato l'humus ideale i DICO. Decisamente sottoterra, espressione di un pensare più basso della stessa opinione pubblica che, almeno nella maggoranza, quotidianamente esprime sull’argomento una mentalità molto più aperta e condiscendente. Si sarebbe dovuto azzerare tutto fin dall’inizio, gli stessi movimenti che rappresentano il popolo omosessuale avrebbero dovuto rifiutare, anzichè appoggiare, un’idea nata già come meschino compromesso.
Il guaio della politica italiana sono i politici. Mancano leaders con idee, tutti troppo preoccupati di arrivare al potere, costantemente in campagna elettorale grazie forse ad un sistema partorito con ben altre intenzioni. Solo gregari. Il precedente Governo era dipendente dagli USA al punto da decidere persino di entrare in guerra al loro fianco, convinto che un impegno di pochi mesi avrebbe consentito la spartizione del petroliobottino. Sappiamo tutti come è andata e sta andando: l'Iraq resta nel caos più totale e, purtroppo, non si intravvede la fine della carneficina che ogni giorno miete vittime civili ed innocenti. Era già accaduto qualche anno prima (1940), con un altro cavaliere come premier, ma la storia, a quanto pare, insegna poco…L’attuale Governo invece, succube dell’ansia da consenso, punta alla mediocrità per non scontentare i potenti del Paese e anche i potenti del vicino Vaticano, che muove voti esattamente e più delle mafie. Stiamo tornando in pieno papismo.Che fare ora dei DICO? Ormai si deve ripartire da lì, azzerare ora sarebbe una sconfitta talmente grave da impedire per molti anni a venire la conquista dei diritti elementari. Si riparte dai DICO con un percorso tutto in salita, sempre che la buca non venga prontamente ricoperta di terra affossando definitivamente ogni speranza di recuperare la luce.

DOMENICA

E' arrivata la domenica.
Oggi i miei novios vedranno per la prima volta, alla luce del sole, la slavatella. Hanno potuto solo vedere la forma, tra l'altro facilmente rintracciabile per le strade, ma manca il colore, parte importante dato che è anche il motivo del suo soprannome.
Questa è stata una settimana particolare. E' stata ricca di avvenimenti e di emozioni soprattutto. La macchina è stata un pò il centro dei miei/nostri pensieri. Eravamo emozionati! Finalmente toccavamo con mano gli sforzi fatti da me sul lavoro e l' obiettivo raggiunto da noi tre.
L'abbiamo raggiunto tutti questo obiettivo: mi sono stati sempre vicino e hanno partecipato attivamente ai miei sforzi. Non mi hanno fatto mai mancare niente a volte tentando di esagerare, andando oltre al necessario. Mi sono dovuto imporre a volte per non farli esagerare. Non voglio vedere dentro loro quando rifiuto certi loro discorsi: potrei vedere del dispiacere, cosa che non accetterei dato che so benissimo che pensano e agiscono spinti dall'enorme sentimento che provano.
Dai che ce l'abbiamo fatta! I driving test effettuati in questi due giorni sono positivi. Ci sono ancora delle prestazioni da assestare, ma è tutto nella norma. Devo aquisire anche un occhio più equilibrato in base al tipo di macchina. Da quando ho preso la patente ho guidato la macchina di mamma e 47 cv in più si sentono eccome!
Questa però è la mia macchina adesso! la mia compagna di viaggio e la nostra bambina.
Oggi è anche il giorno del Lupetto almeno per me, dato che non ho ancora potuto vedere la sua splendida pagella! Ieri mi ha detto che me la faceva vedere, adesso devo solo sperare che si sia tolto il piagiama e sia andato a prenderla! E' un pantofolaio... del resto un pò come noi!
Che emozione vedere una pagella del genere. Le mie sicuramente davano un pò meno soddisfazione in casa, soprattutto quando riuscivano a vederle e comunque, se ci riuscivano, "erano contraffatte" la maggior parte delle volte.
Grandissima parte della soddisfazione è data dal giudizio dei professori; mi e stato riferito subito insieme alla notizia della splendida pagella. Sta bruciando tappe e obiettivi in maniera spaventosa, a grandissima velocità! Grande Lupettino!!!
Ora andiamo a godiamoci questa bella domenica.
Dan

sabato, febbraio 10, 2007

Gayleft: Si poteva fare di più!


Oggi Il Corriere di Como ha dedicato uno spazio significativo al DICO, il disegno di legge che presto approderà in Parlamento e di cui abbiamo già scritto. Apre la pagina l'intervista al nostro amico Paolo,portavoce regionale e membro del direttivo nazionale della Consulta Gayleft, rappresentanza della comunità omosessuale dei Ds. Condividiamo pienamente il suo pensiero e la sua delusione che è anche nostra:«I Dico sono un inizio, ma sicuramente si poteva fare meglio. Di fatto, si offre soltanto la possibilità per i singoli di regolarizzare in una forma burocratica la propria unione, sia essa etero o omosessuale. Ma era la coppia non sposata che doveva ottenere un riconoscimento dei diritti per fare davvero un passo avanti. E anche sui diritti acquisiti dai conviventi mi pare ci sia poca chiarezza e poco slancio.Si è fatto qualcosa, ma tutto sommato è uscito un qualcosa di piatto.»( testo completo qui).Vola alto Paolo, come dovrebbe ogni vero politico, anche se i più si accontentano di razzolare le briciole consentite dal Vaticano:«Per me l'apertura al matrimonio anche omosessuale sarebbe bellissima , la legalizzazione dell'amore, e spero proprio che il disegno di legge sui Dico venga modificato in questo senso in Parlamento quando sarà discusso». Non perde però il contatto con la realtà, sa che, in nome della stessa politica, probabilmente ci si dovrà accontentare dell'approvazione della proposta che sarebbe già un successo. Conosce bene dal di dentro le difficoltà che anche a Como vengono dall'interno degli stessi DS e naturalmente dagli alleati nell'Unione, ma non dispera: «Finora sono rimasti sempre molto chiusi sull'argomento delle unioni di fatto e sull'amore omosessuale. Ora qualcosa sta cambiando».
Unica nota stonata la fotografia, scelta ovviamente dalla redazione, che accompagna l'articolo: la classica foto tratta da un gaypride, stereotipo difficile da superare e nel quale si vuole confinare il gay. In Italia occorre far emergere la normalità e la trasversalità della maggioranza del popolo omosessuale: la rottura, necessaria al cambiamento di mentalità della società, può partire solo da qui.

10 Febbraio

Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe

Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...
Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one

venerdì, febbraio 09, 2007

DICO sovranità!


Fino a quando ci toccherà assistere a questo recita di infimo ordine? Si è già detto tutto di PACS, ora DICO, eppure il teatrino va avanti. Protagonisti i soliti "difensori" della famiglia tradizionale che per primi (vedi Casini, Berlusconi e C.) hanno scardinato ricorrendo al divorzio, vera, unica legge che ha dato il via ad altri modelli familiari diversi ed allargati.
Penso alle coppie gay (e non) sulla settantina. Ce ne sono. Dovranno attendere 9 anni (salvo una qualche retroattività) per godere dei diritti acquisiti in una vita intera condivisa. Ce la faranno ad arrivare fino ad allora? Come già scritto, pare che questa legge (testo) cambierà poco o nulla concretamente. Immagino saranno ben poche le coppie che si autocertificheranno. Per cosa poi? Ci sarà la solita cerimonia pubblica con le coppie di sempre ad esibirsi per lo spettacolo dei media. Le altre, quelle vere, trasversali nella società, continueranno come se nulla fosse la vita di sempre, snobbando il decreto che presto, mi auguro comunque, diventerà legge.

Perchè a questo punto non sono più in gioco i diritti delle coppie di fatto. Ora il vero argomento è tentare di salvare, almeno formalmente, l'indipendenza dello Stato italiano. Ecco perchè siamo tutti qui a tifare per un ibrido che non serve a nulla e che è una vergogna solo a pensarci. La Chiesa cattolica ha trasformato un insignificante, inutile decreto in questione ideologica. L'ultimo intervento del vescovo di Roma rivolto stamattina al nuovo ambasciatore colombiano ma diretto ai parlamentari italiani , è esplicito come forse non era mai accaduto: "E' necessario appellarsi anche alla responsabilità dei laici presenti negli organi legislativi e nel governo e nell'amministrazione della giustizia affinché le leggi siano sempre espressione di principi e di valori conformi col diritto naturale* e che promuovano l'autentico bene comune". (Ansa).
Un eventuale bocciatura del Decreto da parte del Parlamento italiano suonerà come esplicita adicazione alla sovranità nazionale. In quel caso a noi italiani non resterà che appellarci all'ONU, al Parlamento europeo, ad Amnesty International se necessario, per tentare di recuperare l'autonomia e con quella la dignità.
*Naturalmente da intendersi solo nella sua personale (e di parte) interpretazione.

giovedì, febbraio 08, 2007

Al Fatah e Hamas alla Mecca


Iniziati ieri i colloqui tra le delegazioni di Hamas e di Al Fatah alla Mecca in Arabia Saudita. Si tenta di raggiungere un accordo per la formazione di un Governo di unità nazionale.Abu Mazen,Presidente dell'Autorità palestinese (Ap) ed esponente di Al Fatah, ha dichiarato: "Vogliamo formare un Governo di unità nazionale ed è quello che tutti ci chiedono. Un Governo che ponga fine all'embargo internazionale", mentre Ismail Haniyeh,primo Ministro palestinese ed esponente di Hamas, ha precisato che "I colloqui della Mecca volteranno pagina nelle relazioni interpalestinesi. I dirigenti palestinesi vogliono raggiungere un accordo globale che regoli tutte le relazioni interpalestinesi sotto ogni aspetto e non un accordo parziale che lasci questioni in sospeso". I dirigenti seduti da ieri intorno al tavolo della trattativa sperano che un Governo di coalizione possa por fine alla guerriglia, offrendo un'immagine di unità e incoraggiare così le grandi potenze a revocare le sanzioni che hanno seriamente compromesso l'economia palestinese."Siamo venuti per metterci d'accordo e non ce ne andremo se l'accordo non sarà raggiunto" ha precisato Khaled Meshaal, leader in esilio di Hamas.Il Re Abdullah di Arabia Saudita, che ha organizzato l'incontro della Mecca, ha invitato le delegazioni palestinesi "ad ascoltare la voce della ragione" ed evitare una guerra civile che vanificherebbe le conquiste di decenni di lotta. Ma ogni accordo, che secondo i funzionari alla Mecca potrebbe richiedere tre giorni di lavori, dovrà affrontare la reazione delle diverse fazioni.

Stiamo a vedere se almeno stavolta Israele lascerà che i due gruppi arrivino ad una soluzione o provocherà, come nei precedenti tentativi, una carneficina di civili per interrompere quella che sembra essere ormai l'ultima possibilità.

mercoledì, febbraio 07, 2007

Medioriente


Inquietanti notizie continuano ad arrivare dalla Palestina. Ieri è stato ucciso ad ovest di Gaza city Mohammad Abu Karsh, 25 anni, capo del gruppo Brigate Al-Qassam , mentre tre altre persone che erano con lui sono rimaste gravemente ferite. Responsabili dell'agguato sono uomini appartenenti all'esercito di Mohammed Dahlan, lo stesso deputato, capo della "corrente golpista" di Al-Fatah, che accompagna la delegazione americana, un gruppo di ufficiali, che dalla sede presidenziale di Abbas sta dirigendo le attuali operazioni di guerra civile con l'intenzione di far cadere il governo palestinese. La Fondazione di Al-Aqsa per la tutela dei Beni islamici inoltre vede nelle operazioni dei bulldozer israeliani pericolosamente vicini alla moschea, l'intenzione di Israele di demolire il terzo luogo sacro dell'Islam procedendo nel piano di giudaizzazione di Gerusalemme Est. Nessuna prospettiva di pace nel territorio quindi, ma stato di massima tensione. Come il solito nell'indifferenza generale dell'Europa che tollera il nuovo ruolo, diretto questa volta,degli USA. Resta purtroppo valido quanto scrivevamo lo scorso 11 novembre (Strane coincidenze) a proposito del piano per far naufragare l' accordo tra Al-Fatah e Hamās che darebbe un governo stabile ai Palestinesi.

martedì, febbraio 06, 2007

Sole

"Ci sono sempre 1000 soli al di là delle nuvole" recita un proverbio indiano. E' vero, nella vita si alternano momenti problematici, difficili e grigi, a momenti sereni, luminosi, solari. Sempre. Si tratta di avere pazienza e, se il buio non è causato da noi stessi ma dalla ineluttabilità degli accadimenti, a noi tocca "solo" il difficile compito di aspettare che tutto passi. Dopo il grigio degli ultimi dieci giorni per noi è tornato a splendere il sole. L'arrivo della "slavatella", annunciato ieri, ne era un'avvisaglia, il primo segnale. Che per noi ha un significato più pregnante della conquista di una semplice auto: è il risultato, come già scritto, di enormi sacrifici in termini di fatica del nostro skiDan che spesso crollava (e crolla) esausto a metà serata al grido di: "Ho una botta d'abbiocco!",espressione del suo caratteristico slang equivalente a :"Sto per cadere inesorabilmente tra le braccia di Morfeo e posso farci nulla!".
Il secondo elemento che illumina queste nostre giornate è la prima pagella liceale del nostro lupetto, di cui non parliamo sul blog se non indirettamente, ma che oggi, solo oggi, vogliamo citare perchè è parte importantissima della nostra vita e delle nostre scelte. Già eravamo orgogliosi, anzi fieri di lui per come sta crescendo, ora poi il suo successo scolastico, che in sè non significa molto, rende En, me e Dan, che della scuola ha una visione tutta personale, felici oltre ogni limite, perchè rivelatore di quella grinta e determinazione (a costo di qualsiasi fatica proprio come Dan) che solo una personalità positivamente in fieri può manifestare.Non sono i voti (bellissimi), ma il suo atteggiamento verso la scuola, l'apprendimento e la vita stessa a riempirci di gioia. Credo che una volontà decisa, risultato di un esercizio spesso noioso ma costante, sia strettamente connessa alle motivazioni che sono a monte di qualsiasi scelta e che si respirano con l'aria già all'interno dell'ambiente d'origine . Nella nostra famiglia, da sempre ma triplicato con l'arrivo di Dan, si respira amore, pur non mancando gli scontri e le discussioni di ogni normalissimo nucleo domestico. Che gli altri si riempiano pure la bocca e la testa di chiacchiere, dissertando su realtà che non conoscono e di cui non vogliono sapere, arrivando a negarci ogni visibilità sociale e con quella qualsiasi diritto: noi ci siamo, con o senza il loro consenso. Le soddisfazioni attuali e i progetti ancora da realizzare nel futuro ci bastano a dare senso e concretezza al nostro stare insieme.
Il sole splende ed il cammino ora è più spedito.

lunedì, febbraio 05, 2007

Amori e motori

Inizia una nuova settimana. Per me a letto. Niente di grave, una banale influenza, credo anche in forma leggera rispetto a quello che si sente in giro. Comunque sono a letto. Cellulari sul comodino, mani al computer e l’immancabile Mi vicino a me. Quando ha capito che non sarei andato al lavoro ha abbandonato la sua solita “cuccia” (due comodi cuscini sul divano) per seguirmi passo passo e starmi sempre vicino. E’ incredibile a volte questa canina. Lei è contenta e nonostante il mio malessere lo sono anch’io.
Inizia quindi la settimana. Sarà d’attesa per noi troppia…..dovrebbe, infatti, essere consegnata a Modan la nuova macchina. La sua prima macchina, l'emozione è palpabile….ma anche la soddisfazione di essere riuscito, con sacrificio e fatica (ore ed ore di straordinari), a raggiungere questo obiettivo. Appurato che la marca ci piace, si è aperta la diatriba sul colore scelto (tipo carta da zucchero metallizzato): a me piace molto,le critiche di Ser invece non sono mancate ed il colore è stato subito ribatezzato “ slava”, nel senso di “slavato”. Anche questo fa gioco ed è bello assistere al divertente battibecco. Mi viene il dubbio però che la scelta del colore sia una tattica di Dan: forse un colore poco appariscente fa spiccare di più chi è alla guida?! Ti vedo già al volante, scorazzante sulla Mi-Me, col nuovo taglio skin...
Comunque, novità dell’ultimo minuto, il colore piace anche a Ser e non avevo dubbi, esteta qual è! Aveva solo bisogno di vedere quel tipo di colore e auto dal vivo, su strada, non brillando le sue conoscenze in fatto di auto e modelli.
Sono semplici cose queste ma ci rendono felici e, come ci capita anche in altre occasioni, le emozioni si amplificano, si triplicano, rimbalzano dall’uno all’altro ed all’altro ancora. E un po’ si innesca l’effetto amarcord che mi riporta indietro alla mia prima macchina. Mi capita spesso, anche per altre situazioni, di rivivere tratti del mio e nostro passato attraverso il presente di Dan. E’ una sensazione che mi piace e credo sia anche normale. Anche questo rientra in quella crescita di troppia che, ricorda spesso Ser, non ha termini di confronto. L’unico possibile è quello del vissuto quotidiano e di quanto ti rimane. E’ quello del confronto che singolarmente abbiamo con noi stessi ed il cui risultato inevitabilmente si porta nella troppia. Così si riescono a trovare le affinità ed i momenti di difficoltà si superano con minor fatica. Un gesto, uno sguardo, un’azione ne sono il risultato senza troppe parole. Questo significa essere sulla strada giusta. Ben sappiamo che l’emozioni di per sè non portano da nessuna parte da sole, ma saperle cogliere e concretizzare nell’agito aiuta a creare quella forza di base che poi è il nostro fondamento.
Triparlando, ieri pomeriggio siamo arrivati alla conclusione che il nostro blog è la nostra rappresentazione: i nostri pensieri, i nostri fatti sono condivisi con chi ci conosce “in person”, ma anche con chi non ci ha mai incontrati. Sono sicuro però che grazie a questo blog chiunque voglia fare un tratto di strada insieme a noi possa trovare nei nostri scritti quella chiave magica che rende possibile qualsiasi rapporto umano: la comprensione. (En.)

domenica, febbraio 04, 2007

Parole nuove


"Il genio del cristiano ha il compito di mantenere separate le responsabilità secolari, da quelle ecclesiali: sono ambiti che richiedono una giusta distinzione per dare contenuti corretti alla laicità della comunità civile. La Chiesa serve la pienezza della vita dell'uomo e della donna, e chi è membro della comunità cristiana si occupa della pienezza della vita mettendosi a servizio del prossimo. Anche io voglio fare del mio servizio un dono per tutti. Quando è in gioco il bene comune, la comunità cristiana si mette a servizio della comunità civile. Ogni consiglio e ogni indicazione - anche critica -, saranno ben accetti."(Vaol.it). Parole nuove, cui non siamo più abituati da tempo, quelle che il Vescovo Diego ha rivolto ieri, a Sondrio, alle autorità civili e militari valtellinesi. Segno della svolta sperata nella politica ecclesiale comasca? Troppo presto per dirlo, ci limitiamo a prendere atto che il nuovo vescovo ha subito preso le distanze dall'arrogante ingerenza maggioliniana, chiarendo subito i ruoli distinti di Chiesa e Stato. Obiettivo di entrambi è il bene comune, per il quale la comunità cristiana si pone al servizio della società civile. Nessuna pretesa di imposizione e gestione della verità, ma umana richiesta di consigli, indicazioni e anche critiche. Un buon inizio!

sabato, febbraio 03, 2007

Cerco famiglia

Questi 8 cuccioletti (7 maschi e 1 femmina) cercano urgentemente famiglie adottive. Vivono con la mamma, pastore tedesco, sulla strada, abbandonati. Una ragazza assicura loro il cibo, ma la situazione è davvero precaria. Sono disponibili le foto dei singoli canini.
Chi fosse personalmente interessato ci scriva subito (e mail a lato), tutti gli altri diffondano l'appello.Grazie!

venerdì, febbraio 02, 2007

La prima volta degli operai FIAT

Le telecamere del TG3 di Primo Piano, stasera alle 23.15, entrano in Fiat non per documentare i dati della produzione in Italia o il dibattito sindacati-governo, ma per raccontare per la prima volta la vita e le opinioni degli operai. “Siamo appena usciti da un periodo di crisi e da una lunga vertenza dove chiedevamo solo di accorgersi di noi, di capire che noi operai esistevamo ancora. Nessuno se n’ è accorto, se non alla fine…” Dice Sergio Forelli,40 anni,operaio Fiat, Carrozzerie Mirafiori,15 anni di catena di montaggio alle spalle,delegato sindacale.“Mi spiega perché per farci sentire, per dire la nostra in poche immagini di telegiornale o un articoletto sulla Stampa abbiamo dovuto occupare le stazioni,bloccare il traffico,insomma fare azioni che magari neanche volevamo fare perché alla fine creavamo del disagio ad altri lavoratori ? Mi dice perché mentre si parla di ripresa della Fiat, che ci fa piacere perché è il nostro lavoro, è il mio lavoro, nessuno dice che ci sono ancora molti lavoratori agli Enti Centrali in Cassa Integrazione a 600 Euro al mese? Che dobbiamo fare per far parlare di questi problemi?” .Rompendo un silenzio che durava da anni gli operai, scomparsi da tempo come categoria e pensiero, ricompaiono sulla scena politica, sindacale e giornalistica affrontando i temi del lavoro, delle condizioni di vita e della prevenzione degli incidenti che avvengono oggi soprattutto nelle piccole fabbriche o nelle officine da poche decine di dipendenti, dove la tutela sindacale è bassa, dove le condizioni di lavoro sono peggiori e dove oggi le grandi aziende delegano gran parte dei lavori più umili e pericolosi. Dove sono oggi impiegati molti immigrati e dove gli incidenti ,anche mortali, avvengono nel silenzio dei mass media o in poche righe di brevi di cronaca. (S.DellaVolpe, Articolo 21))

mercoledì, gennaio 31, 2007

La defezione della troppia

Ebbene sì, è accaduto che la troppia ha dato forfait alla partita di calcetto da tempo programmata per il prox venerdì 2 febbraio. Ci sono motivazioni oggettive molto forti, non prevedibili al momento della programmazione, che hanno pesato sulla scelta di non partecipare all'incontro agonistico contro le lalle, ma determinante alla fine è stata una sorta di demotivazione che noi stessi, per primi, abbiamo tentato di analizzare. L'entusiasmo dello scorso 16 settembre indubbiamente si è attenuato. Allora la partita era un momento di puro divertimento, ma anche una delle tante occasioni serene e simpatiche per fare gruppo all'interno della nascente comunità lariana. Avevamo voglia di metterci in gioco e non solo sul campetto di calcetto, ma in tutti i sensi. A distanza di mesi ci siamo resi conto che non è cambiato molto da allora, sono nate comunità virtuali, forse anche troppe per una piccola realtà come Como, ma di fatto siamo rimasti la solita compagnia iniziale, cui si aggiungono, nelle occasioni speciali, gli abituali 6/7 amici che presenziano forse più per curiosare che per partecipare. E' un po' di tempo che tra noi ci interroghiamo sulle cause di quello che a tutta prima sembrerebbe un flop, di cui condividiamo pienamente la responsabilità. Troppo facile imputare alla difficile realtà comasca la causa di ciò. Siamo tutti diversi, anche all'interno della troppia lo verifichiamo quotidianamente, normale quindi che in un contesto di persone più ampio debbano convivere il simpatico, l'ombroso, l'accomodante, il casinista, l'imbranato, il giovane, il vecchio, etc. Fin qui tutto ovvio, tutto normale. Sono diversi anche i gusti di ciascuno, gli interessi, il modo stesso di concepire il divertimento, lo stare insieme. Noi troppia per esempio - i nostri amici se ne sono accorti- non amiamo molto i giochi di società, dopo uno o due giri puntualmente ci annoiamo. Normale anche questo. Gli stessi impegni, personali o di coppia/troppia, sono un fattore di cui tener conto. I fine settimana e altri momenti dell'anno raramente siamo disponibili triplicemente: a volte risolviamo dividendoci, ma è sempre una fatica, perchè il tempo del nostro stare insieme non ci basta mai.
Una partita di calcetto deve essere per noi autentico momento di svago in questo stressante periodo dell'anno, ma se assume la connotazione di un impegno perde, ai nostri occhi, la stessa ragion d'essere. Ci auguriamo che i nostri amici se ne rendano conto. Non siamo certo indispensabili, nemmeno per un incontro di calcio.
Per me poi, scrivo qui in prima persona, il match ha perso ogni interesse nel momento in cui l'ho visto pubblicamente annunciato tra gli appuntamenti della virtuale comunità gay. Oggi non mi interessa più l'aggregazione "mordi e fuggi" del passato: avrei voluto in questo caso un semplice momento sportivo tra noi che ci frequentiamo abbastanza regolarmente, perchè, nonostante l'età e soprattutto la paurosa mancanza di fiato tanto da rischiare l'asfissia sul campo, ho un glorioso passato agonistico che voglio ancora esibire, specie di fronte alle giovani, tracotanti leve. Ma questo è un altro discorso.
Abbiamo sperimentato a sufficienza che i grandi eventi, almeno qui a Como, non fanno necessariamente aggregazione. Nemmeno le pizzate. Forse sarebbe il caso di individuare altre vie, più tranquille, meno ridondanti, più conciliabili con quanti, schivi e diffidenti verso una certa realtà, sono intimoriti dalle "masse", preferendo una dimensione più familiare e raccolta.Il successo non è dato dall'esagerato numero di persone che riusciremo ad attirare ad una festa/evento, si misura piuttosto dal dopofesta in poi, quando le luci e le musiche sono spente e nuove persone restano con la voglia di frequentarsi, di dialogare, di porsi e realizzare obiettivi comuni.
L'importante è chiarirsi su ciò che vogliamo fare, se continuare a divertirci tra noi o invece impegnarci a fare gruppo col maggior numero di persone possibili, perchè ancora convinti della bontà dei nostri antichi propositi.

martedì, gennaio 30, 2007

PACS, compromesso inutile

Oggi ce l'ho col mondo intero e concentro la mia furia contro i PACS. Premetto che solo negli ultimi mesi mi ero convinto a sposarne la causa, ma solo perchè mi infastidiva ( e infastidisce)la vergognosa e plateale dipendenza dei politici italiani dai "voti" mossi dalla Chiesa cattolica. Ora però basta! Da quanti anni si parla di PACS, quante energie sono state sprecate, soldi pubblici, tempo? Per cosa poi? Per quell'ibrido di proposta presentato dalla Pollastrini su cui il governo discuterà? No, questo è troppo. 3/4 anni fa si sarebbe dovuto seguire il suggerimento di Ruini ed intervenire sul Codice civile per aggiustare i diritti ancora non tutelati delle persone che vivono la realtà delle coppie di fatto. Esiste già nel nostro ordinamento un sorprendente riconoscimento della coppia more uxorio (v. qui): basterebbe qualche aggiornamento qua e là. Invece no, si insiste con questi inutili PACS senza arrivare ad alcuna conclusione significativa.
Se mi dovesse accadere qualcosa ora, non sarei libero di lasciare il mio patrimonio (beh, anche solo il poco maturato in anni di lavoro) a chi desidero io, al compagno/i di una vita, ma verrebbe diviso in base alla "legittima" tra parenti cui io, volontariamente, non lascerei nulla! Allora assicuriamoci subito i diritti, visto che Ruini e la CEI danno il loro placet e poi, ma soltanto poi, avviamo pure la battaglia ideologica. Ma non per chiedere le briciole, bensì il matrimonio. Come in Spagna, come in altri Paesi più avanti di noi.
Mi direte che in Italia si fatica ad ottenere i PACS e quindi è impensabile pretendere addirittura di strappare l'equiparazione al matrimonio tradizionale. Vero, se non fosse che le battaglie, quando ritenute giuste e condivisibili, vanno comunque condotte senza scendere a compromessi che sminuiscono i valori che si vogliono riconosciuti e difesi. Il problema, secondo me, non è rappresentato dalla gente italiana che un po' alla volta, volente o no, modifica la propria mentalità grazie ai nuovi popolari strumenti culturali , quanto dagli stessi gay italiani che nella stragrande maggioranza non sono pronti al matrimonio. Se per certi versi spiccano le genialità del popolo gayo, per altri dobbiamo riconoscere i limiti, giustificati da vari fattori, che si concentrano quasi inesorabilmente nella sfera affettiva. Spesso mi capita- senza ergermi a giudice di nulla che già tanta fatica mi costa concentrarmi su me stesso- di avere l'impressione che molti (non tutti) adulti, anche sessantenni, affettivamente siano rimasti ai livelli dell'infanzia, quando tutto si pretende senza nulla dare in cambio. Gli amori gay, oggetto spesso di divertenti battute nello spettacolo, sono spesso infatuazioni transitorie, che durano lo spazio di... Beh, fate voi. L'idea dell'amore che è anche impegno, assunzione di responsabilità, nella pratica quotidiana non è molto diffusa. Il matrimonio però è anche questo: patto che impegna, nelle intenzioni addirittura per sempre, a responsabilità precise e concrete. Non so quanti omo, ma anche etero benchè sostenuti da secolare tradizione, siano oggi realmente pronti ad un simile passo.

lunedì, gennaio 29, 2007

Benvenuto, Vescovo!


Finalmente un vescovo, un uomo di fede e perciò di dialogo. Da quasi 18 anni Como era abbandonata a se stessa, senza un pastore, un autorevole riferimento e voce morale per tutti, a prescindere dall'appartenenza religiosa o meno. I guai sono sotto gli occhi di tutti: sfrenato individualismo, intolleranza, mala gestione della cosa pubblica, crisi e disagio sociale, abbandono ed emarginazione delle fasce più deboli. Il Vescovo, martiniano doc, può rappresentare la coscienza morale della nostra società, grazie anche all'autorevole prestigio che gli deriva dalla carica, ancora molto considerata nelle nostre zone. Che all'ex, l'emerito Maggiolini, Diego Coletti non piaccia, si può dedurre dalla stessa biografia del neopastore, da cui risulta uomo del dialogo sull'esempio del Maestro, il card.Martini. Niente di iroso, di intollerante nei suoi discorsi e nella bibliografia rintracciati in internet: solo sincera preoccupazione per l'uomo, ogni uomo, creatura di Dio.
Speriamo cominci una nuova era, ma sarà difficile scalfire la "durezza" del cuore della tanta gente che fino ad oggi ha avuto il sostegno compiacente del locale capo della Chiesa cattolica.

Ovviamente Maggiolini non c'era alla cerimonia di ieri, era prevedibile: per noi un altro buon segno.Inquieta il suo nuovo interesse per la cura delle anime attraverso la confessione: la pretesa di un confessionale in duomo suona un po' come una minaccia al successore, quasi ad avvertirlo che lo terrà d'occhio molto da vicino e non esiterà a gridare ai quattro venti, grazie ai media amici, tutto ciò che potrebbe rivoluzionare evangelicamente la "sua" personalissima ex chiesa.

Auguri, vescovo Diego, sia paziente, ma non si lasci intimorire! E, se riesce, non abbandoni il calore umano che ha caratterizzato i suoi anni a Livorno. Noi siamo certo più freddi dei livornesi, ma si sforzi ugualmente di volerci bene: consideri che non è mai successo che un Vescovo si rivolgesse a noi con le semplici, ma efficaci parole che riservava loro:“Con tanto affetto, Diego, il vostro vescovo”.

sabato, gennaio 27, 2007

27 GENNAIO Giorno della Memoria

MAI PIU'





Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
(P.Levi, Se questo è un uomo,1947)
In foto disegno del ghetto-lager di Terezin

venerdì, gennaio 26, 2007

A Sud


Lunedì ,sul bus, al rientro dalla scuola , una vicina racconta che, due persone che si occupavano di sorvegliare l’area di svago della città , sono state uccise a sangue freddo durante la notte. Ognuno vuole dire la sua sul motivo della violenza, ma tutti concordano che chi ha commesso i due delitti non può essere di questa città. La gente di qui non farebbe mai una cosa così. Di solito si riduce in fin di vita un vicino o si picchiano moglie e figli, solo quando si è¨ ubriachi. A me viene in mente il delitto di Novi Ligure, e le prime interviste rilasciate dalla gente che vi abitava. Gli assassini dovevano per forza essere stranieri, perchè pensare di avere il male in casa non è certo facile da accettare, in nessuna parte del mondo. Eppure , come scriveva Hannah Arendt, il male può essere molto piùbanale di quanto si creda. La gente comincia a parlare dell’inefficienza della polizia, e inizia a raccontare di fatti violenti rimasti impuniti, perchè le vittime sono povera gente.Chi non si può permettere di pagare l’inchiesta, si rassegna e spera nella giustizia ultraterrena. Sempre che ce ne sia una...Io inizio a sentire un po’ di inquietudine al pensiero che tutte le mattine prima delle sette devo attraversare il quartiere del mercatoUn’amica della mia collega mi racconta che negli ultimi anni Catamayo è diventata parecchio violenta, poi si spiega meglio. Sono aumentati i crimini legati allo spaccio e all’alcool, ma quando le chiedo della violenza domestica, sorride e dice che quella c’è sempre stata , e che per cambiare ci vuole molto più di tre poliziotti in sella a una motocicletta della polizia; ci vuole un cambiamento di mentalità.Il fatto che chi viene da fuori, viene guardato all’inizio con sospetto, l’ho potuto provare la scorsa settimana sulla mia pelle. La mia collega era dovuta andare dal dottore con la sua figlia piùpiccola, così mi sono occupata io di incontrare mamme e bambini del nuovo gruppo ( le richieste di frequenza sono aumentate e così abbiamo rivoluzionato l’orario e ora lavoreremo con due gruppi di allievi). Tutto è andato bene, sembra che la scuola, a mamme e bambini , sia piaciuta . Sono rimaste solo due mamme e ci stiamo avvicinando all’uscita, quando una di loro mi chiede dei bambini rubati. Cerco di fare mente locale. Il quartiere dove stiamo è piuttosto pericoloso ed è meglio non avventurarvisi dopo le sette di sera, è pieno di ubriachi e la notte si spaccia, ma di bambini rapiti non ne ho mai sentito parlare. La mamma mi lancia un’occhiata strana, ma non aggiunge altro.A cena chiedo alla mia collega se per caso lei ne sa qualcosa. Si scusa dicendomi che avrebbe dovuto avvertirmi; anni fa girava la voce che gli stranieri volontari che arrivavano in questo paese rapivano i bambini. Non riesco a capire. Di solito i volontari scendono con buone intenzioni, anche se è vero che non sempre bastano per farsi accettare e capire. Mi dice che è una storia senza fondamento, dettata più dalla diffidenza verso ciò che non si conosce, che da fatti reali. La notte, prima di addormentarmi però penso alle adozioni fatte da gente del nord. Le buone intenzioni hanno creato un gioco perverso. Le procedure per le adozioni sono piuttosto lente, e nei paesi poveri si sa che la corruzione è un male che coinvolge tutto e tutti. Quindi funzionari compiacenti allungano spesso una mano e chiudono un occhio, e la coppia può tornarsene a casa con un bambino in tempi relativamente brevi. Da qui a generalizzare che i gringos che arrivano rubino i bambini il passo è molto breve. Ma come poter dare torto a queste gente, quando da noi è ancora diffusa la diceria che sono gli zingari a rapirli?
Isa