sabato, marzo 31, 2007

Ancora Ancora


Stamattina black out dei cellulari: siamo rimasti completamente isolati senza i soliti sms amorosi. Niente di drammatico, anche se moEn (non lo ammetterà mai) è stato in agitazione per il lungo silenzio durato fino alle 13 o poco meno, quando finalmente la comunicazione è ripresa ed uno dietro l'altro sono arrivati messaggi rassicuranti. Deve essere stata troppa la tensione accumulata perchè, appena sono rincasato, notata e commentata scherzosamente la strana sfumatura azzurrognola dei suoi capelli, mi ha immediatamente zittito, iniziando una lunga ed appassionata apologia del nuovo parrucchiere. Non era evidentemente giornata di critiche. Il fatto è che En, colpevolmente sfortunato in fatto di coiffeur, si entusiasma troppo facilmente e poi occorre del tempo prima che le osservazioni mie, ma ancor più quelle di moDan che sono decisive, riescano a convincerlo di essersi affidato per l'ennesima volta alla persona sbagliata. Succede. Un mazzo di fiori virtuale a moEn per farmi perdonare l'intempestività del commento, sperando che lo strano colore (pare conseguenza di un semplice shampo) sfumi velocemente perchè ormai siamo prossimi alla partenza.
Essì, i novios sono già in ferie, ma devono aspettare me che lavorerò fino a martedì. Poi finalmente via! L'anno scorso Pasqua bagnata a Lucca, ma che importava?

"Stringimi la mano e poi partiamo…In fondo eri contentissimo quando guardando Lucca non ti importava della pioggia che cadeva…solo una candela era bellissima e il ricordo del ricordo che ci suggeriva che comunque tardi o prima ti dirò che ero contentissimo ma non te l'ho mai detto che chiedevo Dio ancora Ancora Ancora". (Tiziano Ferro citato da Grissino (moDan) in un recente sms sull'argomento)
Certo che se trovassimo caldo e sole nei prossimi giorni sarebbe il massimo, ma sappiamo rassegnarci serenamente a qualsiasi evento atmosferico ci toccherà : quello che conta è che staremo insieme.

venerdì, marzo 30, 2007

La Destra si scatena


Il Consiglio Regionale Lombardo ha approvato ieri l'adesione al family-day e una mozione contro la proposta di Legge sui Dico che impegna la Regione a cercare strumenti giuridici per permettere alle Amministrazioni comunali della Lombardia di rifiutare la registrazione delle coppie dello stesso sesso.

Immediata la reazione dei Comitati provinciali lombardi di Arcigay.

Intanto nove sindaci del milanese, ma le adesioni stanno aumentando, hanno scritto al governatore Formigoni di revocare la delega all´assessore regionale Piergianni Prosperini, che aveva pronunciato nei giorni scorsi frase ingiuriose sui gay. «Il limite della legalità non è opinabile - sostengono - ma in questo caso è stato certamente valicato». Si attende la replica di Formigoni in Consiglio Regionale. ( 28/03/2007 - La Repubblica )

Signori Vescovi italiani,


Abbiamo capito che siete contrari alle unioni omosessuali e ai DICO, lo state ripetendo in tutti i modi da anni. Inutile tentare di discutere con Voi, tanto non ascoltate che Voi stessi e avete già dimostrato di intendere le argomentazioni esclusivamente secondo la vostra convenienza (v.qui).


Neppure speriamo Vi rispondano i nostri rappresentanti in Parlamento verso i quali un minimo di attenzione, almeno per il potere che esprimono, riservate. Da loro abbiamo sentito solo blande e sommesse reazioni alla Fassino o alla Bindi. Voi sì che, lo riconosciamo, sapete urlare più forte, tanto che è impossibile non sentirVi.

Eppure c'è una domanda che vorremmo rivolgerVi, anche se non risponderete mai:

perchè, mentre tuonate ordini dall'alto, non ricordate contemporaneamente al popolo di Dio ciò che recita la teologia morale cattolica (che voi dovreste insegnare) e cioè che di fronte a qualsiasi scelta morale ognuno deve alla fine rendere conto solo ed esclusivamente alla propria coscienza, unica arbitro del comportamento etico?

Perchè sorvolate puntualmente sul fatto che occorre, dopo aver ascoltato la S.Scrittura e la Vostra parola, seguire esclusivamente ciò che la propria coscienza individuale (che risponde direttamente a Dio) detta ? Va seguita anche se educata erroneamente, sostiene il dottore angelico che stimate tanto!

Non è dottrina recente del Vaticano II che chiaramente mal tollerate, ma frutto della riflessione teologica medievale.


Il Vostro silenzio è colpevole, perchè nel caso della NOTA pastorale sulla famiglia e contro i DICO, sembrerebbe che i politici cattolici davvero siano vincolati nel loro voto a quello che è solo un Vostro parere, autorevole certo, ma solo un parere. Persino il vescovo di Roma, il papa, non gode del dogma dell'infallibilità quando tratta argomenti diversi dalla fede, quando cioè si avventura nel campo morale o sociale o politico.Anche la Sua, in queste questioni, è solo una opinione. Preziosa, ma nulla di più.


Non potete quindi approfittare dell'ignoranza dei nostri politici , che già brillano poco di loro, per imporre il Vostro personalissimo punto di vista all'intero Paese. Non è corretto. Sembrate quegli adulti che, incapaci di fornire delle ragioni (perchè non ci sono) al bambino che vorrebbe capire, impongono, solo con la forza dell' autorità e approfittando dell'inesperienza dell'interlocutore, una posizione che un pari saprebbe facilmente confutare. Non vorremmo ricordarlo, ma questa è anche la strategia dei pederasti quando vogliono circuire la giovane vittima...

I nostri politici dicano o non dicano quello che vogliono, noi con don Lorenzo Milani, che la vostra cattiveria ed il vostro disprezzo hanno confinato a Barbiana fino alla morte perchè ha osato disobbedire ai Vostri ordini ingiusti, Vi rispondiamo quello che ogni uomo vero, poi magari (ma solo dopo) anche cristiano, crede in assoluta retta coscienza:
l'obbedienza non è più una virtù!

giovedì, marzo 29, 2007

CELLULARI ASSASSINI?



Una nuova ricerca ha suggerito l'insorgere di alcuni tipi di tumori, nel lato della testa dove viene appoggiato l'apparecchio, chiamati gliomi.
Gli scienziati hanno spiegato che questi gliomi non hanno uno sviluppo immediato all'interno del nostro cervello, solo dopo anni di utilizzo aumenta la percentuale di rischio.
Si sono accorti di questa malattia, dalle cause spesso discusse, facendo controlli su 1521 persone affette da gliomi e su 3301 persone sane, tutti utilizzatori di cellulari. Il risultato venuto alla luce dopo svariati test sembra dare precise indicazioni sullo sviluppo del suddetto tumore:
l'affezione da glioma aumenta del 40% nei soggetti che utilizzano il cellulare da più di 10 anni.
Tutta la ricerca verrà pubblicata quest'anno nell’ "International Journal of Cancer".
Noi cosa possiamo dire? Abbiamo un altro nemico in tasca?
Viviamo ormai nel terrore, tutto ciò che ci circonda è dannoso o addiritturea ci uccide. Con questa scoperta rischiamo anche di preoccuparci ad ogni risposta a qualche chiamata. Con tutte le ore che ci staimo attaccati poi... nella nostra vita di troppia il cellulare è cosa indispensabile! Moen praticamente è attaccato tutto il giorno per lavoro, e lui come me, viaggiamo addirittura con due telefoni in tasca. Ogni giorno non so quante volte mi squillerà il telefono, magari per brevi telefonate, ma all' orecchio io l'appoggio sempre. Forse si salverà solo Moser che per via del suo lavoro è costretto a non usare quest' accessorio.
Si esagera certo, tra dieci minuti finito di leggere il blog tutti voi vi dimenticherete di quello che avete appena letto anche perchè coincide, circa ,con il lasso di tempo che separa uno squillo di telefonino e l'altro.
Sarà per menefreghismo o forse per qualche altro motivo ma non ci cureremo mai di questo problema perchè il cellulare è diventato parte fondamentale della nostra società.
Detto questo tornerò a fumare in macchina in pieno centro milano con i finestrini abbassati mentr parlo serenamente al telefono, tutto questo condito da una magnifica degustazione di buonissimi biscottini al burro.
Dan

mercoledì, marzo 28, 2007

Malinconia


Stasera resterò solo fino a tardi, i novios altrove. Mi riempio di malinconia anche se è una lontananza temporanea, programmata.
Sai, Gri, spesso vedi moEn e me scambiarci frecciate dure, acide (termine gayo, eheh), non ci facciamo scappare il più piccolo errore. Eppure sono 21 anni che nel bene e nel male, condividiamo un’unica vita. Ci sono stati errori, cadute, lo sai, ma anche recuperi e traguardi impensabili. La diversità non ha mai impedito che ci amassimo e crescessimo insieme per così tanto tempo. Una volta ci bastava un localino, proprio sul confine svizzero, per amarci. Lì trascorrevamo tutto il tempo libero noi due soli. Anche un ultimo dell’anno,ricordo, il primo della nostra storia. Era solo un buchetto, ma lì , con noi, entrava tutto il mondo, con la nostra fantasia, con la nostra voglia di vivere, di amarci. MoEn, come già ti ho raccontato, si esibiva per me ed io, in cambio potevo solo amarlo essendo un incapace in tutto il resto. Beh, sai quanto è esigente lui nell'intimità, quindi non era proprio un cambio del tutto impari perchè facevo del mio meglio.
La domenica sera andavamo a prendere le pizze che consumavamo nel nostro rifugio oppure, quando potevamo permettercelo, andavamo in un ristorante cinese che sembrava aperto solo per noi.
Ho seguito passo passo la straordinaria carriera di moEn, godendo dei suoi successi come fossero miei. Poi è arrivato il lupetto, più di 12 anni fa, e la nostra storia ha avuto una svolta quasi radicale: non eravamo più soli, c'era ora una creatura piccola e tenera da amare di un amore nuovo, completamente diverso, che calamitava attenzioni ed esigeva la ricerca continua del meglio da offrire, pensando concretamente al futuro.Non è stato sempre facile. A volte, guardandomi indietro, mi chiedo come abbiamo fatto ad arrivare fin qui e non trovo altra risposta che ... l’amore. Mai, nemmeno nei momenti peggiori, abbiamo gettato la spugna, anche se la tentazione era forte. Poi è arrivata anche miretta, casualmente si può dire, come tutto nella nostra vita. La canina non è stata una presenza accessoriale, ha cambiato un’altra volta la nostra vita, come tu spesso lamenti.
E finalmente sei arrivato tu, moDan, un anno e mezzo fa, a stravolgere definitivamente non solo i nostri ritmi, ma i nostri cuori. Rileggendo il passato, sono convinto che, senza rendercene conto, ti stessimo aspettando e che tutto fosse la preparazione a quell’incontro meraviglioso con te. Anche se all’inizio avevamo tante paure, tanti dubbi...
Sei riuscito subito a sincronizzare il tuo passo col nostro, mai abbiamo dovuto fermarci ad aspettarti, al contrario hai accelerato il nostro ritmo appesantito dall'età. Sei entrato nella vita di Lupetto e miretta con naturalezza e semplicità, quasi anche loro ti aspettassero da sempre.
“Non t’insegneremo quello che già sai… E’ il momento tuo…” dice un altro mito di moEn, anche se è un po' scaduto per via delle sue reticenze, ma che importa? ha accompagnato una parte preziosa della mia/nostra vita con le sue canzoni che sono poesia! A proposito, Gri, ti ho già detto che è riuscito persino a trascinarmi a 3, 4 concerti mescolato ai sorcini?
"La mia vita scorre mentre guardo voi... " . Mi sento davvero completo anche se non siete qui con me, continuiamo a "guardare avanti tutti e tre e non smettiamo di imparare!".
Visto che stasera sono solo, concludo il post come lo Zerofolle i suoi concerti: novios, vi amooooooooooooooooooooooo!!!

Et voilà soufflé!



Ierisera ho provato la ricetta del Soufflé au fromage della mamma di Ivan: un successo. Provate anche voi, la ricetta la trovate qui.
Grazie, Ivan!
PS. Nella foto il soufflé ha già cominciato a sgonfiarsi (va servito subito): naturalmente la batteria della macchina fotografica era scarica (uff!) e ho perso tempo col cellulare...

martedì, marzo 27, 2007

La distruzione dell’Afghanistan


Ed ora aspettiamo il voto del Senato sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, con le diverse intenzioni già espresse dai vari partiti e partitini. Ennesima esibizione dei politicanti giusto per distrarci dalla realtà che è ben diversa da quella che da anni sbandierano ai 4 venti. Cosa sappiamo veramente di quella guerra, mascherata, come tutte le altre, da intenzioni umanitarie? La distruzione dell’Afghanistan di Antonella Randazzo offre una ricostruzione storica dello scempio che gli Occidentali stanno facendo da tempo nel territorio. "Il colonialismo occidentale non è mai finito, e da secoli si vale dei metodi più criminali per sottomettere le popolazioni, utilizzando la giustificazione paradossale di difendere la "democrazia" o i "diritti umani". Le autorità occidentali spacciano i crimini per filantropia. "Pacificare" per loro significa sottomettere al potere occidentale, e per gli afgani ciò equivale ad accettare di vivere in estrema miseria e rimanere sotto occupazione militare, col pericolo continuo di essere uccisi o torturati. Questo spiega perché il popolo afgano preferisce sollevarsi e combattere anziché rassegnarsi". Il rapimento di stranieri e giornalisti, compreso il nostro Mastrogiacomo, "attraverso manodopera locale, otterrebbero diversi vantaggi: far capire agli occidentali che chi avversa il potere degli occupanti agisce da criminale terrorista, e intimidire i giornalisti occidentali, in modo da tenerli lontani da alcune zone, per scongiurare il pericolo che possano emergere fatti sconcertanti, come omicidi mirati di civili, o torture contro semplici cittadini.". Il giornalista di Repubblica, poco prima del rapimento, era entrato in contatto con alcuni agenti di sicurezza afgani, che gli avevano riferito che era stato assai preoccupante l'attacco kamikaze contro il vicepresidente americano Dick Cheney, dato che "la visita era del tutto segreta e sconosciuta". Mastrogiacomo aveva notato che c'era un contatto fra le reti di intelligence e i cosiddetti Talebani. Il "terrorismo" o l'etichetta di "Talebano" sono molto utili alle autorità americane per nascondere al mondo intero le condizioni pazzesche in cui hanno ridotto alcuni paesi. Ogni tanto qualcuno lascia trapelare qualcosa di vero. Ad esempio, il governatore della provincia pachistana del Belucistan ha confessato: "c'è il rischio che la guerra dei talebani diventi una guerra di tutto il popolo. Non lo si può sterminare tutto." E' proprio per questo che l'esercito più potente del mondo, aiutato dai suoi alleati, è ancora lì a combattere dopo oltre cinque anni di guerra, perché il popolo "non lo si può sterminare tutto".

Insomma meglio leggere integralmente l'articolo con la sua precisa ricostruzione storica: c'è da riflettere. Ecco perchè viene a noia il solito teatrino politichese una volta scoperto che l'obiettivo è il solito: allontanarci dalla verità. In La via dell'oppio riportavamo l'interessante proposta di alcuni parlamentari volta a sottrarre il commercio della droga ai talebani. A quanto pare risulta una proposta ingenua, perchè "Il commercio di droga è terzo per la quantità di profitti (dopo il petrolio e la vendita di armi). E' un settore di massima importanza per la criminalità organizzata e per i servizi segreti americani. La Cia finanzia le sue numerose guerre per procura anche grazie ai proventi di questo traffico, e accresce il suo potere finanziario con investimenti nelle numerose banche compiacenti. Alla luce di questo si comprende che l'economia della droga ha dei padroni molto potenti, che basano il loro potere sulla supremazia militare mondiale e sul lavoro dell'intelligence. E' facile capire che non si tratta dei Talebani". Sarà per questo che è rimasta solo una bella proposta pubblicizzata dai media, ma forse mai approdata in Parlamento."Bella e ingenua!", direbbe il nostro Dan.

lunedì, marzo 26, 2007

Raffa nazionale



Ehi, mi sono accorto che non abbiamo ancora proposto un omaggio ad uno dei miti di moEn: proprio lei, la Raffa nazionale! E' merito suo se ci siamo innamorati dell'Argentario che abbiamo poi frequentato per quasi un ventennio, conoscendo luoghi e persone straordinari. Vero è che tutte le mattine, prima di andare al mare (ed anche al ritorno) era d'obbligo il pellegrinaggio alle sue magioni per un attimo di raccoglimento, ma ne valeva la pena.Quando capitava di incrociarla poi...era un avvenimento! MoEn, come sempre davanti ai suoi miti, diventava un pezzo di marmo e toccava a me recitare il ruolo dell'ammiratore pur sapendo molto poco di lei e avendo quindi molto poco da dirle. Bei tempi comunque. I primi anni della nostra storia, moEn mi intratteneva con spettacoli che duravano interi pomeriggi e serate. Mi piaceva vederlo ballare e imitare il folle Zero. Non mi annoiavo mai e continuavo a chiedere bis, tris, etc fino a quando crollava sfinito. Oggi ho ancora nostalgia di quelle interpretazioni improvvisate solo per me. Anche a moDan piace cantare e ballare (beh, è ancora un po' legnoso, ma può contare su En che è un maestro straordinario e sa muoversi in modo sinuoso e sensuale), chissà se riuscirò a convincerli ad esibirsi solo per me... Per ora mi devo accontentare, le rare volte che si va in discoteca, di guardarli ballare confusi tra la gente sulla pista. E' un gran bello spettacolo e anche in quelle occasioni ho trascorso intere serate solo ad ammirarli. Forse che sono un voyeur e non lo sapevo?

domenica, marzo 25, 2007

I Chierichetti per i DICO


Dimostrazione proDICO nel santuario della Madonna della Pietraquaria ad Avezzano, alla messa vespertina delle 17. Durante la celebrazione "uno dei chierichetti è salito sul pulpito e dopo aver ringraziato il parroco si è avvicinato all'altro cerimoniere e gli ha detto: "Ti amo". E se ciò non bastasse, è seguito un bacio appassionato che ha gelato i fedeli, increduli di fronte a quella scena". (Tgcom)
Vista l'inaffidabilità e la mollezza dei politici si attiveranno i chierichetti d'Italia per ottenere il riconoscimento delle coppie di fatto? Come la prenderà papa Ratzi che con l'estromissione delle "femmine"dall'albo dei ministranti ha inconsapevolmente favorito la promiscuità maschile? Prossima mossa una manifestazione generale in piazza S.Pietro?

Piove e fa freddo. Ma siamo tornati all'ora legale. Può anche tentare di ingannarci questo tempo simil invernale, ma siamo proiettati verso la bella stagione. Sarà contento Mel, che abituato al perenne sole della Sicilia, ama i cambiamenti atmosferici tipo neve, grandine, pioggia. Pare che anche laggiù sia arrivata la brutta stagione.

E' domenica, quindi poco male. Ci riscaldiamo facendo all'amore: dovrebbero essere solo sveltine che pare facciano bene al desiderio, mentre si impone il riordino della casa, ma naturalmente non riusciamo ed ogni motivo è buono per ricominciare a coccolarsi. Alla fine le sveltine diventano un'unica lunga mattinata d'amore, interrotta di tanto in tanto da uno spolvero di mobili e una passata d'aspirapolvere. Abbiamo in programma la visita di diversi amici nel pomeriggio e poi serata con altri per pizza o comunque cena fuori. Una domenica tranquilla e serena.

A volte abitare quassù, nella ricca ma periferica provincia confinante col territorio elvetico, offre l'impressione di essere tagliati fuori dalla vita del Paese, dalla stessa storia. Le cose più importanti, avvengono sempre altrove. Gli unici eventi che ricordano all'Italia che anche Como esiste sono stati i tremendi delitti rimbalzati sulle cronache nazionali. Le malversazioni, le corruzioni, le concussioni, etc., che anche qui abbondano, non riescono a trapelare sui media. Siamo troppo gelosi dei nostri sporchi affari. O semplicemente qui la gente si fa gli affari propri, mancando il senso della res publica. L'impressione è che la città e la provincia, con la crisi economica del terziario, abbia cominciato da anni a morire nell'indifferenza e nell'immobilità generale. Forse dobbiamo solo toccare il fondo.
Foto: Como,monumento Giardini della stazione FF.SS.

venerdì, marzo 23, 2007

MISTERI D’AMORE (con botto finale!)


Capita spesso tra uno spostamento e l’altro di Modan (quotidianamente ha a che fare con il traffico dell’hinterland ) di trascorrere un po’ di tempo insieme telefonicamente.
Si inizia a parlare del più e del meno, della giornata lavorativa di entrambi, ma poi aiutati dalle sempre più frequenti code e dalla mia sempre più frequente voglia di non fare un tubo, i minuti si allungano e si supera abbondantemente la mezz’ora e forse più, arrivando a toccare argomenti più nostri, più della troppia.
Oggi è andata proprio così.
Si è parlato di sesso, prima in generale, poi in particolare del “nostro” far sesso. Entrambi abbiamo osservato che la nostra storia iniziata un anno e mezzo fa non ha alcun cedimento sotto questo aspetto. Razionalmente parrebbe normale che passati alcuni mesi la frequenza cali un po’. A noi non è ancora successo, abbiamo provato a darci delle risposte giungendo alla conclusione che i motivi rientrano in quei misteri d’amore che violati porterebbero alla distruzione dell’amore stesso. Cerco di spiegarmi. Il nostro far sesso è frutto del nostro stare insieme, delle affinità che si stanno scoprendo, delle diversità che ci stanno stimolando, di una profonda attrazione fisica legata al nostro piacere, al rispetto reciproco. Ogni nostro rapporto è il resoconto della nostra crescita di troppia e nello stesso tempo è la partenza per una nuova tappa di vita insieme. Insomma è la nostra cartina di tornasole. E’ un sesso pulito, a volte estremo, dove riusciamo sempre più a liberarci giocando con la variabilità dei ruoli. Insomma ci reinventiamo tutte le volte. E’ una costante ricerca di un qualcosa di nuovo, di inesplorato ed in parallelo è anche quello che accade nella nostra vita di troppia. Non sempre è bello uguale e allora diventa lo spunto per capire ed affrontare insieme le difficoltà dell’uno, dell’altro o dell’altro ancora.
Non so se questa è una fase, se poi anche a noi novios toccherà la “normalizzazione” che comunque nel caso sarà il frutto di tutto quello che abbiamo vissuto fino a quel momento: per ora senza farci domande continuiamo a vivere il nostro amore unico, senza confronti. Affidandoci alla nostra cartina di tornasole, dove tutto quello che è amore, pur non controllato dalla ragione, si concretizza rilevandosi nella sua esaltante bellezza e linfa per stimolarci e unirci sempre più. Così sarà possibile affrontare insieme gli eventuali cedimenti e le tentazioni che sono umane e quindi anche nostre. Ma questo è futuro, inutile fasciarsi la testa in anticipo. Presi da questi discorsi i minuti sono trascorsi velocemente e Modan è arrivato a destinazione, di ciò mi sono accorto non perché me lo abbia detto, ma dal botto che ho sentito.. ! Parcheggiando in retro ha urtato il furgoncino di un collega .Niente di rotto, tutto a posto,anche il furgone. Modan è salvo! Menomale! (E)

Don Georg, il prete à porter


Saranno anche un po' fissati sul sesso, per secoli lo sono stati prima che il Vaticano II tentasse di allargare gli orizzonti, ma i nuovi gerarchi cattolici ci sanno fare e colpiscono dritto. Non solo i DICO. Prima papa Ratzingher con il recupero del look tradizionale papalino con tanto di ermellino vero, non sintetico, ori pesanti e luccicanti, magari un po' kitsch ma utilissimi praticamente. L'anellone per esempio assolve egregiamente la sua funzione canalizzando i bavosi baciamani che, si sa, lasciano sempre qualche strascico e a Ratzi fa schifo sentirsi la mano umidiccia. Come lo infastidisce il contatto fisico della plebe: troppi batteri, troppa sporcizia.

Ora è la volta del prestante Georg, già nelle fantasie erotiche di tante donne (e forse anche di qualche gay non solo prete), a ispirare la moda e la stessa imprenditoria italiana. Non a caso è uomo dell'Opus Dei, la potentissima, ricchissima e segretissima prelatura massonica vaticana. Il video Don Georg, il prete à porter è la documentazione del "peso"mediatico del più popolare segretario particolare.

Questa apparente attenzione al superfluo, alla vanità (Qoelet,1,2) è in realtà veicolo strategico della missione di questo papato che è il ritorno alla vera dottrina cattolica, tradita dal Vaticano II e dalla sua fissa esaltata del Vangelo prima di tutto. Il problema sta nell'interpretazione dei sacri testi che solo gli specialisti ed i colti possono comprendere, non certo l'uomo della strada. Perciò insieme alle indicazioni degli abiti adatti da indossare nelle cerimonie, ecco l'annuncio (per ora solo di questo si tratta) che la lingua latina si accompagna meglio all'eleganza dei vestimenti, esprimendo nel contempo perfettamente il senso del mistero proprio del rito. La comprensione dei simboli e dei segni rituali, come del testo sacro, deve avvenire solo attraverso la mediazione del clero, unico depositario dell' interpretazione ortodossa. Tra non molto la Bibbia in italiano (e nelle altre lingue) tornerà all'indice. Del resto non fu un altro tedesco a volerne per primo la traduzione in lingua corrente dalla sola versione latina consentita? Presto il danno sarà riparato.

giovedì, marzo 22, 2007

Rahmatullah Hanefi: il comunicato di Emergency

Questa mattina all’alba (20 marzo u.s.) agenti della sicurezza afgana hanno arrestato il manager dell’ospedale di Emergency a Lashkar-gah, Rahmatullah Hanefi. Rahmatullah ha la sola colpa di avere fatto tutto il possibile per salvare vite umane in immediato pericolo.Emergency fa appello ai mezzi di informazione perché sostengano con forza la liberazione di Rahmatullah Hanefi, che ha contribuito in modo determinante al rilascio di Daniele Mastrogiacomo.

Dite quello che volete ma a me il cielo azzurro con l'aria frizzante, la mattina e la sera persino gelida, di queste giornate di inizio primavera non è che piacciano tanto. Anzi! Io voglio il caldo.Non vorrei però allertare gli scienziati del pianeta, esprimo solo una mia preferenza. Di questo inverno, per quanto mite e sopportabile, non ne posso più. Credo sia legittimo: il corpo e anche la stessa natura ogni tot mesi invocano un cambiamento di stagione. Si ha proprio bisogno di cambiare.

Anche nella vita. Forse perchè si cresce, ci si evolve inarrestabilmente: ciò che eravamo non ci soddisfa più, ci va stretto, avvertiamo nuove esigenze, nuovi bisogni. E' così anche nelle storie d'amore e non può essere diversamente: l'interruzione della crescita equivale a regressione, a morte certa. La crescita in una storia deve avvenire insieme ai compagni, non può essere individuale, ognuno per proprio conto. Qui sta il difficile, ma neanche più di tanto poi, perchè il pigro, colui che fatica a staccarsi dalle certezze rassicuranti e amerebbe rilassarsi a lungo ad ogni tappa raggiunta, è stimolato dagli altri due (o uno, a seconda si tratti di troppia o coppia), dal loro passo che impone il ritmo verso la meta che è sempre più avanti.

Il classico ostacolo che ci si trova ad affrontare (e superare) è la cosiddetta routine che, dicono, può uccidere la passione (il solito pathos).

L'abitudine ai corpi degli amati sembrerebbe elemento che gioca contro. Ma forse è solo una scusa per indagare altri corpi. In realtà, quando si ama e si desidera, la fantasia si scatena e fare l'amore risulta sempre un'esperienza unica, ogni volta diversa e nuova, perchè non ci sono limiti e perversioni in amore. Si può spegnare il desiderio? Ci sono momenti di stanchezza, fisica o mentale, che rallentano ed indeboliscono la carica erotica, ma per fortuna in una storia non si è mai da soli. Tocca al compagno/i il compito di ri-provocare desiderio ed eccitamento. Trovo questo compito esageratamente stimolante anche se delicato, presupponendo una conoscenza profonda del partner.

Purtroppo con i novios è difficile sperimentarlo perchè sono fin troppo eroticamente coinvolti. Da quando abbiamo programmato le vacanze pasquali siamo già proiettati al sole e al mare della Costa azzurra. Moen mi ha addirittura intenerito qualche giorno fa rivelandomi che quei giorni saranno una nuova luna di miele: saremo noi tre soli, in un luogo romantico tutto da scoprire e amare.
Non è difficile amare ed essere amati: basta avere il coraggio di buttarsi anche se il mare, là sotto, sembra lontanissimo. Occorre solo abbandonarsi completamente, senza paura delle conseguenze...

mercoledì, marzo 21, 2007

E' primavera! (Svegliamoci, bambini/e)

30.000 persone hanno partecipato a Polistena alla Manifestazione contro le mafie. Tantissimi gli studenti che hanno anche lanciato una proposta: "La scuola adotti una vittima di mafia, la vita dei morti sta nella memoria dei vivi". Una lapide sulla quale sono incisi i nomi di quasi 700 vittime delle mafie, gli stessi che abbiamo letto noi in questa giornata per non dimenticare, è stata inaugurata nella città calabra. L'impegno di tutti, anche nostro, è di raccogliere l'appello di Luigi Ciotti:"Tocca a noi ribellarci dentro contro le mafie. Prendiamoci anche noi una quota di responsabilità ed iniziamo tutti insieme un' azione di contrasto decisiva (...). Le parole sono stanche. Sono anni che sento sempre le stesse frasi. Noi invece dobbiamo assumerci la nostra quota di responsabilità e dobbiamo dire basta". (Ansa)
Segnaliamo un appuntamento importante sabato 24 marzo, presso la spazio Gloria (via Varesina, 72) a Como-Rebbio: l'Arci Como e il Circolo Arci Xanadù presentano il film documentario Il Mio Paese di Daniele Vicari. Ingresso 2E.

Giornata della memoria e dell'impegno

Vogliamo ricordare tutte, proprio tutte le vittime della violenza mafiosa.
A loro va il nostro omaggio e la nostra promessa di impegno.
Leggiamo qui,
almeno una volta, tutti i nomi da non dimenticare. Vogliamo anche ricordare tutti gli altri di cui non siamo ancora riusciti a conoscere il nome.

martedì, marzo 20, 2007

Padova:la prima troppia riconosciuta



Una meravigliosa notizia per noi e per tutte le troppie italiane. Ieri tre ragazze tra i 24 e i 27 anni si sono recate con un avvocato agli uffici comunali di Padova, la cui Amministrazione da alcuni mesi ha approvato il riconoscimento anagrafico delle famiglie omosessuali (v.Attenti al lupo! ), chiedendo di essere registrate come nucleo affettivo.


Naturalmente è successo il finimondo: impiegati, assessori, tutti erano contro le tre ragazze.Il loro avvocato ha però dimostrato che la legge lo prevede e il sindaco Flavio Zanonato nulla ha potuto per impedire l’imprimatur dell’Ufficio anagrafe del Comune.Scatenate le reazioni di centro destra, preti, vescovi e bigotti vari che hanno gridato allo scandalo. (gay.tv)

Auguri, ragazze!

Sempre ieri però Alessandro De Zan, il promotore della mozione divenuta operativa a Padova, ha lasciato polemicamente i DS perchè troppo condizionati da Mastella: ecco la dichiarazione di gayleft.


Hanno scritto:

Il Gazzettino On line: L'anagrafe

Il costo della memoria


Non c'è la Chiesa ufficiale, quella dei Ruini e dei vari gerarchi, a ricordare Giuseppe Diana, il parroco di San Nicola a Casal di Principe, assassinato dalla camorra il 19 marzo 1994. Troppi silenzi da giustificare, troppe complicità da denunciare: meglio boicottare, parola d'ordine del vescovo di Aversa, Mario Milano. Questa è la Chiesa antiDICO, che si dice appassionata della vita, dell'uomo, della Giustizia, della Verità... (L'Unità)

Ma ci sono preti come don Peppino che per amore della sua gente non ha taciuto ed è stato assassinato.
"Dove c' è mancanza di regole, di diritto, si affermano il non diritto e la sopraffazione. Bisogna risalire alle cause della camorra per sanarne la radice che è marcia. Una Chiesa diversamente impegnata su questo fronte potrebbe fare molto. Dovremmo testimoniare di più una Chiesa di servizio ai poveri, agli ultimi; dove regnano povertà, emarginazione, disoccupazione e disagio è facile che la mala pianta della camorra nasca e si sviluppi. (...)Come pastori ci sentiamo le sentinelle del gregge e, se non sempre siamo stati vigili e attenti, stavolta il coraggio della profezia e la coscienza profonda di essere “lievito nella pasta” ci impongono di non tacere. Ai politici vecchi e nuovi diciamo: “Non improvvisate più, non è possibile governare senza programmi, senza un vera scuola di politica”. (Libertà di pensiero)

Domani, 21 marzo, è la Giornata Nazionale Antimafia per ricordare tutte le vittime delle mafie.

lunedì, marzo 19, 2007

Daniele Mastrogiacomo è libero!
E'arrivato all'ospedale di Emergency a Lashkargah, alle 18.35 ora afgana, poco dopo le 15 in Italia. Mastrogiacomo ha abbracciato forte Gino Strada, ha ringraziato tutti. E' in buona salute. Libero anche Adijmal Naskhbandi, l'interprete afgano arrestato con lui lo scorso 5 marzo.

19 marzo


Si aspetta l'arrivo dell'aria artica che ci precipiterà per qualche giorno nell'inverno. Insieme ad essa si spera però arrivi anche la liberazione di Daniele Mastrogiacomo.Pare che tutti i passi siano stati fatti: ora non resta che aspettare, l'ultimatum scade proprio oggi.
Oggi è anche l'anniversario del primo bombardamento su Bagdad (notte del 19 marzo 2003). Si entra nel quinto anno di guerra in Iraq, ormai il secondo più lungo conflitto internazionale nella storia bicentenaria degli Stati Uniti. 3.218 soldati americani uccisi, 23.417 militari feriti, decine, o forse centinaia, di migliaia di iracheni morti, un milione e mezzo di profughi interni e sfollati, un´elezione popolare salutata come la svolta decisiva e quasi 500 miliardi di dollari spesi. L'opinione pubblica, americana ed internazionale, reagisce con discontinuità e blandamente alle drammatiche cifre e alle impossibili previsioni sulla fine del conflitto.
Il nuovo Governo palestinese di unità nazionale, presieduto da Ismail Haniyeh, sembra determinato a tutelare il "diritto legittimo" del popolo a resistere in tutte le forme all'occupazione: questo non può piacere a Israele che lancia un appello alla comunità internazionale, dimenticando di aver mai accolto i numerosi appelli mondiali e nemmeno le risoluzioni ONU che lo riguardano.
In Italia continua l'offensiva antiDICO di Ruini, questa volta con una campagna pasquale porta a porta nella capitale. Probabile cha altre diocesi seguano il suo esempio. Intanto il Presidente del Senato, Marini, corregge Padoa Schioppa e chiede il taglio delle tasse alle famiglie, mentre "si scopre", attraverso la fotografia del fisco, l'avanzare delle nuove povertà ed il solito fenomeno dell'evasione fiscale.
Il 19 marzo 2002 veniva assassinato il giuslavorista Marco Biagi, l' anno dopo veniva approvata la legge che ha cambiato il mercato del lavoro.
Si cerca di cogliere un filo logico dei vari accadimenti, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, che pare davvero svenduto ai migliori offerenti, mentre i politici ci intrattengono con rappresentazioni che spesso scadono nel ridicolo, indegne persino di un piccolo teatro di provincia.
Uff, brutti pensieri il lunedì mattina o semplicemente brutta situazione generale?Il finesettimana troppiano è stato sereno e rilassante, abbiamo rivisto amici che non vedevamo da un'eternità e abbiamo programmato le vacanze pasquali: Costa Azzurra. Ora contiamo i giorni. Annunciata in questo post, la vacanza sembra una fuga o peggio espressione di menefreghismo. In realtà abbiamo solo voglia e bisogno di sole, di mare, di staccare da tutto, dai soliti problemi in cui molti pare invece sguazzino. Sarà per questo che abbiamo scelto una parentesi all'estero?Comunque si tratta di pochi giorni, giusto per ricaricarci...
In foto Magritte, Gonconda.