martedì, luglio 22, 2008

Leggendo



Aria frizzante anche stamattina. Lo diventa ancora di più dopo aver dato un'occhiata ai giornali:

Serbia, catturato KaradzicFine del «boia» dei Balcani; Tavaroli: "Ecco i miei dossierper Tronchetti Provera"; Fini-Bossi, è duello sull'inno d'ItaliaE Berlusconi: «Umberto, toni bassi»; "La Camorra voleva comprare la Lazio"10 arresti, ordine di custodia per Chinaglia; Tagli, la Sapienza minaccia: "Non riapriamo".


Solo alcune notizie, sufficienti però a movimentare questa strana estate 2008. E poi c'è Eluana... Riporto alcune riflessioni di Hans Küng (già collega di Ratzinger alla prestigiosa università di Tubinga) sulla morte, tratte da "Credo", opera che rilegge appunto il credo per l'uomo di oggi alla luce delle moderne conquiste della filosofia e della scienza ( ed. Bur,2003):

"[...]la discussione sull'eutanasia, almeno per i credenti, deve essere portata su un altro piano: proprio chi è convinto che l'uomo non muore assurdamente nel nulla, ma in una realtà ultima e prima, si assumerà la responsabilità personale con minore ansia, sia esso medico o paziente.

- Il medico deve fare di tutto per guarire l'uomo ma non per rinviare la morte tra tormenti spesso insopportabili e attraverso tecniche artificiali;
- Una terapia resta sensata solo finchè non porta a un puro vegetare, ma alla riabilitazione e al ristabilimento dell'intera persona umana;
- Il malato stesso (o in caso si dia impossibilità i famigliari e i medici, dirà l'autore in un altro passaggio...) ha il diritto di rifiutare un trattamento mirante a prolungargli la vita;

- Il compito nei confronti del morente non dovrebbe esaurirsi in terapie mediche ma dovrebbe consistere nella dedizione umana di medici, infermieri, famigliari e amici".

3 commenti:

Filippo ha detto...

wow, che post impegnat oggi.. ci vuoi lasciare i compiti per l'estate, Ser?
Cavolo, che vita questo Hans Küng.. ne ha passata gran parte a fare guerra con la Chiesa Romana.. uff.. deve averne, di volgia! :-)
se può interssare consiglio un libro che ritengo molto bello, forse un po' del tipo "mattone storico-romanzesco", ma a me piace sempre tanto.. si chiama "Q" di "Luther Blisset" (Einaudi Stile Libero, 677 pagine, 17,5 €)..
Per quanto riguarda Eluana Englaro, come non essere d'accordo con quello che scrivi? C'è un samba che, parlando naturalmente di tutt'altro, s'intitola "Agoniza, Mas Não Morre".. logicamente nella canzone sono contenti del fatto che, anche se agonizza, non muore, perchè "qualcuno sempre ti soccorre - prima del sospiro finale".. e poi dice "Mutarono tutta la tua struttura - ti imposero un'altra cultura - e tu non l'hai neanche percepito".
un abbraccio a tutti

GayComo ha detto...

Sabato 26 Luglio 2008 a Como c'è la tradizionale pizzata GLBT organizzata da www.gaycomo.com, e aperta a chiunque voglia partecipare. Per farlo però è necessario confermare la propria adesione entro e non oltre il giorno 24 alle ore 21,00 compilando l'apposito form presente sulla home page sel sito

Anonimo ha detto...

Proprio domenica si trattava di questi argomenti.
La vita deve essere anche una vita contenente una qualita' intrinseca che continui a permettere all'uomo di essere uomo e non di vegetare.
Un cuore che batte, dei polmoni che respirano, sono sufficienti per essere uomo...
Le gerarchie ecclesiastiche parlano spesso di natura, ma la natura va sempre presa in considerazione, anche nel valutare quando sia naturale decidere di non continuare terapie che portano solo a vegetare che e' ben diverso dal vivere.
Se e' un sondino nasogastrico oppure un respiratore automatico a tenerti in vita, vuol dire che non e' piu' la sola natura, ma e' anche l'intervento dell'uomo che con mezzi meccanici ha alterato la natura stessa.
Io che ho provato per ben due volte a trovarmi in una terapia intensiva so cosa si prova in determinate situazioni, so cosa e' un respiratore un sondino naso gastrico, un catetere, drenaggi e quant'altro, bene, se questi mezzi sono serviti e servono per riportati ad una vita dignitosa ben vengano se un giorno dovessi essere tenuto in vita attraveso di essi, da tempo ho gia' scritto che:" rinuncio a terapie che in modo continuativo ed artificiale consentano al mio corpo di restare vivo, ogni mezzo che artificialmente consente funzioni vitali non debba essere posto in atto, e che si lasci alla natura ed a chi e' di essa il Creatore di svolgere la sua funzione di regolare biologicamente la mia vita".
Dav