lunedì, agosto 06, 2007

Nessuno tocchi Pierino!

Ammetto che non mi è mai piaciuto don Gelmini, nè come persona, nè come "educatore"per quel poco che ho letto del suo "metodo". Forse anche per questo maltollero il quadrato di potenti che subito si è stretto intorno a lui per difenderlo dall'accusa di presunte molestie sessuali ai danni di ragazzi ospiti delle sue comunità di recupero. Lui poi ci mette del suo anche in questa occasione, esibendo un'umiltà e una sopportazione cristiana che fanno a pugni con la sua persona e con le farneticanti parole rilasciate alla stampa. Le accuse nei suoi confronti farebbero parte di quella strategica offensiva ebraico-radical chic (subito convertita in massonico-radical chic dopo le proteste ebraiche)contro la Chiesa cattolica in atto negli USA e nel resto del mondo. Tutte montature insomma. Peccato che la Chiesa abbia sborsato milioni di dollari. Sarebbe stato più cristiano forse un dignitoso silenzio, invece no.Se proprio non è convincente il complotto internazionale, c'è sempre quello nazionale: "un movimento politico contro di me perché sono schierato da una parte precisa" (La rabbia del prete antidroga).L'amico Silvio, il ministro Mastella e tutti gli altri, sinistra compresa, a difenderlo, senza nemmeno attendere gli esiti delle indagini. Spiccano tra i solidarizzanti i nomi del nostalgico "esternatore" Cossiga ("che è pronto a dire di tutto in mia difesa") e del "dubbio" generale Speciale. Per me sono sufficienti queste amicizie per accreditare moralmente l'accusa, ma non sono giudice: don Gelmini si è costruito un impero economico con comunità sparse nel mondo di lavoratori a costo zero, quindi può godere dell'impunità di fatto. La Magistratura è invitata ad adeguarsi...
Decisamente più rilassato e sereno il clima troppiano, come dopo ogni temporale. Come già scritto, l'intensità del sentimento provoca intensità di conflitti che pretendono di essere superati. Un po' alla volta si riesce, dialogando e recuperando il senso e la motivazione del nostro stare insieme che è solo l'amore. Ai novios che ancora lavorano in questa calda estate e a tutti i nostalgici dedico una canzone che a suo tempo (ma anche ora) mi aveva conquistato: la vendemmia dell'amore della bellissima Marie Laforet, la cantante dagli occhi d'oro.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Meglio aspettare piuttosto che difendere a spada tratta o accusare.

Sconosco il video e il suo contenuto. Ma dove le peschi?
:-) Mel

En ha detto...

Sarò prevenuto ma quando emerge il protagonismo di alcuni personaggi fondatori di varie comunità perdo la stima e la fiducia nelle comunità stesse continuando a preferire chi il bene lo fa in silenzio ed in piccole realtà dove a fatica e con il contributo solo personale e non statale si tira avanti. Fortunatamente persone ed enti così esistono ancora. Penso ad una comunità a Molteno vicino a Lecco che ho conosciuto grazie alla mia professione. Una gestione trasparente e soprattutto tanta forza di volontà e competenze per portarla avanti.Anch'essa nasce dalla volontà di una religiosa che ora non c'è più Sorella Amelia Rivolta ma le cui parole e soprattutto i fatti sono portati avanti tuttora dal nipote. di queste comunità ce ne sono tante e fortunatamente lontane dalle strumentalizzazioni dei potenti.

Moser: la canzone è veramente dolce e mette allegria, la cantante pur bella che sia ha quel non so che di maschile...

ser ha detto...

@Mel, sei troppo giovane! M.Laforet rappresenta un momento della mia infanzia felice, purtroppo non c'è video della versione italiana di Les vendanges de l'amour. Ad ogni modo puoi trovare tutto quello che cerchi su www.youtube.com; magari anche qualche video postato dai tuoi studenti, eheh.Un abbraccio!
@Moen, certo non è il video migliore della Laforet, ma ti assicuro che era (ed è ancora, sebbene un po'...invecchiata) l'archetipo della femminilità, come puoi trovare in lei un qualcosa di mascolino? Uff!

Anonimo ha detto...

Ok, grazie. Andrò.
:-) Bella giornata di sole per voi, dentro e fuori!
Mel