giovedì, agosto 02, 2007

Qualcosa di più


Tra i tanti problemi c'è sempre tempo per le polemiche gratuite, quelle che servono giusto a far parlare occupando pagine di giornali. La storia del bacio romano ( o pompa, chi può dirlo?) ha evidenziato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la profonda divisione e competizione tra le Associazioni che si combattono per la rappresentatività degli lgbt italiani. Ognuno dice la sua e intanto si strumentalizza un fatto che forse era meglio per tutti non sbandierare ai quattro venti (Sugli atti osceni in luogo pubblico e Di fellatio al chiaro di luna...e all'ombra del Colosseo).

Ora tutta l'Italia a parlare degli usi e costumi gay: forse è un bene, forse no. Perchè le nostre abitudini non sempre sono belle e positive. Siamo capaci, come tutti e forse di più, anche di tanto squallore che, anzichè pudicamente nascosto e discreto, tendiamo ad esibire quasi fosse una rivalsa, la manifestazione di una diversità di diritto. Ricordo di aver riflettuto sull'attrazione esercitata dallo squallore di certe esperienze sessuali, leggendo anni fa alcuni libri di Dominique Fernández: ero all'inizio della mia conoscenza del mondo gayo e volevo sapere, per capire anche me stesso. Non ho voglia ora di affrontare l'argomento che è complesso: mi chiedo semplicemente se tutte queste importanti e potenti Associazioni che pure svolgono un ruolo politicamente necessario all'interno della società italiana, propongano e prospettino contemporaneamente un cammino di crescita agli lgbt che, cambiando la mentalità comune, devono ormai liberarsi interiormente, superando certi comportamenti non più accettabili in un contesto nuovo come l'attuale. Mi rimane sempre la sensazione che invece si cavalchino colpevolmente le debolezze umane, trasformandole per interesse in esigenze. Sono invece trascurate, o comunque poste in secondo piano, le vere questioni che potrebbero qualificare il contributo specifico alla società. Giusto a titolo esemplificativo segnalo (grazie a Fireman) l'interessante analisi politica di Marco Damilano su Partito democratico e Partito di Dio dello scorso 27 luglio. Lo spazio di cui abbiamo bisogno e che dobbiamo ritagliarci a qualsiasi livello sociale, politico, economico e persino religioso ,deve essere intelligentemente occupato per migliorare la realtà e non semplicemente "riempito" a tutti i costi e con qualunque mezzo, purchè appaia evidente la visibilità come forza numerica.
Torno sempre al mio chiodo fisso della normalizzazione come strategia vincente: non è più tempo di esibizioni provocatorie di rottura . Le uniche esibizioni da ricercare sono quelle brillanti della mente e quelle delle competenze acquisite nelle varie professionalità: abbiamo molto da dare in questo senso.


4 commenti:

Ulisse ha detto...

Riguardo alle proteste per il fermo dei due ragazzi del bacio gay non capisco questo andare ognuno a ramengo per conto proprio con il Circolo Mario Mieli che indice un kiss-in in un giorno e l'Arcigay che lo indice un'altro.
Sarebbe auspicabile fra le varie organizzazioni gay una maggiore collaborazione e concertazione. Siamo tutti sulla stessa barca e dare segnali di divisione può solo arrecarci altro danno.
Smettiamola una volta per tutte di fare le prime donne finendo col comportarsi come sciacquette.
Il mondo omosessuale deve essere il più possibile unito se vuole ottenere qualcosa altrimenti poi non lamentiamoci della ennesima bastonata sui denti.

ziomario ha detto...

Beh Ulisse questa cosa dovresti dirla al Mario Mieli e all'Arcigay... ma tanto non credo che tengano in considerazione nessuna opinione....

Anonimo ha detto...

Si spettacolarizza ogni cosa e ciò ben si sposa con l'ottusità dei media. Finta ottusità che scava tra le ipocrisie italiche.

Mel

Anonimo ha detto...

e' tutta una questine dui leaderscip romana...e poi parlano di un movimento unitario.E'una cosa che non sopporto....PAOLO