venerdì, aprile 18, 2008

Come siamo?


Faby ci sta addosso (v.commento a post precedente), vuole assolutamente che tutti sappiano come sono e come vivono realmente i gay. E' la sua esperienza a renderla così determinata, perchè prima di conoscerne qualche "esemplare" (scherzo!) dal vivo anche lei si era fatta una falsa idea di loro/noi, che è poi quella spacciata dalla comunicazione mediatica. Tutti sappiamo quale. Riuscire a sfatare un'immagine che è ormai patrimonio collettivo non è impresa da poco. In fondo gli aspetti folkloristici divertono e tutti amano ridere serenamente di tanto in tanto.Anche gli omofobici, tra un insulto e l'altro. E' una necessità. Così come la convinzione che l'omosessualità sia trasgressione e non semplicemente espressione della propria natura. E la trasgressione nasce quasi sempre in ambienti ricchi, come esigenza per uscire dalla noia, dal nichilismo che si abbatte su chi ha già tutto. In effetti, guardando le tariffe dei locali gay rigorosamente privè, cui si accede solo previo tesseramento arcimancusiano (cioè quasi tutti), si può avere l'impressione che gli avventori, sempre numerosi, siano tutti molto abbienti. Sappiamo bene invece che pur di vincere la disperata solitudine si è disposti a tutto, a qualsiasi sacrificio economico. E c'è naturalmente chi specula su questo bisogno, declassando le persone ad animali da sesso per arricchirsi. Col beneplacito dell'arcimancuso naturalmente.Ho letto tempo fa in La famiglia fantasma un post provocatorio, molto vicino al vero, su chi ci sia realmente dietro l'affare saune ed affini. Purtroppo questa macchina inaffidabile mi impedisce di creare da qui il collegamento: se vi interessa cercatelo voi, non è difficile. Solitudine e sesso sono un binomio vincente. Per far soldi naturalmente. Lo squallore e l'infamia sociale ricade naturalmente solo sul consumatore, che è anche costretto a riportarsi a casa il peso della solitudine di sempre. Possibile che i movimenti LGBT non si siano mai posti il problema e non abbiano studiato una qualche soluzione alternativa per venire incontro a tante solitudini? O almeno per stroncare il losco giro d'affari che umilia la nostra dignità di persone?E pensare che l'arci è nata come circolo ricreativo-culturale della sinistra (ex Pci)!
Non è in questo modo (che purtroppo è il più visibile socialmente) che riusciremo a normalizzare la nostra immagine agli occhi della gente. "L'omosessualità è un accidente che nulla aggiunge o toglie al valore della persona in sè", scrivevo molto tempo fa. Vediamo un po' come farlo capire a tutti, a noi per primi. Faby insiste che dobbiamo raccontarci tutti, anche voi che leggete ora, per poi costruire insieme "qualcosa" da rendere pubblico. Pensa forse ad uno strumento di facile divulgazione?
PS Dino, la seconda banana è sparita quando mi sono accorto che c'era! Usti, davvero non c'avevo fatto caso. Il fatto è che questo è un blog per tutti... Ciao!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

se c'e' necessita' di raccontarmi, come ho gia' avuto modo di dire in altro luogo: "eccomi"....con la mia vita piena di gioie e di fatiche che mi rendono persona, con quell'accidente che nulla ha tolto, anzi forse ha aggiunto (con la maturita' di oggi) un qualcosa a questa persona.
A proposito di arcimancusanesimo, tempo fa' avevo chiesto qualche soldino per la rete di lesbiche e gay disabili, ma la cassa era vuota....tempo dopo, la sezione del telefono amico di Milano ha ritenuto oneroso spendere 1700 euro circa per pubblicare un libro che parlava anche di disabilita' e terza eta' nell'omosessuale....allora mi e' toccato cantare di nuovo " tra le mano non ho niente ne ho un soldo arrivera', ma io spero che l'arcigay maturera'..."
e pensate che sms mi arriva ieri sera dal segretario nazionale di arcigay: mi si chiedeva il 5 per mille....contro l'omofobia...non aggiungo altro, Dav

Andrew ha detto...

E se mettessimo su un'iniziativa in cui tutti noi ci "raccontiamo"?
Oppure si potrebbe far partire un progetto di scrittura collettiva...
Sarebbe carino ed allo stesso tempo utile a conoscerci fra di noi ma soprattutto a farci conoscere...

gian mario felicetti ha detto...

Personalmente la tecnica del rcconto l'ho usata spesso. Ho raccontato la storia della mia terapia riparativa, altre volte ho raccontato (anche via audio) le mie telefonate ai comuni per chiedere di sposarmi...

Ovviamente la considero una buona idea e tra l'altro proprio tra qualche giorno uscirà una proposta bozza di progetto editoriale a riguardo....