giovedì, maggio 15, 2008

Fenomenologia di una crisi annunciata


Ho letto con interesse l'ironica Fenomenologia del finocchio italico o "Del di sè diniego" che ha riproposto il tema dell'incapacità di alcuni (molti) a vivere relazioni semplicemente adulte. Un ego malato ed un narcisismo inutile sarebbero la causa dell'impossibilità per alcune persone di gestire rapporti umani "normali". In altre parole l'omosessualità, negando l'assunzione di responsabilità sociali come il matrimonio, inteso come patto pubblico tra due persone, rischia di fissare il soggetto all'età adolescenziale non potendo evolvere all'età decisionale, cioè adulta. Si vive quindi un'eterna stagione giovanile dove si succedono forti stati emozionali, caratterizzati da continui innamoramenti e crisi di solitudine senza soluzione di continuità, con l'unica, terribile scadenza biologica rappresentata dalla vecchiaia . Come scrive Elfo Bruno, il tempo passa "in quanto questo gentile signore con la clessidra in mano se ne frega davvero di mantenere inalterati i contorni di bei faccini e di pettorali in tono". Purtroppo non s'imparano a gestire le proprie relazioni sociali dall'oggi al domani: la vita con le sue fasi naturali (infanzia, adolescenza, età adulta e matura) è una vera e propria palestra d'apprendimento che segue tempi e percorsi formativi precisi che necessitano di adeguata assimilazione . Un recupero indotto dalla scoperta della propria disperata solitudine in età matura, magari al momento della inevitabile dolorosa esperienza della perdita dei "più cari"tra i familiari, può risultare fallimentare, anche perchè troppo condizionato dalla improvvisa rivelazione del proprio stato. Non si può imparare ad amare a comando, sia pure della propria volontà, se per un'intera esistenza ci si è crogiolati in uno sterile narcisismo superficiale ed addirittura egocentrico.

La prospettiva è che presto dovremo fare i conti con un 'alta incidenza di depressi tra i vecchi gay, superiore in percentuale ai già tanti anziani etero che soffrono la stessa patologia per altre cause . E' un problema che i movimenti glbt dovrebbero cominciare a prendere in seria considerazione.

3 commenti:

Andrew ha detto...

Ragazzi siamo onesti: dopo una certa età per il mondo gay, per le associazioni, per le persone, persino per l'immaginario comune spariamo.
I depressi, gli emarginati, i "nessuno" ci sono già ma non si vedono.
E bisogna solo pregare di aver trovato nel fattempo la persona giusta che ci stia ancora accanto e che ci sopporti anche da vecchi e sdentati...

Los 3novios ha detto...

Probabilmete è così come dici, ma questo perchè nella "nostra" cultura (gaya, ma non solo) pesa notevolmente, nel corso di tutta la vita, l'apparenza. Quando il corpo comincia a mostrare i naturali cedimenti, tutto si svuota e ...resta il nulla. E' proprio la dimostrazione della tesi esposta, con l'aggravante che per la società chi non ha più ruolo sociale (pensionato) finisce per contare meno di niente. Per fortuna qualche "vecchio" fa eccezione anche nel mondo gayo, avendo puntato nella vita più alle relazioni che alla soddisfazione narcisistica.

Anonimo ha detto...

Concordo con andrew e con i novios.
Entrambi, che qui sta per "tutti e 4" ;-) affermate concetti giusti. Nel mondo gay, più che in altre realtà ha assunto un'importanza assoluta l'aspetto estetico. Anche per un gay giovane, ma di aspetto poco appetibile, ci sono maggiori difficoltà di trovare un legame affettivo stabile rispetto a quanto succede ad un etero brutto, e se poi ci si aggiungono anche "gli insulti degli anni" le cose vanno di male in peggio.
Ho passato i 50, attualmente da solo in parte per scelta e in parte per destino. Sono gay: e sono un "vecchio" e basta, non "un vecchio gay": questo credo grazie al mio carattere e soprattutto alla mia fede cristiana che mi ha consentito (e mi consente tuttora) di aver puntato proprio alle relazioni umane in senso lato, senza limitarmi a frequentazioni gay, e di aver impostato la mia vita "come uomo" e non "come gay".
Il quadro descritto da Elfo Bruno è già abbondantemente presente, e le responsabilità per questo stato di cose sono, anche a mio parere, esclusivamente del mondo gay, che purtroppo non sta facendo nulla per aggiustare il tiro, se non piangere sulle sue disgrazie.
Cari saluti a tutti,
Dino