giovedì, febbraio 07, 2008

Vado in chiesa e faccio sport



E' impietoso e sconcertante il quadro che i Baustelle fanno degli adolescenti di oggi. Ragazzi senza personalità,ossessivamente affamati di canne e droghe chimiche, nichilisti inquieti abbandonati a se stessi, perchè, dall'altra parte, il mondo educativo è allo sbando completo e sa solo inchiodare, come nell’opera di Maurizio Cattelan “Charlie Don’t surf”, dove un ragazzino ha le mani inchiodate ad un banco di scuola. Il messaggio è tremendo: i vostri figli, i vostri studenti sono ancora peggio di quanto pensiate. C'è spudoratezza nei giovani, esaltata come espressione di sincerità, perchè l'abitudine all'esposizione pubblica cui la società ci ha costretto libera dalla vergogna e perciò dalla colpa. Oltrepassando il pudore, come insegnano quotidianamente i nostri politici, la spudoratezza diventa non solo prova di sincerità e quindi virtù, ma anche prova di innocenza.

"Mi piace il metal, l’r'n’b ho scaricato tonnellate di filmati porno e vado in chiesa e faccio sport prendo pastiglie che contengono paroxetina Io non voglio crescere andate a farvi fottere".

Senza alcuna vergogna (da vereor gognam= temo la gogna)appunto, mantengono legami col mondo "dei grandi e dei preti ", perchè non temono l'esposizione pubblica che anzi esibiscono sfidando gli adulti, incapaci ormai di qualsiasi intervento che non sia repressivo e perciò inconcludente.

Meglio di qualsiasi saggio sull'argomento, il testo di Charlie fa surf dipinge il disagio delle nuove generazioni che è decisamente culturale, non esistenziale. Ciò significa che, se questa è la realtà, un po' della colpa è anche nostra. Pare però che le grandi "Agenzie educative" (Chiesa cattolica inclusa) abbiano ben altre preoccupazioni che prestare attenzione alle crisi adolescenziali.

Devo aggiungere poche righe (sono le 12 c.a) perchè non è del tutto vero che tutte le Agenzie educative sono latitanti e fallimentari. La Scuola, non quella ingessata dalla burocrazia aziendal-ministeriale, ma quella vera dei tanti professionisti che quotidianamente inventano e sperimentano metodi e linguaggi per appassionare ai Valori (quelli autentici), è rimasto l'unico luogo di confronto per le nuove generazioni. Forse l'unico canale di comunicazione intergenerazionale ancora aperto, palestra di ascolto e ricerca di risposte sensate. Con tutti i limiti e difetti di un'impresa lasciata alla buona volontà delle persone, non sostenute e tantomeno riconosciute socialmente. Purtroppo la famiglia, quella di cui si blatera tanto cercando a tutti i costi di salvarne la forma, è sistematicamente svilita e svuotata di sostanza dalle televisioni che un tempo sarebbero state bollate di immoralità, ma che oggi, in quanto strumento dei poteri forti, sono ritenute intoccabili. La povera famiglia è ormai impotente, divenuta essa stessa terra di conquista e contemporaneamente bersaglio della cultura dominante.

3 commenti:

art ha detto...

Viviamo in un mondo ipocrita e farne le spese sono come sempre i più deboli, i giovani.Occorrerebbe smascherare l'ipocrisia della chiesa e di quelli che ci ruotano attorno, ma come fare? Sono i più forti e lo sanno.

Anonimo ha detto...

Un'analisi spietata, ma vera. Non hanno gli strumenti culturali, non sono educati all'affettività e, a volte, pecchiamo anche noi.
Bello il post, davvero!
Mel

Anonimo ha detto...

Non conoscevo la canzone e nemmeno i baustelle perchè fuori età, ma quello che scrivi mi ha fatto riflettere e il video pure.Essere genitori oggi deve essere una scelta ancora più consapevole di una volta.