mercoledì, febbraio 18, 2009

Peccato è la stupidità


«È una storia incredibile che va avanti da millenni. Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio. Di peccati c’è solo la stupidità. Per rendere l’idea dell’assurdità e ridicolaggine, ricordo che gli omosessuali sono stati seviziati e morti nei campi di concentramento perché amavano un’altra persona. Mettiamo che un eterosessuale si innamori focosamente di una persona dell’altro sesso, e a un certo punto lo prendono, lo torturano e lo uccidono perché si è innamorato. Tanti omosessuali sono stati torturati perché amavano un’altra persona, lasciate stare il sesso. È incredibile che si parli ancora degli omosessuali così, con questa incredibile rozzezza. Sono persone che si amano, non è che per colpa loro finisce la razza, come dice qualcuno. Nella storia dell’umanità ci hanno fatto doni enormi, ed è il sentimento dell’amore che caratterizza gli omosessuali. E quando c’è l’amore tutto diventa grande. Nemmeno la fede rassicura, l’unica cosa che rassicura è l’amore».

Così Roberto Benigni a Sanremo. Ha poi concluso l'intervento recitando con passione la lettera di Oscar Wilde, detenuto, all'amato Bosie:

Mio carissimo ragazzo,questo è per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sarà tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amoreper te e questa idea, questa convinzione ancora più divina,che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e l' incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.Il caro *** mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi rassicurato: che a mia madre non mancherà mia niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice. Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l' Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu,con quella grazia così strana. Non esporti all' Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed è forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos'è l'amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perchè la natura di quell' amore non è stata compresa. Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti così che quando viene mi possa dire cosa fai. Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con te.Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale.Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo le mani verso di te. Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore veglierà sulla mia vita. Se dovessi morire,voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile. Oh! aspettami! aspettami! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale
Oscar Wilde

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Penso che questo intervento di Benigni,valga sicuramente più che qualche Gay Pride.
Non me lo aspettavo proprio,e da quel palco poi,di fronte a milioni di persone all'ascolto.
Mi ha veramente sorpreso,emozionato,commosso,e spero solo che la gente non si fermi a quell'applauso in teatro.

D.

MELCHISEDEC ha detto...

E' bastata una serata, un intervento, un uomo a spazzare via un po' d'aria asfittica e fetida, stupida e insensata.
Credo che rimarrà negli annali l'intervento di Benigni.
Intelletto e sensibilità, buon senso e saggezza, che si può pretendere di più?

Ale ha detto...

Che lezione! sarebbe stata da ascoltare all'impiedi, e alla fine da far seguire da almeno un paio di minuti di silenzio, soprattutto da parte di chi, eterosessuale, ha bisogno di sentirselo dire da una qualche personalita' riconosciuta e celebrata, quanto degno sia l'amore. Molto, molto piu' degno di qualunque ruolo ci si trovi, volenti o nolenti, a impersonare.

E che bella e dolce lezione: non urlata, come uno slogan, non minacciosa come potrebbe essere un impeto di rabbia troppo a lungo represso e nascosto, non un insulto, come potrebbe essere anche concesso a chi troppi ne ha ricevuti. Un invito, semplice, dolce, suadente, sapiente a prendere coscienza, con la mente ma soprattutto col cuore, di cosa una societa' resa cieca dei valori dell'uomo, capace solo di definire una pretestuosa "normalità" dentro gli steccati tranquillizzanti (ma vincolanti) di ruoli e canoni, stia effettivamente condannando.
Quanto suona vero "Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio"
Il problema e' che la Chiesa (la storia insegna) non e' mai stata capace di imparare la lezione, quando a dargliela era qualcuno che essa definiva avversario, se non dopo secoli e secoli.

Grazie di questo post. Io che non guardo mai la televisione non sapevo nemmeno di questo discorso di Benigni.