sabato, settembre 20, 2008

Raffaella Carrà



Eccomi! Moser ha creato una grande aspettativa per questo mio post. Forse esagerata ma commisurata alla mia passione per Raffaella Carrà. Tutti abbiamo un debole. Il mio è lei. Dai mie primi passi fino ad oggi, quarantatreenne, mi ha accompagnato, quasi tenuto per mano. Un ricordo su tutti. Era il 1987, prestavo il servizio militare a Vittorio Veneto. Una piccola caserma, sede del Comando di Brigata. Noi di leva eravamo in pochi, una ventina poco più. Tanti ufficiali e sottufficiali. Una camerata di otto letti. Stavo bene. Però era inevitabile quel senso di malinconia e quella palpabile sensazione di inutilità. I primi tempi furono difficili. Non era facile ambientarsi ma non era imposibile. In tutti noi prevaleva quella voglia di scappare, di uscire da un sistema che non ci appartenenva per niente. Nella camerata eravamo in otto. I giorni passavano lentamente e le domeniche erano interminabili. Raffaella allora presentava Domenica In. Non potevo perdermel, ma nemmeno potevo pretendere di sintonizzare per più di sei ore l'unico televisore disponibile su Domenica In. Non mi persi d'animo. Procurai una mini tv, credo di 6/8 pollici. La tenevo nel già piccolo armadietto dove ovviamente non mancava una foto di Raffa. Purtroppo il segnale non era forte e con un televisore del genere non si riusciva a vedere Raiuno. Comprai un filo elettrico lungo una decina di metri e con una forchetta salvai la situazione. L'immagine era nitida e perfetta. Piccolo problema: il cavo attraversava tutta la camerata. Come avrei giustificato ai mie compagni quell'impianto così improvvisato? Mi vergognavo di dover ammettere che tutto ciò era necessario per poter vedere la Carrà. Decisi di affrontare la situazione ammettendo la mia irrefrenabile passione per Raffaella. Mi capirono. Tanto che riuscii a coinvolgerli in un balletto sulle note di "Caliente Caliente". Ovviamente io ero la Carrà e loro i boys.






Un' immagine stranissima, quasi surreale, ma vi assicuro che ci divertimmo come dei pazzi. Indirettamente io feci outing e fu un successo. Da quel momento il calore familiare che ci mancava è entrato in quella piccola caserma in mezzo ai monti. Semplicemente, senza difficoltà e pregiudizi, affrontai serenamente quei mesi, dando la spinta ai miei compagni per aprirsi e confidarsi. Cercavamo con leggerezza di colmare quei vuoti affettivi per lo più legati alla lontananza da casa. Negli attimi di sconforto, un sorriso ed un abbraccio, aggiustavano la situazione. Qualche lacrima ma anche tanta allegria. E' la vita.
Raffaella è questo per me. Ha un immagine rassicurante, buca il video, arriva diretta al cuore. Può non piacere, ma le si deve riconoscere la buona fede. Lei è così. La trasmissione è discutibile ma mercoledi sera è stata ancora Carrà:



Ha sessantacinque anni, quarant'anni di successo alle spalle. Si rimette in gioco. Con onestà ed estremo rispetto per il pubblico. Ha detto bene Panariello: "sei il panettone!". Ed è proprio così: è la tradizione e rispecchia chiaramente quell'anima latina che ci appartiene. L'energia, la volontà, ma soprattutto riscopre quei "buoni sentimenti" che a volte facciamo di tutto per reprimere.

Moser (non la sopporta molto - anche se con l'avanzare dell'età credo si sia intenerito) è stato stupendo ed ha accettato di starmi vicino al debutto, Modan (così lontano da quel genere televisivo) lo ha fatto da casa sua. L'hanno fatto per me, per amore, e mi hanno reso felice. Raffaella sembrava sapesse di noi e del nostro amore fortissimo e ci ha regalato un' emozione:




Buon fine settimana amici!
(En)

5 commenti:

FRANCOLAMPE ha detto...

Splendida, io purtroppo ero stanchissimo e mi sono addormentato quindi non sono riuscito a seguire la puntata (sono stato impegnato tutta la giornata con la rai e arrivando a casa mi sono steso sul letto per riposare un pò ma non sono + riuscito ad alzarmi)ma mia madre appena vide che cera il mio Renatuccio mi ha buttato dal letto e sono riuscito a vedere almeno il duetto, SPLENDIDOOOO 2 GRANDI ASSIEME CON PEZZI STUPENDI

ser ha detto...

Lo ammetto: mi sono emozionato anch'io, era impossibile qualsiasi forma di resistenza. Sarà l'avanzamento dell'età a facilitarmi l'intenerimento, sarà che le "sorprese",anche quelle intuite in anticipo, fanno sempre colpo sul mio vecchio cuore, sta di fatto che la Raffa da un po' di tempo in qua ha il potere di umidificarmi gli occhi. Ecco perchè la evito quando posso.Mercoledì non potevo perchè volevo essere con Moen di cui ormai credo di saper percepire gli umori, le tensioni e le emozioni anche più piccole.Conoscendo bene anche me stesso tenevo un libro in mano nell'illusione di difendermi dall'attacco emotivo, fingendo una certa indifferenza. Non sono riuscito a leggere neppure una frase e ad un certo punto ho persino posato lo scudo arrendendomi.Erano solo due ore di pausa dai problemi enormi di questo mondo: le tregue sono necessarie, hai ragione,Raffa!Alla fine mi sono addormentato consolandomi se non sono bello come Richard Gere,non colto come Eco, perchè, per fortuna, nemmeno sono ... "casto come Formigoni" (dalla sigla dei 40).

Dan ha detto...

Anche per me emozioni forti, ma più che che commuovermi mi sono eccitato parecchio. Ovviamente nel senso buono del termire. Ero carichissimo e pronto già dalla pubblicità prima dell'inizio della trasmissione. Moen è un caricabatterie e ha caricato i nostri cuori e le nostre teste con le emozioni che la Raffa gli comunica. Io vivo questa sua realtà da soli tre anni ma fin dall'inizio il messaggio e le vibrazioni erano chiare. A differenza di Moser io non ho cercato di "difendermi" anche perchè mi diverte e mi fa stare bene. Ho provato durante la trasmissione di comunicare via sms con il nostro Carrambino ma ovviamente solo la pubblicità lo ha riportato a terra dallo stato di estasi. Tutti e quattro coinvolti anzi potrei dire cinque perchè il lupetto sicuramente si sarà fatto trascinare anche lui dal suo En.

Anonimo ha detto...

Bello il post, belli i commenti...
Buon fine settimana.
F.

Anonimo ha detto...

Com'è che tutti gli omossessuali sono così omologati: le stesse icone, gli stessi serial televisivi, é sempre tutto così prevedibile...