domenica, dicembre 21, 2008

La solitudine dei numeri diversi


Volenti o nolenti in questi giorni si ripropone forte la questione della "fede". Anche l'imminenza della Festa concorre in tal senso. Da una parte c'è l'intimità personale che, continuamente provata dagli eventi della vita, torna nostalgicamente al Totalmente Altro non per trovare infantilmente conforto, quanto il senso e la compiutezza dell'esperienze belle o dolorose che si succedono. Il Verbo che si fa carne per amore, condividendo fino in fondo la nostra vita umana, esercita un fascino che va oltre la storia personale di ciascuno, provocando prepotentemente all'apertura di sè e alla Speranza di un orizzonte senza limite. La "finitudine" -il peccato- anzichè emarginare ed allontanare è stimolo alla ricerca e alla crescita ed insieme meravigliosa sperimentazione del perdono, espressione altissima del vero Amore.

Dall'altra parte però c'è il rifiuto categorico e definitivo della Chiesa che non riconosce, anzi condanna, l'amore e la vita che escono dai canoni tradizionali consolidati nei secoli, ponendo il povero ed onesto viandante di fronte alla drammatica scelta di rinunciare alla propria stessa natura oppure alla famiglia cui è legato per fede.Costretto, per essere se stesso, a camminare da solo "etsi Deus non daretur", senza l'aiuto, l'affetto ed il sostegno dei fratelli nella fede, impara presto a fare i conti coi silenzi di Dio e i durissimi rimproveri della Matrigna che non tollera insubordinazioni.
Resta il dolore per le energie sprecate, per le occasioni mancate, per la dispersione dei patrimoni comuni e, soprattutto, per la minore ricchezza condivisa con chi è nella necessità. Forse la luce del Natale porterà a tutti un po' più di chiarezza e calore umano.
E' doveroso sperare.

2 commenti:

Angelo Ventura ha detto...

Condivido. Ma io credo che Gesù accolga tutti coloro che amano e hanno cuore nel Suo seno. Gesù è dalla parte deglio esclusi, non degli ipocriti privi di carità ai vertici della chiesa cattolica. Saranno loro gli esclusi, alla fine. Io so, sento c la Verità è questa.
Buon Natale nell'Amore di Gesù che include tutti uopmini e donne, gay, ed etero, neriu e bianchi, nel Suo Amore.

Ulisse ha detto...

Purtroppo la chiesa non ha l'umiltà di riconoscere che solo Dio è infallibile e che anche lei, essendo composta da uomini, può sbagliare. Senza questo peccato di presunzione forse sarebbe un pochino migliore.