mercoledì, marzo 10, 2010

Nuovi riferimenti


La neve è arrivata e, se non fosse che è marzolina, ci avrebbe già sepolti, visto che vien giù ininterrottamente da ieri pomeriggio. Stranamente mi eccita così tardiva,  probabilmente perchè non ci sono i disagi delle nevicate invernali e le strade restano immacolate o quasi.O anche perchè la primavera è appena dietro l'angolo e mi fa tenerezza il colpo di coda di questo inverno lunghissimo che sembra non volerci lasciare.
E' rimasta in sospeso la mia provocazione di ieri. E' da molto che mi piacerebbe discutere con il maggior numero possibile di persone l'argomento che mi sta davvero a cuore, tanto che periodicamente ci torno  sul Blog."La coppia gay, che in assenza di modelli di riferimento si è sempre ispirata all'unico modello conosciuto, cioè quello etero dei propri genitori, dovrà coraggiosamente cercare proprie strade, riconoscendo che è altra rispetto alla non più tradizionale uomo-donna. E' possibile la coppia omo, noi stessi l'abbiamo vissuta per 19 anni, ma da subito En ed io, abbiamo capito che per "durare"non avremmo dovuto scimmiottare quella etero, perchè le difficoltà e le esigenze erano diverse e chiedevano perciò soluzioni nuove, nel rispetto di noi stessi e del nostro stesso amore".(6.05.07) .E ancora:"In qualche modo eravamo già dei pionieri senza saperlo come dice d.F.Barbero:"C'è una tradizione secolare che ha eretto il modello eterosessuale ad unico modello. Gli omosessuali sono stati e sono una rivoluzione. Fanno vedere che fuori dal modello esistono diverse possibilità di amore, ma chi ha il potere vuole un modello, solo perchè si governa più facilmente.Quando però l'amore esplode non lo governi più". ("E io vi dichiaro..." in La Sicilia, 20.09.2006)".(27.10.06).
Il problema non è il matrimonio o il tipo di riconoscimento che lo Stato, prima o poi, sarà costretto a concedere alle cosiddette famiglie alternative, ma come noi, coppie/troppie omo, concepiamo e viviamo il nostro amore omo-sessuale, posto che la relazione maschio-maschio (o femmina-femmina) è necessariamente diversa  da quella etero maschio-femmina.Non sto a spiegare le ragioni di tale diversità perchè credo siano sotto gli occhi di tutti, il problema  è piuttosto a quali modelli culturali riferirsi, se già esistono, evitando di "scimmiottare" quello etero che è appunto sostanzialmente "altro". Naturalmente la questione non si concentra sulla sessualità che da sola non esaurisce la relazione, essendo questa ben più complessa ,comprendendo le diverse componenti la persona (psichica, affettiva, intellettulae, sessuale,etc).Da qualche altra parte del Blog sostenevo che proprio lo scimmiottamento di una realtà che non può appartenerci perchè "altra" nella sostanza, è causa di conflitti, nevrosi  e fallimenti nelle relazioni dell'amore gayo. E' sulla base delle esperienze vissute da più coppie (troppie) omo che si può costruire un nuovo modello, che sia anche  di riferimento per le coppie/troppie future che godranno così del pieno affrancamento  dal prototipo etero.
 L'interesse (e anche  la curiosità) della società civile ( e non religiosa!) maggioritaria (che è etero) non può che essere sollecitato positivamente da un altro modello  che si afferma sul campo e a quel punto non potrà che prenderne atto, riconoscendone giuridicamente la validità a tutti gli effetti. Questa è per me l'unica  strada per arrivare alla conquista paritaria di diritti e doveri per le famiglie oggi ancora considerate "alternative".

8 commenti:

SkraM ha detto...

Non credo esista un modello unico a cui ispirarsi.
Credo che ogniuno debba costruirsi da se il propio modello giorno per giorno; tale modello puo anche avere cose comuni a quelle etero ma non per questo essere uguale.

A dirla tutta nemmeno le coppie etero oggi giorno seguono secondo me un modello comune (anche perche se no non esisterebbero gli scambi di coppia e altre cose che molte coppie etero fanno) il loro punto in comune e' semplicemente il raggiungimento del matrimonio o della convivenza ma al di la di questo le dinamiche interne sono diverse da coppia a coppia sebbene persista un certo perbenismo di immagine a livello pubblico.

A me non spiacerebbe affatto seguire il modello di vita dei miei genitori ma non per questo ne condivido tutte le scelte... anche perche sono conscio del fatto che le dinamiche e gli impulsi di 2 uomini sono diversi da quelli di un uomo + una donna.

Diciamo che l'elemento comune che cmq dovrebbe sempre esserci e' quello della volonta di perseguire un obbiettivo di vita comune e la reciproca assistenza nel bene e nel male.
Oggi giorno alla prima difficolta si manda tutto all'aria... non ha importanza che sia una difficolta' caratteriale, piuttosto che economica, piuttosto che altro ancora, si e' molto egoisti e non si e' disposti a fare un passo indietro per il bene della coppia (o troppia che sia) ma si ha la tendenza a guardare solo i propri interessi, il propio orticello.

Per concludere, per quanto riguarda il mio ipotetico modello credo che la mia coppia debba trovare la propia strada e di conseguenza il proprio modo di vivere tenendo presente tre cose fondamentali: la tolleranza, il rispetto reciproco e la fedelta', su quest'ultima molti potrebbero non essere daccordo ma questo e' cio a cui io ambisto, altre coppie (che siano lesbo, omo o etero) potrebbero benissimo vederla diversamente perche alla fine ogni coppia e' a se... non a caso esistono anche le cosidette coppie aperte a cui io non credo personalmente molto ma che non ho diritto di criticare perche vivono una realta che io, non condividendola, non conosco.

Oscar ha detto...

perdonami, ma sotto ai miei occhi non è evidente il perchè la relazione maschio-maschio (o femmina-femmina) debba essere necessariamente diversa da quella etero maschio-femmina :-)

la mia relazione uomo-uomo non mi appare diversa rispetto ad una relazione uomo-donna paritaria.

posso concordare sul fatto che il modello di coppia in generale stia cambiando o che debba aggiornarsi. e in generale, sono convinto che ognuno si scelga le regole giuste e appropriate per il proprio modello. quindi in pratica a ben vedere, un modello non c'è!

El novio ha detto...

Giusto sulla pluralità dei modelli, ma, come è sempre avvenuto nelle coppie etero, un certo riferimento culturale si costruisce attraverso lo scambio di informazioni. I figli da sempre si riferiscono naturalmente alle famiglie di origine, ovviamente adattando il modello alla propria situazione reale.Per quanto riguarda la diversità... beh, per quanto paritari possano essere i rapporti, maschio e femmina sono e restano diversi per tanti aspetti e non solo anatomicamente. Perciò affettivamente, psicologicamente, etc. le due diverse realtà "si incontrano" sicuramente in modo diverso rispetto a persone più simili nell'identità (che non è solo sessuale).Certo un maschio sarà sempre diverso per certi versi da un altro maschio, così una femmina da un'altra femmina, così come ogni persona è diversa dall'altra, ma hanno in comune diversi elementi che invece fanno la differenza con l'altro sesso.Uomo e uomo non potranno mai, se non falsando, vivere come "marito e moglie". Boh, non so se mi sono spiegato o ho confuso ulteriormente...

delf ha detto...

credo che gli omosessuali possano proporre un nuovo modello basato sulla solidarietà. Le nostre FAMIGLIE sono tenute insieme non da un contratto, ancor meno da un patto con dio, ma dall'amore e soprattutto da un forte sentimento di solidarietà assoluta. Assoluta nel senso di svincolata da qualsiasi tipo di interesse

varesex ha detto...

Ser, relativamente a quanto dici ci si potrebbe parlare per ore e ore magari anche litigare e tirarsi i capelli a magari anche graffiarsi ma la verità resta comunque una, ovvero, che ognuno ha la sua. L'amore fa da padrone coppia/troppia, omo, etero che sia. E' normale avere come modello da seguire quello della coppia , della famiglia nella quale siamo vissuti. Il nostro riferimento è quello della coppia etero ma a mio avviso non scimmiottiamo, direi che piuttosto adottiamo il loro stile a noi più familiare. La diversità verrà ufficialmente riconosciuta normalà nel momento in cui sarà usuale adottare un tale comportamento , un certo stile di vita . I più fortunati dei paesi civili, i figli gay ed etero delle coppie gay dove è riconosciuta l'unione di fatto quando si sposeranno adottendo modelli di riferimento allora non saranno più ipotesi ma dati di fatto. Per la cronaca bello mio, ho perso 25 kg . Un bacio grande ....è un argomento troppo complesso per espimere in sintesi il proprio pensiero già poco chiaro di suo, su uno spazio così ridotto

Majin79 ha detto...

Tanto per citare Woody Allen, “Basta che funzioni”… Io non credo esistano modelli più o meno giusti o sbagliati, infondo se le persone sono fra di loro tutte diverse allora perché non dovrebbero essere diversi anche i tipi di relazioni che instaurano fra di loro? Voi ad esempio avete trovato il vostro equilibrio in tre, altri in due e altri ancora preferiscono la condizione di single a vita cambiando più frequentemente partner di quanto non si cambino la camicia… La questione è appunto quella di trovare un equilibrio che funzioni…

Anonimo ha detto...

@ El novio... sono un grandissimo sostenitore del riconoscimento e della valorizzazione dei diversi modi di stare assieme, costituire famiglia perciò tocchi un tasto che mi sta a cuore, che mi entusiasma. Secondo me ognuno, etero o gay o di qualsiasi altra sessualità, dovrebbe essere LIBERO di scegliere fra la più ampia gamma possibile di opzioni senza sentire alcun timore relativo alla condanna sociale strascico del bigottismo e della sessuofobia che hanno imperato per molto tempo e anche senza impedimenti legali. In questo senso la battaglia che sta facendo Certi Diritti con l'iniziativa Affermazione Civile volta a contrastare il 'no' ai matrimoni civili tra fidanzati dello stesso sesso ci sta tutta... mi sembra giustissima, sacrosanta direi. Nessun modello unico quindi... ma libertà assoluta per tutti di scegliere la propria strada fra un'ampia gamma di opzioni. Marco, Milano

Oscar ha detto...

ma che vuol dire vivere come marito e moglie? che uno cucina in casa e l'altro mangia? che uno lavora e l'altro va a giocare a tennis la mattina? che uno tradisce con la segretaria, e l'altro aspetta che passi l'idraulico o il postino?

davvero, rispetto alle coppie etero mie coetanee non vedo alcuna differenza rispetto alla nostra organizzazione. le cose cambiano con i figli, perchè in quella fase tornano alcuni aspetti più tradizionalisti di divisione dei compiti.

io non credo nel matrimonio, nè per i gay nè per gli etero. l'unica cosa che reclamo è di essere riconosciuto come coppia dallo stato, nel momento in cui desidero esserlo, nei diritti e nei doveri!