venerdì, aprile 27, 2007

Cambiano i costumi



Occorrerebbe segnalare a Ruini e al suo prestanome Bagnasco i risultati dell'indagine della rivista francese Pref magazine sui nuovi costumi sessuali dei gay a 10 anni dall'introduzione dei PACS in Francia. Se da una parte esistono limiti sempre più spinti alle fantasie sessuali che vengono però praticate in locali specializzati , dall'altra il fatto che ci siano ormai migliaia di coppie conviventi, riconosciute legalmente e magari anche con figli, ha contribuito all'affermazione di una sessualità sicuramente meno prestazionale e più affettiva. Dolcezza e preliminari sono argomenti sempre più frequenti e dibattuti nei tanti forum gay: indubbiamente sta cambiando il modo di vivere dei gay d'oltralpe, sarei tentato di dire che si sta normalizzando, tanto che la stessa industria pornografica gay ha riscoperto il bacio come elemento intrigante e stimolante, contro le usuali ed obsolete scene di sesso a 360 gradi. Nemmeno il terrore dell'aids era riuscito a tanto!(da gay.it)
Nella foto il modello Brandon Mills ripreso da Joe Oppedisano.

2 commenti:

Robert ha detto...

Ciao
Ho letto con interesse il tuo post in cui dici che i PACS in Francia hanno cambiato i costumi sessuali dei gay. Beh, forse come dici tu in questo post i gay hanno riscoperto la voglia e il bisogno di "coppia" e "famiglia". L'altra sera si stava paralando di alcuni argomenti, al corso che sto frequentando, tra cui i Pacs/Dico. Credo che c'è una fetta di gay che vorrebbe i PACS ma ce ne sono tantissimi che non sanno proprio cosa farsene. Come dico sempre io personalmente credo che sia di estrema importanza che una persona abbia la possibilità di scegliere. Poi sta alla persona stessa di poterne usufruirne o no.
Dici una cosa interessante e cito:
(indubbiamente sta cambiando il modo di vivere dei gay d'oltralpe, sarei tentato di dire che si sta normalizzando, tanto che la stessa industria pornografica gay ha riscoperto il bacio come elemento intrigante e stimolante, contro le usuali ed obsolete scene di sesso a 360 gradi. Nemmeno il terrore dell'aids era riuscito a tanto!)
Premessa: Di recente ho assistito a due lezioni sull'AIDS e ho capito e compreso delle cose che non sapevo. Almeno ho cambiato certe mie convinzioni e tolto alcune mie paure. Detto questo tu dici che il terrore dell'AIDS non ha cambiato i nostri costumi sessuali. Io penso che dopo i primi anni di "caccia alle streghe", in cui si cercava e pensava che tutti erano affetti dal virus adesso siamo passati all'estremo opposto Purtroppo il pericolo dell'aids non viene più percepito come un rischio e, paradossalemente, non fa più cosi paura come anni fa. E'vero che il preservativo non è sicuro al 100% nella trasmissione del virus. E' vero anche che è di estrema importanza usarlo. In questi ultimi anni è nata questa "moda" del BAREBACK ( penetrazione non protetta dal profilattico) Io personalente non tollero e per me sono dei pazzi. Pero' ho imparato a non giudicare. Uno è libero di fare quello che vuole. Mi hanno fatto comprendere che nel discorso dell'aids gioca un fattore molto importante.. la domanda chiave è: Quale soglia di rischio voglio mettere ogni volta che ho un rapporto occasionale? Già tutto è bastato su un equilibrio e compromesso del rischio. Due persone dovrebbero essere consapevoli e poi decidere che protezioni usare. Da un lato il preservativo non ti RASSICURA al 100%, quindi, parlo per me, cerchiamo di avvicinarsi il più possibile al quel 100%. Devo ammettere che prima di affrontare questo argomento al corso che sto facendo avevo molte paure, pregiudizi, ora sono più consapevole. Credo davvero che l'informazione è potere, almeno si ha una consapevolezza e da quella si puo' scegliere ed agire come meglio uno crede.
Mamma, spero di non essere stato troppo contorto.
un abbraccio
Roberto

ser ha detto...

Grazie per la preziosa riflessione che ci proponi, Rob! Ciò che importa è la consapevolezza, poi ognuno compie le sue scelte che non sono però frutto dell'incoscienza e della superficialità. In Francia (ma credo anche in Italia e altrove), si legge, è anche aumentata la soglia del rischio con l'esercizio di fantasie estreme, ma ciò avviene in locali specifici e quindi andarci volutamente, presuppone già un qualche tipo di scelta non forzata (e quindi condizionata)dalla forte pulsione sessuale del momento.Mi pare che questo rientri nel processo di "normalizzazione"superando il bisogno di appagamento immediato del "tutto e subito",cui secoli di persecuzione fisica o anche solo psicologica avevano costretto intere generazioni di omosessuali.Ma è un argomento che richiederebbe ulteriori approfondimenti, impossibili in questo spazio. ser