lunedì, novembre 03, 2008

Flop



"Flop è un termine inglese, equivalente all'italiano fiasco, che indica il mancato successo di un prodotto, rispetto alle aspettative del produttore/venditore" (Wikipedia).
Ormai è entrato nel linguaggio corrente e si usa comunemente per indicare l'insuccesso in qualsiasi campo, pubblico e personale. Più le aspettative sono grandi, più cocente è la delusione per il loro sgonfiamento di fronte ad una realtà non all'altezza , anche perchè su quelle attese si concentrano di solito tutte le energie, le speranze e, qualche volta, la vita stessa. Investire molto su ciò che si crede è giusto ed anche doveroso, ma solo se ne vale la pena.
Un flop è prevedibile se si riescono a cogliere i segnali di fragilità per tempo, sempre che non si sia completamente accecati, al punto da non vedere e sentire i limiti che inevitabilmente si manifestano anche nella situazione considerata ottimale. Finchè si mantiene un minimo di lucidità mentale si può ancora correre ai ripari, attenuando le conseguenze di una rovinosa caduta ed imponendo le necessarie correzioni.
Mi chiedo se la maggioranza degli Italiani, la stessa che ha voluto il governo che ci ritroviamo, sia in grado di cogliere i numerosi e pesanti segnali che precedono il flop finale, quello che, se non anticipato ed in qualche modo attutito, ci porterà dritti al disastro.

domenica, novembre 02, 2008

Avervi addosso


E' da un pò che non scrivo. Questa volta non tanto per colpa della pigrizia. E' stato solo il bisogno di comprendere gli eventi che in questo ultimo periodo hanno segnato la nostra vita. Non è facile farlo, dominando le emozioni, quando gli attori coinvolti sono le persone che ami. Quando chi ha il diritto di vivere una vita serena trova davanti un percorso delineato solo dal dolore. Quando si perde la fiducia nel futuro che è indispensabile a qualsiasi età. Ancora di più quando si è giovani. In questi casi le parole servono a poco. Anzi ti fanno capire ancora di più quanto si è impotenti di fronte a tutto ciò. Emergono tutti i limiti di vivere un amore, sotto certi aspetti, clandestino. Ti mette ai margini. Come se ci fosse un portone con scritto: stai fuori. Sei parte della vita della persona che ami ma non fino in fondo o quanto meno come quello che hai dentro vorrebbe. Allora è ancora più lacerante la sofferenza che provi. Le distanze diventano incolmabili. Per attimi si avverte la sensazione di freddezza e di distacco. Poi non è così. Però resta l'amarezza di non compiere il proprio ruolo fino in fondo. Non mi venissero a raccontare che bisogna essere uomini forti, maturi, e quindi risolvere in "solitudine" alcune situazioni. Non è così. E' indispensabile cedere, lasciarsi andare nelle braccia di chi ami. E' indispensabile, avendo la fortuna di vivere il grande amore della vita, forzare l'orgoglio e ammettere senza paura tutte le proprie debolezze.

E allora sei qui in attesa di poter sfiorare la pelle e sentirne il calore. Sei qui che aspetti di costruire le difese e trovare la forza per strappare un sorriso. Sei qui aggrappato ad un attimo di serenità. Sei qui che vorresti fermare il tempo, fermare l'immagine di uno sguardo perso e che solo lentamente sta tornando a guardare forse con più coraggio al futuro.

Posto una canzone che esprime pienamente quello di cui noi novios abbiamo bisogno. Purtroppo anche qui un limite: le canzoni d'amore sono tutte al singolare. Ovviamente non vale per noi. (En)


Scenari


Situazione confusa, ma già pesantissima in termini di vite umane nella regione del nord Kivu, in Congo. I ribelli hanno sferrato l'attacco finale per la conquista di Goma: una conquista simbolica ma strategica nell'ennesima guerra africana dimenticata dal mondo. Assistiamo ancora una volta ad un conflitto che, muovendo da contrapposizioni etniche (hutu-tutsi), intende risolvere con la violenza la questione della supremazia in un territorio ricchissimo di materie prime che fanno gola a tutti, occidentali compresi. Si apre ora un nuovo scenario: nelle scorse settimane si erano moltiplicate le accuse del governo congolese nei confronti del Rwanda, colpevole non solo di appoggiare i ribelli ,ma di partecipare agli scontri con propri uomini. Il possibile coinvolgimento diretto dell’esercito rwandese dimostrerebbe come in gioco non ci sia solo la tranquillità di Goma, ma la stabilità dell’intera regione. E, naturalmente, il mondo occidentale, come già accaduto, resta a guardare, forse ancora per capire a quale vincitore offrire il proprio appoggio, mantenendo così il diritto allo sfruttamento delle immense ricchezze contese.
In Italia intanto la versione del Governo, per bocca del sottosegretario Nitto Palma, sulle violenze di Piazza Navona vengono sbugiardate dal moltiplicarsi di documentazione filmata, fotografica e testimonianze dirette. Ormai tutti sappiamo: il tentativo di screditare l'onda della protesta studentesca, che è assolutamente pacifica e convintamente antiviolenta, è franato in un clamoroso autogoal.
Non ci resta che unirci alla speranza di chi guarda all'elezione di Obama per un cambiamento che interesserà -vogliamo crederci- non solo l'America, ma il mondo. E' triste ammetterlo, ma noi Italiani da soli non riusciremo a cambiare la brutta realtà nella quale ci siamo volontariamente infilati.
Stamattina però c'è il sole. Come previsto è arrivato il freddo, ma fa parte della stagione. Nel pomeriggio di ieri siamo andati alla scoperta dei nuovi negozi, bazar, outlet che sono sorti come funghi attorno a noi. En ed io siamo stati costretti ad un blitz, prelevando Lupetto (che malvolentieri abbandona, se non necessario, il calore della casa) direttamente sul campo, al termine della partita (deludente anche stavolta) e costringendolo con l'inganno ad accompagnarci. C'era anche Lupetta, pure lei restia a lasciare la casa. E' stato un pomeriggio simpatico concluso poi al nostro ristorante cinese di fiducia. Un modo per sentire meno forte l'assenza di Dan che in questo momento è però già in viaggio verso casa.

venerdì, ottobre 31, 2008

Mondo offeso


Fa freddo e piove quasi ininterrottamente. Ci voleva l'acqua dopo tanta siccità e quindi va bene uguale. C'è però un'atmosfera un po' triste in casa che si sposa perfettamente con le condizioni climatiche. Stanotte Dan è partito per assolvere l'ultimo compito che il recente evento luttuoso imponeva. Sono solo pochi giorni di lontananza, ma non siamo abituati ed è quindi prevedibile una botta di malinconia che ci accompagnerà per tutta l'assenza.
Il freddo e l'acqua di questi giorni però rinviano col pensiero agli sbarchi dei poveracci che continuano nel nostro Paese, nonostante la pesante crisi, senza fare più notizia. E' di pochi giorni fa l'ultimo (Ansa).

"Vitti macari che nella banchina di ponenti,quella indove facivano di solito sbarcare i clandestini, avivano addrumato dù fari potenti. Ci era capitato, 'na volta, per sò disgrazia, propio 'n mezzo alla scinnuta di 'sti povirazzi e da allura aviva addeciso di non assistervi cchiù. A vidirli, arrinisciva a reggiri a quell'occhi sgriddrati dallo scanto per quello che avivano passato e per l'incirtizza del loro futuro, arrinisciva a reggiri alla vista di corpi macilenti che non si tinivano addritta, delle mano che trimavano, delle lagrime mute,delle facci dei picciliddri che addiventavano facce di vecchi in un momento... Quello che non arrinisciva a reggiri era l'aduri. Ma forse l'aduri non c'era, era na' sò immaginazioni. Però fantasia o no, lui lo sintiva e gli tagliava le gamme, gli spirtusava il cori. Non era un aduri che nasciva dalla mancanza di pulizia, no, era 'na cosa completamenti diversa. Svaporava dalle loro pelli l'aduri antico, ma prisenti,e forti, della disperazioni, della rassegnazioni, delle disgrazie patute,delle prepotenze subite, delle violenze accettate calanno la testa 'n terra.
Ecco, erano i dolori del mondo offeso, come aviva liggiuto in un libro di Elio Vittorini, che mannavano quell'aduri che feriva." (L'età del dubbio,162-3).


Grande Camilleri, con una lingua bellissima riesce a rendere fisico il dolore del "mondo offeso" facendo anche sentire tutto il peso della nostra consapevole indifferenza!

giovedì, ottobre 30, 2008

Sciopero

Il blog oggi si ferma con tutta la scuola italiana

mercoledì, ottobre 29, 2008

Parole rosso sangue


Vi ricordate Cossiga, già Presidente della Repubblica, già Presidente del Consiglio, già Ministro degli Interni ed ora Senatore a vita?
Sì, quel democristiano che ironizzò sul giovane magistrato che indagava i legami mafia-massoneria, definendolo "giudice ragazzino" per screditarlo. Beh, quel ragazzino, Rosario Livatino, fu poi freddato la mattina del 21 settembre '90 sul viadotto Gasena, lungo la SS 640 Agrigento-Caltanissetta, mentre, senza scorta e con la sua Ford Fiesta amaranto, si recava in Tribunale.

Bene, proprio quel Cossiga Francesco lo scorso 23 ottobre in un'intervista al Quotidiano nazionale (Il Giorno,Il Resto del Carlino,La Nazione) ha dichiarato:


«A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno.In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...Lasciare che gli studenti universitari continuino la protesta. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.Nel senso che le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano.Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale. Questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio». (Intervista completa qui).


C'è bisogno di commento?

Firmiamo l'invito alla stampa internazionale perchè segua attentamente quanto sta accadendo nel nostro Paese: Danger for teachers in Italy.

martedì, ottobre 28, 2008

Inquietudine


E' inquietante il tentativo di bruciare un palazzo a Cinecittà con tutti i suoi abitanti (300 circa).Non è la prima volta, era già successo nello stesso quartiere due anni fa ed anche lo scorso anno. Quel «Bastardi vi uccidiamo tutti», urlato da uno dei tre assassini prima della fuga, suona come una minaccia senza senso tanto appare assurda.

«Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa», scrive Famiglia cristiana nell'editoriale del prossimo numero a proposito della Riforma "Tremonti (Gelmini)". La maggioranza insiste testardamente che tagli alla scuola non ci sono stati, ma ormai ci ha abituati al suo metodo della negazione sfrontata della verità. Già ha verificato che, ripetendo menzogne all'infinito senza rispondere alle legittime domande, la maggioranza degli Italiani finisce per credere a qualunque cosa. Perchè quindi cambiare una strategia vincente? Anche questa è dialettica democratica. Per loro.
Il clima di violenza assurda, fisica e non, non stupisce più di tanto: chi si disabitua al pensiero autonomo nemmeno se ne accorge.

lunedì, ottobre 27, 2008

Pensiero stupendo a Mariano



Domenica tranquilla in famiglia. Ne avevamo bisogno per recuperare le forze, per andare avanti perchè la vita, anche se fa male, continua. Sabato sera sono venuti i nostri amici di sempre, Fabry e Mau. La serata è trascorsa serena con le abituali chiacchiere : niente di speciale, se non la calda atmosfera dell'amicizia. Abbiamo dato il via alla stagione delle castagne di cui Dan è perdutamente ghiotto nonostante i pericolosi (per gli altri) effetti collaterali. Domenica pomeriggio è passato Marchetto con i cugini (freschi di nozze) che da poco sono venuti ad abitare nel nostro stesso complesso. Con loro c'era Pina, la loro canina, che ha inutilmente tentato di socializzare con la scontrosa padrona di casa. Il resto del tempo l'abbiamo trascorso soli noi tre, anche Lupetto assente, impegnato a studiare altrove. I "tempi liberi" erano dedicati agli interessi personali: Dan ed En al pc, l'uno immerso nel gioco d'azzardo nella speranza di vincere una porche, l'altro, tenendo d'occhio la finanza e le borse asiatiche, intratteneva contatti coi fans della sua amata (Carrà). Io invece mi sono sprofondato nella lettura di un manuale di educazione canina (Come educare il tuo cane usando il suo stesso linguaggio: Graeme Sims, L'uomo che sussurra ai cani,Ed. D&A), perchè intendo perfezionare il bon ton di Lupetta nonostante il prevenuto scetticismo dei miei compagni. Ho mostrato loro che lei ed io già comunichiamo con gli occhi ed i movimenti del collo. Ancora poco e resteranno stupiti. Mi piace quando siamo tutti nella stessa stanza e facciamo cose diverse. Mi pare che il soggiorno acquisti anche fisicamente quel calore umano di cui abbiamo sempre tanto bisogno. E poi è un attimo sfiorarsi e coccolarsi appena se ne avverte la necessità. Prima di cena (o dopo, non ricordo più) abbiamo visto Gomorra, il film liberamente tratto dal libro di R.Saviano. Non ci ha entusiasmato, almeno stando all'inizio della discussione subito interrotta da un'altra nostra urgenza. Sicuramente molto meglio il libro (come sempre o quasi).
Un'indicazione conclusiva per gli amanti dei felini e non solo: visitate il sito dell'allevamento amatoriale di Massimo, "Pensiero stupendo". Vi innamorerete!

sabato, ottobre 25, 2008

Post

Quando la vita di un uomo finisce i cari piangono quella presenza strappata con violenza, a volte prematuramente. Tra le mani rimane solo quel corpo privo di vita senza la forma il colore e il profumo che aveva. Questa però è solo la parte esteriore della vita. La testa viaggia nel passato e raccoglie rielaborando tutto ciò che è stato. Questo da sollievo perchè viene riempito quel vuoto che sentiamo nel cuore. Viene da piangere perchè le emozioni suscitate sono fortissime, ma è solo un passaggio obbligatorio.
In questi ultimi tempi che per me sono stati durissimi ho potuto contare sull'affetto e l'amore dei miei due compagni che sempre ci sono stati e sempre mi hanno confortato. Mi hanno dato la forza di andare oltre, di superare quegli ostacoli a prima vista insormontabili. Non abbiamo avuto molto tempo per stare insieme fisicamente ma è come se li avessi avuti sempre accanto, per mano mi hanno accompagnato tra la fatica e il dolore. Ora ancora insieme ritroveremo quei sorrisi che per un piccolo tempo abbiamo lasciato in disparte. La vita va avanti ed è giusto godersela pienamente in tutte le sue forme con la consapevolezza di essere solo più ricchi dentro.
Grazie anche a tutti gli amici che ci sono stati vicini.
Un abbraccio a tutti!
Dan

mercoledì, ottobre 22, 2008

22 Ottobre

Ti sento, Verbo, risuonare dalle punte dei rami
dagli aghi dei pini dall'assordante
silenzio della grande pineta
- cattedrale che più ami - appena
velata di nebbia come
da diffusa nube d'incenso il tempio.

Subito muore il rumore dei passi
come sordi rintocchi:
segni di vita o di morte?
Non è tutto un vivere e insieme
un morire? Ciò che più conta
non è questo, non è questo:
conta solo che siamo eterni,
che dureremo, che sopravviveremo…

Non so come, non so dove, ma tutto
perdurerà: di vita in vita
e ancora da morte a vita
come onde sulle balze
di un fiume senza fine.

Morte necessaria come la vita,
morte come interstizio
tra le vocali e le consonanti del Verbo,
morte, impulso a sempre nuove forme.
(Da Canti ultimi di David Maria Turoldo)

martedì, ottobre 21, 2008

Farneticando ancora


Certe volte mi accorgo di ragionare contorto. Più la situazione è pressante, più lascio che il pensiero mi prenda la mano e spicchi voli al limite dell'assurdo. Quando va bene precipito brutalmente nella realtà senza rompermi nulla, altrimenti rompo gli altri che mi stanno intorno. Che è anche peggio.
E' che diffido delle parole che oggi vengono svendute con larghi sorrisi senza alcuna implicazione morale e nemmeno responsabilità. Mi fido molto più degli occhi che un tempo si diceva "sono lo specchio dell'anima". Occorre però saperli leggere. L'imbonitore più smaliziato lo sa e si attrezza con telecamere e luci giuste. Non c'è limite all'artificio, soprattutto per chi è del mestiere.

Mi intenerisco davanti agli occhi innamorati. Quelli sanno parlare anche quando la bocca vorrebbe tacere e nascondere il sentimento segreto. Sono così belli gli occhi degli innamorati! Hanno una luce speciale che illumina anche chi sta intorno. Sono ben diversi, per esempio, dagli occhi di chi si è appena fatto una canna, anche se sembrano gridare uguale abdicazione che è però coscientemente volontaria ed indirizzata ad una persona , ad un'idea, persino un sogno . Già, perchè ci si può innamorare anche di una idea, di un sogno!Non succede più tanto frequentemente perchè le idee scarseggiano e di sogni se ne fanno pochi ora che abbiamo tutto, ma non il futuro che fa solo paura.
Solo l'amore consente l'azzardo di guardare avanti, più in là del momento presente.E' strano: lo stesso amore che fa balbettare, arrossire e sentire inadeguati, spinge poi ad osare il salto mortale, al di là di ogni immaginazione, verso il futuro. Un salto non alla cieca, il rischio è razionale, alimentato dalle figlie naturali dell'amore che sono la fiducia e la speranza.

lunedì, ottobre 20, 2008

Tocca a noi


Finchè non albeggia è difficile prevedere come sarà la giornata di oggi. Quest'ottobre ci riserva giorni che possono essere soleggiati e caldi oppure, al contrario, grigi e freddi. Molto più lineare e prevedibile la situazione del Paese che si muove tra gli alti e bassi delle borse, ma per tutto il resto giace sotto una cappa opprimente e tetra che soltanto i più incoscienti riescono ad illuminare con gli ampi sorrisi del premier. Della scuola di Tremonti (Gelmini prestanome) non voglio parlare: spero solo che i suoi veri protagonisti , feriti e umiliati più che mai, finalmente facciano arrivare la loro protesta fin dentro ai Palazzi perchè, come ha detto la Litizzetto, l'intenzione non è di offrire una scuola nuova e diversa (più che auspicabile), ma semplicemente "meno scuola" .

Oggi siamo chiamati a firmare l'appello a favore di Roberto Saviano, condannato a morte dalla criminalità organizzata che, nonostante la militarizzazione di interi territori, continua a perseguire i suoi loschi traffici minacciando (e uccidendo) quanti col proprio lavoro onesto si adoperano per sconfiggerla. Il caso Saviano non è solo un problema di polizia contro i Casalesi, ma: "E' un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini. Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità".

Tocca a ciascuno di noi prenderci cura gli uni degli altri, non possiamo restare a guardare che bande di criminali facciano il bello ed il cattivo tempo nel nostro Paese, imponendo non solo un'economia "malata",purtroppo già entrata prepotentemente nel sistema, ma che addirittura decidano la vita e la morte dei cittadini. La nostra stessa coscienza potrebbe chiederci un giorno: «Dov'è Abele, tuo fratello?» (Gn 4,9).
Colpisce molto negativamente la scelta di Ratzinger di non parlare di camorra ,ieri a Pompei, «per rispetto verso la maggioranza dei campani che sono persone oneste e non camorristi». Sono proprio le persone oneste che attendono dure condanne per chi vive sfruttando la povera gente. Ma il papa cosa sa della gente comune, dei tanti Abele del mondo ?

venerdì, ottobre 17, 2008

L'aquilone della fantasia


I lettori più fedeli si saranno accorti che in questi giorni non ho voglia di scrivere sul blog. Anzi, non abbiamo voglia. Stiamo vivendo un momento duro, difficile. Non sono in gioco i rapporti all'interno della troppia, tutt'altro: siamo più che mai uniti nel condividere insieme la realtà che è però, in questo momento, soprattutto esperienza di impotenza. Come sempre quando è la vita stessa a tirare le fila della storia. Abbiamo solo bisogno di silenzio, per cui non preoccupatevi se capita che la regolarità (comunque eccessiva a causa della mia grafomania) dei post ne faccia le spese. Noi siamo sempre qui a testimoniare che l'amore continua e cresce anche nelle difficoltà e nei momenti bui. Tante volte ridiamo insieme in troppia, anche perchè i miei gayetti oltre che belli sanno essere estremamente simpatici, ma ora è il momento di abbandonarci insieme al pianto liberatorio che è possibile solo nell'intimità più segreta della troppia, dove i sentimenti, e con loro il cuore, escono allo scoperto senza alcun pudore.

Lascio invece parlare Alda Merini attraverso una sua straordinaria poesia, Bambino, in cui cuore e sentimenti si legano inscindibilmente all'aquilone della fantasia che vola sempre alto, persino al di sopra delle nuvole:
"Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia/legalo con l'intelligenza del cuore./Vedrai sorgere giardini incantati/e tua madre diventerà una pianta/che ti coprirà con le sue foglie./Fa delle tue mani due bianche colombe/che portino la pace ovunque/e l'ordine delle cose./Ma prima di imparare a scrivere/guardati nell'acqua del sentimento.".
Nella foto un'immagine del film "Il cacciatore di aquiloni".

mercoledì, ottobre 15, 2008

Insieme


Stasera è la Carrà stessa a mettersi in pausa, fischia! Devo ammettere che non mi dispiace (lo scrivo sottovoce altrimenti En ci resta male): avremo una serata tutta per noi, senza il rischio di trovarci una troupe televisiva in casa e senza l'ansia da numero con relativa agitazione da telefonata.
Non saremmo stati dell'umore giusto.
Abbiamo invece bisogno di raccogliere le forze e di scaldarci reciprocamente per affrontare la realtà che sa essere molto dura e gelida. La affrontiamo in tre, insieme, perchè ciò che tocca uno solo di noi coinvolge profondamente anche gli altri due. In tre dovrebbe essere un po' meno difficoltoso mantenere equilibrio e stabilità anche in un mare in tempesta.

martedì, ottobre 14, 2008

Vaneggiamenti di mezza sera

Sono momenti duri e difficili per tutti. Per alcuni naturalmente più di altri.L'impressione è che siamo prigionieri di una nostra creatura che ha ormai preso il sopravvento e che può esibire grottescamente le nostre nudità, indifesi come siamo,quasi fossero un trofeo. Il sistema economico, il Presidente ad personam, tutti e due insieme? Indubbiamente, insieme però a noi umani di questa parte del mondo e di questo Paese: tutti ugualmente corresponsabili a seconda del ruolo giocato. Ma è la vita, uguale per tutti, ad esaltare le differenze, a far esplodere le ingiustizie che sono invece il prodotto delle scelte umane o almeno di coloro che possono scegliere per tutti. "Questa è la tragedia dell'uomo: egli è immerso nel negativo, autore del male e soggetto al dolore, marchiato dall'onnicolpevolezza e destinato alla sofferenza universale."( L. Pareyson, Ontologia della libertà). E' il «pensiero tragico» nel quale si afferma la tragicità dell'esistenza dell'uomo, la sua ambiguità e problematicità , l'ineliminabilità del male e della sofferenza mai razionalmente spiegabili, l'angoscia della libertà. Quell'angoscia con la quale l'uomo “si sente in presenza del nulla, dell'impossibilità possibile della sua esistenza” ,aveva già scritto Heidegger (Essere e tempo). Pareyson coinvolge nella tragedia umana Dio, "perché la caduta umana, segnando il fallimento della creazione, colpisce l'opera sua e lo costringe a intervenire per rettificarla, ciò che Dio non può fare se non soffrendo a sua volta, perché solo col dolore si può vincere il male (...) per risanare la situazione Dio deve pagare il suo scotto di dolore, colmando egli stesso con un supplemento di sofferenza l'insufficienza riparatrice dell'uomo."(o.cit).
Non siamo più abituati a gestire l'angoscia esistenziale perchè le diverse forme di nichilismo oggi imperanti hanno diffuso il rassicurante stemperamento di ogni carattere inquietante, offrendo l'illusione di una serenità priva di problemi. Il Bene (Dio) e il male sono stati ufficialmente messi al bando o almeno relativizzati, ma restano due realtà compresenti ed ineliminabili. La sensazione di solitudine di fronte al male, quando appare prepotentemente nella vita, rischia di precipitare nella disperazione, perchè l'uomo ora è e si scopre più solo, senza più un Padre che insegna a vincere il male passando per l'inevitabile sofferenza.

lunedì, ottobre 13, 2008

Carnevale Italia


Mentre il governo dispone la militarizzazione di interi territori del Paese, lo stesso governo rimette in pista il giudice "ammazzasentenzemafiose" con un'altra legge ad personam.

"Lodo Alfano, lodo Consolo, lodo Geronzi. Eccoci al lodo Carnevale. Partorito giovedì 9 ottobre, al Senato. Infilato nel decreto legge che dà più soldi ai magistrati in marcia verso le sedi disagiate.La minuscola norma pro-Carnevale, è incomprensibile, ma significa tanto. Dice così: "L'articolo 36 del decreto legislativo 5 aprile 2006 n.160, come modificato dall'articolo 2 comma 8 della legge 30 luglio 2007 n.111, è abrogato". Vuol dire: la disposizione dell'ordinamento giudiziario dell'ex Guardasigilli Clemente Mastella (2007) per cui, chi fu graziato nel 2004 e ottenne la ricostruzione della carriera non può ottenere posti di vertice oltre i 75 anni, "è abrogata". La Mastella cancellava la Castelli che invece non poneva limiti d'età. Ora si torna indietro. E si dà via libera a Carnevale." (Liana Milella).

Che dire? La notizia si commenta da sè.Il centro-destra furbescamente ha scelto il momento migliore per proporre ciò che gli sta veramente a cuore: gli Italiani sono troppo distratti dalla gravissima crisi economica. Continueremo a tenere la testa sotto le lenzuola, fingendo di non vedere e non sentire, illudendoci che l'esercito sconfiggerà i casalesi? A che punto scatta la complicità morale dei cittadini acquiescenti ? Un bel problema per chi ha ancora una coscienza vigile ed autonoma.
Il piacevole fine settimana della troppia con amici vecchi e nuovi passa decisamente in secondo piano. La tentazione di rifugiarci nel privato illudendoci di vivere l'unica esistenza migliore possibile è forte, ma siamo Italiani. Siamo Cittadini e, prima ancora, Umani.
Nella foto olio su tela di David Glen Smith.

domenica, ottobre 12, 2008

sabato, ottobre 11, 2008

Una email


Abbiamo deciso di pubblicare, con il permesso dell'autore, uno "spaccato"di vita gaya che rivela un costume purtroppo ancora comune e diffuso tra noi.

Cari Des,

dopo più di due anni in cui vi leggo puntualmente siete diventati degli amici virtuali anche se voi non sapete della mia esistenza perchè non ho mai lasciato nemmeno un commento. Mi sono deciso a scrivervi solo perchè oggi ho bisogno di parlare con qualcuno sfogando dolore e rabbia che mi porto dentro e che in certi momenti non riesco a sopportare.Mi è venuto naturale pensare a voi (...).

Ho 34 anni e vivo in un grosso paese del nord, non molto distante da voi. (...) Vivo la vita il più normalmente possibile nascondendo a tutti, anche alla mia famiglia, il mio essere omosessuale. Non mi ha mai pesato la cosa, perchè ho tanti impegni oltre il lavoro che riempiono la mia vita e mi permettono di sentirmi realizzato e stimato nel mio ambiente. Forse è questo il motivo per cui non ho mai pensato di fare outing. (...) Tutto andava bene finchè non mi sono innamorato, circa 4 anni fa.La nostra è stata una storia bella o almeno così sembrava finchè ho scoperto qualche giorno fa per puro caso che F quando non era con me incontrava altre persone! Per tutto il periodo di quello che consideravo un amore meraviglioso non ha mai smesso di frequentare saune, battuage e chat al solo scopo di fare sesso.(...) In un primo momento ha tentato di negare, ma davanti l'evidenza ha dovuto ammettere che era tutto vero. Ha provato a giustificarsi dicendo che mi tradiva solo fisicamente e non col cuore e la testa (!) e addirittura, disperato, che la sua insaziabile sessualità forse era causata da una malattia (...).Non sono un ingenuo, ho sempre saputo e visto storie simili accadere ad amici ma pensavo non potesse capitare a me . Ora mi è crollato tutto addosso, quanti non sanno della mia situazione mi interrogano e cercano di capire la causa del mio improvviso cambiamento.Esco, uscirò dalla storia più triste che mai e sfiduciato sulla possibilità che noi possiamo vivere "normalmente". Chiediamo agli etero e a tutta la società di accettarci riconoscendoci diritti basilari ma, mi chiedo, ce li meritiamo? I diritti comportano sempre dei doveri, noi saremo in grado di assumerceli? Mi sembra sbagliato pretendere dagli altri un cambiamento quando noi stessi siamo incapaci di cambiare. E nemmeno proviamo.(...)Considero a questo punto saggio aver mantenuto la riservatezza "nel mio mondo" così da non dover raccontare ad amici e parenti confermando i peggiori pregiudizi che circolano su "quest'altro mondo" che purtroppo è anche mio.
M.

venerdì, ottobre 10, 2008

Già venerdì


Non facciamo in tempo a distrarci un attimo con la Carrà che è subito venerdì e la settimana è già finita.

Domani ,davanti all'ospedale Sacco di Milano (via Giovanni Battista Grassi 74) alle 11, sit in per protestare contro la disinformazione criminalizzante della dottssa Chiara Atzori. Chi volesse proseguire nello stato di indignazione permanente può ascoltare la registrazione delle moralistiche farneticazioni della infettivologa in Village oppure in NoirPink. Si passa da una vergogna all'altra e purtroppo ci stiamo abituando tutti. Mi auguro che oltre la manifestazione di protesta cui non tutti potranno partecipare, le organizzazioni lgbt abbiano inviato lettera formale all'Ordine dei Medici nazionale e lombardo e, naturalmente, alla Direzione sanitaria dello stesso Sacco, chiedendo pubbliche scuse per le superficiali e tendenziose dichiarazioni, spacciate per scientifiche, della Atzori.
Non ci lasciamo però turbare dall'ennesimo colpo basso proveniente, ancora una volta, da un'emittente cattolica: tanto accanimento non può che nascondere problemi irrisolti. Almeno questo è quello che verrebbe da pensare. Problemi loro. Noi che non abbiamo alcunchè da rimproverarci ci prepariamo a vivere una serena serata in compagnia di amici, tra i quali Massy, il ricercato fan della Pravo.Non faremo nulla di male,solo chiacchiere, risate e tanta umanità. Quella che viene con violenta arroganza calpestata da chi si crede meglio e più di Dio.

giovedì, ottobre 09, 2008

Meschinità politica


La furbata del Governo, già passata in Senato, è stata scoperta e denunciata da Milena Gabanelli, autrice di Report: ora tutti gli occhi puntati sul quel 7bis infilato nelle pieghe della legge di conversione del decreto Alitalia perchè "Se la norma verrà approvata non saranno più perseguibili i reati di bancarotta commessi da tutti i precedenti amministratori di Alitalia, ma neppure quelli compiuti da altri manager di società per cui c'è stata la dichiarazione d'insolvenza non seguita dal fallimento". Naturalmente l'impunibilità per l'abrogazione del reato di bancarotta riguarderebbe solo i grandi manager, non certo i poveri cristi le cui piccole imprese falliscono senza poter accedere alla legge Marzano. Una vergogna il meschino tentativo berlusconiano di contrabbandare una nuova "legge ad personam". Una vergogna il silenzio dell'opposizione che evidentemente ha i propri manager da salvaguardare: non voglio credere che non si sia semplicemente accorta della macchinazione. Doppia vergogna quindi, doppia indignazione e ... E basta perchè sembra proprio che in questo Paese noi cittadini si debba accettare di tutto dai politici, anche le peggiori meschinità, senza poter fare nulla. Impotenti, continuiamo a tollerarli anche quando si ergono - proprio loro!- a censori dei costumi, sindacando perfino sulla moralità dei nostri comportamenti nelle nostre camere da letto!
Prima di andarmene appunto nella nostra (della troppia)camera da letto a fare quel che mi pare, una buona notizia: il "Chi l'ha visto" lanciato per rintracciare Massimo da Mariano ha dato esito positivo come potrete verificare nei commenti al post di ieri. Segno che qualcuno ci legge.

mercoledì, ottobre 08, 2008

Patty P. e Massimo da Mariano C.


Oggi ho comprato un biglietto della lotteria "Carramba".Non è argomento di interesse generale, certo, ma è la prima volta che compro un biglietto della lotteria.L'ho fatto non perchè come tantissimi Italiani ho deciso di affidare la mia vita alla fortuna , anche se coi tempi che corrono temo non ci resti altro (per la verità sto pensando che domani giocherò pure al lotto milionario, perchè l'obiezione di Dan, secondo cui senza biglietto non potrò mai vincere, una certa logica ce l'ha), ma solo perchè ero l'unico in famiglia a non averlo acquistato e non mi andava di sentirmi minoranza persino tra le pareti di casa. Vedere, puntata dopo puntata, En disporre i suoi tanti biglietti come se giocasse a tombola mi faceva sentire passivo spettatore, anche un po' snob, quasi rifiutassi di gettarmi nella mischia dei sogni e delle speranze troppiane (e italiane). Stasera invece potrò esibire anch'io il mio biglietto, uno solo è vero, però mi pare più grande di quelli dei miei gayetti ( ho infatti il dubbio di aver sbagliato lotteria: non l'ho nemmeno guardato ,perchè, ammetto, nel comprarlo un po' mi sono vergognato e farlo ora sarebbe troppo tardi).

La spettacolo di stasera prevede la partecipazione di Patty Pravo , per cui verranno a farci compagnia i Mau & Mau, noti fans della Strambelli (soprattutto il primo Mau). Ho tentato di organizzare una carrambata invitando, tramite Marco da Mariano, Massimo , altro sfegatato fan della bionda del Piper, ma il mio gancio non ha dato segnali. Lancio perciò l'appello agli amici di Massimo (che è poi il fratello di Federica), perchè lo informino tempestivamente in modo che possa raggiungerci.
Per un motivo o per l'altro è la terza puntata della Raffa cui assisto: anche questo non era mai accaduto! E' il segnale che sono inesorabilmente entrato nella terza età?

martedì, ottobre 07, 2008

Bersagli facili


Giusto ieri riflettevo sul brutto clima di violenza che si registra qua e là nel Paese, destinato purtroppo a crescere anche per effetto del "crollo economico" che incattivisce gli animi. Incertezze e paure cercano sfogo irrazionale nei capri espiatori immediatamente disponibili: gli immigrati, rei di rubare lavoro agli Italiani. Sono i più deboli, i più indifesi, facile quindi prendersela con loro, complice l' opportunistico atteggiamento del potere. In realtà tutti i "diversi" sono a rischio , rappresentando un facile bersaglio su cui indirizzare rabbiosamente le insicurezze del momento. Buon senso (sempre quello, unico baluardo comune di umanità dopo il crollo di riferimenti valoriali) vorrebbe che quanti hanno possibilità (e responsabilità) di farlo contribuissero alla diffusione di messaggi positivi o almeno non soffiassero sul fuoco dell'animosità. Ma non è così. Ieri Village ha denunciato un grave episodio di disinformazione che finisce per gettarci (noi gay) in pasto alle fiere: parlando di AIDS, Chiara Atzori su Radio Maria ha criminalizzato i gay, indicandoli come veicoli del male tra gli etero . Roba da non credere, come se già non bastasse la recrudescenza omofobica in vari settori del Paese! Sembra proprio che si voglia instaurare un clima da caccia alla streghe: non si risparmiano i colpi bassi approfittando dei microfoni e dell'ignoranza degli ascoltatori, pronti a credere a tutto ciò che l' esperto di turno dispensa.
A questo punto sarebbe auspicabile che tutti i "bersagli umani" provassero a raccogliersi in popolo per far fronte comune, reindirizzando così,con la sola forza della ragione, gli attacchi alle fonti che sono comunque circoscritte. Tipo boomerang. Ma su chi possiamo contare per trovare eco nelle sedi giuste? Sui movimenti glbt? Sull'opposizione? Questo è il problema.

lunedì, ottobre 06, 2008

Abat Jour


Continuano a ripeterci che non c'è un'emergenza razzismo, eppure come appare chiaramente dall'indagine europea curata da Demos, la Polis e Pragma (in collaborazione con Intesa Sanpaolo), l'Italia è il Paese dove l'allarme suscitato dagli stranieri è più forte, relativamente alla sicurezza e all'ordine pubblico. Un interessante articolo di Ilvo Diamanti sostiene che più che di razzismo si tratterebbe di xenofobia, "paura dello straniero", la cui causa principale sarebbe la distanza fra rappresentazione e realtà.

"La realtà è che ci siamo trasformati in un paese di immigrazione, dopo che per oltre un secolo è avvenuto il contrario. Abbiamo accolto e integrato milioni di stranieri - perché ne abbiamo bisogno, dal punto di vista economico, dell'assistenza, ma anche della demografia. Ma si stenta ad ammetterlo, ad accettarlo.(...)La paura, poi, è alimentata dall'uso politico dell'immigrazione. Dal fatto che la paura degli immigrati e dei rom "paga". In termini elettorali e di consenso.(...) Per contrastare il razzismo, si dovrebbe, quindi, combattere la paura. Invece, viene lasciata crescere in modo incontrollato.".

Gli episodi di violenza si moltiplicano (Una lacrima sul viso) ed è ragionevole credere che quelli denunciati siano la minima parte. Accanto alla violenza xenofoba cresce di pari passo quella omofobica, più volte denunciata, insieme agli ormai incontrollabili casi di bullismo e sopraffazione fisica e psicologica dei più deboli. Un quadro generale che evidenzia un malessere sociale in continua crescita. E' un malessere che però fa bene a chi governa, perchè catalizza preoccupazioni, rabbie e paure dei governati che non hanno più tempo e voglia per concentrare l'attenzione sulle "altre" operazioni che intanto il potere politico ed economico conclude, indisturbato, nei palazzi romani e milanesi. Il nostro ruolo di cittadini è sempre più ridotto a puro accessorio, ovviamente necessario, ma del tutto privo di potere di scelta.
Non può cominciare all'insegna dell'ottimismo la settimana, ma nemmeno della rassegnazione. Occhi e orecchie aperte è il minimo che possiamo e dobbiamo fare per non ridurci davvero a soprammobili che, oltretutto, se non di pregio sono destinati prima o poi alla discarica. E cominciamo "a tirare fuori" tutta la solidarietà di cui siamo capaci.Perchè è da noi che può partire il cambiamento.

sabato, ottobre 04, 2008

Orizzonti


Sabato sera tutto per noi, in famiglia. Siamo stanchi, quasi provati dalla settimana che finisce. E' un po' sempre così negli ultimi tempi. En che si occupa di finanza è particolarmente stressato dal lavoro che risente della crisi sempre più grave, Dan vive uno dei periodi dell'anno più impegnativi e "scottanti" per la sua attività, avvicinandosi l'inverno. C'è poi tutto il resto: le preoccupazioni, le attese e le speranze per situazioni che ci stanno a cuore assorbono quel che resta delle nostre energie fisiche e mentali. Essere in tre è sicuramente una grossa fortuna, perchè si condivide e ci si rincuora a vicenda.

«Come descrivere una realtà tutta negativa con parole razionali che tuttavia, in quanto razionali, devono esprimere una esperienza positiva» si è chiesto l'altro giorno il card.Martini, davanti ad una folla emozionata che ha riempito l'auditorium del Centro S.Fedele di Milano. Si riferiva alla propria morte che sente ormai imminente: ne è scaturita una riflessione toccante e nello stesso tempo altissima rivolta «al credente e al non credente che è in ciascuno di noi».«Mi sono riappacificato col pensiero di dover morire quando ho compreso che senza la morte non arriveremmo mai a fare un atto di piena fiducia in Dio. Di fatto in ogni scelta impegnativa noi abbiamo sempre delle "uscite di sicurezza". Invece la morte ci obbliga a fidarci totalmente di Dio».
E' proprio l'assenza di "uscite di sicurezza", che consentono nel corso dell'intera vita persino di svicolare e snobbare i problemi anche più grossi, a spiazzare. Il credente è sicuramente avvantaggiato, ma ugualmente nella mischia della vita.
E' sabato, abbiamo tutti bisogno di una pausa, come direbbe la Carrà. Accantoniamo temporaneamente le riflessioni impegnative e abbandoniamoci alla vita che rimane sempre troppo bella. Buona serata!
La meravigliosa foto è sempre del nostro amico Francesco da Lampedusa.

venerdì, ottobre 03, 2008

Buon senso a letto

Mi chiedo se il papa è davvero convinto quando scrive che i metodi contraccettivi, impedendo la procreazione di figli, snaturano il senso ultimo del matrimonio. Se proprio la coppia è costretta a "sospendere"la procreazione allora ... : "Niente interventi esterni. Casomai solo "la conoscenza dei ritmi naturali della fertilità della donna" che diventa importante "per la vita dei coniugi". Riconosce almeno che in fatto di contraccezione molti fedeli "trovano difficoltà" a comprendere gli insegnamenti della Chiesa cattolica.(Corriere) Chissà come mai. Paolo VI quando promulgò la criticata Humanae vitae, 40 anni fa, aveva più di un dubbio, tanto che consultò gli episcopati pur finendo poi per avvallare la tesi conservatrice della curia romana. La sua indecisione di allora ha lasciato il posto alle certezze (dogmatiche in tutti i campi, anche in quello morale) dei 2 pontificati successivi. Ratzi segue pedissequamente le orme del predecessore GiovanPaolo2, niente di nuovo quindi. I "fedeli", in ogni caso, a letto si muovono con disinvoltura non perchè abbiano difficoltà di comprensione, quanto di "applicazione" dei dettami pontifici. Tranne naturalmente i ciellini che sfornano figli quasi partecipassero ad una gara, ma tanto c'è Formigoni ( e la Compagnia delle Opere) che provvede loro. Gli altri, la stragrande maggioranza, sanno discernere con buon senso ciò che devono fare.
E' venerdì, il fine settimana per alcuni è già cominciato. Hanno idea il papa e i suoi gerarchi di quanti uomini e donne faranno l'amore tra stanotte e domenica?Pare che le coppie "tradizionali" compiano i loro doveri coniugali una volta la settimana (se va bene) e proprio tra il sabato e la domenica: non è il caso di lasciare che vivano quell'unico momento di godimento liberamente, come detta loro il cuore e la coscienza, senza imporre restrizioni forzate e a volte persino insensate? Naturalmente, anche se i cattogerarchi fingono di ignorarlo, anche le altre coppie, quelle di serie B e le troppie, etc faranno l'amore nelle prossime ore: anche a loro, a tutti, va predicato il buon senso, quello sì, perchè un momento di amore o anche di semplice abbandono non diventi una condanna a morte e nemmeno l'irresponsabile inizio di una vita che esige poi di crescere come conviene alla dignità dell'uomo. Di ogni uomo, anche del Sud del mondo.

giovedì, ottobre 02, 2008

Anniversario


Oggi entriamo nel 4 anno di troppia! Al di là dello stupore già più volte espresso per la meravigliosa realtà che viviamo, non ho parole capaci di tradurre le emozioni ed i pensieri . Lascio perciò la parola ai miei novi che attraverso gli abituali sms di buona giornata hanno fotografato meglio di quanto possa fare io la nostra realtà:
"E' sempre bello stare insieme, vicini. Nell'istante in cui ci si saluta ci si manca subito.In certi momenti il vostro calore mi è indispensabile per andare avanti. In questo giorno vi dico grazie... di esistere! Vi amo come posso e più di tutto.Auguri, mori!"(en);
"Auguri mori tritapalle notturni (riferimento all'ennesimo battibecco di stanotte per mandarlo a letto dopo il suo ...crollo,ndr). E' bello ed appagante raggiungere insieme traguardi come questo. Vi amo tantissimo e questo mi fa stare bene in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione la vita mi impone."(dan).
Auguri, mori!

P.S. Stavo dimenticando di raccontare la mezz'ora di brivido ed eccitazione vissuta ierisera avendo noi un biglietto della lotteria con i primi 5 numeri estratti! En si è subito prenotato telefonicamente ed era in evidente stato confusionale. Mentre dan ed io facevamo mentalmente progetti su come spendere la vincita, lui invece non stava più nella pelle perchè già immaginava di poter dare i numeri direttamente alla Carrà (nel senso di poter parlare con lei ovviamente). Naturalmente al sesto numero estratto siamo stati tagliati fuori, carramba, che sfortunauff'! Ma non è detta l'ultima parola: magari settimana prossima la Raffa entrerà direttamente a casa nostra per consegnarci la "busta della fortuna". Fischia, non perdete la prossima puntata!

mercoledì, ottobre 01, 2008

Per te....

Mi sono emozionato ieri mattina ascoltando questa canzone, pensandoti mentre andavo al lavoro.


Auguri!


martedì, settembre 30, 2008

Quando si ama... le regole dell'amore gay



Ho appena letto "Quando si ama... le regole dell'amore gay ", riflessioni tratte da Galanet, liberamente tradotte dal nostro amico Dino per Gionata. Sono troppo stanco per commentare l'articolo che è particolarmente interessante, mi limito a riportarne la conclusione : "Dunque si può proprio parlare di amore omosessuale. La questione della possibilità di un amore lontano dalle norme, non è tuttavia sempre stata sottoposta a regole, poiché l'omosessualità instaura essa stessa delle nuove norme che le sono proprie.". "Infatti è impossibile scartare l'omosessualità dal quadro dell'amore, perchè anche se l'amore gay si costruisce effettivamente ai margini della società e delle sue norme, sa comunque creare nuove norme e la nascita di nuovi valori capaci di mettere in discussione le vecchie concezioni morali. E proprio il caso di dire che la forza "dell'amore tutto cambia e tutto muta".
Un po' quello che la nostra esperienza di troppia ci ha insegnato e che abbiamo ripetuto in più occasioni. L'essere in tre a vivere l'amore ci ha costretti a riflettere seriamente sulla questione delle "norme".
Ora però Dan ha appena scoperto di essere stato, per l'ennesima volta, abbindolato da un commesso troppo sicuro di sè che gli ha venduto qualcosa di sbagliato, mi pare di capire un "wirefire"stavolta. Comincio a pensare che il fatto di far colpo su maschi e femmine alla fine non sia sempre positivo: pur di vendergli qualcosa, prolungando così la chiacchierata col "bellissimo anzi bellissimo", tutti si trasformano in imbonitori convincenti e credibili. Almeno per il nostro Dan che puntualmente porta a casa di tutto fuorchè il necessario.

lunedì, settembre 29, 2008

«Ci sarà un altro “O' Scia'”?»


“Canterò e racconterò una doppia nostalgia. Nostalgia del passato e nostalgia del futuro. Con “nostalgia del passato” mi riferisco, ovviamente, alla storia di questi primi cinque anni del progetto O’scià. Un progetto che, partito quasi in sordina con un mio primo concerto da solo sulla spiaggia della Guitgia, è cresciuto al punto da diventare una tra le più importanti rassegne di musica e arti a sfondo sociale, non solo del nostro Paese, ma anche d’Europa. Con “nostalgia del futuro”, mi riferisco, invece, alla speranza che il sostegno amico di quanti - Istituzioni europee, nazionali, regionali e locali, Organizzazioni non governative internazionali, forze politiche, movimenti religiosi e culturali – hanno sostenuto questo progetto si faccia vento nuovo in grado di sospingere ancora la piccola barca di carta da musica di O’scia’ lungo la rotta dell’incontro e dell’integrazione tra le culture. Una rotta non facile, ma indispensabile da seguire, se si vuole davvero contribuire a costruire un futuro di serenità, pace e sviluppo equilibrato per tutta l’area del Mediterraneo e per l’Europa”.(Claudio Baglioni).

L'edizione di quest'anno ha incontrato difficoltà d'ogni tipo, politiche prima di tutto e poi anche metereologiche, essendosi svolta sotto la pioggia. Fiorello , corso a sostenere l'iniziativa di Baglioni, ha spopolato nell'ultima serata, quella di sabato, nonostante la brutta accoglienza riservata alla manifestazione dalla Lega, rappresentata dall'ex-vicesindaco, Angela Maraventano. Ci si poteva forse aspettare qualcosa di diverso da chi fomenta razzismo e discriminazione in tutto il Paese?
Noi da quassù ci auguriamo che la magica isola di Lampedusa continui ad essere la porta d'Italia spalancata sul mondo col suo messaggio di incontro ed integrazione, l'unico possibile, se ancora vogliamo un futuro migliore. Da Como uniamo perciò le nostre voci perchè il saluto lampedusano ricco di augurio, " O' Scià", arrivi sempre più lontano e soprattutto rimbombi prepotentemente nelle orecchie dei leghisti più sordi.

Una bellissima foto dell'amico Francesco: un delfino nuota libero e felice nel mare di Lampedusa.

domenica, settembre 28, 2008

Ultima di settembre



La trippata si è protratta fino a tarda notte tra discorsi seri, risate e divertimento puro. E' la spensieratezza dello stare insieme, di trascorrere alcune ore con gli amici staccando dai problemi di tutti i giorni. C'era anche Fau, che ancora non avevamo visto dopo il ritorno da Lampedusa. Era un piacere sentirlo parlare, raccontare dell'isola magica che lo ha stregato. Gli occhi sempre luccicanti a sottolineare lo stato di grazia che sta vivendo, nonostante i delicati problemi che la vita non risparmia a ... chi vive appunto.

Il sabato sera è un momento straordinario per recuperare il tempo, solitamente dominatore, riducendolo a quello che è e dovrebbe essere: al nostro servizio. Nessuna corsa isterica al divertimento fine a se stesso, finendo per concentrare in una notte le aspettative di una intera settimana. A noi basta davvero poco per stare bene, non chiediamo altro.

Oggi splende un magnifico sole, l'ideale per far legna... se solo avessimo un camino! Non avendo quindi da immagazzinare riserve per scaldare l'inverno che si preannuncia rigido, ci accontenteremo di esercitarci nel produrre calore direttamente da noi stessi. Fa bene al corpo e anche all'anima. E' domenica!

sabato, settembre 27, 2008

Evviva la trippa!


Stasera trippa per tutti! Ser è già al lavoro. Solitamente è molto buona, un pò come la faceva la mia nonna. Non ne vado pazzo, ma come la mangiavo allora per far felice la nonnina la mangerò anche stasera per far felice il cuoco. Già con l'acquolina in bocca, invece, per i secondi. Specialità marchigiane, olive, mozzarelline, tutto rigorosamente fritto. Olè! Comunque la trippa si addice a questa giornata. Forse anche a questi tempi che necessitano, sotto molti punti di vista (affettivo, finanziario), di fare un passo indietro per farne tre in avanti. C'è un ritorno alle cose semplici. C'è bisogno di calore, di umanità. Quel sistema americano ci stava rovinando. La crisi economica in atto, purtroppo dolorosa per tutti, un po' ci voleva. E' un'opportunità da cogliere però. Ripartire con nuove regole e più serietà. Riusciranno i "grandi" del mondo a gestire tutto ciò mettendo al centro l'uomo e non gli interessi?

Tutto potrebbe essere più facile se finalmente si delineassero i nuovi confini comprendenti anche il Sud del mondo. Noi europei siamo i più vicini : noi, uniti, dovremmo collaborare e riappropriarci della nostra identità che è vincente. Forse sto sognando ed un incubo mi ha riportato con i piedi per terra: l'attuale governo. Qui mi fermo. Parlano i fatti. L'eclatanza di pochi avvenimenti -Alitalia, che era meglio cedere subito al grande vettore internazionale, Air France - nascondono decisioni e decreti che limitano e minano la crescita dell'uomo come persona. L'opera di un buon governo deve pensare a questo. Sono i principi della Costituzione. Penso alla scuola, al decreto sugli immigrati ed alle norme restrittive recentemente approvate, alla sanità alla riconcessa immunità per le alte cariche dello Stato...Tutto è in totale contrasto con i principi e le norme costituzionali, però ... hanno reintrodotto l'ora di educazione civica! Che bravi, ma ...chi ci crede?

Basta. Un pò di serenità con una bella canzone, vincitrice dell'Eurofestival, cantata Dima Bilan che non è male:



Buon fine settimana, amici! La trippa è tanta e noi siamo qui!
(En)

venerdì, settembre 26, 2008

Tra malinconia e meraviglia



Leggendo il post di ieri di Mel (Le rondini di Tullio Hermil) mi sono ricordato quando, da piccolo, assistevo alla preparazione della partenza delle rondini. La scuola stava per cominciare o era iniziata da poco, quindi era fine settembre o al più tardi i primi di ottobre. Più o meno di questi tempi quindi. Non ricordo l'ultima volta cui ho assistito allo spettacolo magistralmente descritto da D'Annunzio . Vedevo le rondini raccogliersi in stormi sui fili elettrici che un tempo erano aerei, ora però che sono stati interrati potrebbero essere tornate a radunarsi "sul tetto lungo le gronde. Le migratrici stavano in fila sull’orlo del canale, talune rivolte col becco, altre col dorso, per modo che le piccole code forcute e i piccoli petti candidi si alternavano. E così, aspettando, gittavano nell’aria calma i richiami". Da molto ormai l'avvenimento mi sfugge. Evidentemente sono troppo distratto o loro, le migratrici, sono diventate più discrete e anche meno numerose.
Temo sia ormai tardi per guardarmi in giro ora: il fresco di questi giorni avrà sicuramente anticipato la partenza per i lidi africani.Resta un po' di malinconia.
E'comunque venerdì e la prospettiva del finesettimana contribuisce a rinfrancare gli animi. Non abbiamo particolari progetti se non una serata con gli amici di una vita domani sera, sabato. Ci basta sapere che il tempo sarà solo nostro, come lo riempiremo è secondario. E' il bello dell'innamoramento: l'unico desiderio è poter godere la presenza degli amati. Tutto il resto, pur bello e piacevole, è un di più che aggiunge meraviglia al già straordinario.

giovedì, settembre 25, 2008

Via tutto


Verrebbe voglia ognitanto di liberarsi di tutti i pesi e le zavorre che rallentano la vita, che ci distraggono da ciò che amiamo veramente e danno gusto alla quotidianità. Spesso non si può: non ci si disfa dei tumori con un tocco di bacchetta magica, lo stesso vale per le mafie, i politici corrotti, le macro ingiustizie mondiali e tutto quanto ci rovina vigliaccamente l'esistenza. Ma non ci rassegnamo e nemmeno ci rifugiamo nel sereno privato facendo finta che tutto vada bene solo perchè noi stiamo bene. E' vero però che avendo una famiglia- e la nostra è una famiglia- in cui ci si ama e si condividono realtà belle e brutte, diventa più facile, o almeno meno faticoso, non cedere di fronte alla sfrontatezza del male. L'unione fa la forza, come si dice. Essere troppia attutisce, non evita, i colpi bassi della vita e ... degli uomini che sono ancora peggio. L'amore non produce magie, ma offre anche nelle peggiori situazioni una visione comunque positiva, consentendo di intravedere "sempre il sole al di là delle nuvole" (saggezza proverbiale dell'India). Non si tratta di una pia illusione: l'esperienza concreta dell'amore disvela le straordinarie ricchezze dell'uomo rafforzando la fiducia nella possibilità del cambiamento, della sua redenzione. Anche nel peggiore dei casi. Forse questo discorso risulta più comprensibile ai cristiani che credono in un Dio che si è fatto crocifiggere per affermare la sua fiducia nell'uomo, nella sua possibilità di redenzione appunto, ma non è prerogativa e patrimonio solo loro. E' la conoscenza (sperimentale) dell'amore che indirizza in tal senso. Lo confermano storicamente tutte le religioni che, non è un caso, pongono proprio l'amore alla base del loro credo. Ovviamente poi ci sono i limiti che sono umani come le stesse religioni.

Malattia mortale, angoscia e disperazione sono il pane di Søren Kierkegaard che però arriva alla "sua" certezza: "Se mi fosse tolto tutto conserverei comunque sempre la cosa migliore: lo stupore beato e salutare dell'amore infinito di Dio". Come a dire che l'esperienza dell'amore una volta vissuta non può essere cancellata da alcuna disgrazia, per quanto grande sia. E' l'unica cosa che resta una volta spogliati di tutto.

mercoledì, settembre 24, 2008

Incazzato


Oggi tassi impazziti, un disastro sui mercati con effetti devastanti per le famiglie, quindi anche per noi. Visto il pesante clima economico è abbastanza normale, anche se è davvero drammatica la situazione. A Grazzanise (CE) intanto si costruisce il più grande aereoporto d'Italia,anzi del Meditterraneo, grazie al protocollo d'intesa dello scorso febbraio tra Regione (Bassolino) ed il Governo di allora (Prodi). Sarà gestito dalla Gesac, la stessa società concessionaria dell'aereoporto di Capodichino. L'ho scoperto leggendo la già citata Lettera alla mia terra di Roberto Saviano. "Al finanziamento della realizzazione dello scalo di Napoli-Grazzanise sono già destinati circa un miliardo e 50 milioni di euro, così suddivisi: 905 milioni di euro di fondi europei e nazionali di competenza della Regione, destinati alla prima fase di realizzazione (espropri, infrastrutture primarie, impianti e aerostazione);145 milioni di fondi del Piano Nazionale per il Mezzogiorno, destinati al collegamento autostradale tra la A1, l'aeroporto di Grazzanise e la direttrice domiziana." (Cabina di regia per realizzazione aeroporto Grazzanise ).Più tutto quello che verrà naturalmente e che in fieri si ingigantirà come prassi. Un bel giro di soldi in un paese "marcio di camorra"! Tutto questo mentre si gioca il futuro dell'Alitalia e dei suoi debiti che pagheremo nei prossimi anni noi italiani qualunque, di serie A e anche di serie B, ringraziando perfino il CAI (Compagnia aerea italiana) per il salvataggio last minutes.

Non è finita: due ministri del Governo attuale si scontrano sull'analisi dell'emergenza camorra dopo la strage di Castelvolturno, che ha portato alla luce la mattanza in atto in quel territorio dallo scorso mese di maggio. Non mi pare una cosa buona, se non per la stessa camorra. Suona quasi rassicurante il solito malaffare della parentopoli siciliana in cui sono coinvolti amici, parenti ed autisti di illustri politici tra cui il presidente Schifani.

Oggi volevo scrivere un post leggero sulla serena vita di troppia, ma sono troppo incazzato. Come si fa a non esserlo? ditemelo voi che siete italiani come me e magari come me cittadini di serie B per quanto riguarda i diritti!

martedì, settembre 23, 2008

Nicoletta all'arena di Verona




Giovedì 18/09 ore 17 arrivo a Verona per la serata evento che Patty Pravo dedicherà ai suoi fans. Premetto che Patty Pravo, come per En la Carrà , è la colonna sonora della mia vita, infatti quando ero in età adolescenziale la Nicoletta nazionale iniziava i suoi primi passi al Piper di Roma, quindi tutti i momenti della mia vita dai 10 anni in poi venivano scanditi dalle sue canzoni da Ragazzo Triste alle piu’ recenti. Comunque ritorniamo a noi, arrivati a Verona molto in anticipo rispetto all’orario di apertura dei cancelli, non ci resta che fare un breve giro della città, tra l’altro splendida con la sua Piazza delle Erbe e cortile attigui, con il balcone più famoso al mondo, quello di Giulietta e Romeo e le sue vie piene di storia. Ma intanto sentiamo arrivare dall’interno dell’Arena la sua voce….è Lei che stà facendo le prove, il cuore batte a mille….sembra impossibile che una cantante ti possa dare tante emozioni ma è così…..Dopo una pizza veloce, anche perché l’attesa è tanta e la voglia di prendere posto è ancora di più, alle ore 20 finalmente si entra. La cornice dell’Arena è veramente incantevole, peccato che la serata iniziava a farsi un po’ troppo fresca, e rimanere immobili sulle poltrone non è stato facile. Tutti gli spalti dell’Arena erano gremiti di persone. Ma ecco che alle 21,30 arriva sul palco con un pantalone aderente e una giacca scura che le arriva al ginocchio, bionda, bella …..ed attacca subito con una delle sue canzoni meno famose, il pubblico dopo l’applauso iniziale si zittisce immediatamente e rimane rapito dalla sua voce, quella voce un po’ roca un po’ a metà tra il maschile e il femminile che mi ha sempre affascinato. Prosegue la serata tra canzoni famosissime come “ la Bambola ” “Pazza idea” “Pensiero stupendo” ed altre meno famose, arriva il pianoforte e lei suonando intona “Se perdo te” il pubblico è in delirio.


Tra le molte canzoni ci fa ascoltare anche una canzone che uscirà nel prossimo CD, storia di un amore saffico, molto bella. Alle 11,30 finisce il concerto tra le molte chiamate a riuscire sul palco, ci farà riascoltare “la bambola” e la serata finisce così con il ricordo indimenticabile dell’eterne ragazza del Piper.
Grazie Nicoletta.

Mau

lunedì, settembre 22, 2008

Guardiamoci allo specchio


Ci siamo, è l'equinozio di autunno. L'estate è definitivamente andata. Ieri abbiamo ritirato tavolo, sedie ed ombrellone dalla terrazza e riparato in casa le piante che non sopporterebbero il rigido clima cui andiamo incontro. La vita segue il suo corso, tranquilla e rassicurante se non fosse che...

Ieri ( o oggi) era il complenno di Roberto Saviano: 29 anni! " Oggi qui in questa stanza dove sono, ospite di chi mi protegge, è il mio compleanno. Penso a tutti i compleanni passati così, da quando ho la scorta, un po' nervoso, un po' triste e soprattutto solo. Penso che non potrò mai più passarne uno normale nella mia terra, che non potrò mai più metterci piede. Rimpiango come un malato senza speranze tutti i compleanni trascurati, snobbati perché è solo una data qualsiasi, e un altro anno ce ne sarà uno uguale ".

Ha scritto "Lettera alla mia terra" dopo la strage di Castel Volturno: un duro documento di denuncia, ma anche di amore e passione per la sua terra che non sa e non vuole reagire, schiacciata tra l'arroganza dei forti e la codardia dei deboli. Ci riguarda tutti, la responsabilità non è solo di chi vive al sud dove la criminalità organizzata ha il controllo del territorio. Il guaio è che anche noi qui al nord ci accontentiamo di una vita tranquilla e il più delle volte non sappiamo e non vogliamo sapere quanto accade nel resto del Paese. Quanti di noi sapevano della mattanza in atto da mesi ad opera di sei codardi, strafatti killers casalesi?

"Voi volete una vita semplice, normale, fatta di piccole cose, mentre intorno a voi c'è una guerra vera, mentre chi non subisce e denuncia e parla, perde ogni cosa. Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così asserviti e rassegnati, così piegati?". "Non posso credere che riescano a resistere soltanto pochi individui eccezionali. Che la denuncia sia ormai solo il compito dei pochi singoli, preti, maestri, medici, i pochi politici onesti e gruppi che interpretano il ruolo della società civile.".

Per quanti tentativi facciamo per "tirarci fuori", tacitando le nostre coscienze per la tranquilla indifferenza con cui seguiamo le mattanze ed i loschi traffici che avvengono nel nostro Paese, rimane in noi un vago senso di disagio che ci impedisce di sentirci a posto, nel giusto. E' forse il dubbio di essere anche noi dei codardi che si insinua tra le nostre certezze benpensanti. Il riscatto però comincia necessariamente dall'accettazione della realtà e ci vuole coraggio per riconoscere come siamo veramente.
Buon compleanno, Roberto!