mercoledì, ottobre 11, 2006

Perchè non vinca il silenzio


Lunedì scorso L'Unità ha dato notizia, unico giornale, che la Fininvest ha chiesto un risarcimento di milioni di euro per danni morali al dott. Francesco Giuffrida, funzionario pubblico di Bankitalia che, come perito, ha collaborato con la Procura di Palermo per ricostruire la complicatissima struttura finanziaria del Biscione su incarico dell’Istituto suo datore di lavoro. La Holding milanese in pratica considera danneggiata socialmente la propria immagine "non tanto dal fatto di avere un altissimo dirigente condannato in primo grado per mafia e altri avvocati e manager condannati per corruzione di giudici e Guardia di finanza, favoreggiamento, falso in bilancio, frode fiscale, false fatture e così via", bensì da un funzionario pubblico che ha semplicemente svolto il proprio dovere. Francesco Giuffrida ora è stato lasciato solo, persino da Bankitalia. Dovrà testimoniare al processo d'appello a carico di Dell'Utri (condannato in 1 grado a 9 anni per mafia, assolto solo nel processo per "calunnia aggravata" giusto l'altro ieri), ma la richiesta di risarcimento suona come esplicita minaccia, "un modo per zittirlo ed intimorirlo", dice un pm palermitano.
I suoi pochi amici lanciano un appello "Perchè non vinca il silenzio", raccogliendo firme di solidarietà: giuseppe_giolitti@fastwebnet.it
Non stiamo a guardare!

2 commenti:

topolina ha detto...

Ma ma ma, questa scultura, molto moderna, è a Torino...molto inquietante non trovi? Hai letto il mio commento al tuo post sulla mancanza di una moschea nella nostra città? Mi piacerebbe sapere che ne pensi...bacio grande, Chiara

Ulisse ha detto...

Ne ho sentito parlare anch'io della denuncia della Fininvest. E' una cosa ignobile e non mi stupisco che la stampa italiana, in parte in mano a Berlusconi, non ne abbia parlato.
Questo paese purtroppo fa sempre più schifo e gli italiani sembrano assopiti da un sonno narcotico, ormai per guardare la realtà si guardano i reality che tutto sono tranne che realtà. Speriamo di svegliarci presto e cominciare le pulizie di primavera anche se primavera non è.