lunedì, ottobre 23, 2006

Saffo


Simile a un dio mi sembra quell'uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell'erba; e poco lontana mi sento
dall'essere morta.
Ma tutto si può sopportare... (Saffo)

3 commenti:

melchis cavaliere ha detto...

E' incredibile: in qualche blog di mia conoscenza sto leggendo le poesie di Saffo che propongo ai miei allievi e su di esse stanno lavorando per esercitarsi nella scrittura. In questi giorni ho rispolverato gli "Esercizi di stile" di Queneau e ai giovani piace moltissimo manipolare i testi; almeno imparano un po' a scrivere.
:-)

paolo ha detto...

..cmq questa poesia e' capace ancora di fare "emozionare"....

topolina ha detto...

Inizialmente...senza aver letto la poesia, ma, vista solo la firma, mi sono detta: guarda, ser ha pubblicato qualcosa che ha scritto Val! ;-) poi leggendola...naaaaa!;-)
Molto in ritardo ho riririsposto al post su Kant...baci e...ci si vede ad Halloween?
Chiara