lunedì, ottobre 23, 2006

La misura dell'amore



Ieri mentre si triparlava, En ha detto che durante i 20 anni della nostra storia di coppia abbiamo molto sofferto. E' vero, lo sapevo già, ma quel molto mi ha colpito: non avevo mai riflettuto sulla quantità della sofferenza. Più volte in queste pagine ho teorizzato sul rapporto amore-dolore e perfino sulla debolezza e fragilità in cui ci precipita l'amore che, come dice T. Adorno, in qualche modo ne è la conferma ("Sei amato solo quando puoi mostrarti debole, senza provocare in risposta la forza."). Agostino di Ippona, il già citato teologo della Bellezza, spiega il motivo per cui il dolore si accompagna all'amore: "L’amore uccide ciò che siamo stati, perché si possa essere ciò che non eravamo.". Non c'è morte indolore, non c'è nascita indolore, lo sanno bene le donne. "Dov`è amore, è dolore" dice lapidario Plauto.
E' il quanto si debba soffrire e fino a quanto si possa che costituisce problema. La misura credo comunque sia la stessa dell'amore : "la misura dell'amore è amare senza misura" (ancora Agostino) e quindi anche dolore senza misura... Moltiplicato per tre ovviamente. Il che non è rassicurante. In qualche modo Dan è avvantaggiato perchè è salito in corsa e non dobbiamo ricominciare da capo, potendo godere di quello che En ed io siamo oggi, ma pensare che anche a lui spetta la sua dose di sofferenza non mi lascia tranquillo. E' inevitabile, lo so, qualcosa ha già sperimentato nell'anno intenso che abbiamo vissuto. E' forte, ha spalle larghe perchè la vita gli ha già insegnato il dolore, ma è ancora così giovane...
Concentrato sul dolore, ho quasi dimenticato che esiste solo perchè c'è l'amore!
E il nso tripliceamore cresce col passare del tempo, aumentando la stessa percezione delle emozioni che sono sempre più intense e forti, perchè in un certo senso sempre più consapevoli e mirate.(s)

5 commenti:

melchis cavaliere ha detto...

"...senza provocare in risposta la forza" mi sfugge il senso di questa parte, indissolubilmente legata alla prima.

paolo ha detto...

carissimo ser pensa un po' come e' puo' essere piatta la vostra vita di coppia tris senza i litigi.Litigare aiuta a conciliare,a conciliarsi,a maturare,a rendere vivo il rapporto. Se no che vita e'?...

ser ha detto...

La debolezza dell'amante quando non suscita nell'amato il desiderio di infierire (come invece purtroppo accade frequentemente nelle relazioni umane)diventa la prova del sentimento ricambiato.Questo senza voler coinvolgere forzatamente l'intera Scuola di Francoforte con le sue pur interessanti implicazioni psico-sociologiche.
Le vere sofferenze in amore comunque non sono quelle causate dai litigi, più o meno "ravvivanti" il fuoco della passione,quanto piuttosto dall'incontro tra persone diverse che inevitabilmente genera "conflitti", necessari alla nascita e alla vita di ogni rapporto amoroso (coppia o tris che sia). Mel e Paolo (e lettori in genere), non prendetemi troppo sul serio: qui stiamo vivendo una realtà nuova senza alcun modello di riferimento, per cui si procede sperimentando e, a volte, addirittura secondo procedimenti combinatori alla Queneau. Applicati però alla vita,eheh.

melchis cavaliere ha detto...

Metti altra "carne" sul fuoco; non mi resta che manducare, pur con uno sguardo alla realtà della vita, di cui si nutre il tuo post.
L'avevo ipotizzato e lo confermi: fortunati i tuoi alunni!

melchis cavaliere ha detto...

Finalmente ho compreso il commento n.3, Ser; mi necessitava un po' di serenità mentale, considerata la stanchezza. Credo sia tra i nodi più inestricabili di una qualsivoglia relazione umana, nel rapporto sentimentale la questione è ancora più delicata.