domenica, ottobre 15, 2006

Vulnerabilità


Qualche giorno fa scrivevo che l'intensità dell'amore mi ha reso più fragile e vulnerabile. Mi è stata chiesta ragione, perchè una simile condizione può apparire immediatamente negativa, espressione di un nuovo limite. In realtà non la percepisco e non la vivo come tale. Tutt'altro!
Ierisera mi sono accorto che anche un nostro amico, professionista serio e sempre controllato, quasi un po' rigido un tempo, da quando vive la meravigliosa storia con L. sta subendo un cambiamento radicale, non solo nei piccoli e quasi insignificanti comportamenti esteriori, ma soprattutto nel modo di pensare e guardare la vita. Ho colto solo delle sfumature che mi pare segnalino la profonda metanoia in atto. Dallo sguardo è scomparsa la sicurezza, il volere a tutti i costi inserire in un quadro di riferimento certo la realtà per poterla controllare e determinare. C'è invece, oltre alla luce brillante dell'innamorato, il disorientamento di chi si accorge di non poter controllare più nulla, di aver perduto ogni schema di riferimento, di dover affrontare ogni situazione dal principio, ex novo, avendo smarrito se stesso nell'altro. Ora il suo riferimento è L., la vita ruota intorno a lui, che è imprevedibile per la giovane età, per la differente formazione culturale, per la naturale genialità. Il nuovo M. suscita tenerezza, perchè mostra il suo essere spiazzato, insieme alla voglia di ricominciare tutto da capo, di imparare qualcosa che, già sa, non sarà mai preciso e rassicurante come le fredde regole matematiche che non lasciano spazio alla fantasia e agli imprevedibili voli dell'amore. In altre parole, ora è vulnerabile, perchè si è frantumata la corazza indossata inconsapevolmente come personale reazione al vissuto. Non può che affrontare direttamente la realtà, senza più alcuna mediazione: le emozioni, i sentimenti finalmente non sono più attenuati. E lasciano il segno quando sono forti.
Questo, a mio parere, non è un limite: al contrario è abbandonarsi, ma da soggetto protagonista sempre attivo e vigile, all'esperienza della vita, riuscendo a godere fino in fondo le sue varie e persino più piccole sfumature. Nel bene e nel male. (s)

2 commenti:

melchis cavaliere ha detto...

Che la vita di un essere umano possa ruotare attorno a quella di un altro è situazione da sperimentare, ma solo come conoscenza di sè, mezzo e non fine.
Buona domenica! Ho dovuto creare un account per poter commentare.
:-)

Los 3novios ha detto...

Certo, ci mancherebbe che il nostro fine fosse l'altro da noi! Quando ciò accade cominciano i guai seri, come sempre quando il semplice strumento assurge a fine. La storia e la realtà attuale insegna...
Nel caso delle relazioni umane, visto il nostro essere animali politici, gli altri e noi stessi siamo reciproco mezzo di realizzazione e perfezionamento in tutti i sensi.

Grazie, Mel, un saluto alla tua magnifica terra (Sicilia).