sabato, maggio 12, 2007

La rivoluzione dell’amore civile


Mentre in piazza S.Giovanni i guelfi, tra cui i ministri Mastella e Fioroni, difendono inferociti la famiglia tradizionale, escludendo con arroganza ogni altra possibilità d'amore, in p.za Navona comincia il Coraggio laico che per due giorni sosterrà l'orgoglio dei DICO. A mezzanotte il concerto e domani, nella sala conferenze di Piazza Montecitorio, convegno su «Il mito della famiglia naturale, la rivoluzione dell’amore civile».

Ben organizzata, come previsto, la manifestazione fortemente voluta dalla CEI, con centinaia di migliaia di partecipanti e una sfilata di politici decisi a farsi notare per fare incetta di voti dei cattolici non pensanti al prossimo turno elettorale. Il cavaliere mascherato , con la scusa della vignetta di Vauro (foto)pubblicata su Il manifesto, ha trovato il modo per aggirare l'handicap del suo divorzio e partecipare, festosamente acclamato, al più importante meeting elettorale dell'anno.

Non facciamoci impressionare dai numeri e dalle urla: 33 anni fa gli Italiani hanno scelto nel segreto delle urne il divorzio, contro ogni attesa curiale, dando il primo vero colpo mortale al modello di famiglia tradizionale. Da allora la situazione non è più la stessa, anche se la macchina mediatica tenta l'ultima disperata difesa di ciò che ormai non è più un'esclusiva: famiglia oggi è ogni nucleo d'amore, libero e responsabile .

6 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao ragazzi
la mia posizione sul family day l'ho espressa facendovi notare l'articolo di Severgnini sul Corriere di giovedì scorso.
Per quanto riguarda la vignetta di Vauro la trovo sgradevole: che avreste detto se, fatta da un altro in un altro momento, invece che rivolta ai preti di piazza san Giovanni, fosse stata rivolta verso un Gay Pride?
cordialmente
Koel

Ulisse ha detto...

Fatto salvo il diritto di ognuno di manifestare (salvo quei casi vietati dalla costituzione e dalle nostre leggi), il Family day mi è sembrato l'elogio all'ipocrisia, perchè tutti sanno che i loro figli molto probabilmente finiranno col convivere prima di sposarsi o col fumarsi qualche canna o magari si scopriranno omosessuali.
Credere che il proprio pargolo quando crescerà sarà un esempio perfetto di cattolico è solo un'utopia.
Purtroppo molti genitori preferiscono avere le fette di salame sugli occhi che guardare la realtà non solo per come è ma soprattutto per come sarà.
Se in un genitore questo può essere capibile, non lo è altrettanto per un legislatore che nel promulgare leggi dovrebbe restare inchiodato solo alla realtà dei fatti e se possibile, addirittura anticiparli. Ma siamo in Italia il Paese in cui le TV private sono state regolamentate solo quando il fenomeno avevo ormai raggiunto livelli paradossali.
Errare è umano, perseverare è diabolico e infatti chi è più diabolico dei nostri politici?

Los 3novios ha detto...

Se la vignetta di Vauro fosse stata rivolta al gaypride,probabilmente avremmo commentato che volutamente si vuole fare confusione tra pederastia e omosessualità. Nessuno ironizza sui tanti preti gay, ma su quelli pederasti sì, perchè rappresentano un fenomeno criminale che la gerarchia cattolica dovrebbe affrontare coraggiosamente, anzichè tentare di nascondere, calpestando e umiliando le stesse vittime, fino a quando una qualche giustizia umana la condanna ad un risarcimento almeno economico. L'ironia, pur pesante, intende stigmatizzare l'ipocrisia dei potentissimi "gerarchi" che con una gran "faccia di tolla" si ergono però a giudici dei comportamenti altrui, contravvenendo lo stesso imperativo evandelico del "Non giudicate, perchè uno solo è il Giudice".Lo strumento dell'ironia è l'unico ancora consentito in questo Paese senza incorrere nell’ accusa di terrorismo soltanto perchè si avanza la pretesa di "Dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio"
Ciao!

Anonimo ha detto...

Ribadisco che la vignetta di Vauro non mi piace in quanto fa sembrare che molti se non tutti i preti insidiano i bambini, cosa non vera.
Pensare di esser perfetti cristiani non è solo ipocrisia ma è peccare di superbia, il più grande tra i vizi.

ziomario ha detto...

secondo me la vignetta è simpatica... la cosa che invece mi ha fatto più ridere è il logo del family day.. ma l'avete visto? Se la risposta è no, andate sul mio blog: http://ziomario.spazioblog e leggetevi il post
famiglie interscambiabili unitevi per il family day :-)

Los 3novios ha detto...

"Tu mi dai fastidio perché ti credi tanto un Dio!"
"Beh, dovrò pur prendere un modello a cui ispirarmi, no?" (W.Allen). Credo che non ci sia superbia maggiore di chi arriva a credersi unico interprete di Dio.