lunedì, gennaio 14, 2008

Teoria allo sbaraglio



Dicono di noi (gay) che siamo degli eterni bambini, sempre alla disperata ricerca dell'appagamento ludico non ci assumiamo responsabilità sentimentali, tanto che la maggior parte delle nostre storie durano quanto lo sfarfallare di una falena, perchè geneticamente incapaci di fedeltà. Dicono che persino le nostre amicizie soffrono, spesso falsate da un sottile e perverso interesse sessuale. A volte ce lo diciamo anche noi stessi.

Il terrore della solitudine- ed in prospettiva della vecchiaia e della morte -potrebbe essere la causa dell'irrefrenabile bisogno di soddisfare, a tutti i costi, la libido, perchè "Ogni occasione lasciata è persa" ed occorre addirittura cercare sempre nuove situazioni,anticipando scaramanticamente il veloce passare del tempo, secondo la classica interpretazione freudiana. Solitudine, vecchiaia, morte rappresentano lo spauracchio di ogni essere umano, anche etero. La presenza di figli, la cronaca lo conferma, non è sufficiente ad eliminare la solitudine, che anzi potrebbe essere più sofferta a causa dell'abbandono.

Non so se gli esperti di omopsicologia, Matteo Bianchi o Giovanni Dall'Orto tanto per citare qualche nome, abbiano già trovato una risposta al problema che sicuramente non riguarda l'intero mondo gayo, ma una buona parte, la più visibile certamente. A me viene in mente una teoria, forse un po' troppo banale e semplicistica,ma in attesa di smentite la formulo ugualmente.

Noi non siamo alieni, siamo figli della nostra cultura che nei secoli, quando più quando meno, ha visto nell'omosessualità una forma di perversione addirittura contronatura. I nostri modelli di riferimento (anche di amore, come già scritto) sono le famiglie tradizionali, le uniche possibili ancora oggi. C'è stata sicuramente una nuova presa di coscienza maturata attraverso i movimenti di liberazione sessuale, tanto che oggi si può vivere apparentemente con serenità il proprio orientamento. Il pride, l'orgoglio, è ormai una parola d'ordine che muove rivendicazioni politiche ad ogni latitudine alla ricerca di un equilibrio sociale necessario. E' però sempre rivolto all'esterno, cominciando dal coming out familiare che è conseguenza sì di una prima accettazione di sè, ma sulla spinta del bisogno di riconoscimento da parte degli altri. Troppo occupati a conquistare l'accettazione altrui, forse non abbiamo interiorizzato a sufficienza la normalità della nostra situazione. Siamo figli del nostro tempo, per cui a fatica e solo con un impegno consapevole possiamo evolverci autonomamente, superando riferimenti valoriali che fanno quasi parte nel nostro stesso dna. Mentre rivendichiamo diritti che teoricamente consideriamo elementari e non più rinviabili, nel profondo di noi stessi resta una zona d'ombra in cui giacciono, latenti, conflitti irrisolti tra quello che siamo ed il frutto di secoli di educazione, affetti,storia. L'omosessualità, gridata anche rabbiosamente agli altri ma non ancora del tutto assimilata come autentico bene personale, potrebbe essere quindi inconsciamente vissuta come una sorta di trasgressione continua. Ciò spiegherebbe, forse, la corsa quasi disperata al piacere ludico nel tentativo di rinviare e soffocare il senso di colpa per una realtà non ancora effettivamente e pienamente accettata.

E' una teoria troppo campata per aria e priva di qualsiasi riferimento reale? Boh, fatemi sapere.Probabilmente sono influenzato dalla tanta rabbia che vedo riversata all'esterno e dall'altrettanto scarsa serenità personale, che invece sarebbe necessaria, a mio parere, per ottenere le giuste richieste sociali nell'attuale critico momento politico.

P.S. Una considerazione conclusiva. La fedeltà, omo o etero vale uguale, intesa prioritariamente come coerenza verso l'amore che si prova e si vive, è quindi lealtà verso se stessi e solo conseguenzialmente verso il/i compagno/i. La fedeltà è perciò atteggiamento tipico dell'adulto, non compromesso da eventuali errori umani, che hanno però sempre il carattere dell'accidente e non sono ovviamente -e tantomeno affannosamente- cercati.

3 commenti:

anto ha detto...

Teoria interessante ma ci devo ancora pensare. Anch'io mi chiedo spesso perchè anche a detta recentemente di un famoso psicanalista la crescita di una maggioranza di gay pare interrompersi all'adolescenza. Ci devo pensare.

dav ha detto...

Quello che hai scritto e' interessante ed articolato, ed anche io vorrei rileggerlo con calma, e meditarci, unica cosa che di getto mi esce dal profondo e' sulla famiglia, la famiglia e' "solamente" luogo d'amore, solo dove c'e' amore vero profondo c'e famiglia, non in alcun altro luogo, dove c'e tensione interiore sostegno aiuto reciproco, serenita', condivisione e' famiglia....

crashedheaven ha detto...

è il medesimo processo che applicano persone abusate nell'infanzia.