lunedì, novembre 06, 2006

Queer

Inizia una nuova settimana. Dal punto di vista metereologico si prevede buona. Freddo a parte.Ma siamo in novembre e quindi pare sia normale. La nostra vita continua intensa come il solito e sempre troppo veloce. Ci vorrebbe "un orologio che... batte un po' più lento" come canta qualcuno. Ieri pomeriggio e serata con amici, momenti di serenità mentre si progettava la nascente associazione GLBTQ.Roby ha preteso l'aggiunta della Q per stare al passo coi tempi e se lo dice lui che frequenta Londra come io Il Gigante è sicuramente vero. Q sta per queer, strano, insolito in inglese, dal tedesco quer che significa di traverso, diagonalmente. Leggo che "il termine nasce anche (e soprattutto) in contrapposizione agli stereotipi diffusisi nell'ambiente gay" ed è spesso usato "da coloro che sono politicamente attivi; da chi rifiuta con forza le tradizionali identità di genere; da chi rifiuta le categorie dell'orientamento sessuale come gay, lesbica, bisessuale ed eterosessuale; da chi si rappresenta e percepisce come oppresso dall'eteronormatività prevalente nella cultura e nella società; e/o dalle persone eterosessuali le cui preferenze sessuali le rendono una minoranza" (Wikipedia). Mi sa che pur inconsapevolmente noi novios siamo sempre stati queer: col nostro tris andiamo oltre la tradizionale categoria di coppia imposta dalla maggioranza. E poi è anche "un termine-ombrello, si potrebbe dire, per persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali transgender e/o intersessuati" che sono poi i trasversali appunto.Sì, noi siamo proprio queer e adesso lo sappiamo! Grazie, Roby, senza la tua precisazione saremmo stati fuori dalla Associazione lariana prima ancora della sua nascita. Battuta a parte, l'intenzione è semplicemente quella di aggregare sul territorio, continuando a vivere quello che già stiamo facendo tra momenti di allegria e spensieratezza, ma anche di impegno per rendere più umana la realtà comasca che sta mostrando tutti i suoi limiti. Nessuna pretesa rivoluzionaria, solo la ricerca di uno spazio nostro per essere meglio "dentro" la società con le peculiarità tipiche di ciascuno di noi esaltate positivamente dalla forza del gruppo.
Intanto festeggiamo il primo goal di Sara nel campionato di calcio regionale che le nostre amiche stanno disputando: "Vai, sorellina, riuscirai ad offuscare i trascorsi successi del mitico bomberDan!".
Con simili campioni in squadra sembra davvero scontato il successo del nostro sogno lariano e, comunque, come ricorda il geniale omonenero:
You may say I’m a dreamer but I’m not the only one!! ! (s)

8 commenti:

ziomario ha detto...

E brava la Saretta!!!!! ma brave anche le altre ragazze, che se non ho capito male hanno vinto la partita... e bravi anche ai ragazzi che tra il serio e il faceto, stanno finalmente (e pian piano) muovendo i primi passi per quello che sarà sicuramente un progetto importante per la nostra zona... Ser, ho buttato giù dei loghi che poi stamperò e vi sottoporrò.Ovvio non sono un grafico, ma spero che a qualcosa serviranno.... bye bye lo Zio

Robert ha detto...

Ciao Ser
Grazie per avermi citato. Onestamente se io andassi a Londra come tu vai al Gigante..... beh, non sarei qua adesso. A parte gli scherzi. Condivido pienamente la tua idea di "Community gay". Io ho sempre pensato e "sognato" che noi gay, già emarginati dalla società, almeno tra di loro potevano essere più uniti, aiutarsi in qualunque situazione: sostenersi l'un l'altro. Troppo spesso mi sono reso conto che non è così. Ser, piuttosto che fare il solito Omosessuale che si lamente e sa solo andare per locali... io mi chiedo: "ma che cosa faccio io? che aiuto porto al nostro mondo?" Vorrei davvero impegnarmi in qualcosa da poter rendere il nostro mondo, non dico migliore, ma almeno più "umano". L'altra sera parlavo con un mio amico, attivista nel Arci. E si faceva il confronto tra Italia ed Europa. Voi pensate che un gay di 55/60 anni è praticamente finito nel ns. mondo qua in italia? Non ci sono luoghi di aggregazione, nessuno pensa a loro anche come volontariato ... se avessero bisogno. Sarebbe bello fare qualcosa per i nostri "nonni". Mi hanno detto che la nostra comunità dovrebbe prendersi cura di tutti noi. Ma se non lo facciamo prima noi stessi... cosa possiamo pretendere?
Scusa Ser questo mio sfogo.... ok parlare di cose leggere ( che è il sale della mia esistenza), ma bisogna riflettere, tutti NOI, su alcune cose importanti. L'associazione io la vedo così: scherzosa, leggera, luogo di aggregazione di gay di ogni tipo, eta', gusti ecc.....
Un bacione

Roberto

paolo ha detto...

...e' un buon inizio,vedremo come andra' a finire....ma mi raccomando,non chiamatela associazione,finche' e' virtuale, piuttosto chiamatela servizio alla comunita' glbtq lariana e non ...

ser ha detto...

Mi piace la tua idea, Rob! Una specie di comunità di s.Egidio (laica), però dichiaratamente gaya, al servizio "concreto" di chi ha bisogno. Mica però chiederemo una documentata gaytudine per intervenire, vero? Suonerebbe un po' discriminante: quel che possiamo, se nelle nostre forze, faremo!
L'unica perplessità è che, a quanto dici, già tra pochi anni passerò dalla parte degli assistiti... E io che credevo che i nonni non appendessero mai il preserva al chiodo! Ero certo anzi di aver visto ultraottantenni sempre sulla breccia, in luoghi dove non avrebbero dovuto essere! Boh, sarà una conseguenza dei tempi cambiati...

Los 3novios ha detto...

Roby veramente una bella idea! Io che non sapevo dove mettere i miei moretti tra un paio di anni... eheheh. Dai scherzo! Non male come idea; bisogna però tener conto anche della mentalità gay: tanti gay in un unico luogo...
Beh magari la mia visione e ancora un pò turbata dall'impatto con il mondo da poco scoperto. Per me e ancora troppo presto per prendere in cosiderazione quel tipo di aggregazione. Vedo benissimo le feste, brevi momenti attesi con entusiasmo, che puliscono in quelle poche ore un pòl'alone costante del sesso. Comunque incontrare persone nuove o no non escludono la possibilità di far nascere qualcosa di più..
Dan

topolina ha detto...

Ciao a tutti, leggo con piacere la vostra idea della community glbtq e mi piacerebbe aggregarmi. In primis perchè sento fortemente la necessità di combattere pacificamente ma attivamente sul fronte dei nostri diritti, soprattutto in quanto ogni giorno leggo notizie di passi da gigante fatti in altri paesi e mi viene una rabbia a pensare al nostro paesello tutto mandolini e sacerdoti che non riesce a svegliarsi dal millenario sonno medievale. Inoltre, in riferimento all'idea della casa di riposo gaya (nella quale Ser non potrà entrare che fra trent'anni), volevo raccontarvi di un'amica di Isa (circa 50enne) la quale da un bel po' cova l'idea di fondare un lesbizio esattamente con l'idea di raccogliere tutte quelle persone che si vedono emarginate dall'età oltre che dalla loro identità sessuale...
Alle prossime notizie della nascitura community, baci, Chiara

ziomario ha detto...

opolina.. parlo io (credo anche a nome degli altri).. chiunque voglia aggregarsi a questo nostro progetto di associazione(o come diceva paolo, servizio alla comunità) è ben accetto, anzi.. più siamo più idee ci sono per fare qualcosa di serio e concreto. L'unione fà la forza, no???? quindi benvenga chiunque voglia collaborare. Anche la sola presenza è importante, è segno che comunque ci siamo e vogliamo fare qualcosa. Dal canto mio c'è la disponibilità (anche di un sito internet già attivo, dal quale posso offrire tutta la disponibilità necessaria a propagandare l'associazione e le attività che ne verranno). Poi magari si può associare il nome del sito all'associazione, per collaborazioni di eventuali incontri ed eventi....

ser ha detto...

Certo, topinaC, non aspettare, partecipa! A quanto pare le idee non mancano e anche le situazioni da affrontare: occorrerà scegliere in base alle forze disponibili. Il lesbizio mi piace proprio, è da completare con le Pompe F.Gaye (PFG)così da non lasciare a metà il servizio.
La fantasia non manca: diamoci una mossa perchè non rimanga tutto virtuale: associazione, servizio, compagnia (eh eh), banda si vedrà purchè ci sia.