domenica, gennaio 24, 2010

Dalla Spagna per Haiti

Una cosa bella è che il blog permette di incontrare persone e storie del villaggio globale. In qualche modo compensa la fuga dal sociale di cui si scriveva ieri.
Il nostro cuginetto (primocito?) Iago, di El blog que Thiago, annuncia la partenza del papà, militare, in missione umanitaria ad Haiti. In una tenerissima lettera (che proponiamo di seguito, sperando che la nostra traduzione sia fedele) indirizzata al genitore, Iago racconta il rapporto d'amore che caratterizza la sua famiglia e che le permette ora, nonostante il dolore della separazione, di vivere con orgoglio la coraggiosa scelta del papà di prestare concretamente aiuto ad una popolazione nella disperazione.
Siamo naturalmente con Iago, condividendone l' ansia e l' attesa e, tramite il padre che ora sappiamo laggiù, con quella parte di mondo che paga da sempre, ora più che mai, il peso della miseria di cui noi non siamo del tutto estranei.

Caro papà. È arrivato il momento che tanto temevo. Quello che la mia mente si rifiutava di ammettere è successo. Ieri ti abbiamo salutato in modo contenuto e perfino quasi allegro per evitare che la paura che, in realtà, sentiamo dentro traboccasse all'esterno. Così come ti aspettavi da noi. Non ho potuto dirti quanto ti amo. O te l'ho detto, ma non tutte le volte che avrei voluto. E che ho bisogno di te al mio fianco e la paura che proverò finché starai lì, tanto lontano, in quel Paese tanto sconvolto. Mi sarebbe piaciuto poterti dare un milione di abbracci in più di quelli che ho potuto darti in quel momento, ma la mia condizione di uomo e la tua di militare ha impedito che potessi trasmetterti davvero quanto apprezzo il tuo gesto e l' orgoglio che provo grazie a te. Non volevo monopolizzarti con la mia angoscia né farti vergognare davanti ai tuoi compagni, e così ho dovuto reprimere la mia voglia di piangere e di afferrarmi alla tua uniforme, per non lasciarti andare.
Oggi, so che pretendere che tu restassi sarebbe stato un egoismo. Che la tua partenza fa parte di una missione tanto meritoria quanto necessaria. So che quei bambini, di cui arrivano terribili notizie, hanno bisogno oggi di un papà più dei tuoi stessi figli. Hanno bisogno di qualcuno che offra loro un po' di affetto e consolazione, e tu porti con te tutto il nostro. Ma voglio che tu sappia che non vivrò fino a che ti vedrò tornare, forse tra tre o quattro mesi, quando ci annuncerai che la missione è finita. Ma non ti preoccupare, saprò mantenermi uomo davanti alla gente, baderò alla mamma e ai miei fratelli( sì, so già che starai ridendo perché sono più grandi di me, ma sai bene che hanno molti grilli per la testa, come tu dici sempre), baderò ai cani e perfino al nostro angelo familiare, tua madre. Ti chiedo solo che, tu compia il tuo dovere, chiaro; ma che stia anche molto attento perchè ti rivogliamo qui, dovendo fare insieme ancora molte cose e poi ho ancora molte cose importanti da raccontarti e qualcuna forse ti sorprenderà.Però adesso non preoccuparti di questo.Non preoccuparti di nulla. Tu lavora lì con la certezza di aiutare,noi qui con la speranza di vederti presto ritornare.
Ora, quando vedo che altri inviano i propri risparmi, o vestiti o medicine o comunque quello che possono , io mi sento di aver collaborato in misura ancora maggiore e che sono stato più generoso , inviando quello che più mi è prezioso in questo mondo, mio padre. Spero che nessuno manipoli la tua missione e nemmeno l'usino per criticare il governo, perché già qualche figlio di prostituta ha paragonato la disorganizzazione di quel Paese allo stile ZP. So, papà, che vi aspetta un compito difficile, perché stanno già lì i ragazzi di Obama che vi guarderanno dall'alto in basso. Ma sono sicuro che tu col tuo carattere e la tua professionalità conquisterai piano piano la gente che parla la tua stessa lingua , che ti impegnerai pensando all'amore che hai lasciato a casa e che spera già nel tuo ritorno.
Ahi, papà, come sento già la tua mancanza! Con chi vedrò le partite di calcio e con chi discuterò ora di politica? E la cosa peggiore è che neanche mi rimane la consolazione di pregare per te, perché sai già che io non credo molto in quelle cose. Infine, papà, nient'altro. Non voglio trattenerti, ti amo molto e voglio che tu lo sappia ovunque vai. Baci.
Tuo figlio, Iago, quell'idiota che non ha pianto quanto basta...

4 commenti:

I'M SO GUY ha detto...

Sono davvero belle le storie di persone che miracolosamente ancora si sono ritrovate in vita dopo tanti giorni! ...Adesso e' il momento di ricostruire e riportare piu' benessere in quel posto del mondo ..bello ma povero!! Buonadomenica Novios! :)

Thiago ha detto...

Hey, cuanta emoción, carisssss!!! Vaya detallazo, muchas gracias amores (primos, cuñados o lo que sea, jaja), ahora me habéis emocionado vosotros, de verdad....¿cómo estando tan lejos y sin conocernos se puede tener tanta simpatía y tanto cariño? jaja Sois un encanto, pero los tres, eh! jajaja

Muchas gracias, en italianno está más bello y emocionante que lo que mi pobre post estaba...

Esto me ha dado mucha alegría y nuevas fuerzas par pasar estos próximos meses...

Bezos, amores míos....! Bellos italianos, pero mas bellas personas.

Enrique ha detto...

Ciao cari !!!
Complimenti avete fatto una buona traduzione !!! Bravi davvero ...ho appena controllato...
E' stato emozionante seguirvi tutto oggi tra voi e Thiago...( Non sapevo vi conosceste)...E' stao davvero bello leggere l'emozione di Thiago per il bel gesto e tenero che vi avete fatto...Lo si vede che poi ha aggiunto anche una dedica finale proprio a voi...Bravi ragazzi...Siete veramente stati stupendi e dolci oggi come poche volte ho visto...
Un forte abbraccio :)
Ricardo ;)

Oscar ha detto...

quante emozioni si possono trovare anche in giro per blog?? grazie!