venerdì, gennaio 22, 2010

Buio




Gennaio sembra non finire mai. Così come l'inverno. Eppure il tempo è sempre quello, scorre identico nella bella come nella brutta stagione.L'inverno però ci lascia la sensazione che sia lunghissimo, interminabile. Addirittura eterno, esagerando un po'.Per questo fa paura da sempre. Anche a noi che non osiamo ammetterlo. Al più ci si riconosce meteopatici, di soffrire cambi d'umore a seconda delle condizioni meteo e d'inverno le giornate si assomigliano quasi tutte: dominano freddo e grigiore. Le altre stagioni sono più varie, diversificate.In qualche modo distraggono coi loro continui e spesso improvvisi mutamenti. Tutto ciò che è noiosamente ripetivo ed uguale a se stesso rinvia inconsciamente all'eternità che, per creature finite, è sinonimo di morte. Per questo nell'antichità si festeggiava la fine dell'inverno come ritorno alla vita, magari bruciando la Giubiana, come si usa dalle nostre parti. Ogni anno di questi tempi torno sul tema, nella speranza di avere una Giubiana tutta mia, ma immancabilmente perdo l'occasione. Speriamo quest'anno sia la volta buona. Girovagando di blog in blog non è difficile cogliere una sottile depressione diffusa. Le cause sono tante: la crisi economica c'è ancora e si respira, problemi contingenti,preoccupazioni, incomprensioni, solitudini, amore (quando non c'è, ma anche quando c'è: v. gli ultimi post di TreVoci , ma anche No Topic Blog ). Problemi reali, concreti, che fanno soffrire, ma che probabilmente in questo momento dell'anno si tende ad esasperare. Se posso, consiglierei a tutti di cominciare ad accumulare, giorno per giorno, il materiale da bruciare il 31 prossimo. Materiale infiammabile ovviamente, ma che abbia un significato particolare nella nostra testa e nel cuore, perchè rinvia a ciò che ci fa soffrire. Abbiamo bisogno di un rogo vero di simboli negativi insomma, perchè non solo i bambini si nutrono di simboli! L'inverno, anche questo, passerà: non gli si può permettere di bruciare mesi della nostra vita. Lo bruciamo noi! Intanto, passo dopo passo e giorno dopo giorno, come suggerisce il post di Mel ,ne veniamo fuori.
Senza pretendere troppo subito, ma pensando l'inverno come una passeggiata nella notte, da vivere possibilmente mano nella mano. Basta così poco per sentirsi in pace con la vita: è parola di Nickpl !
P.S. C'è qualcuno in zona che vuole venire a cena stasera? Aspettavamo Pepìto, ma mi ha appena telefonato che è di nuovo raffreddato per via del gran freddo, appunto. Io ho già avviato l'estofado mejicano...

10 commenti:

Gabriele ha detto...

Azz... meteopatici come me credo che ce ne siano pochi al mondo... la sola lettura dell'introduzione è stata una mazzata XD!!!!
Non posso che essere orgoglioso di vedere una citazione nel vostro blog!! GRAZIEEE...
Beh... sinceramente non conoscevo l'usanza di bruciare qlk a fine gennaio... beh.. comincio a mettere del materiale da parte!!!
Un abbraccione virtuale!!!
GAbri

Pier Pierlu :-) ha detto...

Nella città dove vivo si celebra una cerimonia simile chiamata Il confuego, dove il sindaco brucia in piazza un ceppo di alloro. È il momento in cui vengono sciorinati tutti quei «mugugni» sui problemi solitamente insoluti della città. E dal tipo di fumo e dalla direzione che prende durante il rogo si traggono divinazioni per il nuovo anno.

Come per il presepe di Kblog.it con le varie statuine, posterò un fuoco virtuale a cui affidare le cose da bruciare durante la giubiana virtuale :-)

magari funziona, una sorta di gemellaggio dei blog contro l'inverno.

Oscar ha detto...

prendo la macchina e in 6 ore sono lì!! :-)

MELCHISEDEC ha detto...

Vedo che ti sei fatto un bel giro. Bene1 Son fuori zona, altrimenti... mi autoinviterei.
Bella serata! :-)

Barone ha detto...

Davvero belle le immagini che hai evocato ma, personalmente, amo profondamente l'inverno: lo so, mi danno tutti del pazzo quando lo dico, ma per me è sinonimo di pace e tranquillità (esteriore ed interiore), è tempo di riflessione, di rigenerazione, di preparazione e di attesa, ed anche il fatto che il tempo sembra allungarsi, durare di più, nonostante in realtà il giorno sia più breve, mi rilassa, non mi deprime affatto.
C'è tutto il resto dell'anno per "sfogare" le proprie energie, e l'inverno è per me la stagione di preparazione e di raccolta di tutte le energie necessarie, una pausa fisiologica che, così come serve alla natura, serve anche a noi. Vasco Pratolini diceva che "L’uomo è come un albero e in ogni suo inverno levita la primavera che reca nuove foglie e nuovo vigore", ed io la penso esattamente così: sono fatto così male?
Barone

p.s.: complimenti per il blog e, se non fosse che non ci conosciamo affatto, un saltino a cena lo farei volentieri anche io.

SkraM ha detto...

non fosse per il solo fatto che smetto di lavorare alle 23 non nego che la vostra conoscenza ad una bella cenetta non mi spiacerebbe affatto ;) ovviamente con consorte appresso altrimenti si fa strani pensieri ehehe

Anonimo ha detto...

Io sento più la primavera.. come metereopatica.. so solo che ho molto freddo.. in negozio mi manca la sciarpa e il cappello.. e quel grigiore che c'è a Milano.. non si vede nemmeno un sprazzo di sole, certamaente porta depresione e solitudine... un baciottolo ragazzi.. Barbara

Anonimo ha detto...

sarei già lì se potessi...:-) Alias

Anonimo ha detto...

Che buono l'estofado mejicano! Se non ci fosse stato il Tirreno di mezzo sarei certo venuto con Alias.... eheheh.... Avevo anche il vino giusto!

Anonimo ha detto...

Che sbadato... quello qua su sono io... Nickp...