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lunedì, giugno 07, 2010

Velenosa ignoranza

Ci sono voluti 25 anni per riconoscere la colpevolezza (per negligenza) di 8 responsabili della strage di Bhopal, in India,in cui morirono, si stima, 20.000 persone e altre 500.000  subirono patologie di differente gravità per le conseguenze dell'inquinamento di terra, aria e acqua. I colpevoli rischiano ora un massimo di 2 anni di detenzione...
Da noi i veleni continuano a rendere  alla grande, come risulta dall'Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente:più di venti miliari di euro è il profitto annuo dell'Ecomafia, circa un quarto dell'intero fatturato delle mafie. Le mafie attraverso gli affari nel settore ambientale ricavano un profitto superiore al profitto annuo della Fiat, che è di circa 200 milioni di euro, e più del profitto annuo di Benetton, che è di circa 120 milioni di euro.Usare il territorio italiano come una grossa discarica nella quale nascondere rifiuti è molto più redditizio che coltivare la terra.
Saviano:"Per difendere il Paese, per continuare a respirare, è necessario comprendere che in molte parti del territorio il cancro non è una sventura ma è causato da una precisa scelta decretata dall'imprenditoria criminale e che molti, troppi, hanno interesse a perpetrare.
O quello delle ecomafie diventa il tema principale della gestione politica del Paese, o questo veleno ci toglierà tutto ciò che aveva permesso di riconoscere il nostro territorio. La speranza è che questo allarme venga ascoltato".Far scomparire da un giorno all'altro montagne di spazzatura da Napoli non è stato uno dei miracoli del Premier?
Dev'essere pericoloso stare troppo tempo nello stesso luogo, per questo la riforma Tremonti (prestanome Gelmini)dell'istruzione superiore prevede tagli drastici al tempo scuola (e ai programmi). E' lodevole l'attenzione  che i nostri governanti riservano alle future generazioni. Forse queste acquisiranno  minori strumenti per affermarsi nel mondo del lavoro o  per proseguire gli studi universitari con profitto, ma a chi  importa?

lunedì, aprile 19, 2010

A galla

Finalmente una bella giornata di sole.Tra martedì notte e mercoledì dice che la cenere islandese ricoprirà interamente il nostro Paese. Non tutto il male vien per nuocere: noi agricoli l'aspettiamo come una manna del cielo, meglio persino della "pulina" (sterco di cavallo) per i nostri campi. E pazienza per il danno economico del blocco degli aerei. Simbolicamente poi la cenere (vulcanica) ha un suo fascino "penitenziale". Fa nulla se la maggioranza della  gente italica non è ancora consapevole degli errori commessi . Intanto ci portiamo avanti nei riti penitenziali perchè avremo tanto da scontare.
Puntuale come un orologio, il giorno in cui il pm ha chiesto peril famigerato  Dell’Utri una condanna a undici anni per concorso esterno in associazione mafiosa, la famiglia Berlusconi, prima il papi  poi la figlia maggiore, hanno sferrato un pesante attacco a Saviano e a tutti quelli che accendono i riflettori sulle malefatte mafiose. "Il premier mi vuole zittire ma sui clan non tacerò mai" e "Il mio dovere è difendere la libertà" sono  le risposte dello scrittore, che è l'orgoglio nazionale per  quanti ancora pensano con la propria testa. C'è da segnalare un fatto positivo qui al Nord: la ‘ndrangheta di Corsico ha subito una pesante sconfitta con la vittoria di Maria Ferrucci al ballottaggio di ieri per l'elezione del sindaco del grosso comune a sud di Milano.E' un messaggio chiaro e pulito al resto del Paese. E al suo Premier naturalmente.
Tempi tristissimi invece per la Scuola. Sono state confermate le più tristi previsioni, peraltro agevoli da fare, considerando che è tutto scritto nella Finanziaria 2008 di Tremonti(il vero artefice della riforma, chè la Gelmini è solo una prestanome): scuola primaria: 8711 posti in meno; secondaria di I grado, 3661; superiore: 13746; personale Ata: 15000. D'altra parte, investire nel settore Cultura per i più , gli stessi che votano il dio delle illusioni e delle promesse, è uno spreco. Molto meglio investire Tra Scilla e Cariddi,   la cui sola  progettazione ci è già costata 520 milioni di euro, come documenta Pier.
Non è andata  poi così male, come si potrebbe evincere da una prima lettura, l'attesa sentenza della Corte Costituzionale: se avete voglia, leggete Domani sposi (e spose) di elfo.Un'indicazione concreta  ai politici ora c'è, esiste: non possono far finta di nulla.
Insomma, tra belle e brutte notizie continuiamo a stare a galla. Che non è poco, dai!

mercoledì, aprile 07, 2010

Chiacchiericci

E' tutto un chiacchiericcio.Si fa un gran parlare, un gran scrivere, lo faccio anch'io, lo facciamo tutti, ma poi la Verità resta lontana, mortificata, messa a tacere. Non c'è verso che affiori come un cadavere nel Lario: è ben zavorrata sul fondo, nella melma. Lo sanno gli Abruzzesi che, nonostante le proteste, le carriole e le celebrazioni dell'anniversario del loro dramma, hanno scelto ostinatamente nelle ultime Amministrative di affidarsi ai parolai e alle cricche . Si tratti di masochismo o di fiducia cieca, poco importa. Il chiacchiericcio non paga, non cambia lo stato delle cose. E' solo un mormorio di sottofondo, fastidioso ma non veramente pericoloso, perchè lo si sovrasta con poche ridondanti parole pronunciate al momento opportuno dai palcoscenici più in vista. Vince la verità mafiosa, di parte,quella che usa la parola per confondere e screditare, affascinando furbescamente per coprire il vuoto che vomita ininterrottamente. La parola, come ripete ossessivamente Saviano, può cambiare il mondo, vincere persino la camorra, ma può anche il suo contrario. Dipende da come la si usa e soprattutto da chi la usa.Per i "fedeli della Parola"  Essa ha un "valore aggiunto", perchè può salvare o condannare:" Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare,  così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto,senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata."(Is 55).
E' vero che non si può generalizzare, fare di tutta l'erba un fascio, ma è anche vero che occorre cominciare col riconoscere cio che è ed è stato. Soltanto da lì si può ricominciare, azzerando quel preoccupante brusio  altrimenti destinato a montare pur non riuscendo a tradursi in rivoluzione radicale. Vale per la cattogerarchia, apologeticamente chiusa su se stessa in questi giorni di pubblico scandalo, ma vale anche per chi gestisce il potere politico, incurante delle pesanti ombre all'origine della sua fortuna, oltre che delle   scelte fino ad oggi operate tra  sospetti (fondati)  d'ogni tipo.
Alla resa dei conti, resta il dubbio che non sia la Verità ad interessare, quanto piuttosto che si tratti dell'ennesimo, irrinunciabile gioco di equilibrio tra  poteri forti  che regolarmente  si consuma sulla testa di vittime e cittadini.

lunedì, marzo 22, 2010

Voglia di popolo

Più che la primavera sembra iniziato l'autunno, ma va bene uguale chè tanto il tempo prima o poi migliorerà. Quante nevicate potranno esserci ancora? Una, due al massimo, perchè l'inverno è superato e l'esplosione della natura non può tardare a lungo.Un tempo si diceva: "San Benedetto la rondine sotto il tetto", ma da quando hanno spostato la festa del fondatore del monachesimo nostrano a luglio, le povere rondinelle pare siano rimaste disorientate.Prima o poi torneranno anche loro: da qualche anno hanno ripreso a frequentare i nostri siti proprio come un tempo. Noi comunque abbiamo festeggiato il cambio di stagione con la festa di san Pepìto giusto ierisera.C'eravamo tutti, il gruppo storico dgli amici di sempre.
C'è voglia  di uscire dall'isolamento che, complice il lungo inverno, ha creato solitudine, depressione e in certi casi persino disperazione. C'è voglia di fare popolo attorno a Roberto Saviano che ha lanciato un grido di amore disperato per questo nostro Paese, prostrato dalla pesante stagione che si vorrebbe finisse al più presto. Per non restare alla finestra e fare "qualcosa di tangibile" ho aderito subito a "Siamo tutti osservatori". E' solo uno dei 99 modi, di certo non esaustivo, per essere cittadino consapevole ed interessato alla vita della Res publica. Sulla carta (Costituzione) il nostro Stato ci assicura diritti inalienabili, ma poi, nell'applicazione, sembra quasi che noi si debba chiedere favori per ottenere ciò che è già nostro e ci spetta di diritto. E' esattamente quello che denuncia Saviano: "Solo quando la politica smetterà di somigliare al potere mafioso, solo quando cesserà di essere identificato con favori, scambi, acquisti di voti, baratto di morale, solo allora sarà possibile dare un'alternativa vera e vincente".
Si può cambiare. Al di là dell'oceano un signore nero di origini africane è riuscito  a far approvare la più grossa estensione dell'assistenza medica negli Stati Uniti negli ultimi 40 anni! Chi l'avrebbe mai immaginato o anche solo sperato fino a poco tempo fa? "Questa notte abbiamo dimostrato al mondo che siamo un popolo ancora capace di grandi cose", ha poi commentato il Presidente Obama.
Anche noi possiamo essere  un popolo capace ancora di grandi cose. Occorre crederci prima di tutto E poi volerlo: mettiamoci in fila da subito.

domenica, marzo 21, 2010

Tutto inutile?

"La diserazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile. E questa disperazione avvolge il mio paese da molto tempo". È una riflessione che Corrado Alvaro, scrittore calabrese di San Luca, scrisse alla fine della sua vita. E io non ho paura a dirlo: è necessario che il nostro Paese chieda un aiuto. Lo dico e non temo che mi si punti il dito contro, per un'affermazione del genere. Chi pensa che questa sia un'esagerazione, sappia che l'Italia è un paese sotto assedio. In Calabria su 50 consiglieri regionali 35 sono stati inquisiti o condannati. E tutto accade nella più totale accondiscendenza. Nel silenzio. Quale altro paese lo ammetterebbe?
Quello che in altri Stati sarebbe considerato veleno, in Italia è pasto quotidiano: dai più piccoli Comuni sino alla gestione delle province e delle regioni, non c'è luogo in cui la corruzione non sia ritenuta cosa ovvia. L'ingiustizia ha ormai un sapore che non ci disgusta, non ci schifa, non ci stravolge lo stomaco, né l'orgoglio. Ma come è potuto accadere?
Il solo dubbio che ogni sforzo sia inutile, che esprimere il proprio voto e quindi la propria opinione sia vano, toglie forza agli onesti. Annega, strozza e seppellisce il diritto. Il diritto che fonda le regole del vivere civile, ma anche il diritto che lo trascende: il diritto alla felicità.Il senso del "è tutto inutile" toglie speranza nel futuro, e ormai sono sempre di più coloro che abbandonano la propria terra per andare a vivere al Nord o in un altro paese. Lontano da questa vergogna.
Io non voglio arrendermi a un'Italia così, a un'Italia che costringe i propri giovani ad andar via per vergogna e mancanza di speranza. Non voglio vivere in un paese che dovrebbe chiedere all'Osce, all'Onu, alla Comunità europea di inviare osservatori nei territori più difficili, durante le fasi ultime della campagna elettorale per garantire la regolarità di tutte le fasi del voto. Ci vorrebbe un controllo che qui non si riesce più a esercitare. Ciò che riusciamo a valutare, a occhio nudo, sono i ribaltoni, i voltafaccia, i casi eclatanti in cui per ridare dignità alla cosa pubblica un politico, magari, si dovrebbe fare da parte anche se per legge può rimanere dov'è. Ma non riusciamo a esercitare un controllo che costringa la politica italiana a guardarsi allo specchio veramente, perché lo specchio che usiamo riesce a riflettere solo gli strati più superficiali della realtà. Ci indigniamo per politici come l'imputata Sandra Lonardo Mastella che dall'esilio si ricicla per sostenere, questa volta, non più il Pd ma il candidato a governatore in Campania del Pdl, Stefano Caldoro. Per Fiorella Bilancio, che aveva tappezzato Napoli di manifesti del Pdl ma all'ultimo momento è stata cancellata dalla lista del partito e ha accettato la candidatura nell'Udc. Così sui manifesti c'è il simbolo di un partito ma lei si candida per un altro.
Ci indigniamo per la vicenda dell'ex consigliere regionale dei Verdi e della Margherita, Roberto Conte, candidatosi nuovamente nonostante una condanna in primo grado a due anni e otto mesi per associazione camorristica e per giunta questa volta nel Pdl. Ci indigniamo perché il sottosegretario all'economia Nicola Cosentino, su cui pende un mandato d'arresto, mantiene la propria posizione senza pensare di lasciare il suo incarico di sottosegretario e di coordinatore regionale del Pdl. Ci indigniamo perché è possibile che un senatore possa essere eletto nella circoscrizione Estero con i voti della 'ndrangheta, com'è accaduto a Nicola Di Girolamo, coinvolto anche, secondo l'accusa, nella mega-truffa di Fastweb. Ci indigniamo, infine, perché alla criminalità organizzata è consentito gestire locali di lusso nel cuore della nostra capitale, come il Café de Paris a via Vittorio Veneto.

Ascoltiamo allibiti la commissione parlamentare antimafia che dichiara, riguardo queste ultime elezioni, che ci sono alcuni politici da attenzionare nelle liste del centrosinistra. E ad oggi il centrosinistra non ha dato risposte. Si tratta di Ottavio Bruni candidato nel Pd a Vibo Valentia. Sua figlia fu trovata in casa con un latitante di 'ndrangheta. Si tratta di Nicola Adamo candidato Pd nel Cosentino, rinviato a giudizio nell'inchiesta Why not. Di Diego Tommasi candidato Pd anche lui nel Cosentino e coinvolto nell'inchiesta sulle pale eoliche. Luciano Racco candidato Pd nel Reggino, che non è indagato, ma il cui nome spunta fuori nell'ambito delle intercettazioni sui boss Costa di Siderno. Il boss Tommaso Costa ha fornito, per gli inquirenti, il proprio sostegno elettorale a Luciano Racco in occasione delle Europee del 2004 che vedevano Racco candidato nella lista "Socialisti Uniti" della circoscrizione meridionale. Tutte le intercettazioni sono depositate nel processo "Lettera Morta" contro il clan Costa ed in quelle per l'uccisione del giovane commerciante di Siderno Gianluca Congiusta.
(...)
Quando la politica diviene questo, le mafie hanno già vinto. Poiché nessuno più di loro riesce a dare certezze - certezza di un lavoro, di uno stipendio, di una sistemazione. Certezze che si pagano, è ovvio, con l'obbedienza al clan. È terribile, ma si tratta di avere a che fare con chi una risposta la fornisce. Con chi ti paga la mesata, l'avvocato. Non è questo il tempo per moralismi, poco importa se ci si deve sporcare le mani.Solo quando la politica smetterà di somigliare al potere mafioso - meno crudele, certo, ma meno forte e solido - solo quando cesserà di essere identificato con favori, scambi, acquisti di voti, baratto di morale, solo allora sarà possibile dare un'alternativa vera e vincente.
Anche nei paesi dominati dalle mafie è possibile essere un'alternativa.
Lo sono già i commercianti che non si piegano, lo sono già quelli che resistono, ogni giorno.
Del resto, quello che più d'ogni altra cosa dobbiamo comprendere è che le mafie sono un problema internazionale e internazionalmente vanno contrastate.
L'Italia non può farcela da sola. Le organizzazioni criminali stanno modificando le strutture politiche dei paesi di mezzo mondo. Negli Usa considerano i cartelli criminali italiani tra le prime cause di inquinamento del libero mercato mondiale. Sapendo che il Messico oramai è divenuto una narcodemocrazia la nostra rischia di essere, se non lo è già diventata una democrazia a capitale camorrista e ndranghetista.
Qui, invece, ancora si crede che la crisi sia esclusivamente un problema legato al lavoro, a un rallentamento della domanda e dell'offerta. Qui ancora non si è compreso davvero che uscire dalla crisi significa cercare alternative all'economia criminale. E non basta la militarizzazione del territorio. Non bastano le confische dei beni. Bisogna arginare la corruzione, le collusioni, gli accordi sottobanco. Bisogna porre un freno alla ricattabilità della politica, e come per un cancro cercare ovunque le sue proliferazioni.
Sarebbe triste che i cittadini, gli elettori italiani, dovessero rivolgersi all'Onu, all'Unione Europea, all'Osce per vedere garantito un diritto che ogni democrazia occidentale deve considerare normale : la pulizia e la regolarità delle elezioni.
Dovrebbe essere normale sapere, in questo Paese, che votare non è inutile, che il voto non si regala per 50 euro, per un corso di formazione o per delle bollette pagate. Che la politica non è solo uno scambio di favori, una strada furba per ottenere qualcosa che senza pagare il potere sarebbe impossibile raggiungere. Che restare in Italia, vivere e partecipare è necessario. Che la felicità non è un sogno da bambini ma un orizzonte di diritto.

©2010 Roberto Saviano/Agenzia Santachiara:
Per un voto onesto servirebbe l'Onu (articolo integrale)

venerdì, febbraio 26, 2010

Ora basta! (-3)


In questi giorni fatico a passare di casa in casa a leggere i blog amici:perdonatemi. Sono giornate impegnative, quasi convulse, non per un eccezionale aumento di attività , quanto per la necessità di affrontare una serie di problematiche che chiedono urgente soluzione. E' anche il motivo per cui i post vengono scritti di getto la notte, a scapito della lucidità, volendo comunque godere fino in fondo dello spazio che sta per scadere.
Con la pioggia battente sul lucernaio che sembra partecipare alla tristezza del momento, sento la necessità/dovere di riproporre il messaggio che Roberto Saviano lancia a noi, Italiani ,dopo l'ennesimo, gigantesco scandalo che pesa ( o dovrebbe pesare) sul Paese.In questo gravissimo momento non ho altre parole che le sue per ribadire che non possiamo far finta di nulla anche in questa occasione.

Ribellarsi allo scandalo
I giudici dicono che la 'ndrangheta è entrata in Parlamento. E' un'affermazione terribile: proviamo a fermarci un momento e cerchiamo di capire cosa vuol dire. Significa che il potere mafioso ha messo piede direttamente nel luogo più importante, delicato dello Stato: quello dove il popolo si fa sovrano, dove la democrazia si realizza. E' questa la vera emergenza di cui dovremmo discutere. E' come un terremoto, una valanga, solo che la colpa non è del fato: non è stata una calamità.

Sapevamo tutto. La criminalità organizzata prima crea zone dove il diritto non entra, poi si espande, pervade l'economia, si appropria del Paese, e infine entra lei stessa nello Stato. Ci sono anni di inchieste, prove raccolte, fiumi di denaro che testimoniano l'immenso potere delle mafie d'Italia. Prima le cosche siciliane, poi le calabresi e campane hanno tolto al sud ogni possibilità di sviluppo e avvelenano l'intera economia. Ma la vera emergenza non è questa. L'emergenza è che tutto questo passi come l'ennesimo scandalo silenzioso, al quale siamo rassegnati. L'emergenza è che tutto ciò non faccia sentire nel cuore, nello stomaco, nella mente di ogni italiano (qualsiasi sia il suo credo e la sua posizione politica) un'indignazione che lo porti a ribellarsi, a dire: "Ora basta". (R.Saviano)

Se non sentiamo "nel cuore, nello stomaco, nella mente quell'indignazione", vuol dire che qualcosa si è ammalato definitivamente dentro di noi. E forse non c'è più possibilità di cura. E' triste, ma è la verità.

giovedì, dicembre 10, 2009

Agli unici



"Va' a ciapà i ratt" è la risposta di un viceministro del governo della nostra Repubblica a Roberto Saviano, che ha voluto dedicare il prestigioso premio conferitogli dall'Accademia di Brera "ai meridionali di Milano, in realtà i veri milanesi".
Non so se vergognarmi di essere lombardo o italiano. Facciamo che mi vergogno sia come italiano che come lombardo. Che a prendere i topi ci vadano il più presto possibile Castelli e quell'altro omino che anche oggi l'ha sparata grossa. Inutile commentare: certe persone vanno riportate alla ragione. E alla Giustizia.
Alias ha postato un video inedito che ci sta in tutti i sensi, perchè è ... un brindisi. Ecco il testo (il video lo vedete da lui):

E' il momento dei saluti/niente lacrime ora no/siamo stati fortunati/un gran bel viaggio ti dirò/vita spesa fino in fondo senza risparmiarci mai/non sempre onesto questo mondo/non sempre condivisi noi./Un brindisi agli unici/solleviamo questi calici.../Premiamoci! /Quella grinta ci è rimasta miglioriamo sempre piu/pur che in fondo alla giornata dietro un sorriso ci sia tu./Ancora spazio a quei pensieri/per quell'amore.. dignità!/Che questi giorni abbiano un senso..Evviva la maturità!/Un brindisi agli unicici meritiamo ancora un brindisi...Romantici/Cosi ostinati non ne trovi più../Ci aspettiamo novità, fuochi d'accendere/Grazie notte che per noi rifugio sei!/Noi che conosciamo ormai l'arte di crescere/che nessun dolore mai ci fermerà!/Noi siamo ancora qua../Un brindisi agli unici ci meritiamo ancora un brindisi../Romantici.../solleviamo questi calici!

Per una sera guardiamo con ottimismo a questo povero Paese che è il nostro e che può migliorare, se solo lo vogliamo tutti (basta la maggioranza). Anche se sarò solo stasera perchè i miei compagni altrove, brinderò con Alias ad un'Italia di onesti cui è rimasta un po' di grinta e dignità. Romantici, premiamoci: ci aspettiamo novità!

mercoledì, novembre 18, 2009

Cose cosà


25.000 euro a testa il prezzo che noi cittadini italiani, neonati inclusi, dobbiamo pagare per la corruzione che ora qualcuno vorrebbe amnistiare in perpetuo. Davvero complimenti a tutti quelli che se ne stanno zitti e anzi plaudono le "imprese" del signor Berlusconi! Noi cominciamo col firmare l'appello- richiesta di Roberto Saviano perchè quella oscena proposta di privilegio sia ritirata.
E' talmente plateale l'operazione "cancella malefatte" che diventa impossibile continuare a credere nella buona fede di chi non vuol vedere.
Voglio illudermi che siamo ormai arrivati alle battute finali del brianzolo ,che forse si sta già preparando un esilio dorato presso uno dei più cari amici, il tiranno Gheddafi, che a Roma fa proprio come fosse a casa sua.
Al povero Diouf non resta che chiudere, sempre a Roma, un deludente vertice FAO che ha concluso ben poco: nè obiettivi ,nè scadenze per risolvere il problema della fame di moltissimi . Il direttore generale non si ricandiderà. E questo la dice lunga. La richiesta di 10 anni di carcere per Svastichella chiesta dal pm è una magra consolazione: condanne esemplari non sono sufficienti per stroncare certi episodi di violenza. Occorre ben altro per aprire gli occhi a noi, popolo italiano, che spalanchiamo le braccia ai potenti corruttori e ci scagliamo con scrupolosa cattiveria sui poveri e derelitti immigrati.
Forti coi deboli, deboli coi forti. Questi siamo noi, che ci piaccia o no .

domenica, ottobre 04, 2009

Messina



Le tre giornate di festa, soleggiate e ancora calde qui, non ci hanno impedito di seguire con preoccupazione le notizie sempre più drammatiche che arrivavano da Messina e purtroppo anche da altre parti del mondo. La testimonianza diretta di Messi (Disastro) e le amare riflessioni di Mel (Un fiume che non c'è), i nostri due amici siciliani, ci permettono di superare la distanza geografica per condividere insieme a loro e alla loro gente l'ennesima tragedia che denuncia l'irresponsabilità dell'uomo cui la natura violentata si ribella. Purtroppo sono i soliti discorsi che sentiamo e facciamo puntualmente in simili occasioni, senza mai cambiare significativamente scelte e comportamenti dettati esclusivamente dal profitto immediato (di pochi). I morti (e i tanti dispersi) vengono liquidati entro il tempo ipocritamente commosso del lutto ufficiale, inevitabile concreto pegno da pagare per l' insensata ed inesauribile avidità umana. "Quello che sta accadendo in questi giorni dimostra che verità e potere non coincidono mai. Quello che è accaduto a Messina è il frutto, non della natura, ma del cemento. Se chi permette a chi scrive di farlo secondo coscienza e senza pressioni, tragedie come questa potrebbero essere evitate", ha gridato ieri Saviano agli Italiani cui resta del buon senso.
Il silenzio del Governo però lascia intuire che la tragedia di Messina è solo un intoppo alla realizzazione del ponte sullo stretto...

sabato, settembre 19, 2009

Gennà





Brutta storia quella che si racconta sia avvenuta lo scorso anno al largo di Lampedusa: altri 15 morti tra quei poveri cristi di extracomunitari di cui non si era saputo nulla. Il 28 giugno 2008 sono annegati per un errore di abbordaggio mentre un equipaggio della Guardia costiera tentava di soccorrerli. E chissà di quanti altri non si saprà mai la triste fine che hanno fatto. A pensarci viene la pelle d'oca.


Oggi si è ripetuto il miracolo di S.Gennaro a Napoli. E' un avvenimento che si ripete due volte l'anno.E' stata l'occasione per l'ennesima amara riflessione sullo strangolamento della città da parte della criminalità organizzata. «Se la città stenta ancora a riprendere slancio è perché la sua gente è tenuta in ostaggio: il giro di catene più arrogante è quello con cui la criminalità, organizzata o no, costituita in sistema o in vecchie e nuove aggregazioni camorristiche tenta di strangolare ogni sussulto di coraggio e di sporcare di paura anche i giorni della speranza».

Già ieri Roberto Saviano, dalle pagine di Repubblica, ci aveva proposto una meditazione diversa da quelle ufficiali sulla morte dei 6 parà: "Qui (nel sud)come là (in l'Afganistan) i signori della guerra sono forti perché sono signori di altro, delle cose, della droga, del mercato che non conosce né confini né conflitti. Delle armi, del potere, delle vite che con quel che ne ricavano, riescono a comprare. L'eroina che gestiscono i Taliban è praticamente il 90% dell'eroina che si consuma nel mondo. I ragazzi che partono spesso da realtà devastate dai cartelli criminali hanno trovato la morte per mano di chi con quei cartelli criminali ci fa affari. L'eroina afgana inonda il mondo e finanzia la guerra dei Taliban. Questa è una delle verità che meno vengono dette in Italia.".(Quel sangue del Sud versato per il Paese) .

Cosa dobbiamo fare? «SanGennà, aiutami tu» urlano a Napoli.Davvero i santi sono l'ultima possibilità di riscatto che abbiamo? Il grande Andrea Camilleri dice che è inquietante il silenzio che c'è in Italia, ma che se c'è una speranza di riscatto, questa non può che venire dagli stessi italiani (Intervista a El Paìs).

sabato, aprile 25, 2009

Liberazione da ...


"Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz'Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova. " (Roberto Saviano,Gomorra, pag.236)



Impregilo! Si, sempre lei.La stessa che ha causato l'emergenza rifiuti a Napoli.La stessa che è riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi. (Vedi: Video delle Iene)La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi. (Leggi la notizia)La stessa che ha vinto l'appalto per la costruzione del Ponte di Messina.La stessa che dovrà costruire sul nostro territorio le centrali nucleari.La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.E' l'Impregilo che ha costruito l'ospedale San Salvatore dell'Aquila caduto come se fosse di cartapesta. (Link)Chi diavolo è questa società dell'enorme potere che sta devastando la nostra terra?
Anche questa volta nessuno parlerà di lei?
Anche questa volta la passerà liscia?

martedì, aprile 14, 2009

Rischio ricostruzione


Continue scosse e brutto tempo in Abruzzo.Un po' alla volta emergono le magagne, le irresponsabilità e la cattiva gestione che accomunano tutte le regioni italiane, dal nord al sud, isole comprese. Solo dopo la catastrofe e i morti, vengono alla luce e scandalizzano. Si individueranno alcuni capri espiatori che pagheranno per un sistema di corruzione generalizzato . E' triste ammetterlo, ma è sempre così: non c'è verso che impariamo la lezione una volta per tutte. La spettacolarizzazione dell'efficienza degli aiuti con cui si è tentato di gettare fumo negli occhi ha solo permesso di guadagnare tempo: appena si spegneranno i riflettori tutto tornerà come prima, la gente messa in ginocchio dal lutto e dalla distruzione dovrà arrangiarsi per rimettersi in piedi e tornare a vivere decentemente.
"Non permetteremo che ci siano speculazioni, scrivilo. Dillo forte che qui non devono neanche pensarci di riempirci di cemento. Qui decideremo noi come ricostruire la nostra terra...". E' il grido di chi sa, di chi ha già visto cosa è successo in Irpinia quasi trent'anni fa. "Gli sprechi, la corruzione, il monopolio politico e criminale della ricostruzione, non riesce a mitigare l'ansia di chi sa cosa è il cemento, cosa portano i soldi arrivati non per lo sviluppo ma per l'emergenza. Ciò che è tragedia per questa popolazione per qualcuno invece diviene occasione, miniera senza fondo, paradiso del profitto". Roberto Saviano mette in guardia sul rischio della ricostruzione: " Aumenta la perizia del danno, aumentano i soldi, gli appalti generano subappalti e ciclo del cemento, movimento terre, ruspe, e costruzioni attireranno l'avanguardia delle costruzioni in subappalto in Italia: i clan. Le famiglie di camorra, di mafia e di 'ndrangheta qui ci sono sempre state. E non solo perché nelle carceri abruzzesi c'è il gotha dei capi della camorra imprenditrice. Il rischio è proprio che le organizzazioni arrivino a spartirsi in tempo di crisi i grandi affari italiani. Ad esempio: alla 'ndrangheta l'Expo di Milano, e alla camorra la ricostruzione in subappalto d'Abruzzo.".
Siamo stati avvisati.

venerdì, aprile 03, 2009

Parola



Kante ( v. post dell'altro ieri) in tempo quasi zero ha avuto il permesso di soggiorno. Il caso era esploso in seguito al fax che l'amministrazione del Fatebenefratelli aveva inviato al commissariato di polizia chiedendo «un vostro urgente interessamento per l´identificazione di una signora ivoriana» ricoverata per partorire. Da tempo la ragazza aspettava una risposta alla sua lecita richiesta, ma soltanto dopo che la delazione dell'Istituto, gestito da religiosi, ha fatto "scandalo" anticipando l'esecuzione di una legge non ancora in vigore, le autorità hanno risolto finalmente la pratica. Un lieto fine quindi.
Debora Serracchiani invece ha ottenuto la candidatura alle prossime europee dopo essere divenuta icona del web per un suo deciso e coraggioso intervento all'assemblea dei circoli del PD. Franceschini non ha potuto ignorarla dopo che il video di Debora ha spopolato in rete.
E' la forza della parola rilanciata dai nuovi strumenti mediatici che si realizza creando quel consenso (o dissenso) necessario al cambiamento. Lo riafferma con decisione Roberto Saviano nel presentare Educazione Siberiana, il romanzo di Nicolai Lilin che racconta il mondo degli Urka siberiani, la comunità di criminali deportata da Stalin: "Non è il crimine la nostra forza - diceva il nonno a Nicolai - ma il consenso ed il bene che la gente ci vuole". Si può essere disonesti, corrotti e persino mafiosi, ma per mantenere il potere ed il controllo è sempre necessario il consenso generale. Un po' quello che accade nel nostro Paese che è sotto gli occhi di tutti.
La conclusione di Saviano (di cui segnalo anche la prefazione a ''Cecenia Il disonore russo'' di Anna Politkovskaja ) è forte ed impegnativa :" il racconto e la memoria possono salvare un mondo e permettere di mappare una sorta di percorso che pericolosamente ci dice: il peggio è ancora da venire e laddove si perdono le regole si perde tutto ma, come scrive Lilin, il motto degli Urka siberiani è ancora vivo: "C'è chi la vita la gode, chi la subisce, noi la combattiamo".
Speriamo bene, molto dipende da noi.

giovedì, marzo 26, 2009

Saviano continua anche con noi!


Vado di fretta, giusto il tempo di segnalare la possibilità di rivedere, nel caso qualcuno l'avesse perso ierisera, lo speciale con Roberto Saviano a "Che tempo che fa" :su Raisat Extra il 31/3 a mezzanotte e il 1/4 alle 10 e alle 21.Su Rai International invece il 28 marzo.

Qualcosa possiamo fare anche noi con Saviano continua anche con te, "un'iniziativa spontanea nata a Milano dal semplice passaparola di un gruppo di amici, uniti dal progetto di un blog (Savianocontinua.blogspot.com) e dalla speranza che quest'esperimento possa essere compreso e replicato. In occasione della puntata speciale di Che tempo che fa del 25 marzo con Roberto Saviano, noi abbiamo accolto l'invito, abbiamo deciso di metterci la nostra faccia: vi invitiamo a fare altrettanto…".

Io ho già messo la mia e stasera chiederò ai novi di fare altrettanto: lo farete anche voi?

E' il momento di fare tutti la nostra parte, pur piccola che sia.
“Nessuno ormai, dopo Gomorra, può dire di non sapere, di non sospettare” (Franco Roberti). Nessuno ormai, dopo Gomorra, può continuare a comportarsi come se nulla fosse.Savianocontinua sta tornando per dire che non tutto il Paese è anestetizzato da una dieta mediatica fatta di “culi e veline, pianti degli amanti, situazioni fasulle” (Dario Fo).Da nord a sud la nostra indignazione è viva e sta per manifestarsi nuovamente.

E crediamo finalmente che "con la forza della parola è possibile cambiare il mondo"!

martedì, novembre 11, 2008

La rabbia della fratellanza


"La morte di Miriam Makeba, venuta a portarmi la sua solidarietà e testimoniarla alla comunità africana ed italiana che resiste al potere dei clan, è stato per me un enorme dolore. Enorme come lo stupore con cui ho accolto la dimostrazione di passione e forza di una terra lontana come quella sudafricana che già nei mesi passati mi aveva espresso la sua vicinanza attraverso l'arcivescovo Desmond Tutu. Invece, grazie alla loro storia, persone come Tutu o come Miriam Makeba sanno meglio di altri che è attraverso gli sguardi del mondo che è possibile risolvere le contraddizioni, attraverso l'attenzione e l'adesione, il sentirsi chiamati in causa anche per accadimenti molto lontani. E non con l'isolamento, con la noncuranza, con l'ignoranza reciproca. Il Sudafrica vive una pressione dei cartelli criminali enorme, ma i suoi intellettuali e artisti continuano ad essere attenti, vitali e combattivi. Desmond Tutu stesso definì il Sudafrica "rainbow nation", nazione arcobaleno, lanciando il sogno di una terra molto più varia e ricca e colorata di un semplice ribaltamento di potere fra il bianco e il nero. Miriam Makeba era e rimane la voce di quel sogno. Se c'è un conforto nella sua tragedia si può dire che non è morta lontano. Ma è morta vicina, vicina alla sua gente, tra gli africani della diaspora arrivati qui a migliaia e che hanno reso propri questi luoghi, lavorandoci, vivendoci, dormendo insieme, sopravvivendo nelle case abbandonate nel Villaggio Coppola, costruendoci dentro una loro realtà che viene chiamata Soweto d'Italia. È morta mentre cercava di abbattere un'altra township col mero suono potente della sua voce. Miriam Makeba è morta in Africa. Non l'Africa geografica ma quella trasportata qui dalla sua gente, che si è mescolata a questa terra a cui pochi mesi fa ha insegnato la rabbia della dignità. E, spero pure, la rabbia della fratellanza." (Roberto Saviano).

lunedì, ottobre 27, 2008

Pensiero stupendo a Mariano



Domenica tranquilla in famiglia. Ne avevamo bisogno per recuperare le forze, per andare avanti perchè la vita, anche se fa male, continua. Sabato sera sono venuti i nostri amici di sempre, Fabry e Mau. La serata è trascorsa serena con le abituali chiacchiere : niente di speciale, se non la calda atmosfera dell'amicizia. Abbiamo dato il via alla stagione delle castagne di cui Dan è perdutamente ghiotto nonostante i pericolosi (per gli altri) effetti collaterali. Domenica pomeriggio è passato Marchetto con i cugini (freschi di nozze) che da poco sono venuti ad abitare nel nostro stesso complesso. Con loro c'era Pina, la loro canina, che ha inutilmente tentato di socializzare con la scontrosa padrona di casa. Il resto del tempo l'abbiamo trascorso soli noi tre, anche Lupetto assente, impegnato a studiare altrove. I "tempi liberi" erano dedicati agli interessi personali: Dan ed En al pc, l'uno immerso nel gioco d'azzardo nella speranza di vincere una porche, l'altro, tenendo d'occhio la finanza e le borse asiatiche, intratteneva contatti coi fans della sua amata (Carrà). Io invece mi sono sprofondato nella lettura di un manuale di educazione canina (Come educare il tuo cane usando il suo stesso linguaggio: Graeme Sims, L'uomo che sussurra ai cani,Ed. D&A), perchè intendo perfezionare il bon ton di Lupetta nonostante il prevenuto scetticismo dei miei compagni. Ho mostrato loro che lei ed io già comunichiamo con gli occhi ed i movimenti del collo. Ancora poco e resteranno stupiti. Mi piace quando siamo tutti nella stessa stanza e facciamo cose diverse. Mi pare che il soggiorno acquisti anche fisicamente quel calore umano di cui abbiamo sempre tanto bisogno. E poi è un attimo sfiorarsi e coccolarsi appena se ne avverte la necessità. Prima di cena (o dopo, non ricordo più) abbiamo visto Gomorra, il film liberamente tratto dal libro di R.Saviano. Non ci ha entusiasmato, almeno stando all'inizio della discussione subito interrotta da un'altra nostra urgenza. Sicuramente molto meglio il libro (come sempre o quasi).
Un'indicazione conclusiva per gli amanti dei felini e non solo: visitate il sito dell'allevamento amatoriale di Massimo, "Pensiero stupendo". Vi innamorerete!

lunedì, ottobre 20, 2008

Tocca a noi


Finchè non albeggia è difficile prevedere come sarà la giornata di oggi. Quest'ottobre ci riserva giorni che possono essere soleggiati e caldi oppure, al contrario, grigi e freddi. Molto più lineare e prevedibile la situazione del Paese che si muove tra gli alti e bassi delle borse, ma per tutto il resto giace sotto una cappa opprimente e tetra che soltanto i più incoscienti riescono ad illuminare con gli ampi sorrisi del premier. Della scuola di Tremonti (Gelmini prestanome) non voglio parlare: spero solo che i suoi veri protagonisti , feriti e umiliati più che mai, finalmente facciano arrivare la loro protesta fin dentro ai Palazzi perchè, come ha detto la Litizzetto, l'intenzione non è di offrire una scuola nuova e diversa (più che auspicabile), ma semplicemente "meno scuola" .

Oggi siamo chiamati a firmare l'appello a favore di Roberto Saviano, condannato a morte dalla criminalità organizzata che, nonostante la militarizzazione di interi territori, continua a perseguire i suoi loschi traffici minacciando (e uccidendo) quanti col proprio lavoro onesto si adoperano per sconfiggerla. Il caso Saviano non è solo un problema di polizia contro i Casalesi, ma: "E' un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini. Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità".

Tocca a ciascuno di noi prenderci cura gli uni degli altri, non possiamo restare a guardare che bande di criminali facciano il bello ed il cattivo tempo nel nostro Paese, imponendo non solo un'economia "malata",purtroppo già entrata prepotentemente nel sistema, ma che addirittura decidano la vita e la morte dei cittadini. La nostra stessa coscienza potrebbe chiederci un giorno: «Dov'è Abele, tuo fratello?» (Gn 4,9).
Colpisce molto negativamente la scelta di Ratzinger di non parlare di camorra ,ieri a Pompei, «per rispetto verso la maggioranza dei campani che sono persone oneste e non camorristi». Sono proprio le persone oneste che attendono dure condanne per chi vive sfruttando la povera gente. Ma il papa cosa sa della gente comune, dei tanti Abele del mondo ?

mercoledì, settembre 24, 2008

Incazzato


Oggi tassi impazziti, un disastro sui mercati con effetti devastanti per le famiglie, quindi anche per noi. Visto il pesante clima economico è abbastanza normale, anche se è davvero drammatica la situazione. A Grazzanise (CE) intanto si costruisce il più grande aereoporto d'Italia,anzi del Meditterraneo, grazie al protocollo d'intesa dello scorso febbraio tra Regione (Bassolino) ed il Governo di allora (Prodi). Sarà gestito dalla Gesac, la stessa società concessionaria dell'aereoporto di Capodichino. L'ho scoperto leggendo la già citata Lettera alla mia terra di Roberto Saviano. "Al finanziamento della realizzazione dello scalo di Napoli-Grazzanise sono già destinati circa un miliardo e 50 milioni di euro, così suddivisi: 905 milioni di euro di fondi europei e nazionali di competenza della Regione, destinati alla prima fase di realizzazione (espropri, infrastrutture primarie, impianti e aerostazione);145 milioni di fondi del Piano Nazionale per il Mezzogiorno, destinati al collegamento autostradale tra la A1, l'aeroporto di Grazzanise e la direttrice domiziana." (Cabina di regia per realizzazione aeroporto Grazzanise ).Più tutto quello che verrà naturalmente e che in fieri si ingigantirà come prassi. Un bel giro di soldi in un paese "marcio di camorra"! Tutto questo mentre si gioca il futuro dell'Alitalia e dei suoi debiti che pagheremo nei prossimi anni noi italiani qualunque, di serie A e anche di serie B, ringraziando perfino il CAI (Compagnia aerea italiana) per il salvataggio last minutes.

Non è finita: due ministri del Governo attuale si scontrano sull'analisi dell'emergenza camorra dopo la strage di Castelvolturno, che ha portato alla luce la mattanza in atto in quel territorio dallo scorso mese di maggio. Non mi pare una cosa buona, se non per la stessa camorra. Suona quasi rassicurante il solito malaffare della parentopoli siciliana in cui sono coinvolti amici, parenti ed autisti di illustri politici tra cui il presidente Schifani.

Oggi volevo scrivere un post leggero sulla serena vita di troppia, ma sono troppo incazzato. Come si fa a non esserlo? ditemelo voi che siete italiani come me e magari come me cittadini di serie B per quanto riguarda i diritti!

lunedì, settembre 22, 2008

Guardiamoci allo specchio


Ci siamo, è l'equinozio di autunno. L'estate è definitivamente andata. Ieri abbiamo ritirato tavolo, sedie ed ombrellone dalla terrazza e riparato in casa le piante che non sopporterebbero il rigido clima cui andiamo incontro. La vita segue il suo corso, tranquilla e rassicurante se non fosse che...

Ieri ( o oggi) era il complenno di Roberto Saviano: 29 anni! " Oggi qui in questa stanza dove sono, ospite di chi mi protegge, è il mio compleanno. Penso a tutti i compleanni passati così, da quando ho la scorta, un po' nervoso, un po' triste e soprattutto solo. Penso che non potrò mai più passarne uno normale nella mia terra, che non potrò mai più metterci piede. Rimpiango come un malato senza speranze tutti i compleanni trascurati, snobbati perché è solo una data qualsiasi, e un altro anno ce ne sarà uno uguale ".

Ha scritto "Lettera alla mia terra" dopo la strage di Castel Volturno: un duro documento di denuncia, ma anche di amore e passione per la sua terra che non sa e non vuole reagire, schiacciata tra l'arroganza dei forti e la codardia dei deboli. Ci riguarda tutti, la responsabilità non è solo di chi vive al sud dove la criminalità organizzata ha il controllo del territorio. Il guaio è che anche noi qui al nord ci accontentiamo di una vita tranquilla e il più delle volte non sappiamo e non vogliamo sapere quanto accade nel resto del Paese. Quanti di noi sapevano della mattanza in atto da mesi ad opera di sei codardi, strafatti killers casalesi?

"Voi volete una vita semplice, normale, fatta di piccole cose, mentre intorno a voi c'è una guerra vera, mentre chi non subisce e denuncia e parla, perde ogni cosa. Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così asserviti e rassegnati, così piegati?". "Non posso credere che riescano a resistere soltanto pochi individui eccezionali. Che la denuncia sia ormai solo il compito dei pochi singoli, preti, maestri, medici, i pochi politici onesti e gruppi che interpretano il ruolo della società civile.".

Per quanti tentativi facciamo per "tirarci fuori", tacitando le nostre coscienze per la tranquilla indifferenza con cui seguiamo le mattanze ed i loschi traffici che avvengono nel nostro Paese, rimane in noi un vago senso di disagio che ci impedisce di sentirci a posto, nel giusto. E' forse il dubbio di essere anche noi dei codardi che si insinua tra le nostre certezze benpensanti. Il riscatto però comincia necessariamente dall'accettazione della realtà e ci vuole coraggio per riconoscere come siamo veramente.
Buon compleanno, Roberto!

giovedì, giugno 19, 2008

Senza fondo



Sempre più giù quest'Italia dalle strane priorità condivise, a quanto pare, dalla maggioranza dei suoi cittadini. Forse prosperando il premier, c'è la convinzione che staremo tutti bene. Un'operazione riflessa o di riflesso. A me sembra ognivolta si sia toccato il fondo, ma evidentemente non siamo in una piscina, bensì in un oceano senza fondo. C'è poco da aggiungere sulla salva-premier: l'ANM nota che occorre ''tutelare anche le legittime aspettative delle persone offese e che chiedono giustizia per reati considerati subalterni ad altri". Evidentemente la legge non è uguale per tutti.
Si può cambiare la realtà, basta volerlo, così tutti siamo contenti. Come dimostrerebbe anche il clamoroso errore nella traccia ministeriale di ieri (Esame di Stato)che chiedeva di commentare, da una poesia di Montale tratta da "Ossi di seppia," "il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile" e "il ricordo della donna" che è "condensato nel suo viso e nel suo sorriso". "Ripenso il tuo sorriso" è però dedicata ad un uomo!
E' un po' anche la strategia del governo per evitare le questioni sollevate per il riconoscimento dei diritti di tutti. I gay? Non ci sono, non esistono, per cui è inutile perdere tempo a discutere dei loro diritti. Lo stesso vale per gli immigrati, etc.Basta crederci e tutto è possibile. Questo è il vero miracolo del berlusconismo.
Ci sono invece, eccome!, i Casalesi, che la sentenza d'appello ha inchiodato ieri all'ergastolo, confermando quella di primo grado. E' un successo dello Stato come ha commentato R.Saviano? Per come stanno le cose nel Paese è una vittoria della Magistratura che, quando lo Stato consente, sa arrivare fino in fondo nel proprio lavoro.