martedì, gennaio 16, 2007

Giorni che non passano mai


Giorni apparentemente uguali, uno dopo l'altro. Gennaio è lungo da passare, sembra non finisca mai. La novità dell'inverno mite, con poche gelate, niente neve, per un po' basta a rendere meno pesanti le giornate. Solo per un poco. Ci pensano quelli che prevedono siccità catastrofiche per l'agricoltura a farci rimpiangere i soliti tristi inverni con le abbondanti nevicate che in pianura, considerati gli appalti attuali degli spalatori, si trasformano in trappole esasperanti per i pendolari. E poi le stazioni sciistiche deserte, i patiti delle settimane bianche in crisi d'astinenza aggravano la già pesante situazione economica.
Il problema è però questo aspettare/sperare che il tempo passi, che venga la bella stagione, che arrivino presto le ferie. Sembra che si viva per quei pochi giorni di vacanza, di libertà da tutto e da tutti ed intanto è la vita che passa... Perchè siamo quasi tutti insoddisfatti nonostante il lavoro che abbiamo scelto (non tutti, è vero) ci piaccia, la nostra vita sentimentale sia pienamente appagata, le relazioni amicali e sociali nel complesso risultino buone? Cosa ci manca? L'esperienza che Isa puntualmente ci racconta dal lontano Ecuador contrasta con la nostra realtà: là c'è miseria ma voglia di vivere, qui benessere per la maggioranza ma stanchezza esistenziale, nevrosi, indifferenza. Isa ci riporta episodi di violenza il più delle volte dovuti all'eccesso di alcool o alla povertà estrema, qui, nella ricca Como, la cronaca registra quasi quotidianamente piccoli e grandi gesti di aggressività esagerata, apparentemente gratuita. E' il male di vivere di cui hanno cantato i grandi (Spesso il male di vivere ho incontrato) o il risultato dell'individualismo e della competitività esasperati della nostra realtà? Non è un problema di poco conto se la quotidianità è diventata un peso e la massima aspirazione è la parentesi artificiale da vivere "altrove", magari con "altri" che frequenteremo giusto il tempo della vacanza e poi basta. C'è chi rivendica il divertimento(devertere) come unica somma espressione della libertà, ma ciò significa che nel resto del tempo, cioè i trequarti della nostra vita, consumiamo e subiamo un'esistenza indegna, mediocre. Assurdo: la distrazione, l'allontanamento dalla realtà di tutti i giorni è diventato il momento più vero ed autentico della nostra vita.

1 commento:

melchis cavaliere ha detto...

Come non condividere le tue riflessioni? Ritengo che il distrarsi sia segno di un disagio e ciò che è più complicato è scavare dentro per capire, ma a volte si è anche stanchi di voler capire, una fatica immane e si opta per l'"allontanamento" da ciò che è un tarlo.
Buona giornata!