giovedì, settembre 21, 2006

La cammellata nel deserto


Come anticipato la serata di ieri ha avuto per protagonista la nostra amica Simo, lariana bavarese, reduce da una vacanza in Marocco, anzi Morocco per la precisione, con una nota associazione specializzata nell'organizzare avventurose vacanze in tutto il mondo. E indubbiamente i 15 gg marocchini della S, sono stati un'unica grande avventura all'insegna della inculturazione accelerata a partire dal cibo, rigorosamente locale, fino all'uso delle strutture alberghiere non per i soliti occidendali alla ricerca del comfort, ma gli spartani ryad frequentati dai locali. Beh, sarà capitato anche a voi di incrociare questi gruppi di avventurosi in qualche aereoporto internazionale, oppure di vederli apparire mentre ve ne state comodamente sdraiati ai bordi della splendida piscina del loft che vi ospita in Kenia, piuttosto che a Katmandu. Sono immediatamente riconoscibili perchè viaggiano sempre in gruppi di 15/20, sempre trafelati e di corsa, smunti e sciupati, come se stessero perdendo l'ultima grande occasione della loro vita. La loro è sempre un'apparizione veloce: li intravvedete un attimo e poi più, salvo poi coglierne il passaggio fugace dalla parte opposta del Paese, più magri e pallidi, alla ricerca disperata di un bagno. Solitamente soffrono di violente dissenterie, anche se l'incontro avviene in Irlanda e non a Bombay.
Ad ogni modo S. è tornata entusiasta perchè ha vissuto da "viaggiatrice" e non da banale turista (ricordate "Il the nel deserto"?) l'Africa subsahariana, fiera di ... avercela fatta, di essere cioè sopravvissuta. Questo spiega l'orgoglioso racconto del peeling violento subito in un hammam (bagno pubblico, non bagno turco/sauna dell'immaginario europeo) insieme alle sue 12 compagne terrorizzate, già duramente provate dall'attesa umiliante, completamente nude sedute sulle piastrelle del pavimento. Qualcuna tra le più avanti con gli anni è arrivata persino a immedesimarsi nelle detenute dei campi di sterminio nazisti! E' pur sempre un'esperienza.
Il gruppo era sbarcato a Casablanca, per ripartire immediatamente per le città imperiali, Meknes e e poi Fes, e poi verso Erfoud e Merzouga per visitare l'Erg Chebbi, l'unico vero erg sahariano del Marocco, cioè una di quelle enormi distese di dune di sabbia tipiche del Sahara . Montati i cammelli per la "cammellata", gli eroi hanno raggiunto, dopo circa un'ora e trenta di viaggio (e vari richiami del cammelliere a causa dell'assordante vociare femminile culminati nell'immancabile invito ad "imparare ad ascoltare il silenzio"!), una tenda berbera dov'era previsto il pernottamento. Il paesaggio è magico, a seconda dell'ora della giornata le dune cambiano colore passando dal rosa all'oro e al rosso, la tenda invece riporta alla realtà con i suoi enormi scarafoni che hanno convinto il gruppo a scegliere di dormire sotto le stelle. Anzi la luna. Piena. Irripetibili le esperienze vissute quella notte: mi pare di aver capito che in quell'occasione S. abbia deciso di conoscere ancora più da vicino la realtà indigena, concedendo le proprie abbondanti grazie (tanto anelate nella fredda Germania come nel caldo Magreb, proprio vero che tutto il mondo è paese!) a uno o due cammellieri. Lo sapevate che hanno i piedi palmati per non affondare nella sabbia? Non si finisce mai di imparare!
La bellissima regione subsahariana con i vasti paesaggi solcati dalle fertili valli fluviali del Draa e del Dades, su cui si stagliano imponenti kasbah di terra rossa, verdi palmeti e i cieli del deserto ha segnato il passaggio degli indomiti tra le Gole del Todra e le valli del Dades e delle Rose. Finalmente la mitica Marrakesh con sosta intermedia ad Ait Benhaddou, una delle kasbah meglio conservate del Marocco e scenografia di numerosi films western. Marrakesh è il fiore all'occhiello del Marocco, forse meno bella architettonicamente rispetto alle altre città imperiali, ma sicuramente affascinante per la sua intensa vita. La famosa piazza Djemaa el-Fna è probabilmente lo spettacolo all'aria aperta più vasto del mondo; la piazza si anima nelle ore serali di bancarelle che vendono cibo, giocolieri, cantastorie, incantatori di serpenti, acrobati, ognuno circondato da gruppi di spettatori. Proprio in questo caratteristico spazio commerciale, S., continuamente palpeggiata a mani piene da divertiti locali, ha preteso dall'ultimo sventurato sorpreso con le mani sul...sacco ben 10 dirham (= 1 euro), giusto per non inflazionare il mercato.
E naturalmente il mare... Bellissimo, stupendo ma... glaciale.
Insomma quindici giorni esageratamente da protagonisti, nutriti solo di tagin e cus cus, niente alcool e generi di conforto vari. Davvero entusiasta la S. che ha voluto vedessimo le sue 1234 magnifiche fotografie.
L'umore non ha subito alcuna variazione nonostante abbia riportato a casa, con la pelle, un'intera colonia di pulci marocchine. E la solita dissenteria naturalmente.(s)

1 commento:

stupidboy ha detto...

ricambio la visita e leggo di gusto i racconti marocchini... indagherò meglio la natura del vostro menage a trois in un periodo in cui anche una sola persona accanto per più di due ore inizia a sembrarmi folla insopportabile :-)