I novi sono andati con Lupetto in un grande centro commerciale di Mendrisio a pochi chilometri da qui. Il cambio euro/franco favorisce le escursioni in terra elvetica che offre davvero tante opportunità di scelta. Io mi godo il primo pomeriggio della domenica con la piccola Mi, anche se già sento prepotente la voglia di amore fisico e spero quindi non restino a lungo lontani perchè stasera abbiamo appuntamento con amici. Il sole sta attenuando il freddo che ci ha precipitati improvvisamente nell'autunno: stamattina al risveglio la prima brinata della stagione. Il ritorno dell'ora solare domenica prossima segnerà definitivamente l'inizio del nuovo ciclo, il terzo autunno/inverno che viviamo insieme. Non avverto la paura della diminuzione della libido con il passare del tempo e l'abitudine: l'esperienza con En, dopo 21 anni, è una certezza.Quante volte avrò percorso i corpi dei miei due compagni fino al più remoto mm di pelle? Impossibile un calcolo anche approssimativo. Mi basta pensarli che la sensazione diventa fisica ed avverto persino i differenti odori che si intensificano nei momenti di massima eccitazione, funzionando su di me come e forse meglio del viagra. L'amore non è certo solo sesso, ma non può prescinderne. La passione gioca un ruolo insostituibile , perchè la sua assenza muterebbe qualsiasi relazione amorosa in rapporto di mutuo soccorso, affettuosa compagnia, solidale amicizia. Tutte realtà positive che però non sono l'amore di cui noi umani abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno dalla prima sperimentazione. E' una specie di stupefacente che chiede di aumentare progressivamente le dosi seguendo il grado di assimilazione dell'organismo. Non ha però controindicazioni e non c'è rischio di overdose. Rassegnarsi alla fine della passione equivale a rinunciare alla vita, per cui è meglio non smettere mai di coltivarla, svilupparla e alimentarla. Ogni coppia/troppia individua col tempo e la conoscenza una propria ricetta di crescita. La fantasia e la complice intimità sono elementi fondamentali per una conoscenza ed una sperimentazione che non ci basterà una vita a soddisfare pienamente: meglio non perdere tempo!
domenica, ottobre 21, 2007
sabato, ottobre 20, 2007
28 ottobre: mobilitazione vaticana

Straordinaria coincidenza di date il prossimo 28 ottobre. In piazza S.Pietro saranno beatificati 498 martiri della guerra civile spagnola, la più massiccia beatificazione della storia proprio alla vigilia dell'approvazione nella Spagna di Zapatero della legge della memoria storica, che riconosce le vittime del regime franchista e dichiara illegittime le sentenze pronunciate durante la dittatura. La proposta duramente avversata dal Partito Popolare costringerà, tra le altre disposizioni, tutte le istituzioni pubbliche e private a rimuovere i simboli e le decorazioni risalenti al periodo della dittatura, sotto la pena di vedersi sospese sovvenzioni e aiuti pubblici.
I vescovi spagnoli hanno già annunciato che porteranno a Roma almeno un milione di connazionali che il Governo di centrosinistra non potrà ignorare.Difficile non leggere nella iniziativa vaticana, fortemente voluta dalla Chiesa spagnola e dalla potentissima Opus Dei, il tentativo di imporre la propria personalissima interpretazione della storia spagnola già evidente dalla scelta dell’espressione "martiri del XX secolo" per identificare i 498 nuovi beati, "vittime dei totalitarismi" che dominarono l'Europa nel '900: "La persecuzione religiosa che la Spagna soffrì nel ventesimo secolo", spiegano i vescovi, si riflette ancora oggi nel "fondamentalismo laicista" del governo socialista. La preghiera che verrà recitata durante la cerimonia invocherà la liberazione "dai nuovi totalitarismi, come quelli che, sotto diversi segni ideologici, trascinarono nella tragedia interi popoli nel secolo passato".
In marcia contro Zapatero dunque e contro il nuovo anticlericalismo di cui la Gerarchia si sente vittima persino in quest'Italia, Paese in cui di laico, per la verità, è rimasto ben poco.
mercoledì, ottobre 17, 2007
Senescenza

Vecchiaia inesorabile! Arriva comunque, anche se "dentro" non te la senti ancora. Te ne accorgi però dai segnali che ti arrivano dall'esterno, dagli altri. Negli ultimi giorni mi ero lasciato coinvolgere dall'entusiasmo dei miei compagni per il benessere e la salute fisica, tanto che per la prima volta nella vita mi ero deciso a prendere in considerazione l'ipotesi "palestra". Giusto per prevenire i fastidiosi mal di schiena e magari tentare di arginare un po' la deriva fisica, niente di più esaltato. Troppo a lungo, me ne rendo conto solo ora, ho vissuto di rendita su una giovinezza sportiva e assai movimentata: ora, ingenuamente credevo, sarebbe stato tempo di rimettere in movimento il fisico usurato dal tempo e dall'inquinamento ambientale (perchè no? lo dicono tutti). A decidermi in verità è stata la scoperta che anche il mio giovane collega Mel, dotto ed autentico intellettuale, sta curiosando tra le discipline sportive (v.taijiquan), segno che è tempo per me di abbandonare quel "sufficiente"distacco da pseudointellettuale d'altri tempi che mi ha permesso di soddisfare fin qui un'inqualificabile pigrizia. Ho persino visitato una di queste palestre , superando l'ancestrale paura per l'ignoto grazie alla spinta premurosa di un collega, esperto appunto di scienze motorie (e mio coetaneo!). Credevo la mia vita stesse per prendere una svolta inaspettata e invece...
E invece proprio l'atteggiamento dei novi, pur blandito da condiscendenza verbale mai invero esageratamente incoraggiante, ha finito col bruciare il mio neofita entusiasmo. Ospedalizzazione è il motto che veramente mi si confa risolvendo magicamente ogni mio problema . L'unico movimento fisico che pare essermi concesso è lo spostamento da un'ambulatorio all'altro, da un'accettazione al laboratorio, da una struttura medica all'altra. E, a dire il vero, chi ha un minimo di familiarità con la sanità autoctona deve riconoscere che l'espletamento di qualsiasi pratica suppone tanto moto, spesso più del necessario a causa delle indicazioni sbagliate che puntualmente vengono elargite forse proprio allo scopo di mantenere il paziente in idonea (al malanno) forma fisica. Un normale raffreddamento di stagione per me diventa perciò colpa perchè non ho fatto in tempo utile quel tale esame o controllo.
Che posso fare se non prendere atto dei segnali della vecchiaia?Almeno serviranno a giustificare i miei cortesi dinieghi a seguire gli scatenati giovani compagni in locali inadatti al mio nuovo stato.
martedì, ottobre 16, 2007
Il fascino dell'antico Egitto a La Troppiana

Lo scorso luglio condividendo con diversi amici l'appassionata esperienza di Isa, volontaria in Ecuador ( Nostalgia di umanità), ci siamo accorti che non solo è bello, ma anche stimolante ed utile partecipare direttamente alle tante ricchezze di cui ognuno è portatore. Abbiamo perciò chiesto ad un collega ed amico, noto archeologo comasco (l'unico?), di parlarci di un capitolo- quello che lui sta scrivendo con i suoi scavi- della millenaria civiltà egizia che continua ad esercitare, a distanza di secoli, un'attrazione che ha del misterioso su molti di noi.
Ha naturalmente accettato con entusiasmo, intuendo la possibilità di comunicare la grande passione che da anni coltiva e informa tutta la sua vita. Siamo perciò felici di estendere agli amici interessati l'opportunità di trascorrere un paio di ore immersi nel fascino della storia antica Giovedì 25 ottobre p.v. alle 21.00, qui a casa nostra. Non è nostra intenzione creare un circolo culturale elitario, ma le "capacità d'accoglienza"della nostra casetta sono note a molti di voi, perciò chiediamo di avvisare per tempo, via e mail, l'eventuale partecipazione. La fama e la simpatia dello studioso sono ben note, è quindi prevedibile un veloce "esaurimento" dei posti disponibili: non vogliatecene.
lunedì, ottobre 15, 2007
"Il sol suo aspetto a non servire insegna" *


Si torna alla vita di tutti i giorni dopo la bella pausa di ieri tra le dolci e verdi colline dell'astigiano. En è particolarmente soddisfatto per il successo di partecipazione alle primarie che hanno offerto al politico Veltroni oltre il 75% di consensi. Io rimango perplesso e scettico su questa folla di votanti, ma capisco che la scelta tra i tre candidati non deve essere stata difficile e ripiegare sulla serafica ambiguità del Gualtiero nazionale un po' un obbligo. Convinti loro di aver dato una stoccata alla cosiddetta antipolitica, noi ci prepariamo al nulla di nuovo e alla gestione di sempre.
La giornata è troppo bella per abbandonarsi alle solite lamentazioni e mi riesce facile riandare alla gita di ieri in compagnia di simpatici e piacevoli amici. Come avevamo annunciato ci siamo trasferiti per un giorno nell'astigiano e, pur non toccando le langhe leggermente più a sud, abbiamo goduto di una giornata memorabile nella laboriosa e umana provincia piemontese. Non è mancato un momento di storia, forse più toccante e coinvolgente, facendo tappa nel paese d'origine di Mau: in poche essenziali parole l'amico ci ha raccontato la vita trascorsa in quella bella terra, forse troppo tranquilla, ma almeno non ancora frenetica e stressante, fino all'incontro con Mau2 e alla svolta col trasferimento nel milanese. Stupisce sempre il coraggio e la determinazione che l'amore sa suscitare: quando lo si incontra anche le scelte più difficili e radicali finiscono coll'apparire naturali, quasi inevitabili. Certo la vita di tutti i giorni riporta presto sulla terra a fare i conti con le diversità dei caratteri, la variabilità degli umori, le differenze di formazione ed educazione, ma quello che conta è la forza che spinge gli amanti a continuare a crescere partendo ,e anche ripartendo quando necessario, dalla scelta iniziale.
Il viaggio è proseguito fino al caratteristico borgo di Cocconato, invaso ieri da una gara di motociclisti che con un po' di fantasia siamo riusciti a trasformare in nobili cavalieri in cotta e calzamaglia (anzichè in tuta e casco) in sella a nevrili destrieri ( e non a rumorose motocilette fumiganti) che meglio s'intonavano alla meravigliosa natura autunnale. L'esercizio di immaginazione è riuscito ancor meglio dopo esserci completamente abbandonati alle delizie enogastronomiche locali che sono davvero tante e diversissime. Non entro nei particolari perchè ancora subentrerebbe una sorta di nausea da esagerata abbuffata, avendo assaggiato di tutto, dagli antipasti tipici al classico fritto, per concludere con gli straordinari dolci che abbiamo gustato ormai al limite delle già provate capacità di ingestione. Siamo usciti dal locale appesantiti come non ci capitava da un pezzo ed anche piuttosto euforici, grazie agli ottimi Arnais e Bricc dei bandit che hanno magistralmente accompagnato il pranzo . La tappa nella bella città di Asti dove era in corso la Fiera del tipico e del tartufo ci ha consentito di assistere ad un momento solenne del glorioso passato contadino: l'avvio della trebbiatrice, un altro momento di storia importante, quando le nostre terre offrivano, a volte generosamente altre meno, il frutto della fertilità premurosamente accudita e tutelata dall'uomo. Altri tempi, altri stili di vita.
Ci voleva proprio un tuffo nelle nostre origini: ora che la settimana è ripresa normalmente con i soliti ritmi fa bene anche solo pensare che la terra e la natura continuano ad accompagnare la nostra vita e ad esserne le vere protagoniste. Un po' di attenzione in più contribuirebbe forse ad attenuare lo stress quotidiano. Grazie a Mau, Mau2 e Marco per l'oppotunità della scampagnata in ottima compagnia!
* Dall'autoritratto di V.Alfieri illustre cittadino d'Asti.
Foto: momenti della festa nel cuore della città.
venerdì, ottobre 12, 2007
Vigilia

Vigilia di finesettimana con la notizia dell'attribuzione del Nobel per la Pace ad Al Gore insieme al Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici (Ipcc) dell'Onu per «gli sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall'uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti». Premiato quindi un politico ambientalista: mi pare un buon segnale che dovrebbe essere finalmente preso sul serio, se vogliamo dare un futuro al pianeta.
Frana intanto un pezzo della Cima Una sulle Dolomiti.
E mentre Fini saluta romanamente da manifesti apparsi misteriosamente nella capitale, il centrosinistra si prepara alle primarie di domenica prossima chiamando alle urne i propri fans (ma quanti saranno rimasti?)per indicare il futuro segretario del PD: vecchi candidati per un partito che nasce già vecchio. Per ora basta la soddisfazione del risultato della consultazione sul Welfare.
Inspiegabilmente continua a tener banco sui media la vicenda di don Sante,il parroco padovano che non vuole lasciare la parrocchia nonostante il fidanzamento ufficiale con una donna del luogo: probabilmente la gerarchia vuole che tutti sappiano che nel clero qualche eterosessuale c'è.
Finesettimana brioso per tutti quindi e per noi che abbiamo in programma l'escursione gastronomica nell'astigiano. Anche se due di noi novios il sabato mattina lavorano, già dal venerdì pomeriggio entriamo in clima sabatodelvillaggio in cui tutto appare più rilassante e piacevole nell'attesa della festa. Il via ufficiale stasera con una castagnata (tanto per cambiare!) in compagnia di nuovi amici.
giovedì, ottobre 11, 2007
Lezione di civiltà

Caro Direttore,
ho letto su Repubblica di ieri che Storace vorrebbe consegnarmi, portandomele direttamente a casa, un paio di stampelle. Vorrei esporre alcune considerazioni in merito.
Io sottoscritta, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento italiano.
In qualità di senatore a vita e in base all'articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza.
Mi rivolgo a chi ha lanciato l'idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia "deambulazione" e quella dell'attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno.
Desidero inoltre fare presente che non possiedo "i miliardi", dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza.
A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà", mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.
mercoledì, ottobre 10, 2007
I pasdaran di Mancuso

"Vi chiedo a tutte e tutti di aiutarci, dovete invadere le nostre sedi, imporci di essere conseguenti alle parole, rapidi nelle decisioni e nelle risposte. Arcigay si mette a disposizione affinché tutto il popolo lgbt si senta parte di una nuova fase storica". Avevamo accolto con interesse l'invito del neo presidente Mancuso pochi giorni dopo la sua nomina ( in Voti e bucati) avvenuta lo scorso maggio, senza sospettare che in realtà si trattava di una vera e propria "chiamata alle armi" in codice per i militanti sparsi in Italia. Da allora, la nuova gestione Arci ha immediatamente scatenato una campagna di colonizzazione per affermarsi indiscutibilmente come esclusiva rappresentante del mondo glbt italiano. E' accaduto perfino in questa sperduta provincia comasca dove siamo testimoni increduli dell'azione di pasdaran fedeli all' ayatollah che tentano con ogni mezzo e molto maldestramente, di imporre la bandiera associativa, ignorando spudoratamente qualsiasi procedura democratica, ma anche i bisogni della realtà glbt lariana, evidentemente superflui ai fini rivoluzionari della conquista. Ma di questo riferiremo al momento opportuno. Tutti invece abbiamo visto l'uso strumentale (ma ancora maldestro) della vicenda del Colosseo e la successiva scalata al Campidoglio nel tentativo di eliminare nella corsa al potere della rappresentanza lo storico Circolo romano Mario Mieli.
L'ultima crociata dell'integralismo mancusano colpisce ora Panariello, reo di battute omofobe nel suo ultimo spettacolo. Alle accuse del generale Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, così risponde il comico toscano:"Amo fotografare la realtà e credo di poter scherzare su una cosa che ritengo assolutamente normale. Così come scherzo sul fatto che nel 2007 gli uomini si mettono le cremine, così come scherzo sulla moda, così come scherzo sulle donne maniache per la forma fisica, così come scherzo sul mondo gay e sugli animali. Cosa c'è di male? Non ho nessun problema con i gay - ha aggiunto il comico - ho tanti amici e partecipo con piacere alle battaglie per il riconoscimento dei loro diritti. Vorrei però suggerire a coloro che si lamentano di imparare ad essere autoironici. I gay sono persone supersensibili, ricchi di ironia e di autoironia, e quelli che hanno visto lo spettacolo sanno che non offendo nessuno".
Basteranno le ragioni di Panariello a rallentare le ambiziose mire di Mancuso o almeno a convincerlo nella scelta di militi più illuminati? L'arcitracotanza sembra ormai aver superato ogni ragionevole limite.
lunedì, ottobre 08, 2007
Al via la stagione delle castagne
Ierisera, di ritorno da una gita nei boschi, Peppo e Mauro ci hanno portato le castagne, dando ufficialmente il via alla stagione 2007 di questo frutto autunnale di cui Dan è particolarmente ghiotto: "Se nn fosse per la mongolfiera che ho in pancia che ogni tanto perde pressione con non pochi disagi olfattivi, resterei a mangiare quelle buonissime palline tutto il giorno. Mi fanno impazzire ma hanno effetti collaterali ve lo assicuro.. chiedete! ehehhe." ( commento post del 13 novembre 2006). En ed io ci prepariamo ad un lungo autunno caldo in tutti i sensi, contenti di sfornare caldarroste al nostro goloso novio finchè la natura offrirà generosamente materia prima. Dovremmo andar per boschi anche noi, ma siamo talmente pigri e gelosi delle nostre domeniche che sicuramente anche quest'anno la nostra resterà solo una bella intenzione. Domenica prossima però andremo con altri amici nella Langa astigiana: un'occasione preziosa per stare una giornata in simpatica compagnia, gustando le rinomate specialità locali e ripercorrendo la gloriosa storia partigiana di quei luoghi. Se non ricordo male la langa d'Asti è quella di Pavese e non del preferito B.Fenoglio, ma vale uguale. Percorrere luoghi significativi della nostra storia non troppo lontana nel tempo, servirà a ricordarci con qualche brivido il prezzo pagato da tanti perchè noi oggi potessimo vivere liberi. Magari la situazione attuale presenta qualche pecca (beh, più di una), ma non si può negare che godiamo con serenità, molti anche con un certo benessere economico, il tempo presente. Possiamo essere noi stessi e questo non è poco.
A proposito di martiri della Libertà e della Giustizia, oggi è il 40° anniversario dell'assassinio del grande Ernesto Guevara che abbiamo ricordato poco tempo fa in Combattente della Giustizia: " Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo". Parole chiare che non concedono alibi di alcun tipo.
Ora però è meglio che cominci a dare un senso concreto al mio giorno libero (= sfaccendare per casa, uff!), addolcendo la fatica coi buonissimi confetti (di cui io sono golosissimo) rimasti a testimoniare l'emozionante recentissimo matrimonio in famiglia. Tempo zero sarò rimproverato per il sicuro mal di pancia che mi procurerò volontariamente. "Ci sta" il rimprovero, ma ne sarà valsa la pena.
domenica, ottobre 07, 2007
Un giorno indimenticabile

Ormai in partenza per gli U.S.A i novelli sposini lasciano per sempre nel cuore il ricordo della stupenda gionata di ieri.
Anche per noi a casa inizia un nuovo capitolo. Forse io e mia mamma non abbiamo ancora realizzato completamente tutta la situazione. Siamo però consapevoli che ancora per qualche tempo la figura di mia sorella, nonchè sua figlia, mancherà in ogni sua piccola sfumatura.
Ieri la giornata è iniziata molto presto, come normale che sia. Ancora un pò sconvolti mio zio ha lanciato lo scatto mattutino. A tutti e quattro è stata scattata una foto così al naturale come ci siamo alzati dal letto, sono comunque riuscito a scoccare un bel sorriso.
Mai successo che mi riuscissi a preparare in tempo o almeno senza fare corse, ma ieri quando erano ancora tutti in mutande ero già pronto. La sposa era ancora alla prima fase della preparazione (capelli).
Quel vestito ieri mattina pesava piu che mai. La tensione saliva come l'agitazione.
Alle ore 10.30 eccola: la sposa più bella che io abbia mai visto ha fatto i primi passi verso il salone dove tutti l'aspettavamo. Un vestito fine, non grande, con il corpetto in pizzo, capelli raccolti con piccoli ciuffetti che le cadevano sulle spalle. Il viso era ben truccato con colori naturali che non l'appesantivano.
Fortunatamente la sosta è durata poco perchè era l'ora di fare le foto. Non si può resistere nel vedere la tua sorellina ormai donna in uno dei giorni più importanti della sua vita. Sono uscite le prime lacrime che hanno dato il via a una serie di emozioni indescrivibili. Quando si vede la sposa pronta sai che ormai è arrivato il suo momento, tutti sono lì per lei, per accompagnarla dal suo compagno e assistere all'unione di due cuori in un unico amore.
Dopo vari scatti e un aperitivo in casa ci si accorge che il tempo stringe ed è ora di andare. Ormai tutti si erano portati davanti alla chiesa. Io e mia sorella eravamo seduti in macchina e con il cuore a mille le ho stretto la mano. Sui volti la felicità, la tenerezza rassicurante di un puro affetto.
Eccola scendere dalla macchina. La nostra principessa raccoglie gli applausi con un meraviglioso sorriso. Questo per lo sposo è il segnale che lei, il suo grande amore, è li pronta a raggiungerlo e a dichiarargli amore per sempre.
Accompagnandola verso l'altare la tensione saliva alle stelle. Il tratto è stato più corto del previsto e affidando la mano della sposa allo sposo sentivo che gli stavo affidando una delle donne più importanti della mia vita.
Durante la cerimonia ho dovuto combattere parecchio con me stesso. C'erano solo loro per me. Faticavo a guardare quel dolce viso che per tanti anni mi è stato vicino, tante cose abbiamo condiviso come gioie e dolori. Ci siamo sempre stati vicino aiutandoci sempre, il più possibile. Siamo fratello e sorella, un uomo ed una donna ormai in questo giorno. Solo la consapevolezza che si amano e che hanno deciso di vivere uniti mi teneva controllato.
Il parroco ha deciso da solo di far celebrare sull'altare il rito del matrimonio. E' stato molto bello questo perchè li ha resi completi protagonisti davanti a tutti e davanti al Signore.
Anche la mia tranquillità ha deciso di andare a farsi benedire, lasciandomi lì accanto alla sposa come una quercia che ogni tanto veniva scossa dal vento.
Dopo il solenne momento, all'uscita dalla chiesa la liberazione dalla tensione, la voglia di festeggiare l'unione appena compiuta. Anche il tempo ha regalato agli sposi una mattinata asciutta per fortuna!
Arrivati al castello si è festeggiato giustamente. Ancora foto, mangiate e balli per loro.
Ancora abbracci per la mia sorellina dal suo fratellino che le vuole sempre tantissimo bene, come al cognato che è diventato parte della famiglia.
Che ora si divertano e si rilassino un pò! Ancora auguri di una vita felice!
sabato, ottobre 06, 2007
Appello per gli amici del Myanmar
Non occorrono altre parole, gli amici del Myanmar hanno bisogno anche del poco che possiamo per tentare di interrompere la violenta repressione in atto:firmiamo e diffondiamo l'appello on line: http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Myanmarvenerdì, ottobre 05, 2007
Per sempre

Per sempre è un'espressione che raramente ricorre nel nostro linguaggio, perchè evoca con la sua illimitata temporalità un vincolo estremo, infinito appunto, alla libertà. E' naturalmente associato alla morte che segna la fine dell'impegno, essendo essa stessa fine di tutto. Preferiamo perciò anche nel linguaggio comune espressioni che indichino una scadenza precisa, un tempo determinato, che paiono essere più alla nostra portata, concedendoci, se necessario, margini di riscatto e ancora guizzi di vera o presunta libertà.
Credo che solo il matrimonio osi ancora una formula in cui si esplicita pubblicamente di fronte a testimoni la volontà di assumersi in prima persona l'obbligo (e quindi la responsabilità) di un legame duraturo, per sempre appunto. La possibilità del divorzio nell'ordinamento civile può ovviamente supportare psicologicamente, ma, rappresentando comunque la constatazione anche sociale di un fallimento, non attenua il timore oneroso della scelta originaria. Non si può quindi che ammirare le coppie che coraggiosamente scelgono ancora di sposarsi (per sempre), in una realtà in cui tutto è precario e soggetto ad usura, relazioni comprese. Se non c'è superficialità, significa che è autentico il legame che unisce e su quella solida base è possibile costruire insieme la vita, sapendo che occorrerà lavorare molto e senza soluzione di continuità, godendo gioie ma anche fatiche, sempre insieme. Deve essere bello potersi assumere ufficialmente l'impegno del matrimonio, comunicare a tutti la volontà di amare "quella" persona precisa per tutta la vita, finchè morte non ci separi. Ha un che di liberatorio, decisamente contrario alle false paure del "per sempre". Penso alla bellissima sorella di moDan che sta per compiere questo grande passo e mi intenerisco all'idea che con lei tutto il suo vissuto fin qui, bello e brutto, gioioso e doloroso, si unirà per sempre alla persona che ama. E' una specie di miracolo, perchè rende possibile un sogno. Occorre coraggio per non lasciarsi schiacciare dalle paure. Osare per non rimpiangere di non aver vissuto fino in fondo l'amore. Un po' come i giovani aquilotti (ma anche i più comuni passerotti) che al momento giusto comprendono che la vera vita comincia con un lancio nel vuoto...
Mi chiedo come mai tra i perennemente incazzati militanti glbt si urli continuamente a proposito di diritto al matrimonio o unione civile (per poi accettare passivamente i PACS, i DICO, i CUS e giù giù fin dove vorranno i nostri politici) e mai si avverta invece la necessità di discutere di ciò è e significa una relazione nella complessa realtà omo. L'esercizio di un nuovo diritto presuppone, preferibilmente, anche una nuova consapevolezza che eviti l'errore di imitare l'alterità (nel senso di essere altro, diverso) della coppia etero.
giovedì, ottobre 04, 2007
Arte a Menaggio
mercoledì, ottobre 03, 2007
Tuffo libero

"Considero la vita una locanda, dove devo fermarmi fino all'arrivo della diligenza dell'abisso.Non so dove mi condurrà, perchè non so niente.Potrei considerare questa locanda una prigione, perchè in essa sono costretto all'attesa; potrei considerarla un luogo in cui socializzare, perchè qui mi ritrovo insieme ad altri. Non sono, però, né impaziente né spontaneamente naturale. Lascio a quello che sono,coloro che si chiudono nella stanza, mollemente sdraiati sul letto dove aspettano insonni; lascio a quello che fanno, coloro che conversano nelle sale, da dove musiche e voci giungono facilmente fino a me. Mi siedo alla porta e imbevo i miei occhi e orecchi dei colori e dei suoni del paesaggio, e canto sommessamente, solo per me, vaghe canzoni che compongo nell'attesa. Per tutti noi scenderà la notte e arriverà la diligenza.". (Pessoa, Il libro dell'inquietudine).
Si arriva prima o poi a riflettere sulla vita. E sulla morte, inevitabilmente. Magari qualcuno tenta di aggrapparsi alle tante distrazioni che questa realtà, così apparentemente perfetta, offre, giusto per evitare la fatica (e il dolore) di pensare. Pochi forse giungono, qualsiasi sia l'interpretazione personale, alla serenità dell'attesa ineluttabile.
Si respira ovunque il bisogno di omologazione, di scoprirsi integrati in un tutto che abbia il sapore della normalità, anche a costo di rinunciare al piacere della conquista personale, frutto appunto di sofferenza e sacrificio. E' molto più rassicurante l'immediato presente, anche se meschino e superficiale, vissuto in compagnia dei molti.
Un cinico giudizio nei confronti di chi osa faticose vie nuove è alibi alla pigrizia del pensiero. In realtà una abdicazione.
"La normalità è un focolare, la quotidianità è materna. Dopo una vasta incursione negli spazi della poesia, sulle vette dell’ispirazione sublime, sui picchi della trascendenza e dell’occulto, è confortante, e ha il sapore delle cose che nella vita danno calore, ritornare alla locanda dove felici ridono gli stolti, bere con essi, stolto anch’io, come Dio ci ha fatto, contento dell’universo che ci è stato dato, e lasciare il resto a coloro che scalano montagne per non fare niente sulla vetta."(ibid).
martedì, ottobre 02, 2007
Noioso patetico stupendo amore

E' tornato il sole anche al nord, deciso, caldo. Giusto in tempo per festeggiare il nostro anniversario che è proprio oggi, 2 ottobre. Ehssì, mi ripeto anche oggi, del resto questo è il blog della troppia che vive in uno stato d'innamoramento cronico da due anni. Si è mai visto un amante sfuggire alla legge dell'innamoramento che inevitabilmente conduce al noioso, patetico, ossessivo inno all'amore? Già avevamo scritto che s'inventano addirittura nuovi linguaggi, si torna alle lallazioni infantili, si escogitano comunicazioni fantasiose del corpo. Le emozioni troppo forti ed intense, come scrive magistralmente moEn, sono difficili da esternare, specie agli altri, a coloro che non vivono lo stesso stato di grazia, ma che possono intuirlo grazie al proprio vissuto. Da qui il bisogno di comunicare il più fedelmente possibile,anche quando la relazione è attraversata dai conflitti necessari ed inevitabili. Niente bilanci da quadrare, niente di non detto, niente di assolutamente certo persino, ma tutto in fieri, com'è nella natura delle cose. Gli innamorati sono noiosi, si sa. E anche patetici. Lo stesso sesso, anche quando vissuto con fantasia, è sempre ripetitivo. Perfino l'orgasmo, a ben guardare. Ma chi lo vive lo carica di significati ogni volta diversi per intensità, qualità,emozioni, tanto che ognivolta risulta strabello,unico . Certo meno bello è per chi si limita a guardare quello altrui, perchè può apparire sempre uguale. A meno che lo spettatore possa far riferimento alle proprie esperienze di orgasmo.
Ma non solo gli amanti sono patetici e ripetitivi! Un po' tutto, in Italia e nel mondo, soffre della sindrome del "già visto e detto".
Allarmante è la ripetitività della politica, perchè è segno che non ci sono più idee, non si pensa più. I politici poi sono sempre gli stessi, non c'è neppure la speranza in un ricambio generazionale. Quando miracolosamente succede, si scopre che i giovani (si fa per dire) hanno nulla di nuovo da proporre. Questo sì che è patetico, ma il facciatollismo dei partiti è tale che, alla fine, a pagarne le conseguenze è sempre il popolo con la sua distaccata indifferenza. Il mondo cambia, il pensiero dell'uomo si evolve, ma la politica dei partiti (vecchi, nuovi o rifatti) è sempre la stessa.
Sono patetici e ripetitivi persino certi convinti attivisti gay: costantemente incazzati col mondo etero, perseguono a testa bassa i diktat di gruppi di potere senza rendersi conto che l'unica nuova strategia adottata, quella delle lotte interne per la rappresentanza e per il denaro (v.Roma), possono solo portare all'autodistruzione ed al rallentamento della conquista dei diritti esigiti. Solo una fede cieca nel dogma che viene dall'alto, bandendo l'autonomia di pensiero, salva dal rischio delle contraddizioni che invece appartengono alla natura umana. Rimproverati da un fedele lettore anonimo, non abbiamo difficoltà a riconoscere che spesso tra noi cadiamo in contraddizione in tante piccole cose quotidiane, come penso capiti a tutti gli umani. Non c'è invece contraddizione, crediamo, nel nostro pensiero che si evolve continuamente con una accettabile e chiara coerenza. Se così non fosse, è giusto essere ripresi su questioni specifiche, perchè il blog è per noi anche strumento di crescita.
Meglio tornare all'evento di oggi, al noioso, ripetitivo, patetico ma esaltante amore che ci unisce da due anni: buon anniversario, novi!
lunedì, ottobre 01, 2007
Nella mischia della vita

Ecco, è iniziata la preannunciata settimana di "fuoco", di fronte alla quale io tenderei sempre alla fuga in avanti. Sono per la "normalità", le situazioni speciali mi fanno quasi paura. L'attenzione è però concentrata sull'evento più importante che coinvolge direttamente moDan. MoEn ed io riusciamo ad avvertire empaticamente il flusso continuo di emozioni, pensieri, tensioni del nostro amato. Ci risulta abbastanza facile essere con lui dentro quel mondo straordinariamente intenso che è capace di racchiudere nel giovane cuore. Eppure sono passati solo due anni da che ha fatto irruzione nella nostra vita sconvolgendola meravigliosamente.
Rimane intatto a distanza di tempo lo stupore per quel che ci accade , per la naturalità con cui abbiamo sempre affrontato le conseguenze di quell'amore cui non potevamo sottrarci. Non è stato faticoso, non più di qualsiasi altra relazione d'amore.Diventare troppia è venuto da sè, naturale evoluzione di un percorso intenso a due, culminato in un incontro non pensato e nemmeno programmato, nel quale però tutti e tre ci siamo immediatamente riconosciuti. Un riconoscimento all'inizio inconsapevole, ma già carico di segnali premonitori. Mi capita spesso di tornare a questi pensieri perchè, pur piccandomi di pretendere sempre la comprensione razionale degli eventi, mi accorgo che nelle scelte più importanti e significative della vita non ho esitato a seguire il cuore, trascurando la ragione spesso scalpitante . Era successo anche con moEn, quando ancora non ero convinto potesse veramente appagarmi un omoamore . Solo successivamente chiamo in gioco la razionalità, giusto a conferma della bontà della decisione presa ed eventualmente correrle in aiuto se necessario. D'altra parte l'amore coinvolge l'intera persona e quindi esige una sua risposta totale: non è irrazionale, va oltre la ragione coinvolgendo la totalità dell'essere. Comunque sia, fino ad oggi abbandonarmi all'amore ha significato vivere intensamente e questo mi basta. Credo sia così anche per miei compagni.
Già la vita è diventata così dura per tutti che occorre togliersi dalla mischia il tempo di ricaricarsi coi propri amori, per poi tornare immediatamente al proprio ruolo più decisi, anche incazzati visti i brutti tempi, ma ormai allenati a cogliere quell'attimo di "bellezza" che sempre offre e non può andare sciupato. Capita anche nel match più duro, eh eh.
domenica, settembre 30, 2007
Percorsi
Si preannuncia un’intensa ed emozionante settimana per noi novios.Si incomincia con due ricorrenze che mi piace assimilare perché pur completamente diverse entrambe esprimono l’inizio di un percorso e pertanto il raggiungimento di inevitabili tappe. La prima riguarda Moser. Non voglio esplicitamente enfatizzare l'evento, perchè so che Moser da sempre vuole viverlo normalmente, anche se sono certo che godrà pienamente di una festa interiore dove i suoi affetti più cari, i ricordi ma anche i sogni del futuro brinderanno allegramente. Naturalmente in compagnia dell’amante del momento:il romanzo “Mondo senza fine” di Ken Follet. Sono certo che capirete: auguri grande Moser! Con la seconda invece posso dar libero sfogo ai miei pensieri ed alle mie emozioni cercando di trasmetterle a parole pur sapendo che scrivendole inevitabilmente si perderanno. L’emozione è un attimo bellissimo. Una breve sensazione impalpabile che va catturata. E’ una forza che espressa o non espressa comunque passa ed arriva diritta dentro. A volte fa dei danni, a volte ti permette di costruire e ti offre gli stimoli giusti per andare avanti. Arrivo al punto. Sono due anni che siamo in tre. Tanto abbiamo scritto di noi nel nostro blog. A volte semplici dichiarazioni d’amore, a volte contrasti e provocazioni. Era il due ottobre e Modan entrò nella nostra vita. Ne abbiamo fatta veramente tanta di strada. Tante gioie, discussioni, diversità, scontri, incontri e confronti…quel benedetto orgoglio di cui i miei due mori sono paladini e naturalmente tanto, tanto sesso. Certo quel giorno poteva essere unico, finire lì ed invece….Si è andati oltre, a volte consapevolmente e a volte no, come è giusto che sia. Quel giorno è stato il nostro inizio di troppia, ma anche di noi singoli. Allora non l’abbiamo percepito subito anche perché era impossibile, ma già la nostra strada stava cambiando. Ci siamo messi in gioco tutti e tre. Modan con una discrezione e una attenzione indescrivibile ci è stato vicino, muovendo i primi passi su un terreno non sempre pianeggiante, anzi spesso faticoso. Sono proprio quelle fatiche che, anche se sembrano al momento immotivate e avvilenti e potrebbero indurre a gettare la spugna, risultano indispensabili per creare ed alimentare quei sentimenti che sono e saranno, comunque andrà, la nostra forza. Non sono pochi due anni, ma sono niente di fronte al nostro futuro di troppia e questa per me è la più bella certezza che posso regalarvi, mori. Auguri! I nostri sono sentimenti adulti che ci spingono, oggi, a cercare una certa “normalità” . Non è facile perché a volte la passione è talmente forte che una minima disattenzione dell’uno o dell’altro o dell'altro ancora innesca quell’insicurezze che a volte fanno male solo a se stessi ed impediscono la crescita. Anche queste sono necessarie però. Guai a dare per scontato l’esserci. E’ importante ma non basta.
Ma non finisce qui….Altro evento. Un altro inizio. Altro percorso. Un matrimonio. Per noi speciale, in particolare per Modan. La sposa è sua sorella. Non dico di più, se vorrà e se potrà, sarà Modan a raccontarci. Noi come sempre gli siamo vicini, le corde dei nostri sentimenti vibreranno forte, saremo idealmente lì con lui mentre l’accompagnerà all’altare e "la affiderà" allo sposo. Bello ed elegante ed anche sorridente percorrerà quei metri, pochi passi, con il cuore in gola dando l’avvio ad un altro percorso di vita. Auguri e viva gli sposi! (En)
venerdì, settembre 28, 2007
Isola di Linosa, un amico in più!

Tramite il nostro amico Peppo, già citato a proposito di Lampedusa, siamo entrati in contatto con una persona fuori dal comune: Giò, un artista ( e già questo lo colloca sopra le righe) bresciano che ha scelto di vivere e lavorare a Linosa, lontano dal chiasso, ma anche dalle comodità della vita cittadina. Pubblichiamo la sua e mail perchè pensiamo possa stimolare la riflessione di tutti, come è stato per noi. Maggiori informazioni su Giò le trovate in www.congio.com.
Cari DES,
Cari DES,
scusate se ritardo nelle risposte,ma non sono "dotato" di alcuna tecnologia,se non di 2 cellulari antichi come i monumenti,per cui devo "piacevolmente appoggiarmi" ad un aitante e carino linosano (fabio) "dotato",appunto,di alta tecnologia computeristica! Volutamente boicottata ogni forma di consumismo,vivo da due anni su questa splendida,ma selvaggia ed estrema isoletta,al seguito di circa 350 isolani,dividendo con loro tutte le fatiche d'Ercole necessarie a sopravvivere durante gli isolamenti imposti dalle forze della natura PADRONA!I ritmi lenti fanno inoltre riflettere su ciò che è stato e su ciò che sarà!Non rinnego,ma né rimpiango la dura conquista di un posto al sole cittadino!C'è che qui,con il mio lavoro,che,come saprete è la pittura,riesco a sopravvivere decorosamente,in pace,senza preoccupazioni e noie,col sorriso verso tutti gli isolani che incontro durante la giornata e che sono divenuti ormai la mia più grande famiglia (anche se io provengo già da una grande famiglia!sono l'ultimo di nove). Nel frattempo,comunque,elaboro il mio futuro,mantenendo rapporti e contatti con i miei afeçionados clienti del nord,sperando che mi si apra una porticina,a merito del mio lavoro! Qualora succedesse (tengo duro) chissà dove potrei finire,ma mi piacerebbe comunque avere base qui.Il destino mi guiderà,come ha fatto fin d'ora.Mi va bene tutto,purchè se magni,sebbeva,se rida e se sc..!che non guasta vero????Spero di vedervi un giorno e conversare con voi,anche se gli aggiornamenti sul mondo urbano (siano etero,gay,lesbo,bisex) non mi acchiappano più tanto ormai!!Vivo a stretto contatto con una natura ricca di sorprese ed emozioni,come per esempio,le tartarughe che nidificano (quest'anno ho avuto la fortuna di veder nascere i tartarughini!),le doppie migrazioni di "uccelli",i delfini che giocano per giorni intorno all'isola,le cicogne,i falchi (tanti) che si librano nel cielo aspettando la preda,ed un mondo sommerso comparabile al mar rosso (lo so perché ci ho lavorato come animatore nel 92).Ed ora qualsiasi accenno alla vita cittadina mi glissa sulla pelle,rendendomi apatico all'interlocutore (di solito i turisti che vengono e ti sfogano addosso le paranoie passate in un anno in città,invece di rilassarsi e godersi sto paradiso!) Non ci crederete,ma mentre via stò scrivendo a mano la bozza della mail che poi "Fabio" vi inoltrerà,si è avvicinato Antonio,il mio grosso lucertolone,che reclama un bocconcino di cibo!Siamo sul mio megaterrazzo (ex pista della ex discoteca FANTASTICO),mentre ascolto Mozart, e lui mi si arrampica sulla mano,con quel suo manto maculato di verde e beige,esigendo che io gli prenda qualche mosca,che lui ormai non sà più prendere,il viziato.Lui è diventato il mio piccolo animale domestico,e poi tiene lontano tutte le altre lucertole,che è meglio!Sapete,stà diventanto,inoltre,una vera attrazione turistica!!!!!Che sia al circo il mio,o il nostro,destino? Ah!c'era anche Cleopatra,ma è putroppo annegata nella vasca dove faccio il bucato a mano (non ho nemmeno la lavatrice!).Sicchè ORA, lui è solo mio!!!! Bene,ora vi salutiamo mandandovi un grande abbraccio (pensate alla zampette di TONY!) nella speranza,dicevo,di vedervi e di ricevere sempre i vostri graditissimi saluti,OK? PEACE&LOVE-GIO'
.........Un saluto anche da FABIO,IL MIO COMPUTERMAN!!!!
Nella foto Giovanni Confortini, Barche allo scalo vecchio, Acrilico su tela H 30cm - L 40cm
giovedì, settembre 27, 2007
Per i coraggiosi amici birmani

Mentre in Italia è cominciato il travaglio (di vere e proprie doglie si tratta a quanto pare) del testo definitivo della Finanziaria che il Consiglio dei Ministri dovrà partorire entro poche ore per poi essere presentato alle Camere nel prossimo novembre, la situazione nel Myanmar è precipitata, come prevedibile, dopo il nulla di fatto dell'ONU ieri. Il "paladino delle libertà del mondo" ha tenuto il suo preannunciato discorso chiedendo sì un inasprimento delle sanzioni economiche , ma ,dopo il veto di Russia e Cina "imparentate"economicamente al regime militare della Ex Birmania, ha glissato come se nulla fosse, perchè "quel Paese non costituisce un pericolo per la sicurezza internazionale". Come dire:" Facciano quello che vogliono al proprio interno, non sono c... nostri se l'opposizione sarà falcidiata ancora una volta nel sangue". Si tratta di un'altra chiara lezione di bushismo che già tante volte abbiamo dovuto sorbirci in questi anni . Come ha giustamente commentato Olmo nel precedente post sull'argomento, in quel Paese non ci sono petrolio o altre ricchezze che "mettano in pericolo la situazione internazionale", quindi gli U.S.A. possono assecondare per una volta il non interventismo ONU, bloccato da ciò che rimane del vetero imperialismo socialista.
I militari nel Myanmar non aspettavano altro: per loro deve essere stato un vero e proprio "via libera" alla repressione violenta che immediatamente si è scatenata contro i monaci, i manifestanti civili e persino i giornalisti occidentali, colpevoli di mostrare al mondo una strage di Stato autorizzata dal maggior consesso internazionale. Si può sperare solo nell'Europa a questo punto, ma precedenti esperienze frenano aspettative eccessivamente ottimistiche.
Si muove invece il popolo degli sms e di internet: «In support of our incredibly brave friends in Burma: May all people around the world wear red shirt on Friday 28. Please forward!». Quindi una maglietta rossa da indossare domani, venerdì 28, per testimoniare solidarietà «ai coraggiosi amici» della Birmania.
Sto pensando che non ho una maglietta rossa e dovrò inventarmi qualcosa velocemente, perchè non si può lasciare intentata alcuna strada, anche se questa è contorta perchè passa attraverso un piccolo segno di milioni di persone nella speranza che arrivi forte e visibile a chi conta davvero. E che poi sarebbero nostri rappresentanti. Altre manifestazioni e sit in si stanno organizzando in Italia: siamo allertati.
Nella foto Corriere della Sera Kenji Nagai, il fotoreporter giapponese della Afp, colpito a morte dalla polizia birmana. Prima di spirare ha ancora la forza di fare l'ultimo scatto .
mercoledì, settembre 26, 2007
Cara vecchia televisione

Cara vecchia televisione….
ricordi quando impaziente aspettavo le 17 per assistere ad un nuovo episodio di Gian Burrasca o quando, il sabato sera accendevi le tue luci sui magici varietà Mina, Vianello le Kessler e la mitica Carrà. Quanta allegria e fantasia soprattutto quanta semplicità. Nessuno ti usava allora, il tuo fine era chiaro. Hai fatto tanto: sei riuscita ad unirci. Unire un popolo, che nonostante tu sia nata qualche anno dopo, ancora era provato dalla guerra, era tanto disgregato e stava cercando un po’ di benessere. Tu con i tuoi “Lascia o Raddoppia” eri capace di aggregare intorno a te decine di persone, in ogni bar ed in ogni fortunata casa eri tu il centro. Qualcuno aveva anche paura di te. Pensava che tu potessi vedere cosa ti accadeva davanti (la mia bis-nonna disse arrossendo a mia mamma di non spogliarsi di fronte alla televisione perchè tutti avrebbero potuto vederla). I problemi, le difficoltà erano sempre tante ma riuscivi a regalare un sano e meritato svago. Poi qualcuno si è accorto dell’immenso potere che puoi gestire e di come riesci a dettare verità. L’illecito fino ad allora, diventava lecito solo perché lo dicevi tu, le bugie verità. Insomma allora lasciavi spazio alla nostra fantasia alla nostra libertà. Pian piano ti hanno cambiata, con “lui” tanti milioni, tanti sorrisi e tanta superficialità è arrivato il colpo letale. Oggi non hai più anima, sei piatta non ti guardo più….infondo hai avuto vita breve. Sei diventata pure satellitare ed ho sperato ma anche lì ti stanno cambiando…il padrone è uno solo.
Oggi la missione è un'altra è quella di unire un popolo senza confini, purtroppo tu non puoi riuscire, non sei nelle nostre mani quindi l’unica cosa che posso fare è spegnerti ed accendere un altro mezzo ancora libero: il computer e navigare in Internet. La stessa magia di allora la rivivo oggi. Ciccando qui e là trovi spazi liberi dove chi ha idee le scrive, senza censure senza filtri ma soprattutto senza fini precisi solo quello del confronto e del dibattito. Ma che bello, che calore. Questa volta non possiamo sbagliare, teniamoci i nostri spazi dove veramente ci si può arricchire e dove noi abbiamo un grande potere che è quello della libera espressione. Qui la vera democrazia. Navigando nei vari blog rimango stupito di fronte a tanta libertà. Noi novios abbiamo iniziato quasi per gioco ma ora sta diventando nostro impegno in particolare di Moser il cercare di utilizzare questo strumento al meglio (qualche scivolata come può essere questo mio post spero sia consentita) che poi si risolve nell’essere noi stessi con tutti i nostri pregi e difetti. Normalmente e semplicemente.
Non facciamoci rubare anche questa opportunità ma soprattutto teniamocela stretta ed amplifichiamo le nostre idee senza condizionamenti. Prima o poi qualcuno metterà mano anche a questo ma ora di allora ne avremo scritte di parole e manifestate tante di idee. Non mi riferisco al nostro blog che è solo una piccola e modestissima goccia, ma al “sistema internet” in generale dove con il contributo umano di tutti si riuscirà a riacquisire sempre di più quel senso critico e costruttivo che altri mezzi, tv e stampa, non consentono più.
ricordi quando impaziente aspettavo le 17 per assistere ad un nuovo episodio di Gian Burrasca o quando, il sabato sera accendevi le tue luci sui magici varietà Mina, Vianello le Kessler e la mitica Carrà. Quanta allegria e fantasia soprattutto quanta semplicità. Nessuno ti usava allora, il tuo fine era chiaro. Hai fatto tanto: sei riuscita ad unirci. Unire un popolo, che nonostante tu sia nata qualche anno dopo, ancora era provato dalla guerra, era tanto disgregato e stava cercando un po’ di benessere. Tu con i tuoi “Lascia o Raddoppia” eri capace di aggregare intorno a te decine di persone, in ogni bar ed in ogni fortunata casa eri tu il centro. Qualcuno aveva anche paura di te. Pensava che tu potessi vedere cosa ti accadeva davanti (la mia bis-nonna disse arrossendo a mia mamma di non spogliarsi di fronte alla televisione perchè tutti avrebbero potuto vederla). I problemi, le difficoltà erano sempre tante ma riuscivi a regalare un sano e meritato svago. Poi qualcuno si è accorto dell’immenso potere che puoi gestire e di come riesci a dettare verità. L’illecito fino ad allora, diventava lecito solo perché lo dicevi tu, le bugie verità. Insomma allora lasciavi spazio alla nostra fantasia alla nostra libertà. Pian piano ti hanno cambiata, con “lui” tanti milioni, tanti sorrisi e tanta superficialità è arrivato il colpo letale. Oggi non hai più anima, sei piatta non ti guardo più….infondo hai avuto vita breve. Sei diventata pure satellitare ed ho sperato ma anche lì ti stanno cambiando…il padrone è uno solo.
Oggi la missione è un'altra è quella di unire un popolo senza confini, purtroppo tu non puoi riuscire, non sei nelle nostre mani quindi l’unica cosa che posso fare è spegnerti ed accendere un altro mezzo ancora libero: il computer e navigare in Internet. La stessa magia di allora la rivivo oggi. Ciccando qui e là trovi spazi liberi dove chi ha idee le scrive, senza censure senza filtri ma soprattutto senza fini precisi solo quello del confronto e del dibattito. Ma che bello, che calore. Questa volta non possiamo sbagliare, teniamoci i nostri spazi dove veramente ci si può arricchire e dove noi abbiamo un grande potere che è quello della libera espressione. Qui la vera democrazia. Navigando nei vari blog rimango stupito di fronte a tanta libertà. Noi novios abbiamo iniziato quasi per gioco ma ora sta diventando nostro impegno in particolare di Moser il cercare di utilizzare questo strumento al meglio (qualche scivolata come può essere questo mio post spero sia consentita) che poi si risolve nell’essere noi stessi con tutti i nostri pregi e difetti. Normalmente e semplicemente.
Non facciamoci rubare anche questa opportunità ma soprattutto teniamocela stretta ed amplifichiamo le nostre idee senza condizionamenti. Prima o poi qualcuno metterà mano anche a questo ma ora di allora ne avremo scritte di parole e manifestate tante di idee. Non mi riferisco al nostro blog che è solo una piccola e modestissima goccia, ma al “sistema internet” in generale dove con il contributo umano di tutti si riuscirà a riacquisire sempre di più quel senso critico e costruttivo che altri mezzi, tv e stampa, non consentono più.
In questa serata che mi vede solo e tranquillo davanti al mio pc non posso che pensare e dedicare questa canzone ai miei amati novios:
martedì, settembre 25, 2007
La pacifica rivoluzione dei monaci

Continua, nonostante le minacce,la protesta pacifica e silenziosa dei monaci buddisti contro la giunta militare al potere dal 1962 nel Myanmar, ex Birmania. Sono ormai cinque settimane che nel Paese monta la protesta. Già nel 1988 gli studenti di Yangon tentarono di richiamare l'attenzione internazionale sulla grave condizione del Paese, ma le manifestazioni popolari furono allora brutalmente soffocate nel sangue. Aung San Suu Kyi , Nobel per la pace e leader della Lega Nazionale per la Democrazia, dal 1989 è agli arresti domiciliari, interrotti solo da una pausa di semilibertà durata due anni.
Negli ultimi giorni i monaci e le monache buddisti - che già avevano partecipato alla protesta del 1988 - hanno dato il via a marce e manifestazioni quotidiane cui subito si sono aggregati migliaia di civili (forse trecentomila ieri)per protestare contro la giunta che ha portato il Paese alla catastrofe economica. Stiamo assistendo ad una rivoluzione non violenta che ricorda da vicino le battaglie del Mahatma Gandhi ,il cui pensiero ha influenzato Suu Kyi fin dall'inizio della sua attività politica. Fanno impressione tutti quei monaci silenziosi e composti che marciano rischiando il carcere e le torture del regime militare. Sembrano tanti ingenui e indifesi bambini consapevoli dell'ineluttabilità della sofferenza, come Siddhārtha Gautama ha insegnato, determinati però, con la testardaggine tipica degli innocenti, a continuare fino alla caduta del regime disumano.
Qualcosa sembra muoversi in Occidente.
lunedì, settembre 24, 2007
" O' Scià "

Il nostro amico Peppo, di ritorno dal suo secondo soggiorno lampedusano dell'estate, ci ha spiegato che o' scià è il saluto usato comunemente dagli isolani ed il nome della manifestazione musicale che, dal 2003, Claudio Baglioni organizza per sensibilizzare sul problema della immigrazione clandestina. La bellissima isola al confine con l'Africa da anni è testimone di drammi umani,trovandosi spesso sola ad affrontare l'incontrollabile fenomeno della migrazione clandestina. Le sue magnifiche acque purtroppo sono diventate per molti dei disperati della terra la tomba, in cui sono definitivamente naufragate le già labili speranze in una vita migliore. Quante sono state finora le tragedie consumatesi in quel mare? Quante sono rimaste del tutto ignote? Credo non sia possibile una stima, si può solo dolorosamente immaginare.
O' scià è una parola bellissima già nella sonorità, evoca pienezza di solarità, apertura, disponibilità di cuore e viene tradotta fiato mio, mio respiro. Come tutte le traduzioni, probabilmente anche in questo caso il significato è un po' impoverito, perdendo lo spessore originale più profondo. Sarò certamente fuori pista, ma mi piace pensare che abbia la stessa radice Sh dei mediorientali Shalom/Salam che sono straordinari ed intraducibili per densità di significato. Esprimono la pienezza dell'armonia dell'uomo con Dio, il soffio creatore che investe la creatura e da lei rimbalza creativamente all'universo stra-amato. Sono forme di saluto abituale, ma straricche di amore beneaugurante! O' Scià forse tradisce un passato in cui l'incontro con culture altre era novità,ricchezza, vita e non indifferenza, disperazione e morte come ormai quotidianamente le cronache riferiscono.
« Nessun uomo è un'isola,ogni respiro è un uomo... » (Claudio Baglioni): è proprio vero!
« Nessun uomo è un'isola,ogni respiro è un uomo... » (Claudio Baglioni): è proprio vero!
I Lampedusani, testimoni della storia di ieri e di oggi, costituiscono un patrimonio culturale straordinario della nostra Italia che andrebbe tesaurizzato per il bene di tutti. Siamo arcicontenti di avere un amico laggiù, Francesco, autore tra l'altro di meravigliose fotografie: è un po' come se godessimo anche noi della ricchezza umana di quell'avamposto spalancato sull'Africa.
O' scià, Francesco!
Il nostro respiro sul mondo non è attenuato dalla rinuncia alla nuova casa che per tre giorni ci ha fatto fibrillare. Ci entusiasmava il terrazzo, enorme, immerso nella tranquillità della campagna, ma alcuni particolari ci hanno fatto desistere. Non per questo abbiamo smesso di sognare: la ricerca serena e tranquilla continua.
Abbiamo invece definitivamente chiuso il capitolo relativo all'esordiente gruppo glbt comasco: disguidi ed errori tecnici in rapida successione ci hanno tagliato fuori dal dibattito interno. Forse è un segnale che dobbiamo continuare a respirare il mondo, evitando di perderci in problematiche che non ci appartengono. O' scià a tutti!
domenica, settembre 23, 2007
Più leggeri

Ed eccoci alla domenica che potrebbe cambiare la nostra vita! Nonostante si sia fatta l'alba come il solito stanotte (quasi le 4!!!), ci siamo svegliati prestissimo. Anche i miei compagni intendo, sia pure leggermente più tardi di me. Dopo pranzo un'altra ricognizione, per FliDan la prima perchè tutto è accaduto nel giro di pochissimi giorni, poi la riflessione comune, la discussione e infine la decisione. Naturalmente prendendoci le nostre solite pause d'amore. Domani mattina la soluzione definitiva che diventerà forse già concretamente impegnativa. Un passo alla volta i nostri sogni potrebbero cominciare a prendere forma, iniziamo da quelli più piccoli e già percorribili, ma non smettiamo di sognare in grande pensando al futuro.
Nella serena agitazione che caratterizza queste giornate, sono riuscito poco fa a dare un'occhiata agli sviluppi della comunità glbt lariana attraverso il suo sito. Ci eravamo tenuti fuori, in apnea appunto, per non condizionare in alcun modo gli ideatori originari coi quali non abbiamo sintonia di vedute. E' giusto il confronto dialettico, ma siamo consapevoli di dovere rispetto assoluto nei confronti di chi ha pensato e vuole qualcosa sul territorio, anche se non corrisponde esattamente al nostro modo di essere e di pensare. Poco importa: democrazia significa anche farsi da parte quando occorre, lasciando che le idee altrui avanzino come da programma stabilito.
A dire il vero, ammetto di non aver compreso l'evoluzione del dibattito interno alla comunità e quindi l' indirizzo scelto. Forse è ancora prematuro, anche se gli iniziatori tradiscono puntualmente in ogni messaggio l'intento originario, riconoscibile tra le righe. Sono rimasto stupito che Paolo pensi addirittura ad una Casa comune delle diversità , tipo quella di Napoli, che noi stessi segnalavamo entusiasticamente il 7 luglio 2006. Siamo ancora convinti che quella sia una strada da percorrere, pur non sapendo come stia maturando l'esperienza partenopea.
Siamo però cresciuti noi novios da allora e con noi il nostro pensiero. Ottima la Casa comune delle diversità, perchè ogni persona dovrebbe lottare per i diritti elementari di tutti e non solo della propria categoria. Siamo rimasti ancorati a questa idea fondamentale. Non condividiamo più invece la necessità di omologazione in vecchie o nuove associazioni , ma questo è discorso vecchio. Ciò che ormai è inutile, deve essere abbandonato. Naturalmente è solo il nostro parere: noi ci sentiamo già più leggeri e liberi.
Etichette:
arcimancuso,
notizie/aggregazione,
Vita di troppia
sabato, settembre 22, 2007
Attesa

Frizzante fibrillazione in casa: entro lunedì mattina dobbiamo giungere ad una decisione importante che segnerà il primo nostro grande cambiamento da troppia. Non anticipiamo un po' per scaramanzia, un po' perchè la situazione richiede tranquillità e serenità di giudizio: si tratta comunque di cosa estremamente positiva che da tre giorni assorbe tutta la nostra attenzione e richiede il massimo affiatamento. Vedremo e poi racconteremo.
Intanto si ventila una nuova crisi della maggioranza parlamentare. Non è una novità e noi ,cittadini comuni che l'abbiamo votata, francamente non abbiamo più parole da spendere. Fassino minaccia la crisi di Governo ed elezioni anticipate: «Tutti devono essere consapevoli che un altro governo non c'è e se cade questo si va ad elezioni anticipate. Chi ha la responsabilità di governare non può esporre il Paese a questo rischio». Spera di far rientrare il problema, l'ennesimo, preparando il terreno alla prossima finanziaria, ma è giusto continuare così? Il ministro Damiano va oltre, segnalando precise colpe morali e politiche nel caso il Governo dovesse cadere, perchè "si avrà la responsabilità di consegnare questo Paese al centrodestra. Credo che questo rischio nessuno lo voglia correre".
E' vergognoso quello che sta accadendo e che è già avvenuto mille volte dall'inizio della legislatura: lo spettacolo penoso dei politicanti non conosce pudore. E' persino peggiore di quello offerto da Mike Buongiorno e Loretta Goggi di cui so nulla, ma che è abbondantemente riportato dai media. Meglio, molto meglio l'apparizione in tv del lider maximo, Castro, che ha saputo ironizzare sulla propria morte. Non è da molti.
Possiamo solo aspettare, poi anche noi decideremo.
venerdì, settembre 21, 2007
"Sono gay e va bene così"

La Repubblica di oggi ha pubblicato uno stralcio dal libro "Und das ist gut so.Mein Leben fuer die Politik" (E va bene così. La mia vita per la politica) del Borgomastro di Berlino, Klaus Wowereit . E' il racconto del suo outing sereno e necessario, al momento di abbracciare la carriera politica. Ricorda un po' il nostro italianissimo Rosario Crocetta, sindaco di Gela, di cui abbiamo già scritto. "Quando si diventa vip, o persone pubbliche, l´interesse del pubblico si sveglia. Niente da fare, è così. Nascondere la propria vita privata in modo ossessivo non è possibile, non funziona". Per questo decide di parlarne al Congresso del suo partito: " Così, poco prima della fine del mio discorso, pronunciai quella piccola frase, che poi è diventata la frase più nota da me pronunciata in tutta la mia vita: Ich bin schwul, und das ist auch gut so, "Io sono omosessuale, e va anche bene così".
Klaus Wowereit e Rosario Crocetta sono due grandi uomini, impegnati attivamente nella politica in realtà sociali completamente diverse: li accomuna la normalità con cui vivono l'omosessualità. Entrambi non l'hanno sbandierata ai 4 venti, imponendola ad amici, colleghi, etc,ritenendola un semplice accidente della persona.E' stata la scelta di diventare uomini pubblici che li ha di fatto costretti a superare la naturale riservatezza e discrezione. Certo che se nelle nostre società l'essere gay fosse già tranquillo accidente, come per esempio essere mancino ( che pure un tempo era cosa anormale), non dovendo fare i conti con possibili squallidi ricatti anche i nostri due sindaci avrebbero potuto godere del diritto alla privacy dei comuni cittadini.
Bello il racconto del borgomastro:è la testimonianza del cambiamento che silenziosamente matura nel mondo glbt, forse più velocemente altrove che in Italia, dove si è fortemente condizionati da una mentalità che fatica a rinnovarsi coi tempi, nonostante i fallimenti delle strategie politiche degli ultimi anni. La normalità di Wowereit e Crocetta ha trasmesso serenità ai rispettivi cittadini che li hanno voluti e votati a capo delle Amministrazioni delle due città sicuramente anche per la competenza e la preparazione dimostrata in campagna elettorale. Ma anche simpatia ed equilibrio hanno giocato a loro favore.
giovedì, settembre 20, 2007
Gaytudine lariana

La scelta di fliDan di scrivere nel post di ieri di rugby e radio che è mezzo storico per eccellenza della comunicazione assunto ormai a simbolo della stessa, è stata felicissima ed esprime alla perfezione la realtà che noi novios stiamo vivendo. E' in atto da un paio di giorni un fitto dibattito sul sito della comunità glbt comasca su ciò che essa dovrà essere una volta decollata. Abbiamo naturalmente partecipato, noi novios, con le nostre solite idee,espresse già in mille occasioni: l'omosessualità è un accidente che nulla aggiunge o toglie al valore della persona in sè, etc., l'impegno glbt deve ormai svincolarsi dalle Associazioni nuove o vecchie che hanno fatto il loro tempo, per un impegno a tutto campo nella società non in quanto gay, ma in quanto cittadini responsabili, impegnati nel funzionamento e miglioramento della società attraverso l'impegno politico non in movimenti specifici,ma nelle realtà partitiche già esistenti, anche se allo stato dei fatti sommamente deludenti. Nulla ovviamente vieta che un glbt carismatico e capace si proponga, oggi o domani, come fondatore di un nuovo soggetto politico di respiro universale e non connotato (limitato)gayamente. La necessità di un gruppo sul territorio lariano è motivata dal bisogno di offrire un riferimento per quanti ancora vivono la propria situazione come problema, facilitando una serena accettazione di sè attraverso la scoperta della normalità dell'omosessualità. Momenti di aggregazione, feste, provocazioni e stimoli culturali, politici, etc sono gli strumenti che un gruppo, del tutto libero da vincoli associativi, può porre in atto per favorire la conquista della consapevolezza del proprio valore a prescindere dalle preferenze sessuali. Da qui alla maturazione nei singoli della necessità dell'impegno politico nei propri spazi ed ambiti quotidiani il passo può essere molto breve. Senza nuovi partiti o nuove associazioni che, esaurito il compito storico, finiscono per diventare peso ed intralcio allo sviluppo sociale. Non entro nello specifico perchè già ribadito più volte in passato, ma anche perchè minacciato di incontro forzato con l'Aurelio (Mancuso, ndr), cosa che assolutamente voglio evitare, non avendo tempo da perdere nemmeno per contestare cecità e sordità della sua associazione di fronte al gran fermento che attraversa la realtà glbt italiana. Non c'è più nulla da discutere: i tempi sono cambiati, si chiude un capitolo e se ne apre un altro. Purtroppo il guaio delle Istituzioni in generale è che nel tempo ingigantiscono e diventano veri e propri centri di potere (di ogni tipo), difficili da eliminare una volta assolta la funzione originaria. Lo sanno bene i Ministeri che si ritrovano tanti enti ormai inutili che continuano ad assorbire i contributi dei cittadini. Ma questo è già un altro problema.
Poche idee le nostre, ma abbastanza chiare. Almeno credevamo, dal momento che hanno scatenato interventi accesi, quasi furibondi negli ideatori/fondatori del gruppo comasco convinti sostenitori delle realtà associative, tanto da farci sentire "il disagio della comunicazione", come se si trattasse non più di un confronto dialettico, bensì di un match di rugby seppure virtuale.
Letto il post di fliDan ho subito pensato al suo genio naturale che ha colto al volo l'opportunità di una "pausa" fortemente semiotica di cui proprio necessitavamo. Ora siamo in tranquilla apnea e attendiamo di conoscere l'orientamento del gruppo che comunque accoglieremo serenamente col massimo rispetto. Anche se diverso dal nostro, perchè nel vasto e colorato mondo glbt c'è spazio proprio per tutti.
Etichette:
arcimancuso,
notizie/aggregazione,
pensieri
mercoledì, settembre 19, 2007
RADIO ESPANSIONE

Noto con particolare piacere che le radio (almeno quella che ascolto io) oltre a trasmettere quei simpatici programmi, abbia come l'intenzione di uscire dall'omologata cultura dell'italiano.
Come sappiamo benissimo il calcio,in Italia, gode di un grandissimo successo sia tra gli appassionati di questo gioco sia tra i moltissimi imprenditori che ne guadagnano in termini economici.
In questo periodo moltissimi sport impegnano le nostre nazionali; uno su tutti è il rugby.
La mia radio ha dato moltissimo spazio ai "nostri azzurri" rugbisti, probabilmente spinti anche dall'allegria e dalla simpatia che questi ragazzoni trasmettono.
Voci dolci con accenti simpatici passano informazioni relative alle regole del gioco, ovviamente con la giusta terminologia. Molti di loro saranno anche alle prime esperienze radiofoniche, quindi normale l' emozione e l' imbarazzo che si avverte dal loro tono, anche se dietro si nascondono omoni che sembrano armadietti magari anche con la faccia un pò gonfia dai colpi ricevuti nelle partite precedenti (giusto per indurirne l'aspetto).
Non ricordo la maggior parte delle regole e dei termini. Mi rallegra sapere che ci sia la voglia di allargare le vedute e che ci sia l'intenzione di uscire dai soliti schemi. Notare questo dalla radio fa molto piacere perchè diventa una specie di messaggio in grande scala. Si crea una diffusione di informazioni relative a mondi che nemmeno conosciamo. Molti possono risultare interessanti, altri meno ma sta a noi scegliere cosa ci piace e cosa non ci piace. Trovo comunque utile la decisione da parte della radio di farci scoprire le molte realtà che si vivono ogni giorno visto che per pigrizia o per scarsità di tempo ci si informa un pò poco.
Dan
lunedì, settembre 17, 2007
Inizio settimana

La quotidiana lettura dei giornali, come ormai da molto tempo, mi lascia quasi indifferente. Quello che supera la censura e le manipolazioni è ripetitivo e piuttosto scontato. L'annuncio di Grillo mi interessa nella misura in cui riesce a turbare il sonno dei politici professionisti. Mi resta il dubbio che in qualche modo anche il suo gioco faccia parte di questo sistema. Mi pare di aver letto ieri una dichiarazione in proposito di Pannella e se lo dice lui che negli ultimi quarant'anni è stato il jolly della partitocrazia che a parole combatteva...
Mi rendo conto che non posso cedere alla rassegnazione che ho sempre considerato fallimentare e negativa, ma con la classe politica che ci ritroviamo ci sono ben poco ragioni per continuare a sperare. La politica non è oggetto di fede, quindi vale poco in questo caso l'insegnamento del patriarca Abramo di "sperare contro ogni speranza". Forse la fede nell'uomo, il suo essere sempre diverso come individuo e come gruppo, capace di ottusità ma anche di pensiero altissimo, di orrore ma anche di meraviglia, può lasciare un certo margine di speranza. Ma è esercizio pur sempre difficile, se penso alle persone concrete che siedono in Parlamento e ai tanti Italiani che, pur disgustati, continuano a credere nei miracoli annunciati e mai realizzati. E' troppo presto per scendere in piazza e cacciare tutti quanti a casa per sempre? Poi bisogna pur ricominciare in qualche modo e da chi? Non ci si improvvisa politici, è ancora fresco il ricordo di imprenditori scesi in campo con l'intera banda: ne stiamo ancora pagando le conseguenze.
Pensare alla rivoluzione il lunedì mattina non fa bene: c'è tutta la settimana davanti per affacendarsi al fine di mantenere quanto ottenuto in questi anni e magari conquistare qualcosa di più. Tutto quantificabile perchè materiale, che pare sia l'unico scopo per cui valga veramente la pena di lottare. I diritti, nostri ma anche quelli di tutti, sono un qualcosa di più, un lusso e in quanto tali sono soggetti a tassazione. Sarà per questo che molti, troppi, non possiedono nemmeno quelli più elementari. Condoni e sgravi fiscali non sono previsti in tempi brevi e forse neanche lunghi. E' già una fortuna che non sia soggetta a imposta la serenità che è pur sempre una conquista/lusso individuale. Coi tempi che corrono però si può mai sapere: quanto dovremmo all'Erario per il nostro triplice stato di meravigliosa serenità? Meglio non pensarci.
Etichette:
attualità,
pensieri,
Vita di troppia
domenica, settembre 16, 2007
Domenica chiuso

E' pomeriggio inoltrato, i novios dormono da poco, forse mezz'ora.Hanno bisogno di riposare. La domenica è fatta anche per questo. E per amarsi naturalmente. Quando liberi da impegni non manchiamo di rispettare questa saggia indicazione e giochiamo il sesso, tanto sesso con fantasia e con calma, senza la preoccupazione feriale di tirare troppo tardi, chè il giorno dopo si lavora. Abbiamo concluso un round stanotte alle 3 per ricominciare dopo pranzo, appena Lupetto è uscito per andare a studiare altrove. Ora una pausa. Alle 20 abbiamo appuntamento con amici per una pizza e forse riusciamo a strappare al tempo che corre ancora un po' d'amore , prima del loro arrivo. Altrimenti sarà a fine serata.
L'amore si nutre di sesso, non è certo una novità. Tutti ne parlano, ormai non rappresenta più un tabù. Molti lo fanno, altri si accontentano di parlare di quello degli altri. Il risultato di una buona attività sessuale dovrebbe rilassare il corpo e lo spirito, ritemprarli. Dopo l'amore ci si sente magari un po' sfiancati nel fisico, ma carichi dentro di tenerezza e serenità, in pace con se stessi e con gli altri e quindi anche più disponibili nei confronti di tutti, non solo degli amati. Non è proprio il clima che si respira nelle nostre strade e città. Forse perchè si fa male, alla donGelmini per esempio: di nascosto, morbosamente, per appagare la pulsione del momento totalmente scissa dal sentimento, dal resto della vita. Col rimorso di coscienza già in canna. Il sesso vissuto così, anzichè unire finisce col dividere: separa gli amanti, ma anche il singolo che dentro di sè deve fare i conti col proprio io diviso. Diventa una cosa sporca, una caduta, un peccato. L'esperienza umana (e non solo) più bella che in assoluto avvicina di più alla Divinità facendoci toccare sia pure per pochi attimi la massima armonia, l'orgasmo, può anche precipitarci nella brutale sperimentazione, ugualmente palpabile, della solitudine. Chi non l'ha sperimentato? La coscienza poi si può mettere a tacere per sopravvivere, basta anestetizzarla anche solo con l'abitudine (vizio diceva la Scolastica).
Ma è meglio che vada a svegliare i novios, se vogliamo sperimentare ancora un po' d'amore...
Iscriviti a:
Post (Atom)


